{"id":238,"date":"2009-10-29T11:43:34","date_gmt":"2009-10-29T10:43:34","guid":{"rendered":"http:\/\/press.professionearchitetto.com\/2009\/10\/la-marina-doricail-complesso-portuale-a-vocazione-turistica-del-porto-di-ancona\/"},"modified":"2012-04-11T13:08:55","modified_gmt":"2012-04-11T12:08:55","slug":"la-marina-doricail-complesso-portuale-a-vocazione-turistica-del-porto-di-ancona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/progetti\/la-marina-doricail-complesso-portuale-a-vocazione-turistica-del-porto-di-ancona\/","title":{"rendered":"La Marina Dorica:il complesso portuale a vocazione turistica del Porto di Ancona"},"content":{"rendered":"<p class=\"abstract\">Racchiusa a nord da un molo di sopraflutto e a ovest da un terrapieno con moletto di sottoflutto, la zona portuale \u00e8 in continuit\u00e0 con le altre infrastrutture costiere e permette l&#8217;ormeggio a 1.196 natanti da diporto, mettendo a disposizione non sol<\/p>\n<p class=\"immagine\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/press\/2012\/04\/doc12565463053732.jpg\" \/><\/p>\n<!--more-->\n<p class=\"comunicato\">\u201cLa Marina Dorica\u201d \u00e8 il complesso portuale a vocazione turistica del Porto di Ancona.<br \/>Racchiusa a nord da un molo di sopraflutto e a ovest da un terrapieno con moletto di sottoflutto, la zona portuale \u00e8 in continuit\u00e0 con le altre infrastrutture costiere e permette l&#8217;ormeggio a 1.196 natanti da diporto, mettendo a disposizione non solo i servizi alla navigazione e all&#8217;approdo, ma anche spazi commerciali e locali per lo svago e il ristoro, sedi di club, aree urbane collettive e parcheggi, e a breve distanza dal centro della citt\u00e0 e dalle principali vie di trasporto.<br \/><br \/>Dopo il completamento del bacino, il terrapieno ovest \u00e8 stato interessato dalla realizzazione dell&#8217;urbanizzazione e degli edifici a supporto dell&#8217;attivit\u00e0 portuale.<br \/>La forma triangolare dell&#8217;area d&#8217;intervento \u2013 circa 4.800 m2 con il vertice rivolto a nord &#8211; caratterizza l&#8217;impianto planivolumetrico del complesso edificato, formato da quattro fabbricati bassi, in linea, disposti a \u201cV\u201d a racchiudere una piazzetta di circa 1.900 m2 utilizzata per manifestazioni ed eventi, il cui lato corto \u00e8 delimitato dall&#8217;edificio d&#8217;ingresso, rivolto a meridione, che si eleva per tre piani fuori terra.<br \/>L&#8217;insieme, realizzato in due fasi, restituisce un&#8217;immagine solida e accogliente, a dimensione umana: si distingue per l&#8217;altezza contenuta dei volumi, la presenza di ampi portici perimetrali e di estese terrazze rivolte vero il porto e il mare aperto, oltre che per l&#8217;uso di materiali tradizionali (legno, pietra, intonaco bianco) per le strutture a vista e le superfici di rivestimento.<br \/><br \/>I progettisti dell&#8217;intero insediamento, opere a mare comprese, sono l\u2019ing. Alberto Menghini e l&#8217;ing. Andrea Rachetta: quest&#8217;ultimo ci parla dell&#8217;edificio d&#8217;ingresso, recentemente completato, adibito ad attivit\u00e0 commerciale, ristorazione e locale di pubblico spettacolo.<br \/>\u201cPer la sua posizione, Marina Dorica costituisce il primo complesso visibile quando si entra ad Ancona provenendo, da nord, lungo la strada litoranea: per questo motivo, la qualit\u00e0 dell&#8217;aspetto architettonico \u00e8 stato un fattore di fondamentale importanza nella genesi del progetto.<br \/>Sotto il profilo compositivo e strutturale, l&#8217;edificio d&#8217;ingresso \u00e8 la costruzione pi\u00f9 complessa di Marina Dorica: originariamente concepita per ospitare spazi commerciali al piano terreno e una sala riunioni al primo piano, pi\u00f9 un club al secondo, in corso d&#8217;opera \u00e8 mutata la destinazione d&#8217;uso del livello intermedio che, oggi, \u00e8 riservato alla ristorazione.\u201d<br \/><br \/>L&#8217;intero insediamento \u00e8 stato costruito utilizzando sistemi completamente o parzialmente prefabbricati.<br \/>\u201cLa decisione di costruire con sistemi prefabbricati \u00e8 stata dettata soprattutto dai ristretti tempi a disposizione.<br \/>Per gli edifici in linea \u2013 i primi ad essere realizzati, caratterizzati da una struttura semplice e seriale &#8211; sono stati impiegati normali manufatti in calcestruzzo armato prefabbricato prodotti da un&#8217;azienda locale.<br \/>L&#8217;edificio d&#8217;ingresso, invece, presenta peculiarit\u00e0 che ci hanno indotto a individuare soluzioni pi\u00f9 efficaci e raffinate: c&#8217;era la necessit\u00e0 di raggiungere un adeguato livello di sicurezza sismica e di costruire una struttura modulare, con il minor numero di punti d&#8217;appoggio a terra, per ottenere un&#8217;elevata versatilit\u00e0 d&#8217;uso degli spazi interni; inoltre, le facciate sono curve e, in particolare, quella rivolta verso la piazza, aggetta fino a quasi 3 metri rispetto alle strutture verticali.<br \/>La scelta di adottare i sistemi prefabbricati di Tecnostrutture \u00e8 stata anche motivata da due fattori determinanti: il minor impegno economico necessario per la realizzazione rispetto ai sistemi costruttivi tradizionali e la qualit\u00e0 del servizio offerto contestualmente alla fornitura dei componenti, che ha permesso una significativa diminuzione dei tempi del cantiere.\u201d<br \/><br \/>Il sistema Rep\u00ae \u00e8 composto da tralicci reticolari in acciaio totalmente autoportanti, con basamenti in acciaio e calcestruzzo, che non richiedono l&#8217;uso di casserature e puntelli provvisori n\u00e9 prima, n\u00e9 dopo l&#8217;esecuzione della gettata di completamento in conglomerato cementizio.<br \/>In seguito, il comportamento di pilastri e travi Rep\u00ae \u00e8 in tutto simile a quello delle altre strutture in calcestruzzo armato: si tratta di una tecnologia efficace e collaudata, oggetto di continui studi e prove di laboratorio condotti presso i pi\u00f9 rinomati istituti universitari italiani, che certificano le prestazioni dei prodotti e affiancano Tecnostrutture nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative.<br \/><br \/>L&#8217;edificio d&#8217;ingresso presenta dimensioni notevoli (circa 44 metri di lunghezza e quasi 20 m di profondit\u00e0) ma risulta appoggiato su 28 pilastri di tipo PDT particolarmente snelli.<br \/>Si tratta di strutture verticali costituite da profili metallici chiusi, con sezione quadrata o circolare, che richiedono la sola esecuzione del getto riempitivo di calcestruzzo.<br \/>I pilastri PDT sono prodotti nelle forme e dimensioni richieste con sviluppo mono o pluripiano, in diverse tipologie coerenti con le soluzioni di giunzione adatte alla solidarizzazione degli altri componenti strutturali, gi\u00e0 dotati di piastre metalliche saldate per il supporto delle travi di piano o di falda.<br \/><br \/>Le strutture portanti orizzontali sono state realizzate con diversi prodotti Tecnostrutture della famiglia Rep\u00ae, che offrono al progettista la massima versatilit\u00e0 delle possibili soluzioni rispetto alle differenti esigenze.<br \/>Le travi Rep\u00ae CLS vengono impiegate per le loro elevate prestazioni statiche anche nel caso di luci notevoli: sono composte da almeno una coppia di tralicci Rep\u00ae TR, parzialmente annegati nel basamento in calcestruzzo progettato in stabilimento, adatto all&#8217;appoggio di solai alveolari e a lastra; l&#8217;impiego di tralicci ausiliari permette l&#8217;assorbimento degli sforzi di taglio e dei momenti negativi nei punti di vincolo, rendendo il sistema idoneo alle costruzioni in zone sismiche. <br \/>Al posto del fondello in calcestruzzo, le travi Rep\u00ae NOR dispongono di un corrente inferiore in acciaio: questo piatto, oltre a contribuire alla resistenza a flessione, costituisce l&#8217;appoggio autoportante per il solaio e forma la faccia inferiore del cassero a perdere per il getto di completamento.<br \/>Sono stati anche utilizzati semplici tralicci Rep\u00ae TR, ideali per il confinamento del calcestruzzo al nodo previsto dalla normativa antisismica e per assicurare la perfetta continuit\u00e0 orizzontale della struttura.<br \/>Le superfici orizzontali sono composte da solette a predalles \u2013 all&#8217;esterno, per assecondare la forma curva della facciata \u2013 e solai alveolari nella parte restante.<br \/><br \/>Quali sono stati gli aspetti positivi della collaborazione con Tecnostrutture?<br \/>\u201cPartendo dal progetto architettonico \u2013 riprende l&#8217;ing. Andrea Rachetta &#8211; i tecnici di Tecnostrutture hanno inizialmente dimensionato gli elementi portanti ritenuti pi\u00f9 idonei a soddisfare i requisiti strutturali, concordando le soluzioni da adottare anche dal punto di vista dei particolari costruttivi e delle finiture.<br \/>Ad esempio, dal punto di vista delle prestazioni statiche, i nodi delle strutture sono dei veri e propri incastri e non \u2013 come succede con i normali prefabbricati &#8211; delle cerniere: i movimenti risultano pi\u00f9 contenuti, funzionali anche alla migliore stabilit\u00e0 della soprastante copertura in legno, con evidenti benefici anche sotto il profilo della resistenza alle azioni sismiche e della durabilit\u00e0 complessiva del manufatto.<br \/>Inoltre, l&#8217;uso di componenti prefabbricati elimina il rischio dei vizi occulti che spesso si registrano nelle realizzazioni in opera: questo \u00e8 particolarmente importante data la vicinanza al mare che, in una struttura completamente gettata in opera, avrebbe richiesto l&#8217;adozione di uno strato copriferro pi\u00f9 spesso, con tutti i rischi di fessurazione superficiale che questo comporta.<br \/>Nella fattispecie di Marina Dorica, \u00e8 stato sufficiente trattare le parti metalliche a vista con apposite vernici e verificare le certificazioni del calcestruzzo utilizzato, con notevole semplificazione delle attivit\u00e0 anche in sede di direzione dei lavori.\u201d<br \/><br \/>Questi vantaggi trovano un identico riscontro anche da parte dell&#8217;impresa edile?<br \/>\u201cNel settore dell&#8217;edilizia, in generale, le novit\u00e0 incontrano sempre una certa resistenza: in questo caso, non esistendo una consolidata esperienza nell&#8217;impiego di sistemi prefabbricati, l&#8217;iniziale scetticismo dell&#8217;impresa si \u00e8 dileguato solo quando ci si \u00e8 resi conto dei reali benefici in termini di semplificazione dell&#8217;attivit\u00e0 costruttiva.<br \/>Per impostare correttamente il cantiere, Tecnostrutture ha inviato sia un tecnico, che ha seguito la realizzazione delle fondazioni, sia una squadra di montatori esperti, che hanno predisposto le strutture autoportanti per i getti integrativi.<br \/>Il loro lavoro \u00e8 stato osservato da una squadra di carpentieri locali che, una volta apprese le nozioni di base, ha potuto completare in piena autonomia un&#8217;altra realizzazione alla quale abbiamo lavorato tempo dopo.\u201d<br \/><br \/>Semplificando l&#8217;operativit\u00e0 del cantiere, \u00e8 stato anche possibile raggiungere un elevato livello di definizione del dettaglio costruttivo.<br \/>\u201cSicuramente: avevamo previsto la costruzione di una scala di sicurezza \u2013 larga 180 cm \u2013 composta da gradini in calcestruzzo armato conformati come mensole, aggettanti rispetto alla muratura portante.<br \/>Tecnostrutture ha realizzato questi gradini, su nostro disegno, con i Tralicci Rep\u00ae TR abbinati a una cassaforma in acciaio inox pre-sagomata, per accogliere il getto integrativo.<br \/>In questo modo, un&#8217;opera che avrebbe richiesto un lavoro molto preciso di predisposizione dei casseri e molto tempo per l&#8217;esecuzione, \u00e8 stata realizzata in pochi giorni con un livello di finitura altrimenti non raggiungibile.\u201d<br \/><br \/>Quali conclusioni si possono trarre dall&#8217;esperienza compiuta con Marina Dorica?<br \/>\u201cIl sistema Rep\u00ae permette non solo importanti economie in termini di riduzione dei tempi di costruzione, di impiego di manodopera e di organizzazione della logistica di cantiere: soprattutto, \u00e8 semplice da utilizzare ed \u00e8 facile farlo proprio.<br \/>Dopo il completamento dell&#8217;edificio d&#8217;ingresso, altre imprese che avevano seguito dall&#8217;esterno l&#8217;evolversi del cantiere mi hanno proposto di impiegare in altri interventi il metodo costruttivo proposto da Tecnostrutture.<br \/>Il sistema Rep\u00ae, infatti, consente una efficace programmazione dei tempi di costruzione, offrendo certezze su tre fronti: al committente, che vede realizzarsi con rapidit\u00e0 il risultato dei suoi investimenti; all&#8217;impresa, che pu\u00f2 pianificare la propria attivit\u00e0 senza restare legata pi\u00f9 del necessario a un unico cantiere; al progettista, che lavora in partnership con una struttura in grado di fornirgli tutta l&#8217;assistenza di cui ha bisogno.\u201d<br \/><br \/><br \/><br \/><br \/><br \/><br \/><br \/><br \/><br \/>Scheda<br \/><br \/>Committente\tLa Marina Dorica s.p.a. -Vis Investimenti s.r.l.<br \/>Intervento\tEdificio d&#8217;ingresso al Centro Servizi<br \/>Localit\u00e0\tPorto Turistico di Ancona<br \/>Progetto e Direzione lavori\ting. Andrea Rachetta<br \/>\ting. Alberto Menghini<br \/>Impresa edile\tFatma s.p.a.<br \/>Strutture prefabbricate\tTecnostrutture s.r.l.<br \/>Inizio lavori\tFebbraio 2007<br \/>Fine lavori\tLuglio 2008<br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Racchiusa a nord da un molo di sopraflutto e a ovest da un terrapieno con moletto di sottoflutto, la zona portuale \u00e8 in continuit\u00e0 con le altre infrastrutture costiere e permette l&#8217;ormeggio a 1.196 natanti da diporto, mettendo a disposizione non sol<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":239,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[253],"tags":[285],"class_list":{"0":"post-238","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-progetti","8":"tag-tecnostrutture-srl"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/238\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/media\/239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}