{"id":301,"date":"2009-04-12T13:43:00","date_gmt":"2009-04-12T12:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/press.professionearchitetto.com\/2009\/04\/ecoforum-di-clusone-la-facciata-a-doppia-pelle-e-realta\/"},"modified":"2012-04-08T15:59:10","modified_gmt":"2012-04-08T14:59:10","slug":"ecoforum-di-clusone-la-facciata-a-doppia-pelle-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/progetti\/ecoforum-di-clusone-la-facciata-a-doppia-pelle-e-realta\/","title":{"rendered":"ECOFORUM DI CLUSONE, La facciata a doppia pelle \u00e8 realt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p class=\"immagine\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/press\/2012\/04\/doc12390143214531.jpg\" \/><\/p>\n<!--more-->\n<p class=\"comunicato\">De8 Architetti, Immobiliare Percassi, Stahlbau Pichler <br \/><br \/>ECOFORUM DI CLUSONE<br \/>La facciata a doppia pelle \u00e8 realt\u00e0<br \/><br \/><br \/>Sperimentazione e realt\u00e0.<br \/>Struttura e sistema.<br \/>Architettura ed imprenditoria.<br \/><br \/>Due le pelli di questa struttura, due le anime in gioco, due le funzioni.<br \/> <br \/><br \/>Sperimentazione e realt\u00e0<br \/>Un dualismo armoniosamente oscillante tra la realt\u00e0 gi\u00e0 presente e radicata e la volont\u00e0 di spezzare per poi unire.<br \/>Spezzare la visione comune che costringe la concezione di una struttura come l\u2019Ecoforum ad un ruolo predefinito, quello di headquarter, ampliandola al mondo dei servizi.<br \/>Unire funzioni e servizi in un unico centro sinergico alla ricerca di un dialogo costante tra differenti funzioni ed attivit\u00e0.<br \/>L\u2019Ecoforum rappresenta una sperimentazione che nasce appositamente per il contesto della Valle Seriana, per un centro che mostra tutta la sua forza produttiva ma che mantiene ancora il tradizionale impianto della zona industriale, sorta senza alcun legame con la citt\u00e0.<br \/>L\u2019Ecoforum unisce quindi l\u2019area cittadina all\u2019area produttiva tramite un unico complesso che ospiter\u00e0 uffici, servizi comunali, commerciali e negozi.<br \/><br \/><br \/>Struttura e sistema<br \/>Struttura e sistema, ancora una doppia anima che emerge da questo progetto.<br \/>Un\u2019identit\u00e0 cos\u00ec complessa da portare alla definizione dell\u2019Ecoforum quale sistema, luogo urbano.<br \/>Una volumetria importante, 19.000 m\u00b3 fuori terra, che emerge dalla minuta edilizia circostante.<br \/>Una disposizione a coltello dell\u2019edificio principale rispetto alla topografia che esalta la danza di riflessi in continuo movimento al seguito del trascorrere delle ore del giorno.<br \/>Un ponte quindi tra l\u2019impianto architettonico creato dall\u2019uomo negli anni passati e l\u2019affascinante scenario montano circostante.<br \/>Un movimento infinito, dallo scorrere sui vetri di facciata dei raggi del sole con i loro disegni inaspettati all\u2019andamento della struttura stessa, che sale e scende in un dinamismo definito dall\u2019alternarsi di blocchi a 2, 3 e 5 piani.<br \/> <br \/><br \/>Architettura ed imprenditoria<br \/>Unit\u00e0 e moduli: ancora una coesistenza insolita ed interessante.<br \/>La tipologia di edificio risponde solitamente ad un\u2019esigenza di accentramento delle realt\u00e0 contenute, qui invece si unisce una funzione, la creazione di un polo servizi, ad una necessit\u00e0, la suddivisione interna in diversi moduli e locali, dalle metrature differenti, per rispondere alle esigenze di un investimento immobiliare.<br \/>L\u2019intero deve quindi essere frazionabile in maniera flessibile, in base a quelle che sono le esigenze del mercato.<br \/>Siamo quindi di fronte ad un incrocio tra architettura ed imprenditoria.<br \/>Una mescolanza garbata che non perde il proprio equilibrio nell\u2019addentrarsi in una realt\u00e0 gi\u00e0 in s\u00e9 duplice: Clusone, una cittadina importante ma comunque inserita in un contesto montano.<br \/>Architettura ed imprenditoria confluite in un unico progetto, senza prevalenze forzate dell\u2019una sull\u2019altra, alla ricerca di un obiettivo comune, di un risultato piacevolmente inserito e spendibile sul mercato pur nel virtuosismo delle sue forme e nel livello delle tecnologie adottate.<br \/><br \/><br \/>La tecnologia della doppia pelle<br \/>La progettazione di un intero sistema con facciate a doppia pelle richiede l\u2019elaborazione di articolati modelli termodinamici e fluidodinamici, funzione di differenti variabili tra cui la latitudine, la posizione, l\u2019orientamento e l\u2019irraggiamento di ogni singolo fronte dell\u2019edificio.<br \/>Le facciate a doppia pelle, costituite da due superfici in vetro separate da un\u2019intercapedine in cui scorre l\u2019aria, rappresenta oggi il miglior approccio a livello di ecologia e sostenibilit\u00e0.<br \/>L\u2019impegno richiesto \u00e8 notevole fin dalla fase di progetto.<br \/>L\u2019approccio al problema del risparmio energetico viene stravolto rispetto a quello adottato per sistemi ed involucri convenzionali.<br \/>La progettazione dev\u2019essere integrata poich\u00e9 l\u2019efficienza energetica del sistema di facciata si lega direttamente all\u2019impianto di climatizzazione nel suo complesso.<br \/>Il sistema energetico delle facciate a doppia pelle rappresenta una soluzione davvero interessante per il miglioramento delle prestazioni termiche ed architettoniche dell\u2019involucro.<br \/>La creazione di un microclima interno e di una qualit\u00e0 dell\u2019aria in circolo dentro all\u2019edificio di qualit\u00e0 superiore rispetto ai normali involucri sono concrete dimostrazioni del livello evolutivo incarnato dal sistema di facciata adottato per l\u2019Ecoforum.<br \/><br \/><br \/>Ricerca di armonia e volumetrie del complesso<br \/>La ricerca di una rotonda e piena armonia con l\u2019ambiente circostante emerge particolarmente dalle scelte dei materiali e dei cromatismi.<br \/>I vetri montati sono tutti basso emissivi e la scelta degli infissi \u00e8 derivata da uno studio cromatico alla ricerca di una simbiosi perfetta con il verde naturale dell\u2019ambiente.<br \/>Lo studio cromatico si \u00e8 esteso ai pannelli ciechi e ai tubi di sistema verniciati in modo da non interrompere la coerenza di gestione dei colori dell\u2019Ecoforum: vetro, acciaio ed alluminio sono giocati sui toni del verde e la ripresa dei riflessi naturali aumenta l\u2019effetto di immersione totale nell\u2019aria tersa dei monti circostanti.<br \/>L\u2019attenzione dedicata ad ogni dettaglio che ha caratterizzato il progetto intero ha condotto ad una ricerca anche in ambito di illuminazione.<br \/>Le facciate lunghe infatti presentano strip led inseriti nella doppia pelle con effetti di indeterminatezza rarefatta dal chiarore che ne deriva.<br \/>Sono stati poi predisposti fari agli angoli dell\u2019edificio che disegnano e delineano nitidamente, in contrapposizione con le nebulose create dai led, i profili dell\u2019edificio, proiettando, nel buio, la figura dell\u2019Ecoforum sullo sfondo del monte.<br \/>Il silenzio assicurato dal sistema di involucri a doppia pelle garantisce un ottimo comfort abitativo interno, staccando ed isolando completamente chi si trova all\u2019interno dai rumori presenti nella zona industriale.<br \/>Il complesso si distribuisce su 5 piani fuori terra e 2 interrati adibiti a box, parcheggi coperti e magazzini.<br \/>La superficie adibita ad uso uffici corrisponde a 4.100 m\u00b2, mentre agli spazi commerciali sono dedicati 1.100 m\u00b2.<br \/>I posti auto esterni sono 25 e gli spazi comuni sono dotati di tutti i comfort.<br \/><br \/><br \/><br \/>La doppia pelle, espressione oggi dell\u2019architettura e dell\u2019ingegneria pi\u00f9 avanzate, non costringe il progettista a realizzazioni sterili nella forma e nell\u2019estetica.<br \/>Le tecniche costruttive si sposano con la libert\u00e0 estetica nel momento in cui i ruoli sono ben definiti seppur perfettamente compenetrati: la tecnologia, la ricerca di soluzioni realizzative da un lato, la creativit\u00e0 progettuale dall\u2019altro ed infine la capacit\u00e0 di vedere oltre il comune sentire, oltre i ruoli predefiniti di uno spazio.<br \/>Tre ruoli coperti da tre protagonisti che hanno creduto in questo progetto fin a portarlo a realizzazione: Stahlbau Pichler, Studio De8, Immobiliare Percassi.<br \/><br \/><br \/><br \/><br \/>SCHEDA TECNICA<br \/><br \/>Localizzazione: Clusone (Bergamo)\t\t\t<br \/>Anno di realizzazione: 2009 <br \/>Superficie costruita: 19.000 m\u00b3 fuori terra\t<br \/>Committente: Immobiliare Percassi\t\t\t<br \/>    Progetto Architettonico: Arch. Mauro Piantelli studio De8 Architetti<br \/><br \/>Realizzazione struttura: Impresa Percassi<br \/>Progetto Strutturale: Ing.Danilo Barcella\t\t<br \/>Engineering strutture: Ing. &#8211; Stahlbau Pichler <br \/>Realizzazione facciate: Stahlbau Pichler <br \/>Progetto esecutivo facciate: Stahlbau Pichler <br \/>Engineering facciate vetrate: Ing Massimo Colombari \u2013 Stahlbau Pichler<br \/><br \/>Progetto Impianti: Sisthema Engineering S.r.l.\t\t\t\t<br \/>Realizzazione impianti elettrici: Emmedi S.r.l \t\t<br \/>Sistema costruttivo facciata: acciaio e vetro, sistema a doppia pelle<br \/><\/p>\n<p class=\"allegato\"><a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/press\/press\/doc1239014321453.pdf\" target=\"_blank\">scarica il file allegato<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":302,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[253],"tags":[275],"class_list":{"0":"post-301","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-progetti","8":"tag-primagoodwill"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=301"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/301\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/media\/302"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=301"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=301"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/press\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=301"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}