{"id":1388,"date":"2021-02-15T10:37:00","date_gmt":"2021-02-15T09:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/viaggi\/?p=1388"},"modified":"2025-07-01T11:06:40","modified_gmt":"2025-07-01T09:06:40","slug":"madrid-alla-scoperta-dellarchitettura-brutalista-con-le-fotografie-di-roberto-conte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/viaggi\/madrid-alla-scoperta-dellarchitettura-brutalista-con-le-fotografie-di-roberto-conte\/","title":{"rendered":"Madrid, alla scoperta dell&#8217;architettura brutalista con le fotografie di Roberto Conte"},"content":{"rendered":"<p class=\"didascalia text-right\">Testo e fotografie di <a class=\"blank\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/ilcontephotography\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Roberto Conte<\/a><\/p>\r\n<p>Una citt\u00e0 storicamente e politicamente importante come Madrid offre naturalmente un enorme numero di architetture dagli stili pi\u00f9 disparati, dal barocco al rinascimentale, dall&#8217;Art D\u00e9co dell&#8217;Edificio Carri\u00f2n sulla Gran Via ai grattacieli contemporanei delle Quatro Torres sul Paseo de la Castellana o il CaixaForum di Herzog &amp; de Meuron, solo per citarne alcuni.<\/p>\r\n<p>Non \u00e8 tuttavia spontaneo collegare la capitale spagnola all&#8217;architettura brutalista, nonostante ve ne siano moltissimi esempi con storie e risultati piuttosto peculiari, come dimostra questo progetto fotografico realizzato nel 2020.<\/p>\r\n<p>Va specificato innanzitutto che quasi tutti gli edifici brutalisti presenti a Madrid &#8211; costruiti tra gli anni &#8217;60 e gli anni &#8217;80, quindi in un periodo di graduale e progressivo affrancamento della Spagna dal franchismo &#8211; sono stati realizzati da architetti spagnoli se non madrileni, come <strong>Fernando Higueras D\u00edaz<\/strong> e <strong>Antonio Mir\u00f3 Valverde<\/strong>.<\/p>\r\n<p>I due hanno realizzato uno degli edifici pi\u00f9 rappresentativi di questo stile nell&#8217;intera Spagna, ossia l&#8217;<strong>Instituto del Patrimonio Cultural de Espa\u00f1a<\/strong> (1964-1988), struttura imponente a pianta circolare soprannominata <em>&#8220;Corona de Espinas&#8221;<\/em> per via del suo peculiare coronamento. Higueras and Mir\u00f3 sono inoltre gli autori delle strutture residenziali dell&#8217;Edificio Princesa (1967-1974), caratterizzati da un linguaggio espressivo che scandisce gli edifici con importanti balconate orizzontali alleggerite da giardini pensili e rigogliosa vegetazione verticale.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_01.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_02.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Instituto del Patrimonio Cultural de Espa\u00f1a &#8211; Istituto del Patrimonio Culturale della Spagna &#8211; Fernando Higueras D\u00edaz e Antonio Mir\u00f3 Valverde (1964-1988) | foto \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_15.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"634\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_16.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Edificio Princesa, strutture residenziali per il Patronato de Casas Militares &#8211; Fernando Higueras D\u00edaz, Antonio Mir\u00f3 Valverde e Carlos Garc\u00eda Rodr\u00edguez (1967-1974) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>Un altro edificio iconico, forse il pi\u00f9 noto del periodo, \u00e8 il grattacielo conosciuto come <strong>Torres Blancas<\/strong> (al plurale perch\u00e9 ne erano previste inizialmente due). Opera di <strong>Francisco Javier S\u00e1enz de O\u00edza<\/strong> degli anni \u201860, con i suoi 25 piani distribuiti su 71 metri, rappresenta uno dei pi\u00f9 importanti esempi di architettura organica nel paese iberico, con elementi cilindrici che si intersecano l&#8217;un l&#8217;altro in una progressione ascensionale che ricorda alcune soluzioni metaboliste giapponesi.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_03.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_04.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Torres Blancas &#8211; Francisco Javier S\u00e1enz de O\u00edza (1961-1969) | foto \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>A poca distanza si resta colpiti di fronte al rigore formale della <strong>sede del sindacato UGT<\/strong> (Uni\u00f3n General de Trabajadores), di <strong>Antonio Vallejo Acevedo<\/strong> (1977), struttura concepita inizialmente per il Sindicato Vertical, l&#8217;unico sindacato esistente nel regime franchista, fu poi assegnato all&#8217;UGT, sigla di ispirazione socialista.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_12.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Sede del sindacato UGT &#8211; Antonio Vallejo Acevedo (1977) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>Tra le molte chiese moderniste di Madrid \u00e8, invece, interessante osservare invece la <strong>Nuestra Se\u00f1ora del Rosario de Filipinas<\/strong>, di <strong>Cecilio Sanchez-Robles Tar\u00edn<\/strong>. Fortemente ispirata da Le Corbusier, la struttura religiosa si presenta con volumi austeri che si sovrappongono sulla facciata esterna.<\/p>\r\n<p>L&#8217;interno, coperto da forme ondulate, offre un sorprendente effetto di buio interrotto dalla luce che proviene dall&#8217;apertura collocata in corrispondenza dell&#8217;altare, soluzioni che ricordano da vicino la coeva Sinagoga di Tribeca a New York di William N. Berger.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_05.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_06.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Chiesa di Nuestra Se\u00f1ora del Rosario de Filipinas &#8211; Cecilio Sanchez-Robles Tar\u00edn (1967-1970) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>Di poco precedente, con una simile intuizione nella gestione della luce naturale, \u00e8 la <strong>Chiesa di Santa Ana y la Esperanza<\/strong> situata nel quartiere periferico di Moratalaz. La parete di fondo, immediatamente alle spalle dell&#8217;altare, si divide in tre suggestivi spazi concavi che accolgono altrettanti momenti del rito liturgico.<\/p>\r\n<p>La chiesa fu realizzata tra il 1965 e il 1966 da <strong>Miguel Fisac Serna<\/strong>, importante e prolifico architetto che realizz\u00f2 a Madrid altri edifici interessanti, tra cui la sede dei <strong>Laboratori Jorba<\/strong> meglio nota come &#8220;La Pagoda&#8221;, struttura straordinaria ma purtroppo demolita nel 1999, nonostante le molte proteste. Fisac stesso la consider\u00f2 una &#8220;vendetta&#8221; nei suoi confronti da parte dell&#8217;Opus Dei, organizzazione cattolica nata in Spagna e in cui l&#8217;architetto entr\u00f2 a far parte gi\u00e0 nel 1935, per poi allontanarsene nel 1955.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_07.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Chiesa di Santa Ana y la Esperanza &#8211; Miguel Fisac Serna (1965-1966) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>Nella met\u00e0 degli anni &#8217;60 Fisac realizz\u00f2 inoltre un palazzo di uffici che spicca tuttora grazie a una semplice combinazione di elementi curvi disposti in modo alternato, che rendono la facciata particolarmente dinamica pur garantendo l&#8217;illuminazione naturale degli ambienti.<\/p>\r\n<p>Non molto distante fu costruito negli anni immediatamente successivi l&#8217;Edificio Beatriz (Eleuterio Poblaci\u00f3n Knappe, 1968-1976), struttura che ospita negozi e uffici caratterizzata da una altrettanto espressiva soluzione di elementi in sequenza che descrivono l&#8217;intera facciata.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_18.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"681\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_19.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Uffici IBM &#8211; Miguel Fisac Serna (1966-1968) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_20.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"535\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_21.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Edificio Beatriz &#8211; Eleuterio Poblaci\u00f3n Knappe (1968-1976) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>Assolutamente degni di nota sono poi la <strong>Torre de Valencia di Javier Carvajal Ferrer<\/strong> (1968-1973) &#8211; edificio residenziale situato a ridosso del Parque del Retiro e alto ben 94 metri, progettato in modo da massimizzare l&#8217;esposizione solare degli appartamenti &#8211; e alcuni edifici dell&#8217;Universit\u00e0 Complutense di Madrid come la <strong>Facolt\u00e0 di Scienze dell&#8217;Informazione<\/strong> (Jos\u00e9 Mar\u00eda Laguna Mart\u00ednez e Juan Casta\u00f1\u00f3n Fari\u00f1a, 1971-1979) e la <strong>Facolt\u00e0 di Scienze Biologiche e Geologiche<\/strong> (Fernando Moreno Barber\u00e1, 1964-1969).<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_08.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"537\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_09.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Facolt\u00e0 di Scienze dell&#8217;Informazione (Universit\u00e0 Complutense di Madrid) &#8211; Jos\u00e9 Mar\u00eda Laguna Mart\u00ednez e Juan Casta\u00f1\u00f3n Fari\u00f1a (1971-1979) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_10.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_11.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"657\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Facolt\u00e0 di Scienze Biologiche e Geologiche (Universit\u00e0 Complutense di Madrid) &#8211; Fernando Moreno Barber\u00e1 (1964-1969) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_13.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_14.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Torre de Valencia &#8211; Javier Carvajal Ferrer (1968-1973) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p>Nella selezione proposta dal presente progetto fotografico l&#8217;unica architettura realizzata da autori non spagnoli \u00e8 il notevole <strong>Edificio Los Cubos<\/strong> (1974-1981, rinnovato tra il 2017 e il 2020) dei francesi <strong>Michel Andrault,<\/strong> <strong>Pierre Parat, Aydin Guvan<\/strong> (di origini turche) e <strong>Alain Capieu<\/strong>. Andrault e Parat in particolare hanno firmato numerosi edifici in Francia e, tra le altre cose, il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, in Sicilia.<\/p>\r\n<p>Il nome originale della struttura era <strong>Edificio AGF<\/strong>, dal precedente proprietario Assurances Generales de France che motiva l&#8217;intervento di architetti francofoni in terra spagnola. L&#8217;edificio, dalle evidenti influenze metaboliste, pu\u00f2 rievocare ad alcuni il Ministero delle Costruzioni Autostradali (oggi sede della Bank of Georgia) realizzato proprio negli stessi anni a Tbilisi, nell&#8217;allora Repubblica Socialista Sovietica Georgiana, da cui si differenzia per\u00f2 grazie alla presenza di sedici imponenti colonne di cemento, dal diametro di 2,5 metri, su cui poggiano a sbalzo i volumi in cui sono ospitati ambienti per uffici.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/news\/archivio\/Image\/2021\/02\/Brutalismo-Madrileno_Roberto-Conte_17.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" \/><\/p>\r\n<p class=\"didascalia\">Edificio Los Cubos &#8211; Michel Andrault, Pierre Parat , Aydin Guvan e Alain Capieu (1974-1981) | foto: \u00a9 Roberto Conte<\/p>\r\n<p class=\"rimandonote\"><strong>Roberto Conte<\/strong> (1980) ha iniziato a scattare foto nel 2006, esplorando luoghi abbandonati in Italia e all&#8217;estero. <br \/>\r\nNel corso degli anni la sua attenzione si \u00e8 progressivamente focalizzata sulle architetture del XX secolo, dalle strutture razionaliste al modernismo nel Dopoguerra, fino all&#8217;architettura contemporanea. Collabora con studi di architettura e design, istituzioni e artisti. <br \/>\r\nInsieme a Stefano Perego ha pubblicato nel 2019 il libro &#8220;Soviet Asia&#8221; (FUEL), dedicato al Modernismo Sovietico in Asia Centrale e molte delle sue fotografie sono state pubblicate su volumi come &#8220;Atlas of Brutalist Architecture&#8221;, &#8220;This Brutal World&#8221;, &#8220;Ruin and Redemption in Architecture&#8221; (Phaidon Press). <br \/>\r\nHa tenuto conferenze su fotografia di architettura, patrimonio industriale e architettura sovietica in numerose universit\u00e0 e istituzioni in Italia, Danimarca, Russia e Kazakistan.<br \/>\r\n<br \/>\r\n+info: <a class=\"blank\" href=\"https:\/\/www.robertoconte.net\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">robertoconte.net<\/a> | IG <a class=\"blank\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/ilcontephotography\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">ilcontephotography<\/a><\/p>\r\n<p class=\"infonote\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 spontaneo collegare la capitale spagnola all&#8217;architettura brutalista. 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