{"id":188,"date":"2010-06-13T16:01:31","date_gmt":"2010-06-13T16:01:31","guid":{"rendered":"http:\/\/wiki2.professionearchitetto.it\/coordinate-gps-wgs84\/"},"modified":"2010-06-13T16:01:31","modified_gmt":"2010-06-13T16:01:31","slug":"coordinate-gps-wgs84","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/coordinate-gps-wgs84\/","title":{"rendered":"Coordinate GPS WGS84"},"content":{"rendered":"<p>I sistemi geodetici classici sono basati su ellissoidi posizionati nello spazio, attraverso la metodologia astrogeodetica, in modo da risultare tangenti al geoide locale in un punto centrale della zona d&#8217;interesse; l&#8217;ellissoide associato al WGS84 invece, oltre ad avere forma e dimensioni diverse, ha il centro geometrico coincidente con il centro di massa della Terra e nessuna relazione con la sua superficie. <\/p><p>Il sistema geodetico ufficiale italiano \u00e8 ancora quello introdotto nel primo dopoguerra e denominato ROMA40; a tale riferimento \u00e8 associato il sistema piano GAUSS-BOAGA utilizzato per la realizzazione della fondamentale Carta d&#8217;Italia alla scala 1:25.000 e del suo multiplo 1:100.000, entrambe non pi\u00f9 in produzione ma ancora in uso.  <\/p><p>Sul riferimento europeo ED50, tramite il sistema cartografico UTM, \u00e8 ancora in corso di allestimento la nuova carta ufficiale italiana alla scala 1:50.000 ed i suoi sottomultipli 1:25.000, 1:10.000 e 1:5.000 (quest&#8217;ultimi prodotti dalle regioni). L&#8217;ED50 \u00e8 utilizzato nella pratica solo a scopo cartografico ed \u00e8 quindi di scarso interesse per la geodesia. Il Catasto italiano adotta invece un sistema geodetico costituito dall&#8217;ellissoide di BESSEL (1841) orientato a Genova e ad esso associa la rappresentazione piana CASSINI-SOLDNER. Infine il sistema geodetico mondiale WGS84, la cui realizzazione europea prende il nome di ETRS89 e quella italiana \u00e8 costituita dalla rete geodetica IGM95, \u00e8 stato recentemente introdotto in seguito all&#8217;affermarsi delle tecniche satellitari GPS. Anche al WGS84 \u00e8 associato il sistema cartografico UTM, generalmente indicato come UTM(WGS84) per distinguerlo dall&#8217;equivalente sistema piano associato all&#8217;ED50. <\/p><p>Un discorso a parte va fatto per le quote che, quando associate ai sistemi tradizionali, risultano sempre riferite al geoide; solo utilizzando tale superficie, infatti, si ha la possibilit\u00e0 di definire altezze con un significato fisico, importante per la maggior parte delle applicazioni. Le quote ellissoidiche, concettualmente definibili anche rispetto agli ellissoidi locali, sono diventate comuni solo con l&#8217;introduzione dei sistemi globali connessi alle metodologie satellitari. <\/p><p>Senza addentrarci in complicati discorsi matematici per poter utilizzare i punti ottenuti da rilievi con strumentazione GPS \u00e8 necessario effettuare alcune operazioni preliminari: <\/p> <ul><li>trasformare le coordinate geografiche (latitudine, longitudine, altezza ellissoidica) nelle corrispondenti coordinate piane (Nord, Est, quota ellissoidica). Questa operazione \u00e8 generalmente svolta dai programmi di gestione dei dati GPS, in alternativa \u00e8 possibile utilizzare programmi quali VERTO (fornito dall&#8217;IGM <a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.igmi.org\/Pages\/dentro.html\"><b>http:\/\/www.igmi.org\/Pages\/dentro.html<\/b><\/a> ), <a href=\"\/wiki\/creapagina.php?title=Cartlab\" class=\"new\" title=\"Cartlab (la pagina non esiste)\">Cartlab<\/a> (la versione free pu\u00f2 essere scaricata dal sito <a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.geologia.com\/index.php\"><b>http:\/\/www.geologia.com\/index.php<\/b><\/a> ), oppure ci si addentra in complicati calcoli!!. <\/li><li>utilizzando i programmi sopracitati o mediante la creazione di zone a 7 parametri personalizzati si trasformano le coordinate WGS84 in ROMA40 (GAUSS-BOAGA) ottenendo contemporaneamente la trasformazione da altezza ellissoidica a quota ortometrica <\/li><li>le coordinate cos\u00ec determinate possono essere importate in <a href=\"\/wiki\/autocad\" title=\"AutoCAD\">AutoCAD<\/a> e su di queste operare comunemente anche con rilievi ottenuti attraverso strumentazioni diverse (rotella metrica, distanziometri laser, stazioni totali) <\/li><\/ul> <p>La procedura riportata \u00e8 quella da utilizzare assolutamente quando: <\/p> <ul><li>l&#8217;estensione del rilievo \u00e8 elevata cio\u00e8 nel caso in cui tra i punti pi\u00f9 distanti ci sia pi\u00f9 di 1000 m. <\/li><li>il rilievo debba essere georiferito su carte nazionali o combinato con altri rilievi <\/li><li>\u00e8 necessario operare con quote assolute (riferite al livello del mare) <\/li><\/ul> <p>Per rilievi locali (poche centinaia di metri) non \u00e8 strettamente necessaria la conversione delle coordinate piane WGS84 in ROMA40. Consiglio sempre la trasformazione delle altezze ellissoidiche in quote ortometriche anche quando \u00e8 sufficiente conoscere i dislivelli tra punti e non le quote assolute. <\/p><p>I programmi sopracitati: <\/p> <ul><li>VERTO: \u00e8 quello ufficiale e generalmente utilizzato, consente il passaggio tra i diversi sistemi di coordinate utilizzando i grigliati determinati dall&#8217;IGM stesso (indispensabili per l&#8217;uso) <\/li><li>CARTLAB: la versione free utilizza un modello nazionale del geoide e quindi non molto preciso per cui i risultati hanno errori (per quello che ho potuto sperimentare) anche di 50-100 cm <\/li><\/ul> <p><br \/> <\/p> <h2> <span class=\"mw-headline\" id=\"Collegamenti_esterni\">Collegamenti esterni<\/span><\/h2> <ul><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.asit.biz\/art\/passaggio\/passaggio.html\"><b>http:\/\/www.asit.biz\/art\/passaggio\/passaggio.html<\/b><\/a> <\/li><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.vercelli.polito.it\/civili\/topo01.htm\"><b>http:\/\/www.vercelli.polito.it\/civili\/topo01.htm<\/b><\/a> <\/li><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.gpscomefare.com\/cartografia\/index_cartografia.htm\"><b>http:\/\/www.gpscomefare.com\/cartografia\/index_cartografia.htm<\/b><\/a> <\/li><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.xcad.it\/prodottiaccad\/qualitarilievi\/trasformazioni.htm\"><b>http:\/\/www.xcad.it\/prodottiaccad\/qualitarilievi\/trasformazio ni.htm<\/b><\/a> <\/li><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external free\" href=\"http:\/\/www.pregeo.it\/modules.php?name=Forums&amp;file=viewforum&amp;f=15\">http:\/\/www.pregeo.it\/modules.php?name=Forums&amp;file=viewforum&amp;f=15<\/a> <\/li><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/bonarrigo.altervista.org\/CATASTO\/catasto_0001.html\"><b>http:\/\/www.bonarrigo.altervista.org\/catasto\/catasto.html<\/b><\/a> <\/li><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/bonarrigo.altervista.org\/CATASTO\/catasto_0001.html\">http:\/\/www.bonarrigo.altervista.or\/catasto\/catasto.html<\/a> <\/li><\/ul> <p><br \/> Emanuele <\/p> <!-- Tidy found serious XHTML errors -->  <!--  NewPP limit report Preprocessor node count: 3\/1000000 Post-expand include size: 0\/2097152 bytes Template argument size: 0\/2097152 bytes Expensive parser function count: 0\/100 -->  <!-- Saved in parser cache with key wikidb-mw_:pcache:idhash:214-0!*!0!*!*!*!* and timestamp 20130404090209 --> ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I sistemi geodetici classici sono basati su ellissoidi posizionati nello spazio, attraverso la metodologia astrogeodetica, in modo da risultare tangenti al geoide locale in un punto centrale della zona d&#8217;interesse; l&#8217;ellissoide associato al WGS84 invece, oltre ad avere forma e dimensioni diverse, ha il centro geometrico coincidente con il centro di massa della Terra e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":{"0":"post-188","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-w"},"views":40973,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}