{"id":366,"date":"2010-07-23T16:57:20","date_gmt":"2010-07-23T16:57:20","guid":{"rendered":"http:\/\/wiki2.professionearchitetto.it\/legge-167-del-1962-qual-e-lelemento-fondamentale\/"},"modified":"2010-07-23T16:57:20","modified_gmt":"2010-07-23T16:57:20","slug":"legge-167-del-1962-qual-e-lelemento-fondamentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/legge-167-del-1962-qual-e-lelemento-fondamentale\/","title":{"rendered":"Legge 167 del 1962 qual \u00e8 l&#8217;elemento fondamentale"},"content":{"rendered":"<p>Questa legge introduce i <b>Piani di Edilizia Economica Popolare (PEEP)<\/b>. <\/p><p>Lo scopo fondamentale \u00e8 quello di fornire all&#8217;ente pubblico, gli strumenti concreti per programmare gli interventi nel settore della casa, e per incidere tramite questi, sull&#8217;assetto del territorio urbano, contrastando la speculazione fondiaria e indirizzando lo sviluppo edilizio con i <i>piani di zona<\/i> (di contenuto analogo ai piani particolareggiati) da realizzare su aree espropriate, all&#8217;edilizia economica e popolare. <\/p><p>Per la prima volta l&#8217;esproprio era utilizzabile non solo per i terreni destinati per i terreni pubblici, ma anche per quelli destinati a residenza, e veniva stabilita un&#8217;<i>indennit\u00e0 di esproprio<\/i> inferiore al valore di mercato, fissata al valore che le aree avevano sul mercato due anni prima dell&#8217;adozione del piano PEEP. <\/p><p>Questo doveva consentire ai comuni (e agli enti, istituti e cooperative costruttori case popolari, cui potevano essere assegnati i terreni edificabili) di acquisire ad un costo relativamente contenuto aree pi\u00f9 centrali e di dotarle di tutti i servizi sociali necessari, che dovevano essere previsti nello stesso piano di zona. <\/p><p>Si prevedeva, infine, di innescare un processo di finanziamento a rotazione: i comuni, ottenendo i terreni a basso prezzo e rivendendoli (una volta urbanizzati) agli assegnatari pubblici e privati, avrebbero potuto ricavare fondi da reinvestire in acquisto di altre aree ed in costruzione di servizi. <\/p> <h2> <span class=\"mw-headline\" id=\"Collegamenti_esterni\">Collegamenti esterni<\/span><\/h2> <p><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/\/dispatcher?task=attoCompleto&amp;service=212&amp;datagu=1962-04-30&amp;redaz=062U0167&amp;parControllo=si&amp;connote=false&amp;aggiorn=null&amp;datavalidita=20100723\">Legge 18 aprile 1962, n.167<\/a> <\/p> <!-- Tidy found serious XHTML errors -->  <!--  NewPP limit report Preprocessor node count: 3\/1000000 Post-expand include size: 0\/2097152 bytes Template argument size: 0\/2097152 bytes Expensive parser function count: 0\/100 -->  <!-- Saved in parser cache with key wikidb-mw_:pcache:idhash:436-0!*!*!*!*!*!* and timestamp 20130404102037 --> ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa legge introduce i Piani di Edilizia Economica Popolare (PEEP). Lo scopo fondamentale \u00e8 quello di fornire all&#8217;ente pubblico, gli strumenti concreti per programmare gli interventi nel settore della casa, e per incidere tramite questi, sull&#8217;assetto del territorio urbano, contrastando la speculazione fondiaria e indirizzando lo sviluppo edilizio con i piani di zona (di contenuto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[8,13],"class_list":{"0":"post-366","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-w","7":"tag-esame-di-stato-architettura","8":"tag-leggi-urbanistiche"},"views":41071,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/366","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=366"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/366\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=366"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=366"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=366"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}