{"id":367,"date":"2010-07-22T15:09:56","date_gmt":"2010-07-22T15:09:56","guid":{"rendered":"http:\/\/wiki2.professionearchitetto.it\/legge-4571978-piani-di-recupero\/"},"modified":"2010-07-22T15:09:56","modified_gmt":"2010-07-22T15:09:56","slug":"legge-4571978-piani-di-recupero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/legge-4571978-piani-di-recupero\/","title":{"rendered":"Legge 457\/1978 Piani di Recupero"},"content":{"rendered":"<h3> <span class=\"mw-headline\" id=\"Art._27._Individuazione_delle_zone_di_recupero_del_patrimonio_edilizio_esistente\">Art. 27. Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente<\/span><\/h3> <p>1. I comuni individuano, nell&#8217;ambito degli strumenti urbanistici generali, le zone ove, per le condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. Dette zone possono comprendere singoli immobili, complessi edilizi, isolati ed aree, nonch\u00e9 edifici da destinare ad attrezzature.  <\/p><p>2. Le zone sono individuate in sede di formazione dello strumento urbanistico generale ovvero, per i comuni che, alla data di entrata in vigore della presente legge ne sono dotati, con deliberazione del consiglio comunale sottoposta al controllo di cui all&#8217;art. 59 della <a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/\/dispatcher?task=attoCompleto&amp;service=213&amp;datagu=1953-03-03&amp;redaz=053U0062&amp;parControllo=si&amp;connote=false&amp;aggiorn=null&amp;datavalidita=20100722\">legge 10 febbraio 1953, n. 62<\/a> (controllo soppresso dalla legge n. 127 del 1997).  <\/p><p>3, Nell&#8217;ambito delle zone, con la deliberazione di cui al precedente comma o successivamente con le stesse modalit\u00e0 di approvazione, possono essere individuati gli immobili, i complessi edilizi, gli isolati e le aree per i quali il rilascio della concessione \u00e8 subordinato alla formazione dei piani di recupero di cui al successivo art. 28.  <\/p><p>4. Per le aree e gli immobili non assoggettati al piano di recupero e comunque non compresi in questo, si attuano gli interventi edilizi che non siano in contrasto con le previsioni degli strumenti urbanistici generali. Ove gli strumenti urbanistici generali subordinino il rilascio della concessione alla formazione degli strumenti attuativi, ovvero nell&#8217;ambito delle zone destinate a servizi i cui vincoli risultano scaduti, sono sempre consentiti, in attesa di tali strumenti urbanistici attuativi, gli interventi previsti dalle lettere a), b), c) e d) del primo comma dell&#8217;art. 31 che riguardino singole unit\u00e0 immobiliari o parti di esse. Inoltre sono consentiti gli interventi di cui alla lettera d) del primo comma dell&#8217;art. 31 che riguardino globalmente uno o pi\u00f9 edifici anche se modifichino fino al 25 per cento delle destinazioni preesistenti purch\u00e9 il concessionario si impegni, con atto trascritto a favore del comune e a cura e spese dell&#8217;interessato, a praticare, limitatamente alla percentuale mantenuta ad uso residenziale, prezzi di vendita e canoni di locazione concordati con il comune ed a concorrere negli oneri di urbanizzazione ai sensi della legge 28 gennaio 1977, n.10, e successive modificazioni.  <\/p><p>(il comma 4 ha sostituito gli originari commi quarto e quinto per effetto dell&#8217;articolo 14 della legge n. 179 del 1992) <\/p> <h3> <span class=\"mw-headline\" id=\"Art._28._Piani_per_il_recupero_del_patrimonio_edilizio_esistente\">Art. 28. Piani per il recupero del patrimonio edilizio esistente<\/span><\/h3> <p>1. I piani di recupero prevedono la disciplina per il recupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree di cui al terzo comma del precedente articolo 27, anche attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica, individuando le unit\u00e0 minime di intervento.  <\/p><p>2. I piani di recupero sono approvati con la deliberazione del consiglio comunale con la quale vengono decise le opposizioni presentate al piano, ed hanno efficacia dal momento in cui questa abbia riportato il visto di legittimit\u00e0 di cui all&#8217;articolo 59 della <a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/\/dispatcher?task=attoCompleto&amp;service=213&amp;datagu=1953-03-03&amp;redaz=053U0062&amp;parControllo=si&amp;connote=false&amp;aggiorn=null&amp;datavalidita=20100722\">legge 10 febbraio 1953, n. 62<\/a> (visto soppresso dalla legge n. 127 del 1997).  <\/p><p>3. Ove la deliberazione del consiglio comunale di cui al comma precedente non sia assunta, per ciascun piano di recupero, entro tre anni dalla individuazione di cui al terzo comma del precedente articolo 27 ovvero non sia divenuta esecutiva entro il termine di un anno dalla predetta scadenza, l&#8217;individuazione stessa decade ad ogni effetto. In tal caso, sono consentiti gli interventi edilizi previsti dal quarto e quinto comma del precedente articolo 27.  <\/p><p>4. Per quanto non stabilito dal presente titolo si applicano ai piani di recupero le disposizioni previste per i piani particolareggiati dalla vigente legislazione regionale e, in mancanza, da quella statale.  <\/p><p>5. I piani di recupero sono attuati:  <\/p><p>(il comma 5 ha sostituito gli originari commi quinto, sesto e settimo per effetto dell&#8217;art.13, comma 1, della legge n. 179 del 1992)  <\/p><p>a) dai proprietari singoli o riuniti in consorzio o dalle cooperative edilizie di cui siano soci, dalle imprese di costruzione o dalle cooperative edilizie cui i proprietari o i soci abbiano conferito il mandato all&#8217;esecuzione delle opere, dai condomini o loro consorzi, dai consorzi fra i primi ed i secondi, nonch\u00e9 dagli I.A.C.P o loro consorzi, da imprese di costruzione o loro associazioni temporanee o consorzi e da cooperative o loro consorzi;  <\/p><p>b) dai comuni, direttamente ovvero mediante apposite convenzioni con i soggetti di cui alla lettera a) nei seguenti casi:  <\/p><p>1) per gli interventi che essi intendono eseguire direttamente per il recupero del patrimonio edilizio esistente nonch\u00e9, limitatamente agli interventi di rilevante interesse pubblico, con interventi diretti;  <\/p><p>2) per l&#8217;adeguamento delle urbanizzazioni;  <\/p><p>3) per gli interventi da attuare, mediante cessione volontaria, espropriazione od occupazione temporanea, previa diffida nei confronti dei proprietari delle unit\u00e0 minime di intervento, in caso di inerzia dei medesimi, o in sostituzione dei medesimi nell&#8217;ipotesi di interventi assistiti da contributo. La diffida pu\u00f2 essere effettuata anche prima della decorrenza del termine di scadenza del programma pluriennale di attuazione nel quale il piano di recupero sia stato eventualmente incluso.  <\/p><p>6. I comuni, sempre previa diffida, possono provvedere all\u2019esecuzione delle opere previste dal piano di recupero, anche mediante occupazione temporanea, con diritto di rivalsa, nei confronti dei proprietari, delle spese sostenute.  <\/p><p>7. I comuni possono affidare la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria ai proprietari singoli o riuniti in consorzio che eseguano gli interventi previsti dal piano di recupero. <\/p> <h2> <span class=\"mw-headline\" id=\"Collegamenti_esterni\">Collegamenti esterni<\/span><\/h2> <ul><li><a rel=\"nofollow\" target=\"_blank\" class=\"external text\" href=\"http:\/\/www.normattiva.it\/\/dispatcher?task=attoCompleto&amp;service=212&amp;datagu=1978-08-19&amp;redaz=078U0457&amp;parControllo=si&amp;connote=false&amp;aggiorn=null&amp;datavalidita=20100722\">Legge 5 agosto 1978, n. 457 | Norme per l&#8217;edilizia residenziale.<\/a> <\/li><\/ul>  <!-- Tidy found serious XHTML errors -->  <!--  NewPP limit report Preprocessor node count: 10\/1000000 Post-expand include size: 0\/2097152 bytes Template argument size: 0\/2097152 bytes Expensive parser function count: 0\/100 -->  <!-- Saved in parser cache with key wikidb-mw_:pcache:idhash:417-0!*!*!!*!*!* and timestamp 20130404140104 --> ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Art. 27. Individuazione delle zone di recupero del patrimonio edilizio esistente 1. I comuni individuano, nell&#8217;ambito degli strumenti urbanistici generali, le zone ove, per le condizioni di degrado, si rende opportuno il recupero del patrimonio edilizio ed urbanistico esistente mediante interventi rivolti alla conservazione, al risanamento, alla ricostruzione e alla migliore utilizzazione del patrimonio stesso. 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