{"id":504,"date":"2010-07-23T16:29:53","date_gmt":"2010-07-23T16:29:53","guid":{"rendered":"http:\/\/wiki2.professionearchitetto.it\/qual-e-la-differenza-tra-piani-intercomunale-e-piano-di-coordinamento-territoriale\/"},"modified":"2010-07-23T16:29:53","modified_gmt":"2010-07-23T16:29:53","slug":"qual-e-la-differenza-tra-piani-intercomunale-e-piano-di-coordinamento-territoriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/qual-e-la-differenza-tra-piani-intercomunale-e-piano-di-coordinamento-territoriale\/","title":{"rendered":"Qual \u00e8 la differenza tra Piani Intercomunale e Piano di Coordinamento Territoriale"},"content":{"rendered":"<p>I Piani Territoriali di Coordinamento e i Piani Regolatori Intercomunali furono introdotti dalla Legge n\u00b01150 del 1942. <\/p><p>I <b>P.T.C.<\/b>, detti anche piani regionali, di norma si estendono nell&#8217;ambito della regione e coincidono col suo territorio.  <\/p><p>La funzione di detti piani \u00e8 quella di coordinare armonicamente lo sviluppo dei vari centri, sia per quanto riguarda l&#8217;assetto edilizio presente e futuro, sia per quanto riguarda le principali vie di comunicazione, la creazione, la ubicazione e sistemazione delle industrie e delle altre attivit\u00e0 economiche in un insieme unitario e completo nello stesso tempo. <\/p><p>Non sono piani essenzialmente urbanistici\u00a0perch\u00e8 costituiscono degli strumenti di coordinamento di tutte le forme di attivit\u00e0 e quindi, oltre all&#8217;edilizia, disciplinano i trasporti, le comunicazioni, le industrie, insomma tutta l&#8217;attivit\u00e0 economica e sociale delle Regioni. Hanno durata illimitata e obbligano i Comuni ad uniformare ad essi i propri piani regolatori. Sono in sostanza provvedimenti amministrativi che creano soltano <i>oneri <\/i>in quanto dispongono che volendo eseguire degli interventi, essi non potranno essere attuati che con l&#8217;osservanza di certe modalit\u00e0 e limitazioni. <\/p><p>I <b>Piani Intercomunali<\/b> si redigono quando, per\u00a0le caratteristiche di sviluppo degli aggregati edilizi di due o pi\u00f9 Comuni contermini, si riconosce opportuno il coordinamento delle direttive riguardanti l&#8217;assetto urbanistico dei comuni stessi. <\/p><p>Le aree per le quali si \u00e8 pensato ai P.I., sono innanzi tutto quelle di una grande citt\u00e0 che dal punto di vista dei servizi e dello sviluppo urbanisticosi estende oltre la circoscrizione comunale ed interessa con la sua espansione, una serie di comuni satelliti. <\/p><p>In secondo luogo il riferimento \u00e8 alle aree complementari, che nell&#8217;insieme hanno uno sviluppo unitario, ma differenti caratterizzazioni delle sue parti, per cui i Comuni devono coordinare il loro sviluppo urbanistico se non vogliono creare squilibri nell&#8217;uilizzazione del territorio. <\/p> <!-- Tidy found serious XHTML errors -->  <!--  NewPP limit report Preprocessor node count: 1\/1000000 Post-expand include size: 0\/2097152 bytes Template argument size: 0\/2097152 bytes Expensive parser function count: 0\/100 -->  <!-- Saved in parser cache with key wikidb-mw_:pcache:idhash:431-0!*!*!*!*!*!* and timestamp 20130404085919 --> ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Piani Territoriali di Coordinamento e i Piani Regolatori Intercomunali furono introdotti dalla Legge n\u00b01150 del 1942. 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