{"id":509,"date":"2010-07-21T18:40:39","date_gmt":"2010-07-21T16:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/wiki2.professionearchitetto.it\/quali-sono-e-quali-proprieta-devono-avere-i-materiali-isolanti-acustici\/"},"modified":"2015-07-19T17:53:47","modified_gmt":"2015-07-19T15:53:47","slug":"quali-sono-e-quali-proprieta-devono-avere-i-materiali-isolanti-acustici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/quali-sono-e-quali-proprieta-devono-avere-i-materiali-isolanti-acustici\/","title":{"rendered":"Quali sono e quali propriet\u00e0 devono avere i materiali isolanti acustici"},"content":{"rendered":"<p>I <b>materiali con capacit\u00e0 fonoassorbenti<\/b> devono essere in grado di intrappolare l&#8217;energia di vibrazione delle onde sonore e di dissiparla, trasformandola in calore a mezzo degli attriti, in modo tale che la quantit\u00e0 di energia sonora trasmessa sia molto ridotta rispetto a quella assorbita. <\/p><p>E&#8217; evidente che inserendo uno strato di materiale fonoassorbente nell&#8217;organizzazione di un divisorio, si ha un notevole miglioramento acustico fornito da quest&#8217;ultimo. Se lo strato o l&#8217;elemento fonoassorbente si affaccia direttamente nell&#8217;ambiente dove si trova la sorgente di rumore, si avr\u00e0 anche una notevole riduzione della riflessione delle onde sonore nell&#8217;ambiente stesso. Risultano dotati di capacit\u00e0 fonoassorbente tutti i materiali porosi e fibrosi specie se caratterizzati da basso peso unitario. In ogni caso il coefficiente di assorbimento, inteso come frazione di energia non riflessa e non trasmessa, \u00e8 funzione della frequenza incidente cos\u00ec come delle modalit\u00e0 di assemblaggio e messa in opera dell&#8217;elemento assorbente. Le principali soluzioni adottate per aumentare l&#8217;assorbimento di superfici affacciate su ambienti fonti del rumore sono: strati porosi, piastrelle acustiche, pannelli vibranti, risuonatori ecc. Qualora lo strato di materiale poroso sia di dimensioni limitate, il coefficiente di assorbimento dello stesso viene ridotto dalla porzione di suono riflessa dalla superficie rigida retrostante. Lo strato pu\u00f2 essere installato anche ad una certa distanza dalla parete, in modo tale da incontrare l&#8217;onda incidente in punti dove la velocit\u00e0 delle particelle d&#8217;aria \u00e8 massima, ne consegue a parit\u00e0 di altre condizioni, un pi\u00f9 alto assorbimento. <\/p><p><i>fonte:<\/i> <\/p><p>100 DOMANDE.pdf <\/p><p><b>(M)<\/b> <\/p> <!-- Tidy found serious XHTML errors -->  <!--  NewPP limit report Preprocessor node count: 1\/1000000 Post-expand include size: 0\/2097152 bytes Template argument size: 0\/2097152 bytes Expensive parser function count: 0\/100 -->  <!-- Saved in parser cache with key wikidb-mw_:pcache:idhash:410-0!*!*!*!*!*!* and timestamp 20130403162952 --> ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I materiali con capacit\u00e0 fonoassorbenti devono essere in grado di intrappolare l&#8217;energia di vibrazione delle onde sonore e di dissiparla, trasformandola in calore a mezzo degli attriti, in modo tale che la quantit\u00e0 di energia sonora trasmessa sia molto ridotta rispetto a quella assorbita. E&#8217; evidente che inserendo uno strato di materiale fonoassorbente nell&#8217;organizzazione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[8,59,9],"class_list":{"0":"post-509","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-w","7":"tag-esame-di-stato-architettura","8":"tag-fisica-tecnica","9":"tag-tecnologia"},"views":9257,"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=509"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/509\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=509"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=509"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/wiki\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=509"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}