Manhattan (NY), quasi ultimato il nuovo museo firmato Renzo Piano

Oltre 20mila metri quadri costruiti nel Meatpacking district. A maggio l'inaugurazione

Il nuovo edificio per il Whitney Museum of American Art, progettato da Renzo Piano, sarà inaugurato il prossimo 1° maggio. Oltre 20mila metri quadri costruiti nel Meatpacking district a Manhattan danno attuazione al progetto culturale newyorkese considerato il più significativo degli ultimi dieci anni. Con una strepitosa vista sul fiume Hudson, la vicinanza al popolato parco della High Line e la presenza di un quartiere brulicante, il nuovo museo tenta di coinvolgere un vasto pubblico, fatto di utenti nazionali, internazionali e locali.

Vista da Nord Est, agosto 2014, fotografata da © Timothy Schenck

A maggio 2011 sono iniziati i lavori ed ora l’edificio è quasi ultimato. Un nuovo e visibile landmark ha preso forma nello skyline di Manhattan. A collaborare con il Renzo Piano Building Workshop è stato anche lo studio Cooper, Robertson & Partners di New York.

Con l’architettura di Renzo Piano vengono raddoppiati gli spazi espositivi del Whitney, il famoso museo di arte moderna e contemporanea degli Stati Uniti e create nuove possibilità per artisti, curatori e utenti. Il Whitney vi presenterà le sue collezioni del 20esimo e 21esimo secolo e potrà dare maggior spazio a mostre temporanee, ma la grande struttura ospiterà anche un centro per la formazione, un teatro multifunzionale da 170 posti, una sala per le proiezioni video, un laboratorio di conservazione, un centro studi ed una biblioteca.

Vista dal lato Ovest della highway, settembre 2014, fotografata da © Ed Lederman

Vista dalla High Line, luglio 2014. Foto di © Timothy Schenck

«Stiamo creando un ambiente nel quale il visitatore sarà incoraggiato a connettersi con l’arte attraverso un’esperienza unica e diretta», racconta Adam D. Weinberg direttore del Whitney’s Alice Pratt Brown. L’edificio è concepito come un laboratorio per artisti. «Questo edificio – continua Weinberg – sarà un luogo in cui si realizzerà un impegno diretto, un sito caratterizzato da due elementi: scoperta e rischio. I più importanti e innovativi e coraggiosi artisti del nostro tempo avranno una presenza costante nel museo».

Il nuovo edificio colloca il Whitney all’interno di una vivace comunità di artisti, galleristi, studenti, insegnanti, imprenditori e residenti del Meatpacking Distict, del quartiere Chelsea e del Greenwich village, dove il Museo fu fondato da Gertrude Vanderbilt Whitney nel 1930.

Vista lato Ovest, settembre 2014, fotografia di © Tim Schenck

Una marcata asimmetria nella forma e la risposta al carattere industriale degli edifici limitrofi caratterizzano il progetto che dà vita ad una presenza quasi scultorea. «Il progetto dell’edificio emerge da molti anni di conversazione con la Whitney, che ci ha portati ad un salto indietro, fino alle origini del Museo», commenta Renzo Piano. «Abbiano parlato delle origini del Whitney nel centro di New York e della possibilità di godere di uno spazio aperto sul fiume Hudson. La grande esperienza del Museo è legata all’arte, ma anche alla possibilità di essere al centro della comunità e connessi con un ambiente assolutamente straordinario».

Image courtesy Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con Cooper, Robertson & Partners

Grandi strutture a sbalzo lungo Gansevoort Street, all’angolo di via Washington, danno spazio ad una grande piazza pubblica dedicata all’arte e destinata a diventare uno spazio di ritrovo, a pochi passi dall’ingresso Sud dell’High Line. «Qui, tutto in una volta, si ha l’acqua, il parco, le potenti strutture industriali e l’emozionante mix di persone, e al centro vi sono il nuovo edificio e l’esperienza dell’arte», spiega ancora Renzo Piano.

La hall, che comprende una galleria per le collezioni permanenti e mostre speciali e un’ampia area per le installazioni, dà proseguimento all’idea di spazio comunitario e sarà aperto gratuitamente al pubblico. La immensa galleria del quinto piano, dedicata alle mostre temporanee sarà la più grande galleria a pianta libera costruita a New York e studiata per dare ad artisti e curatori straordinaria libertà.

La Whitney ha arruolato Piet Oudolf, l’influente progettista olandese del verde, che era parte del team responsabile della High Line, per collaborare con Piano e Mathews Nielsen al progetto paesaggistico dell’edificio. Lo scopo: creare un equilibrio visivo con il contesto.

Crediti

Team di progetto
Owner’s Rep: Gardiner & Theobald, Inc.; Design Architect: Renzo Piano Building Workshop; Executive Architect: Cooper, Robertson & Partners; MEP & Lighting Engineer: Ove Arup & Partners; Structural Engineer: Robert Silman Associates; Construction Manager: Turner Construction, LLC.

web whitney.org | www.rpbw.com

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