{"id":151,"date":"2010-07-05T12:10:30","date_gmt":"2010-07-05T10:10:30","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2010\/07\/microcities-architects-premiati-per-2-concorsi-in-finlandia\/"},"modified":"2014-01-07T21:06:47","modified_gmt":"2014-01-07T20:06:47","slug":"microcities-architects-premiati-per-2-concorsi-in-finlandia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2010\/07\/microcities-architects-premiati-per-2-concorsi-in-finlandia\/","title":{"rendered":"Microcities architects premiati per 2 concorsi in Finlandia"},"content":{"rendered":"<p><strong>Microcities architects<\/strong> (<strong>Mariabruna Fabrizi <\/strong>e<strong> Fosco Lucarelli<\/strong>), due giovani architetti italiani di <strong>27 e 29 anni<\/strong>, laureati a Roma e residenti attualmente a Parigi, hanno recentemente ottenuto&nbsp;il <strong>secondo posto nel concorso Europan 2010 per il sito di Tampere in Finlandia<\/strong>, ed&nbsp;un <strong>premio nel concorso &#8220;The innovative town for the future ideas competiton<\/strong>&#8220;, che prevedeva la progettazione di una citt&agrave; autosufficiente di 20mila abitanti a Henna, anch&#8217;essa in Finlandia.&nbsp;<\/p>\n<p class=\"spacedw\">Entrambi i progetti&nbsp;sono in via di pubblicazione su diverse riviste internazionali e sul progetto di Tampere sono stati scritti due articoli sul catalogo internazionale di Europan 10. |&nbsp;<a href=\"http:\/\/microcities.net\/files\/Europan10%20-%20articles%20-%20Microcities.pdf\" target=\"_blank\">Link<\/a><\/p>\n<h4>Alice in wonderwall &#8211; 32 abitazioni a Tampere, Finlandia<\/h4>\n<p><strong>2&deg; premio Europan 10<\/strong><\/p>\n<p>La frammentazione del complesso progettato da Microcities per il concorso Europan 2010 da luogo ad uno <strong>spazio&nbsp;collettivo continuo non gerarchizzato<\/strong>: la natura si infiltra negli spazi interni attraverso i giardini d&#8217;inverno, mentre le piazze all&#8217;aperto assumono una scala domestica; la pareti delle case, che racchiudono funzioni comuni all&#8217;intero quartiere, danno valore urbano alla rete degli spazi collettivi.&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2010\/07\/w_rendering.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"312\" \/><br \/><span style=\"color: #888888;\">Render del progetto<\/span><\/p>\n<p>Il progetto si compone di case bifamiliari con superfici dai 50&nbsp;ai 120 mq, costituite da un <strong>doppio involucro<\/strong>: una parete interna&nbsp;in mattoni alveolari&nbsp;Poroton garantisce un primo livello di isolamento termico,&nbsp;mentre la pelle esterna in policarbonato traslucido contenente Nanogel completa le esigenze d&#8217;isolamento.&nbsp;Tutti gli edifici raggiungono <strong>un&#8217;alta efficienza energetica senza l&#8217;aggiunta di alcun dispositivo tecnologico<\/strong>:&nbsp;sono le tipologie stesse ad essere ripensate per&nbsp;ottenere la minima dispersione termica, ottimizzando la temperatura in relazione alle esigenze dei singoli spazi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2010\/07\/AIW_collective-space-illustration.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"280\" \/><\/p>\n<p>La distanza tra la parete interna e quella esterna &egrave; sufficientemente&nbsp;ampia da ospitare aree abitabili. Questo spazio funge da zona cuscinetto: isola termicamente le stanze interne dal freddo e, al tempo stesso, crea atmosfere insolite all&#8217;interno della casa. All&#8217;interno della doppia pelle si trovano gli spazi della casa che richiedono una temperatura minore, come locali di stoccaggio, armadi, cucine, scale, corridoi, giardini d&#8217;inverno, atelier, piccole palestre o spazi che privi di funzione specifica (o la cui funzione dovr&agrave; essere inventata dagli abitanti). Concentrare tali funzioni nella zona cuscinetto significa liberare dello spazio nel resto della casa e lasciare aperta qualsiasi possibilit&agrave; di organizzazione nel tempo: la doppia pelle perde la sua originaria funzione tecnica per diventare&nbsp;un vero e proprio strumento per definire, adeguare o generare degli spazi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2010\/07\/AIW_interiors.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"169\" \/><\/p>\n<h4 class=\"spaceup\">Symbiosis | premio per la realizzazione di una citt&agrave; autosufficiente di 20mila abitanti a Henna<\/h4>\n<p>Una citt&agrave; &egrave; un sistema che dissipa energia ed ha bisogno di uno scambio con il mondo esterno per ottenere&nbsp;equilibrio. Per diventare un&#8217;entit&agrave; autosufficiente, in cui lo spreco &egrave; assorbito e l&#8217;energia ed i materiali sono costantemente rinnovati, &egrave; necessario includere nella pianificazione un continuo scambio col sistema natura.<\/p>\n<p>Con queste premesse il punto di partenza del progetto &egrave; considerare <strong>la citt&agrave; futura come un contesto che non si oppone a quello naturale<\/strong>. La sfida &egrave; quella di ottenere uno spazio urbano denso e vibrante senza interrompere le condizioni naturali esistenti ma includendole in un continuo scambio con il costruito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2010\/07\/w_vision-for-henna07.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"332\" \/><br \/><span style=\"color: #888888;\"><em>A vision for Henna<\/em> _ Microcities<\/span><\/p>\n<p>Anzich&egrave; pensare ad una citt&agrave; di 20mila abitanti&nbsp;costituita da&nbsp;un centro che lentamente fluisce verso i margini, il progetto prevede una serie di <strong>nodi <\/strong>strettamente connessi fra di loro. Ogni nodo &egrave; parte della rete che costituisce la citt&agrave; ed il modo in cui i singoli nodi sono connessi l&#8217;uno con l&#8217;altro permette alla natura di fluire attraverso il sistema, creando un sistema equilibrato vuoto \/ pieno. La flessibilit&agrave; della rete permette di includere nel sistema le condizioni sempre in evoluzione del paesaggio e delle infrastrutture, adattandosi facilmente ad&nbsp;un&#8217;infinit&agrave; di possibili situazioni&nbsp;esistenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2010\/07\/Henna12.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p class=\"spacedw\">Ogni nodo lavora come un centro&nbsp;e&nbsp;pu&ograve; ospitare fino a 2mila persone;&nbsp;il&nbsp;raggio di ciascun nodo misura circa 250m&nbsp;e pu&ograve; soddisfare i bisogni di un&#8217;unit&agrave; urbana autosufficiente.<\/p>\n<p class=\"spacedw\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2010\/07\/Henna13.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p><strong>MICROCITIES Mariabruna Fabrizi, Fosco Lucarelli<\/strong><br \/><a href=\"http:\/\/www.microcities.net\" target=\"_blank\" class=\"spaceup\">www.microcities.net<\/a> | <a href=\"mailto:info@microcities.net\">info@microcities.net<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mariabruna Fabrizi e Fosco Lucarelli, due giovani architetti italiani, hanno ottenuto il 2\u00b0 posto ad Europan 10 per il sito di Tampere ed un premio nel concorso &#8220;The innovative town for the future ideas competiton&#8221;, che prevedeva la progettazione di una citt\u00e0 autosufficiente di 20mila abitanti a Henna..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":788,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[98,253,20],"class_list":{"0":"post-151","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-europan","9":"tag-microcities-architects","10":"tag-risultati-concorsi-internazionali"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=151"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/151\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/788"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=151"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=151"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=151"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}