{"id":174,"date":"2011-03-05T20:50:26","date_gmt":"2011-03-05T19:50:26","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2011\/03\/silvio-dascia-e-arep-per-il-dddpc-di-shanghai\/"},"modified":"2014-01-07T21:07:12","modified_gmt":"2014-01-07T20:07:12","slug":"silvio-dascia-e-arep-per-il-dddpc-di-shanghai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2011\/03\/silvio-dascia-e-arep-per-il-dddpc-di-shanghai\/","title":{"rendered":"Silvio D&#8217;Ascia e AREP per il DDDPC di Shanghai"},"content":{"rendered":"<p>&Egrave; ormai completo il <strong>DDDPC<\/strong>: il <strong>centro di calcolo per i prodotti finanziari derivati della Borsa di Shanghai<\/strong> (Shanghai Futures Exchange Derivat ives Development and Data Processing Centre) frutto del progetto di<strong> AREP<\/strong> e <strong>Silvio D&#8217;Ascia<\/strong> che si sono aggiudicati nel 2005 la competizione lanciata da Shanghai Futures Exchange.<\/p>\n<p>Il concorso internazionale proponeva di sviluppare il progetto di un nuovo complesso, cuore della finanza e contenitore di diverse funzioni, legate alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e all&#8217;economia, da estendere su un&#8217;area di 10 ettari, nello <strong>Zhangjang Science Park<\/strong>, nell&#8217;<strong>area sud-est di Shanghai<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/03\/Shanghai-DDDPC_DossierPresse_VA_janv2011_HD-7-4.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"287\" \/><\/p>\n<p><strong>4 anni<\/strong> complessivi e <strong>2 le fasi costruttive<\/strong> per introdurre gli uffici, il centro di calcolo, 3 edifici per abitazioni, un centro di ricerca, un area per conferenze, spazi espositivi, un hotel ed un centro attrezzato per lo sport.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/03\/Shanghai-DDDPC_DossierPresse_VA_janv2011_HD-7-11.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"275\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;idea guida, nonch&eacute; riferimento per la distribuzione ed il dimensionamento spaziale del sito proviene da una analogia tecnologica di ispirazione digitale: i <strong>14 edifici <\/strong>sorgono nell&#8217;area di progetto, <strong>come i componenti di una scheda madre<\/strong> vengono sistemati su di essa. Allo stesso modo l&#8217;andamento planimetrico dei percorsi &egrave; una reminiscenza dei circuiti elettronici. L&#8217;intera area risulta, dunque, concepita in tre bande longitudinali dalla densit&agrave; ed altezza progressivamente decrescenti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/03\/Shanghai-DDDPC_DossierPresse_VA_janv2011_HD-7-12.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"237\" \/><\/p>\n<p>Dalla creazione di una gerarchia dimensionale, al raggiungimento della fluidit&agrave; dei movimenti, al diverso trattamento delle architetture, tutto viene pensato per aiutare il visitatore a riconoscere immediatamente le diverse funzioni presenti, distinguendo subito quelle pubbliche da quelle private ed inaccessibili.<\/p>\n<p>Da qui u<strong>n trattamento particolare delle facciate che prende ispirazione dai trigrammi<\/strong>: simboli usati dall&#8217;antica cultura cinese per interpretare le regole dell&#8217;universo, costituiti da una successione di rettangoli dalla forma pi&ugrave; o meno allungata disposti su tre righe in maniera da formare motivi irregolari. Le aperture nella &#8220;pelle&#8221; dell&#8217;edificio, conformate come i rettangoli di un trigramma, conferiscono agli edifici un aspetto contemporaneo, nei quali l&#8217;<strong>organizzazione delle bucature rimanda ancora una volta al mondo della tecnologia digitale, ricordando pixel dalla disposizione casuale<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/03\/Shanghai-DDDPC_DossierPresse_VA_janv2011_HD-7-26.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"225\" \/><\/p>\n<p class=\"spacedw\">La relazione che intercorre tra aree verdi ed edifici conferisce al sito lo stesso stile di un campus hi-tech, in cui si sottolinea l&#8217;importanza di un&#8217;armoniosa connessione tra l&#8217;architettura ed il suo ambiente.<\/p>\n<hr width=\"468\" size=\"1\" noshade=\"noshade\" \/>\n<p><strong>Silvio D&#8217;Ascia<\/strong><br \/>Vive e lavora a Parigi dal 1993. In associazione con AREP (studio pluridisciplinare nell&#8217;ambito del gruppo francese SNFC), &egrave; stato finalista al concorso per il Palazzo dei Congressi di Roma EUR e per la nuova Biblioteca di Pechino e ha vinto nel 2002 quello per la nuova stazione TGV di Torino Porta Susa. Il suo lavoro &egrave; caratterizzato da un approccio culturale che risente della formazione umanistica italiana e alle riflessioni sviluppate intorno alle nuove forme di citt&agrave;. I suoi progetti sono stati presentati in numerose pubblicazioni ed esposizioni, in particolare alla Biennale di Venezia. (<a href=\"http:\/\/www.dascia.com\/content.html\" target=\"_blank\">www.dascia.com<\/a>).<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ormai completo il DDDPC: il centro di calcolo per i prodotti finanziari derivati della Borsa di Shanghai frutto del progetto di AREP e Silvio D&#8217;Ascia che si sono aggiudicati nel 2005 la competizione lanciata da Shanghai Futures Exchange..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":842,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[282,146,20,283],"class_list":{"0":"post-174","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-arep","9":"tag-cina","10":"tag-risultati-concorsi-internazionali","11":"tag-shanghai"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=174"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/174\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}