{"id":210,"date":"2011-12-13T17:40:14","date_gmt":"2011-12-13T16:40:14","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2011\/12\/creatable-resources\/"},"modified":"2014-01-07T21:08:51","modified_gmt":"2014-01-07T20:08:51","slug":"creatable-resources","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2011\/12\/creatable-resources\/","title":{"rendered":"CREATable Resources"},"content":{"rendered":"<p><strong>CREATable Resources <\/strong><em>for living with a difference<\/em>, il concorso internazionale di idee ecosostenibili lanciato quest&#8217;anno da <strong>Mattiussi Ecologia<\/strong>, ha finalmente i suoi vincitori, premiati in occasione della Fiera Ecomondo di Rimini. L&#8217;obiettivo era  la progettazione di un <strong>prodotto per la raccolta differenziata dei rifiuti domestici<\/strong>, un  pratico oggetto di design costruito con materiali riciclabili e capace  di trovare il suo spazio in ogni stanza della casa.<\/p>\r\n<p>Realizzati da <strong>designers under-35<\/strong> sia nazionali che internazionali, i progetti in gara sono stati oltre 60, portando alla luce idee nuove e anticonvenzionali, in grado di sorprendere anche gli addetti ai lavori. Dopo attenta valutazione degli elaborati in gara la speciale giuria d&#8217;esperti ha deciso di conferire un riconoscimento al design eco-friendly di cinque giovani progettisti alle prese con la prima edizione di una competizione ideata per diffondere il rispetto per l&#8217;ambiente e la cultura del riciclo nelle nuove generazioni dell&#8217;ecodesign.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\"><strong>I progetti premiati<\/strong><\/h3>\r\n<h4><span style=\"color: #993300\">Multiple Waste di Daniela Amandolese<\/span><\/h4>\r\n<p class=\"spacedw\">Il primo posto &egrave; stato assegnato a &#8220;<strong>Multiple Waste<\/strong>&#8221; della genovese <strong>Daniela Amandolese<\/strong>, che ha vinto la possibilit&agrave; di una concreta produzione ed integrazione del prodotto nella linea indoor di Mattiussi Ecologia. La giuria ha dato riconoscimento alla delicatezza di una forma che si integra in modo discreto e cromaticamente pulito all&#8217;interno dell&#8217;ambiente, all&#8217;originalit&agrave; per il fissaggio verticale a parete dell&#8217;oggetto, alla semplicit&agrave; di realizzazione e di facilit&agrave; di utilizzo ed, infine, all&#8217;utilizzo di materiali riciclabili e riciclati.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/12\/CREATable_Multiple_Waste_1.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"142\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Multiple Waste &egrave; stato realizzato pensando agli attuali luoghi domestici di dimensioni ridotte e al problema che molto spesso non si effettua la raccolta differenziata per mancanza di spazio. Ogni singolo modulo pu&ograve; essere posizionato al di sopra di un altro in modo da poter sfruttare le pareti in direzione verticale.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\"><span style=\"color: #993300\">Splitt di Sverre Uhnger e Astrid Elander<\/span><\/h4>\r\n<p class=\"spacedw\">Il secondo premio &egrave; andato a &#8220;<strong>Splitt<\/strong>&#8221; del norvegese<strong> Sverre Uhnger <\/strong>e della svedese <strong>Astrid Elander<\/strong>, i quali hanno ottenuto l&#8217;esposizione del progetto con eventuale loro presentazione alle prossime fiere internazionali a cui parteciper&agrave; l&#8217;azienda; Il progetto &egrave; stato premiato per la &#8220;freschezza&#8221; e semplicit&agrave; del concetto, per la praticit&agrave; e l&#8217;efficacia di utilizzo e per la fattibilit&agrave; industriale.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/12\/CREATable_Splitt1.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"204\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">A partire da una ricerca sui rifiuti pi&ugrave; comuni che si possono produrre a casa, in ufficio o in hotel, gli autori hanno pensato ad un contenitore che si adattasse ad essi per forma, funzione e dimensioni. L&#8217;oggetto consta di <strong>4 elementi che godono di vita autonoma<\/strong>, ma possono anche essere aggregati come si vuole. Uniti insieme o posizionati ciascuno in punti diversi, gli elementi dimostrano una grande <strong>flessibilit&agrave; di utilizzo<\/strong> e quindi di adattamento agli spazi anche pi&ugrave; piccoli.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\"><span style=\"color: #993300\">Oli et amo di Alberto Ghirardello e Irene Sartor<\/span><\/h4>\r\n<p class=\"spacedw\">Infine il terzo piazzamento &egrave; stato riconosciuto a &#8220;<strong>Oli et amo<\/strong>&#8221; dei milanesi <strong>Alberto Ghirardello e Irene Sartor<\/strong>, che avranno la possibilit&agrave; di vedere esposto il progetto con eventuale loro presentazione alle prossime fiere internazionali a cui parteciper&agrave; Mattiussi Ecologia. La giuria ha voluto premiare l&#8217;intraprendenza di pensiero su un tema ancora poco esplorato.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2011\/12\/CREATable_Oli_et_amo.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"175\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Oli et Amo &egrave; un<strong> collettore per la raccolta differenziata di olio esausto<\/strong>, realizzato in polipropilene (riciclato e riciclabile) e nato dall&#8217;esigenza di rendere l&#8217;operazione di smaltimento dell&#8217;olio all&#8217;isola ecologica pi&ugrave; agevole. Il suo funzionamento &egrave; molto semplice: si svita il coperchio e si versa all&#8217;interno del contenitore l&#8217;olio, grazie all&#8217;ampia imboccatura (diam. 15 cm) che permette il versamento direttamente da pentole e padelle senza lo scomodo ausilio di un imbuto.<\/p>\r\n<p>Durante i mesi il contenuto salir&agrave;, e sar&agrave; sempre possibile controllarne il livello attraverso la fenditura trasparente che ne permette la visione. Una volta che il recipiente &egrave; pieno lo si trasporter&agrave; alla pi&ugrave; vicina isola ecologica, dove sar&agrave; possibile svuotarlo rapidamente.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Il concorso<\/h4>\r\n<p><em>CREATable Resources for living with a difference<\/em> chiedeva di pensare alla raccolta differenziata dei rifiuti domestici come fonte di nuove risorse. L&#8217;obiettivo era  la progettazione di un prodotto per l&#8217;home-living, un pratico oggetto di design costruito con materiali riciclabili e capace di trovare il suo spazio in ogni stanza della casa.<\/p>\r\n<p>Il concorso chiedeva agli under 35 di elaborare uno o pi&ugrave; progetti valutati poi secondo criteri legati alla fattibilit&agrave; industriale e all&#8217;eco-sostenibilit&agrave;, all&#8217;utilizzo di materiali 100% riciclabili, all&#8217;eventuale scelta di materiali 100% riciclati, alla facilit&agrave; e all&#8217;efficacia d&#8217;uso nell&#8217;ambito della raccolta differenziata, alla capacit&agrave; d&#8217;adattamento negli spazi domestici come pezzo d&#8217;arredamento.<\/p>\r\n<p><strong>w<\/strong>eb <a href=\"http:\/\/www.mattiussiecologia.com\/it\/news\/15\/MATTIUSSI%20PREMIA%20IL%20DESIGN%20ECO-FRIENDLY.aspx\" target=\"_blank\">www.mattiussiecologia.com<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assegnati i premi del concorso internazionale di idee lanciato da Mattiussi Ecologia dedicato ai prodotti di design che rendono pi\u00f9 semplice la raccolta differenziata, oggetti capaci di trovar spazio in ogni angolo della casa..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1010,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[320,321,6],"class_list":{"0":"post-210","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-riciclo-riutilizzo-dei-materiali","9":"tag-rifiuti","10":"tag-risultati-concorsi-di-design"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/210\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}