{"id":219,"date":"2012-04-22T11:06:10","date_gmt":"2012-04-22T09:06:10","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2012\/04\/parco-dei-campi-diomedei-una-speranza\/"},"modified":"2014-01-07T21:08:57","modified_gmt":"2014-01-07T20:08:57","slug":"parco-dei-campi-diomedei-una-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2012\/04\/parco-dei-campi-diomedei-una-speranza\/","title":{"rendered":"Parco dei Campi Diomedei: una speranza"},"content":{"rendered":"<p>La proposta progettuale per il <strong>Parco dei Campi Diomede<\/strong>i di Foggia dell&#8217;architetto <strong>Fernando Baldassarre<\/strong> <strong>e del suo team<\/strong> (<strong>Filomena Acquaviva<\/strong>, <strong>Damiano De Candia<\/strong>, <strong>M. Tiziana Di Sipio<\/strong>, <strong>Domenico Potenza<\/strong>, <strong>Natalia Risola<\/strong>, <strong>G. Alessio Scarale<\/strong>, <strong>Grazia Villani<\/strong>) si classifica al quarto posto al concorso internazionale di idee bandito dal Comune di Foggia per realizzare un parco di 23 ettari su un&#8217;area in passato attrezzata e utilizzata come ippodromo.<\/p>\r\n<p class=\"spacedw\"><strong class=\"spacedw\">Il progetto ha le sue direttrici nello specifico &#8220;topos&#8221; del sito<\/strong><span class=\"spacedw\">. Un sito davvero complesso: ad Ovest il piccolo campus universitario, a Nord la villa comunale e il teatro all&#8217;aperto, a Est un asse a forte intensit&agrave; di traffico che divide il sito dalla zona della Fiera, dalla costruenda Cittadella dell&#8217;Economia e dal Teatro Tenda, mentre a Sud vi &egrave; la presenza predominante di edifici residenziali e scolastici. Un&#8217;area inoltre interessata da importanti<\/span> <strong>giacimenti archeologici di et&agrave; neolitica<\/strong> e da altre importantissime testimonianze da portare alla luce. Un compendio archeologico, dunque, molto ampio che si estende anche nel sottosuolo della villa comunale.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/04\/Campi_Diomedei_Planimetria_generale.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"616\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Il progetto, secondo le richieste del bando doveva assolvere<strong> tre indirizzi<\/strong>: la valorizzazione delle presenze archeologiche da mettere allo scoperto e da rendere fruibili ai visitatori; la creazione di un nuovo spazio verde della citt&agrave; arricchito da nuove presenze botanico-vegetazionali; l&#8217;animazione dell&#8217;area con attivit&agrave; per l&#8217;intrattenimento, la cultura ed il tempo libero.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\"><strong>Gli elementi generatori del progetto<\/strong><\/h3>\r\n<p class=\"spacedw\">L&#8217;idea progettuale nasce dal riconoscere l&#8217;esigenza di una <strong>ricucitura formale e funzionale in un tessuto urbano eterogeneo<\/strong>, e dal voler creare una <strong>nuova centralit&agrave;<\/strong>, capace di offrire una grande <strong>diversit&agrave; scenica, visuale, sensoriale<\/strong> ma anche di trasmettere coerenza e unit&agrave; formale nella lettura d&#8217;insieme. Un progetto generato dai segni e dal carattere di un intorno complesso e diversificato, dai quali prendere spunto per assolvere al ruolo di cerniera e per valorizzare l&#8217;esistente, <em>in primis<\/em> i rinvenimenti archeologici neolitici di grande importanza, che certamente conferiscono valore aggiunto al sito.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/04\/Campi_Diomedei_Prospetto_1.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"163\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/04\/Campi_Diomedei_Prospetto_2.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"168\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">I <strong>tre elementi generatori<\/strong> del progetto sono individuati nella rigorosa giacitura del tessuto urbano che termina nel complesso edilizio dell&#8217;IRIIP (Istituto regionale di incremento ippico), nel labirintico disegno vegetale della prospiciente villa comunale e nel morbido tracciato del &lsquo;compound&#8217; neolitico.<\/p>\r\n<p>Dal primo si &egrave; desunto un <strong>doppio viale parallelo<\/strong> che delimita una fascia rettangolare in cui sono collocate alcune funzioni richieste dal bando. Il secondo ha suggerito una <strong>operazione di mimesi<\/strong>: la conformazione a macchia di leopardo del giardino retrostante la fontana viene ingigantita e riproposta come &#8220;doppio&#8221;.<\/p>\r\n<p>Il terzo viene assunto come <strong>nucleo generatore di una molecolare diffusione di &#8220;bacini&#8221; incavati nel terreno modellato<\/strong>. Queste parti si immaginano attraversate diagonalmente da un percorso alberato che partendo dal vecchio ingresso dell&#8217;ippodromo, sfocia su un grande spiazzo prospiciente la fiera e la cittadella economica. L&#8217;asse diagonale, configurandosi come segno giustapposto alle gi&agrave; definite morfologie, sostiene le tre diverse parti del parco tanto da assorbirne, di volta in volta, gli elementi che le caratterizzano.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">L&#8217;arcipelago vegetale<\/h4>\r\n<p class=\"spacedw\">L&#8217;obiettivo &egrave; di unire non solo funzionalmente &#8211; tramite <strong>passerelle aeree<\/strong> &#8211; la villa comunale al parco, ma anche concettualmente, dal punto di vista morfologico e botanico. La continuit&agrave; tra esistente e &lsquo;nuovo&#8217; viene raggiunta attraverso la riproposizione della stessa morfologia a labirinto aperto che caratterizza la parte terminale della villa comunale: <strong>un sistema di dune<\/strong> dall&#8217;andamento sinuoso che sarebbe servito per inoltrarsi nel parco con fluidit&agrave;.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/04\/Campi_Diomedei_Vista_prospettica.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"159\" \/><\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Il nastro erboso<\/h4>\r\n<p>E&#8217; parsa necessaria l&#8217;integrazione del parco con il tessuto urbano esistente. Assorbire le giaciture assiali del quartiere a ridosso dell&#8217;area non rappresenta soltanto una passiva replica di esse, bens&igrave; la volont&agrave; di disegnare continuit&agrave; tra edificato e natura. I due<em> boulevard<\/em>, che partono dal campus universitario e sfociano su viale Fortore, delimitano una sorta di &#8220;tappeto funzionale&#8221; che, nella parte pi&ugrave; prossima all&#8217;edificio dell&#8217;aula magna, definisce &#8220;<strong>il campo degli incontr<\/strong>i&#8221;, il <strong>giardino dei bambini<\/strong>, il <strong>&lsquo;<em>parterre<\/em>&#8216; degli spettacoli<\/strong> e il<strong> labirinto lineare<\/strong>. La fluidit&agrave; dei percorsi induce ad una continua osmosi tra l&#8217;interno del campus e il parco, permettendone la completa integrazione spaziale e d&#8217;utilizzo.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">I Bacini e il padiglione didattico<\/h4>\r\n<p class=\"spacedw\">Il &#8220;compound&#8221; neolitico diviene molecola generatrice di un sistema che si diffonde nel parco, definendone la conformazione. Nell&#8217;ambito di questa area si immagina una primaria replicazione di &#8220;bacini&#8221; a partire dalla collocazione del reperto archeologico, che viene custodito in un &#8220;b<strong>acino della memoria<\/strong>&#8220;. Nelle vicinanze, un secondo bacino comprende uno <strong>specchio d&#8217;acqua<\/strong>, mentre il<strong> terzo invaso,<\/strong> riempito di lava nera, <strong>rappresenta il fuoco<\/strong>.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/04\/Campi_Diomedei_Area_archeologica.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"295\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceupdw\">A collegare questi tre elementi, in posizione non baricentrica, c&#8217;&egrave; il <strong>padiglione didattico<\/strong>, con la sua passerella che attraversa i bacini in punti differenti, concepito come una struttura leggera e cava che ospita dei volumi funzionali in vetro, aggettanti e rivolti verso il reperto; la sua struttura, pensata in ferro, poggia per pi&ugrave; della met&agrave; sul grande bacino d&#8217;acqua.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/04\/Campi_Diomedei_Padiglione_1.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"183\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Il padiglione assolve a tutte le funzioni richieste dal bando (aule didattiche, laboratorio, ambienti per la vigilanza, biglietteria, bookshop, servizi igienici) e propone una spazialit&agrave; aperta e non monumentale. In esso la struttura dei percorsi permette una <strong>percorribilit&agrave; definita<\/strong>: l&#8217;essere dentro non implica l&#8217;esclusione di ci&ograve; che &egrave; fuori e il parco entra a far parte visivamente dell&#8217;architettura.<\/p>\r\n<p class=\"spacedw\">Nell&#8217;attraversare la passerella, punti prospettici differenti sono pensati per dare la sensazione di essere <strong>immersi in una atmosfera rarefatta e magica<\/strong>. I bacini sono concepiti per poterci sostare o prendere il sole, leggere o dialogare, riflettere o socializzare, protetti dai rumori della citt&agrave;; <strong>luoghi dell&#8217;oblio o del pensiero<\/strong>, culle naturali dove sdraiarsi sull&#8217;erba e sentirne il respiro.<\/p>\r\n<p class=\"spacedw\"><strong>Progetto di<\/strong>: Fernando Baldassarre (capogruppo), Filomena Acquaviva, Damiano De Candia, M. Tiziana Di Sipio, Domenico Potenza, Natalia Risola, G. Alessio Scarale, Grazia Villani; <br \/><strong>Consulenti<\/strong>: Dennis Balliu, Alberto Barattucci, Daniela Lentini, Michele Stasolla, Michele Valerio, Fabrizio Chella, Agnese Damiani<\/p>\r\n<hr size=\"1\" noshade=\"noshade\" \/>\r\n<p><strong>Esito concorso<\/strong><\/p>\r\n<p>1&deg; classificato il progetto &#8220;<strong>Contesti<\/strong>&#8221; (capogruppo: Efisio Pitzalis) <br \/>2&deg; classificato il progetto &#8220;<strong>Facies di paesaggi ritrovati<\/strong>&#8221; (capogruppo: Daniela Moderini)<br \/>3&deg;&nbsp;classificato il progetto &#8220;<strong>Scavi, collina e&#8230; mare<\/strong>&#8221; (capogruppo: Roberta Pellegrino). <br \/>4&deg; ex aequo: &#8220;<strong>Affioramenti<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Archeoparco nuovo luogo collettivo urbano<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Campa cavallo che l&#8217;erba cresce<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Cinque meno quattro uguale uno<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Il luminoso giardino del re<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Il parco dei colori<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Il parco &egrave; una speranza<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Mezzana urbana<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Non solo papaveri rossi<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Omaggio cum grano salis<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Rigore soffuso tra le ginestre<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Samarcanda<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Sguardi sospesi su echi lontani<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Sirio a cavallo nel tempo<\/strong>&#8220;, &#8220;<strong>Stratigrafie contemporanee<\/strong>&#8221; e &#8220;<strong>Verde Daunia<\/strong>&#8220;.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La proposta progettuale per il Parco dei Campi Diomedei di Foggia dell&#8217;architetto Fernando Baldassarre e del suo team si classifica al 4\u00b0 posto al concorso internazionale di idee bandito dal Comune per realizzare un parco di 23 ettari su un&#8217;area in passato utilizzata come ippodromo..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1032,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[330,331,317,332,333,7],"class_list":{"0":"post-219","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-campi-diomedei","9":"tag-foggia","10":"tag-g-alessio-scarale","11":"tag-progettazione-del-paesaggio","12":"tag-progettazione-del-verde","13":"tag-risultati-concorsi-nazionali"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=219"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/219\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1032"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}