{"id":24,"date":"2007-04-04T17:55:28","date_gmt":"2007-04-04T15:55:28","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2007\/04\/il-cittaccolato\/"},"modified":"2014-01-07T21:04:02","modified_gmt":"2014-01-07T20:04:02","slug":"il-cittaccolato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2007\/04\/il-cittaccolato\/","title":{"rendered":"Il cittaccolato"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;8 marzo 2007 presso il salotto di CioccolaT&ograve; a Torino si &egrave; svolta la premiazione delle tre opere vincitrici del concorso di design <span style=\"color: #800080;\">&#8220;<strong>CioccolaT&ograve;.3ds<\/strong><\/span>&#8220;<\/p>\r\n<p>Il concorso &egrave; stato voluto e organizzato dalla CNA Torino e curato da <a href=\"http:\/\/www.fucina-altrementi.it\/\" target=\"_blank\">Altrementi&nbsp;<\/a>&#8220;fucina contemporanea di giovani creativi&#8221; col patrocinio della Citt&agrave; di Torino, Regione Piemonte, Camera di Commercio di Torino ed ha coinvolto dieci artigiani cioccolatieri associati alla CNA e undici giovani progettisti.<\/p>\r\n<p>Gli 11 lavori sono stati selezionati tra i 140 pervenuti.<\/p>\r\n<p>Il primo premio &egrave; stato assegnato a <strong><span style=\"color: #993366;\">CITTACCOLATO<\/span><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> dello <\/span><span style=\"color: #800080;\"><strong>Studio Nonostante di Giancarlo Zucca e Marco Zummo<\/strong><\/span> con la motivazione: <em>per avere reinventato in modo giocoso la tavoletta tradizionale per la facilit&agrave; di produzione e per aver creato il luogo della citt&agrave; dove il design incontra il marketing<\/em><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2007\/04\/cittacioccolato.jpg\" border=\"0\" width=\"470\" height=\"294\" \/><\/p>\r\n<p>&nbsp; <br \/> <strong><span style=\"color: #993366;\">IL CITTACCOLATO CIOCCOLATO&#8217;.3DS<br \/> <\/span><\/strong>DESIGN COMPETITION<\/p>\r\n<p>Torino &egrave; una citt&agrave; famosa in tutto il mondo: anche per la produzione di cioccolato. Una competenza ragguardevole &egrave; riconosciuta, infatti, ai maestri cioccolatieri; quei particolari cittadini che, forse, meglio di altri, percepiscono l&rsquo;essenza della citt&agrave; e la esprimono attraverso le loro produzioni artistiche. <br \/> Chi meglio di loro, infatti, restituisce il sapore della citt&agrave;?<\/p>\r\n<p>Quando si accingono a dare al cioccolato la forma ed il rilievo di una tavoletta, i maestri colgono quel destino che non &egrave; implicito nel nome (non vale quindi il detto nomen omen), ma nella forma dell&rsquo;insediamento urbano. In quella scacchiera apparentemente regolare (pacata e sobria) che emana continue tensioni, dove pieghe, incroci, slabbrature trasformano un percorso in piazza, in portico, in atrio, in galleria. In un andito appartato pronto a dare luogo ad un&rsquo;emozione.<\/p>\r\n<p>I segreti urbani di Torino si riflettono pienamente, dunque, nelle tavolette, che creano una connessione sensoriale tra gusto e percezione visiva, innescando il sentimento dell&rsquo;abitare. <br \/> Percorrere la citt&agrave;, assaporandone (mangiandone) contemporaneamente una parte, che si sta appunto attraversando, osservando o visitando, diviene un modo per identificarsi con essa, di renderla presente a s&eacute; stessi con tutti i sensi. Un modo di sentirla e farla propria. Un modo di fondare continuamente la citt&agrave;, incidendo e ricavandosi luoghi personali legati ad un momento conviviale.<\/p>\r\n<p>Ecco, dunque, che una tavoletta di cioccolato, su cui &egrave; inciso un pezzo di Torino, pu&ograve; guidarci in questo rituale: ci aiuta ad incorporare la citt&agrave;, a proiettarci sulla fisicit&agrave; delle cose ed a condividere anche con altri (un simposio) il senso (il gusto) di uno spazio pubblico o privato. <br \/> Una tavoletta mitica (un nuovo strumento per la dea Hest&igrave;a?) che aiuta anche i visitatori a sentire Torino come casa.<\/p>\r\n<p>La tavoletta proposta &egrave; realizzata con cioccolato fondente, colato su uno stampo in pet che riporta una porzione di Torino. L&rsquo;altezza totale della tavoletta, da 120 grammi circa, &egrave; di 10 mm, con bordi netti e perpendicolari, senza alcun raccordo curvilineo. Internamente, in pi&ugrave; punti  della tavoletta, si scopriranno, a sorpresa, le farciture a diverse e inaspettate essenze, cos&igrave; come, passeggiando per Torino, si viene colti dalla sobria bellezza dei cortili interni agli isolati della citt&agrave; storica. Interagisce e completa il prodotto, anche la confezione. Realizzata in pellicola lucida e trasparente, essa riporta i nomi della viabilit&agrave; primaria, la quale si compone, per sovrapposizione e contrasto cromatico con il reticolo della tavoletta. Una volta consumato il prodotto, l&rsquo;involucro pu&ograve; essere utilizzato come il ricordo di un viaggio da consigliare ad altri, fornendo una piccola e particolare guida.<\/p>\r\n<p><em>Giancarlo Zucca + Marco Zummo<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo Studio Nonostante di Zucca e Zummo vince il concorso CioccolaT\u00f2.3ds reinventando la tavoletta tradizionale con una porzione di Torino..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":495,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[6,7],"class_list":{"0":"post-24","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-risultati-concorsi-di-design","9":"tag-risultati-concorsi-nazionali"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/495"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}