{"id":246,"date":"2012-11-14T02:23:10","date_gmt":"2012-11-14T01:23:10","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2012\/11\/trettari-i-progetti-vincitori\/"},"modified":"2014-01-07T21:09:17","modified_gmt":"2014-01-07T20:09:17","slug":"trettari-i-progetti-vincitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2012\/11\/trettari-i-progetti-vincitori\/","title":{"rendered":"TrEttari, i progetti vincitori"},"content":{"rendered":"<p>Sono stati&nbsp;presentati e premiati &#8211; a Villa Remmert di Ciri&egrave; &#8211;&nbsp;i progetti classificati ai primi tre posti nel&nbsp;<strong>concorso di idee&nbsp;<em>TrEttari<\/em><\/strong>, promosso dall&#8217;Amministrazione comunale di Ciri&eacute; con l&#8217;intento di valorizzare il sistema di spazi verdi presenti nel centro cittadino.&nbsp;Alla presenza dei progettisti<strong>&nbsp;vincitori<\/strong>&nbsp;sono intervenuti i rappresentanti del&nbsp;<strong>Comune di Ciri&eacute;<\/strong>, della&nbsp;<strong>Regione Piemonte<\/strong>&nbsp;e della&nbsp;<strong>Fondazione OAT<\/strong>.<\/p>\r\n<p>Il&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/concorsi\/notizie\/14072\/trEttari\" target=\"_blank\">concorso<\/a>,&nbsp;realizzato dall&#8217;Ufficio concorsi della Fondazione Ordine Architetti Torino con il cofinanziamento della Regione Piemonte, ha raccolto oltre<strong>&nbsp;40 proposte progettuali<\/strong>&nbsp;per la riqualificazione e valorizzazione dell&#8217;<strong>area di tre ettari nel centro di Ciri&egrave;<\/strong>, destinata a verde urbano e che comprende il giardino di&nbsp;<strong>Palazzo d&#8217;Oria<\/strong>, il parco di&nbsp;<strong>Villa Remmert<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>viale di corso Martiri. <\/strong>Tre ambiti di spazio urbano sostanzialmente contigui, ma oggi non funzionalmente connessi tra loro in modo organico.<\/p>\r\n<p>La giuria presieduta dall&#8217;ing. <strong>Alberto Siletto<\/strong> e composta dall&#8217;arch. <strong>Maria Margherita Peroglio Carus<\/strong>, dal&nbsp;dott. agronomo <strong>Massimo Tirone<\/strong>, dall&#8217;arch. <strong>Francesco Adorno<\/strong>&nbsp;e dall&#8217;arch. <strong>Osvaldo&nbsp;Ferrero<\/strong>, ha decretato i seguenti 3 progetti vincitori:<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Primo classificato:&nbsp;Cerretum<\/h4>\r\n<p><strong>Arch. Pietro Caruso (capogruppo) con Federica Mazzuca,&nbsp;Philipp Sattler, Pamela Camposano, Alessandro Gallo, Mauro Patassini<\/strong><\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/11\/Trettari_Cerretum_Primo_classificato.jpg\" border=\"0\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spacedw\">La <strong>foglia di cerro<\/strong> stilizzata diventa il<em> fil rouge<\/em> del progetto, il principio caratterizzante che, dettando le forme della pavimentazione, del verde, degli arredi e dell&#8217;illuminazione, <strong>conferisce riconoscibilit&agrave; ed unit&agrave; percettiva al polo urbano verde<\/strong>. La scelta nasce dall&#8217;etimologia del nome di Ciri&egrave;, che nel corso dei secoli diventa &#8220;Cerretum&#8221;, ovvero bosco di cerri, una specie arborea molto diffusa nell&#8217;intorno della citt&agrave;. Il sistema dei parchi urbani viene immaginato nel suo assetto globale come un&#8217;opera attrattiva, riconoscibile e soprattutto caratterizzante la stessa identit&agrave; del luogo. La proposta ha inteso fare in modo che chiunque viva, passeggi o anche solo attraversi questi spazi, ne percepisca immediatamente ambiti e confini.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/11\/Trettari_Cerretum_Primo_classificato_2.jpg\" border=\"0\" width=\"559\" height=\"258\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Punto fondante del progetto, la<strong> valorizzazione del verde<\/strong>. Gi&agrave; con una sua spiccata identit&agrave; in ciascuno dei tre ambiti, il verde &egrave; incrementato con ulteriori specie arboree, siepi, prati ed aiuole create dalla stilizzazione della foglia di <em>Cerrus<\/em>.<\/p>\r\n<p>Le principali funzioni educative e culturali sono racchiuse nel <strong>parco della Villa Remmert<\/strong>. Il progetto propone la conversione dell&#8217;attuale <em>Caff&egrave; Remmert<\/em> in sede per una serie di servizi per il parco, e la trasformazione del manufatto vetrato adiacente la Villa in Caff&egrave; storico Remmert. Alla Villa restano le attuali funzioni espositive e agli edifici limitrofi quelle legate all&#8217;offerta culturale e attrattiva per la terza et&agrave;.<\/p>\r\n<p>L&#8217;attuale struttura provvisoria nel parco viene sostituita con una definitiva, una piattaforma ipogea con un <strong>museo all&#8217;aperto<\/strong>, la cui struttura ospita al suo interno, oltre alle attuali funzioni ricreative stagionali, anche un centro espositivo per la ricerca nel campo della biodiversit&agrave; e della botanica. Il progetto propone, tra l&#8217;altro, che questo centro divenga, insieme allo spazio esterno del parco, sede delle esposizioni temporanee di giardini, di fiori e di frutti. Insieme a questa struttura, il progetto ha inteso pensare alla realizzazione di un <em>memorial<\/em> dell&#8217;antica <strong>serra della Villa Remmert<\/strong>, un involucro semplice e in sintonia con gli accorgimenti architettonici impiegati per la progettazione del centro espositivo per la ricerca, allo scopo di proteggere l&#8217;antica serra che diventer&agrave; una casa per le farfalle.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Secondo classificato<\/h4>\r\n<p><strong>Arch. Luca Manzocchi (capogruppo) con Franca Neonato, Erika Cormio, Chiara&nbsp;Moron<\/strong>i<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/11\/Trettari_secondo_classificato.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"373\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">&laquo;<em>L&#8217;idea propone corretti e armoniosi rapporti tra uomo, verde e acqua<\/em>&raquo;.&nbsp;L&#8217;area antistante alla stazione ferroviaria trova una nuova configurazione per garantire un miglior interscambio dei flussi di pendolari (ferrovia, autolinee e mezzi privati) e per valorizzare l&#8217;innesto con<strong> Corso Martiri della Libert&agrave;, che diventa elemento di connessione e rivitalizzazione<\/strong>.<\/p>\r\n<p><strong>Palazzo D&#8217;Oria<\/strong>, spettacolare palcoscenico attorniato da punti di osservazione privilegiati, ospita le attrezzature per il pattinaggio invernale e giochi d&#8217;acqua estivi; una nuova superficie pavimentata alle spalle del monumento diviene il luogo della messa in scena dello spettacolo del quotidiano. Tra piazza D&#8217;Oria e il Corso Martiri della Libert&agrave;, stand mobili progettati su misura accolgono produttori e artigiani locali, in un mercato stagionale di prodotti a km zero.<\/p>\r\n<p>Il <strong>parco storico di Villa Remmert<\/strong> ritrova un assetto neutro per dare massima visibilit&agrave; agli alberi secolari esistenti, mentre la villa &egrave; riconvertita in libreria\/bookshop con sala da t&egrave; ed altre attivit&agrave; compatibili con l&#8217;organizzazione di eventi culturali ed esposizioni temporanee. il recupero ed il riutilizzo della storica serra da fiore diventa presupposto per la gestione condivisa di un piccolo vivaio.<\/p>\r\n<p>Il progetto d&agrave; spazio anche ai giovani, adibendo il parco a luogo deputato per feste, serate di ballo, concerti, ma anche per proiezioni all&#8217;aperto e <em>performance<\/em> artistiche. Radure, con sculture ludiche costruite con elementi naturali, dedicate ai pi&ugrave; piccoli, si alternano a gruppi arborei e a macchie arbustive dalle vivaci fioriture.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Terzo classificato<\/h4>\r\n<p><strong>Arch. Matteo Clemente con Tommaso Empler, Paolo Di&nbsp;Stefano,&nbsp;Simone&nbsp;Vigliotti<\/strong><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/11\/Trettari_terzo_classificato.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"307\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Il progetto prevede la riconnessione fisica e visiva degli ambiti e dei relativi spazi attraverso un <strong>percorso sopraelevato in acciaio corten<\/strong> che, ad un&#8217;altezza media di circa 4,5 m, attraversa tutto Corso Martiri della Libert&agrave;. Una continuit&agrave; anche cromatica assicurata dall&#8217;uso coerente dei materiali.<\/p>\r\n<p>Alcuni orti e un&#8217;aula didattica sono previsti per la Piazza d&#8217;Oria, mentre i giardini di<strong> Palazzo d&#8217;Oria<\/strong> sono concepiti come luogo di sosta e di attesa, aggettivato dalla presenza delle sedute in cemento. Sopra i portici di pertinenza del giardino, un<em> lounge-bar&nbsp;<\/em>con annessa terrazza panoramica. Infine V<strong>illa Remmert<\/strong> viene intesa come un polo artistico-culturale in grado di generare anche un certo indotto economico. Il progetto &egrave; quello di realizzare un percorso espositivo all&#8217;aperto caratterizzato dal punto di vista architettonico da una copertura realizzata in corten.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I vincitori del concorso indetto dal Comune di Ciri\u00e9 per valorizzare il sistema di spazi verdi cittadini. Al 1\u00b0 posto il progetto &#8220;Cerretum&#8221; che conferisce riconoscibilit\u00e0 e unit\u00e0 percettiva al polo verde urbano attraverso la stilizzazione della foglia di Cerro..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1126,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[7],"class_list":{"0":"post-246","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-risultati-concorsi-nazionali"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}