{"id":255,"date":"2012-12-22T10:53:54","date_gmt":"2012-12-22T09:53:54","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2012\/12\/il-naufragio-della-concordia-idee-per-il-relitto\/"},"modified":"2014-01-07T21:09:23","modified_gmt":"2014-01-07T20:09:23","slug":"il-naufragio-della-concordia-idee-per-il-relitto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2012\/12\/il-naufragio-della-concordia-idee-per-il-relitto\/","title":{"rendered":"Il naufragio della Concordia, idee per il relitto"},"content":{"rendered":"<p>Sono stati resi noti i nomi dei vincitori di <strong>New Concordia Island Contest<\/strong>, il concorso d&#8217;idee, organizzato da <strong>ICSplat<\/strong>, che proponeva una riflessione sul disastro della nave Costa Concordia, esortando a ripensare al relitto come un&#8217;opportunit&agrave; per il futuro dell&#8217;Isola del Giglio.<\/p>\r\n<p>Il relitto come parte del paesaggio e il paesaggio ricostruito grazie all&#8217;architettura chiamata a trasformare un evento traumatico in risorsa. I concorrenti hanno dato soluzione al problema intrecciando<strong> contenuti visionari con soluzioni pragmatiche e reali<\/strong>, rispondendo alle problematiche sollevate dal bando. Come ripensare il futuro di quei luoghi? Cosa potrebbe diventare il relitto se dovesse rimanere dov&#8217;&egrave; per un periodo pi&ugrave; lungo di un anno? Come programmare la fasi di smontaggio? Come costruire una memoria dell&#8217;accaduto? Come riconsiderare l&#8217;isola con questa sorta di nuova pietra affiorante che ha cambiato la visione della costa?<\/p>\r\n<p>La giuria ha premiato i partecipanti che meglio hanno risposto alle questioni sollevate. Per facilitare la valutazione e la comparazione delle proposte, la giuria le ha suddivise in <strong>due macrocategorie<\/strong>. Nel primo gruppo rientrano i progetti che immaginano il relitto conservato nella sua interezza nel luogo dell&#8217;incidente, la nave diventa il contenitore in cui possono essere ripensate nuove attivit&agrave; e nuovi esempi di riuso. Ci&ograve; che resta del naufragio viene cancellato, lasciando la struttura del relitto sotto il livello del mare. La seconda categoria raggruppa le soluzioni che prevedono la manipolazione del relitto attraverso complesse operazioni di tagli e rimozioni. Accomunate dall&#8217;impegno profuso per ottenere nuovi scenari e nuove relazioni tra i frammenti della nave e l&#8217;isola, le soluzioni di questa seconda categoria, risvegliano la memoria dell&#8217;incidente attraverso lo sviluppo di significati e la manipolazione di oggetti.<\/p>\r\n<p>La giuria &#8211; composta da:&nbsp;<strong>Cristina D&iacute;az Moreno<\/strong> &#8211; <strong>Efr&eacute;n Garc&iacute;a Grinda<\/strong>, AMID (cero9), Madrid; <strong>Andrea Bartoli<\/strong>, FARM CULTURAL PARK, Favara; <strong>Luca Emanueli<\/strong>, SEALINElab, Ferrara; <strong>Eva Franch i Gilabert<\/strong>, STOREFRONT Director, New York Joseph Grima, DOMUS Director, Milan Kamiel Klaasse_NLarchitects_Amsterdam; <strong>Geoff Manaugh<\/strong>, BLDGBLOG, Los Angeles; <strong>Marco Navarra<\/strong>, NOWA, Caltagirone; <strong>Lori Nix<\/strong>, New York; <strong>Fran&ccedil;ois Roche<\/strong>, R&amp;Sie(n), Paris; <strong>Italo Rota<\/strong>, Milan; <strong>Yoshiharu Tsukamoto<\/strong>, Atelier Bow Wow, Tokyo &#8211;&nbsp;ha cos&igrave; decretato i vincitori:<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Al primo posto con 77 voti:<\/h4>\r\n<p><strong>Alexander Laing<\/strong> &#8211; <strong>Francesco Matteo Belfiore<\/strong>, London, UK<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/12\/New_Concordia_Island_Laing-Belfiore_1st_place.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"204\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Il progetto affronta il tema della trasformazione del relitto attraverso la <strong>dicotomia tra rimozione e conservazione<\/strong>. L&#8217;operazione principale consiste nel sezionamento del relitto all&#8217;altezza del pelo dell&#8217;acqua, mantenendo la parte immersa e rimuovendo quella emersa. La parte di nave immersa diventa contenitore per nuove attivit&agrave;, ospita superfici verdi e serbatoi d&#8217;acqua e si collega alla costa attraverso due strade sospese sull&#8217;acqua.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Al secondo posto con 76 punti<\/h4>\r\n<p><strong>Vulmaro Zoffi<\/strong>, Milan, Italy<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/12\/New_Concordia_Island_Zoffi_2nd_place_FarmPrize_2.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"179\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/12\/New_Concordia_Island_Zoffi_2nd_place_FarmPrize.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"132\" \/><\/p>\r\n<p>Il progetto utilizza lo strumento della sezione per rimuovere la porzione di relitto emersa e la pratica dello smontaggio per generare <strong>barriere artificiali in contatto con il fondale<\/strong>. La rimozione di superfici verticali riconfigura la porzione immersa in una sequenza di lame metalliche che servono per la colonizzazione di specie marine. A dare forza al progetto la speciale atmosfera generata dai resti: con i cicli della marea <strong>elementi lineari emergono dalla superficie dell&#8217;acqua<\/strong> per ricordare la vecchia forma della Concordia, mentre insetti e uccelli raccolti in una sorta di nebulosa, creano un&#8217;atmosfera che ricorda il tragico evento.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Al terzo posto ex aequo con 66 punti<\/h4>\r\n<p><strong>Francesco Tonnarelli<\/strong> &#8211; <strong>Andrea Cippitelli<\/strong>, Macerata, Italy<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/12\/New_Concordi_Island_Tonnarelli-Cippitelli_3th_ex-aequo.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"373\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Il progetto affronta le problematiche pi&ugrave; urgenti in maniera chiara e precisa. Dalla costruzione di una nuova linea di collegamento tra il porto e il relitto, alla configurazione di una nuova architettura che ricompone alcuni frammenti della nave per ricordare l&#8217;immagine del relitto e la tragedia. Il progetto &egrave; concepito per essere di ausilio all&#8217;allestimento dei processi di trasformazione del relitto, ed &egrave; al contempo <strong>luogo della memoria e piattaforma per nuove attivit&agrave; collegate al mare<\/strong>.<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><strong>Wynn Chandra<\/strong>, London, UK<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2012\/12\/New_Concordi_Island_Chandra_3th_ex-aequo.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"273\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Il progetto &egrave; un incrocio tra u<strong>na macchina e una struttura geologica<\/strong> dove ambienti acquatici naturali sono collegati, attraverso una matrice, agli starti di roccia dell&#8217;isola.<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><strong>Per approfondire<\/strong>:&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.icsplat.org\/\" target=\"_blank\">www.icsplat.org<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stati resi noti i nomi dei vincitori del concorso d&#8217;idee che proponeva una riflessione sul disastro della nave Costa Concordia, esortando a ripensare al relitto come un&#8217;opportunit\u00e0 per il futuro dell&#8217;Isola del Giglio..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[378],"class_list":{"0":"post-255","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-risultati-concorsi"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}