{"id":262,"date":"2013-01-09T09:51:31","date_gmt":"2013-01-09T08:51:31","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2013\/01\/infrawater-tra-i-vincitori-di-green-boulevards\/"},"modified":"2014-01-07T21:09:28","modified_gmt":"2014-01-07T20:09:28","slug":"infrawater-tra-i-vincitori-di-green-boulevards","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2013\/01\/infrawater-tra-i-vincitori-di-green-boulevards\/","title":{"rendered":"Infrawater tra i vincitori di Green boulevards"},"content":{"rendered":"<p>Con il progetto<strong> Infrawater<\/strong>, il gruppo di progettisti italiani composto da Beniamino Fabio Arco, Rosario Badessa, Fabrizia Berlingieri e Giovanna Falzone &egrave; risultato vincitore, insieme al team 3a + r, formato da Dario Aureli e Silvia Ramieri, al concorso <em>Green Boulevars, viali alberati del terzo millennio<\/em>, il concorso internazionale online lanciato dall&#8217;IN\/ARCH e rivolto ai giovani progettisti, studenti e professionisti under 40.<\/p>\r\n<p>Iniziativa del <strong>Padiglione Italia<\/strong> nell&#8217;ambito della <strong>13. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale<\/strong> di Venezia, il concorso proponeva una ardua sfida progettuale e culturale, consistente nel utilizzare le reti della mobilit&agrave; come infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\"><strong>Il tema<\/strong><\/h3>\r\n<p>I rilevati, le trincee, gli svincoli, i viadotti, le gallerie, le aree di rispetto, di risulta, di sosta e di servizio di reti autostradali e ferroviarie dovevano essere pensati come contesto di <strong>nuove forme di <em>land art<\/em> o arte ambientale al servizio della produzione energetica<\/strong>. L&#8217;energia prodotta doveva essere considerata anche come risorsa economica da reinvestire per lo sviluppo ed il futuro delle comunit&agrave; interessate.<\/p>\r\n<p>I viali alberati bio-tecnologici del III millennio avevano come contesto un ben preciso territorio di riferimento: l&#8217;<strong>asse RO-SA<\/strong>, ovvero l&#8217;area metropolitana tra Roma e Salerno, con le sue reti autostradali e ferroviarie, sia esistenti che in via di realizzazione o di dismissione. Una delle conurbazioni pi&ugrave; densamente popolate d&#8217;Italia, con le sue problematiche ma anche dalle immense opportunit&agrave;, individuate nella storia, nella cultura e nelle bellezze paesaggistiche.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\"><strong>Il progetto Infrawater<\/strong><\/h3>\r\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2013\/01\/Green_Boulevards_Infrawaters.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"246\" \/><\/strong><\/p>\r\n<p>Il progetto &egrave; stato particolarmente apprezzato dalla giuria per &laquo;<em>la capacit&agrave; di coniugare nuovi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, lungo gli assi infrastrutturali, con segni della contemporaneit&agrave;, capaci di creare nuove forme di land art e di caratterizzare il paesaggio dell&#8217;asse autostradale Roma-Salerno<\/em>&raquo;.<\/p>\r\n<p>Il progetto intende sfruttare la particolare piovosit&agrave; che caratterizza le due regioni, del Lazio e della Campania. A partire da questo dato, individua tutte le aree inutilizzate e inutilizzabili in prossimit&agrave; degli svincoli per <strong>convogliare e accumulare le elevate quantit&agrave; di acqua piovana<\/strong> in apposite vasche. L&#8217;idea &egrave; depurarla e poi riutilizzarla per l&#8217;irrigazione dei campi agricoli che caratterizzano il paesaggio lungo il nastro autostradale.<\/p>\r\n<p>L&#8217;acqua piovana &egrave; filtrata attraverso un sistema di coltivazione di <strong>micro-alghe<\/strong> che, oltre a purificare aria e acqua dalla principale sostanza inquinante, le molecole di CO2 di cui le alghe si nutrono, produce grandi quantit&agrave; di olio combustibile utilizzabile per la produzione di bio-fuel e bio-gas. La produzione di alghe avviene all&#8217;interno di fotobioreattori, sistemi colturali ad alta resa studiati per la crescita di microrganismi fotosintetici.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2013\/01\/Green_Boulevards_Infrawater2.jpg\" border=\"0\" width=\"560\" height=\"244\" \/><\/p>\r\n<p>Il progetto propone una re-interpretazione dell&#8217;immagine dei<strong> fotobioreattori, grandi tubi luminosi<\/strong> composti da un nucleo centrale cavo per l&#8217;approvvigionamento di acqua e CO2 e da una membrana plastica cava biodegradabile esterna che contiene le alghe. Per ottimizzare la produzione delle alghe un sistema di pannelli fotovoltaici accumula energia durante il giorno per illuminare i fotobioreattori di notte, che diventano cos&igrave; delle lanterne notturne per l&#8217;illuminazione degli stessi svincoli.<\/p>\r\n<p>I fotobioreattori sono pensati come segni a grande scala, <strong><em>landmark<\/em> <\/strong>che misurano il paesaggio e ne accelerano la percezione. Attrattori di un turismo e di una produzione agricola eco-sostenibili, questi grandi tubi verticali costituiscono una metafora dei viali alberati tecnologici. Un tentativo di ridefinire il paesaggio agricolo ed offrire un&#8217;immaginario collettivo alternativo a quello della industrializzazione del Sud.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\"><strong>La giuria e i criteri di selezione<\/strong><\/h3>\r\n<p>I membri della giuria, sono stati scelti tra architetti, paesaggisti, designer di fama internazionale ed&nbsp; esperti di architettura, arte contemporanea e di tutela del paesaggio: <strong>Andreas Kipar<\/strong> &#8211; Land, <strong>Mauro Annunziato<\/strong> &#8211; Enea, <strong>Aldo Loris Rossi<\/strong> &#8211; Comune di Salerno, <strong>Roberto Gerundo<\/strong> &#8211; Regione Campania, <strong>Armando Balducci<\/strong> &#8211; Comune di Roma, <strong>Maria Grazia Bellisario<\/strong> &#8211; Mibac, <strong>Roberto Banchini<\/strong> &#8211; Mibac, <strong>Francesco Orofino<\/strong> &#8211; IN\/ARCH, <strong>Letizia Capone<\/strong> &#8211; NewItalianBlood.<\/p>\r\n<p><strong>70 le proposte<\/strong> pervenute, valutate dalla giuria secondo i criteri di: <strong>rilevanza strategica<\/strong>, intesa come possibilit&agrave; di offrire un contributo significativo allo sviluppo sostenibile ed economico delle comunit&agrave; locali; di <strong>integrazione<\/strong> della proposta nell&#8217;ambiente e nel paesaggio; di <strong>realizzabilit&agrave;<\/strong> e concretezza delle soluzioni proposte.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\"><strong>Gli altri progetti vincitori<\/strong><\/h3>\r\n<p>L&#8217;altro primo premio &egrave; assegnato al progetto <em>Inwave<\/em> del gruppo italiano&nbsp;<strong>3a + r<\/strong> , composto da <strong>Dario Aureli<\/strong> e<strong> Silvia Ramieri<\/strong>.<\/p>\r\n<p>Secondo la giuria &laquo;<em>il progetto presenta una suggestiva soluzione per il rapporto tra autostrada e territorio, coniugando la collocazione di sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili con le caratteristiche geomorfologiche del territorio, in una riuscita armonizzazione tra innovazione tecnologica e segni naturali del paesaggio. La proposta individua forme peculiari di sfruttamento di fonti di energia prodotte dall&#8217;uso stesso dell&#8217;asse infrastrutturale<\/em>&raquo;.<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><span style=\"color: #993300\"><strong>Secondo posto<\/strong><\/span>: Atelier cmjn &#8211; Francia<br \/>Ga&euml;l Brul&eacute;, Fran&ccedil;ois Lepeytre, Ana Bras, Eric De Thoisy<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #993300\"><strong>Terzo posto<\/strong><\/span> &nbsp;&#8211; Italia&nbsp;<br \/>Chiara Barbieri, Aniello Camarca, Ornella Mazzarella, Michele Pirozzi, Adriano Tortora<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #993300\"><strong>Quarto posto<\/strong><\/span>: Effequattro &#8211; Italia<br \/>Germana Di Gennaro, Stefania Ragozino, Rolando Di Gregorio, Livia Falco<\/p>\r\n<p><span style=\"color: #993300\"><strong>Quinto posto<\/strong><\/span>: 5s_12 &#8211; Italia&nbsp;<br \/>Valeriana Senese, Irene Labella, Chiara Statini, Stefania Nannelli, Giulia Nerbini<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Infrawater primo vincitore ex-aequo del concorso internazionale indetto dall&#8217;In\/Arch. 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