{"id":3518,"date":"2014-06-15T13:42:12","date_gmt":"2014-06-15T11:42:12","guid":{"rendered":"http:\/\/yea.professionearchitetto.com\/2014\/06\/heringer-juacaba-e-kere-concorrenti-allo-schelling-architecture-award\/"},"modified":"2014-07-13T16:10:02","modified_gmt":"2014-07-13T14:10:02","slug":"heringer-juacaba-e-kere-concorrenti-allo-schelling-architecture-award","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2014\/06\/heringer-juacaba-e-kere-concorrenti-allo-schelling-architecture-award\/","title":{"rendered":"Heringer, Jua\u00e7aba e K\u00e9r\u00e9 concorrenti allo Schelling Architecture Award"},"content":{"rendered":"<p>Le realizzazioni di architettura che si concretizzano nei paesi in via di sviluppo aprono a nuove riflessioni.\u00a0\u00abIngegno indigeno\u00bb \u00e8 il tema scelto quest&#8217;anno per il premio\u00a0<strong>Schelling Architecture<\/strong> che ha le sue tre nomination:<strong> Anna Heringer<\/strong>,<strong> Carla Jua\u00e7aba<\/strong> e <strong>Di\u00e9b\u00e9do Francis K\u00e9r\u00e9<\/strong>. Tre architetti che hanno in comune la creazione di opere profondamente radicate nella tradizione locale. Al centro delle loro realizzazioni: i bisogni umani, le tradizioni costruttive locali e la relazione tra architettura e condizioni climatiche. I loro progetti, solo apparentemente semplici, garantiscono il comfort e il piacere di sostare in luoghi accoglienti.\u00a0<\/p>\r\n<p>L&#8217;intento del premio, indetto dalla\u00a0<strong>Fondazione Schelling Architecture<\/strong>, \u00e8 generare una riflessione su alcuni interrogativi: \u00abCome pu\u00f2 un&#8217;architettura essere ingegnosa, subito comprensibile ed al contempo soddisfare le necessit\u00e0 umane in maniera accattivante? Come pu\u00f2 evolvere una tale architettura basandosi sui materiali da costruzione locali e sui saperi tradizionali? Come si relazionano condizioni climatiche e tradizioni costruttive?\u00bb.\u00a0E i progetti dei tre candidati sono adatti a generare un dibattito sui temi indicati.<\/p>\r\n<h3 class=\"spaceup\">Alcuni progetti<\/h3>\r\n<p>Il lavoro di\u00a0<strong>Anna Heringer e<\/strong><strong>\u00a0Carla Jua\u00e7aba\u00a0<\/strong>ha gi\u00e0 ricevuto riconoscimenti in Italia. A premiarle \u00e8 stato l&#8217;arcVision Prize Women and Architecture indetto da Italcementi, che ha attribuito a Anna Heringer una menzione nel 2014 e ha premiato come vincitrice\u00a0Carla Jua\u00e7aba nel 2013.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2014\/06\/Anna_Heringer_METI_1.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"1138\" \/><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #888888\">School in Rudrapur (Bangladesh), 2006 with NGO Meti \u00a9 Heringer, Schelling Architekturstiftung<\/span><\/p>\r\n<p class=\"spacedw\">Tra i progetti pi\u00f9 importanti dell&#8217;austro-tedesca <strong>Anna Heringer<\/strong> vi \u00e8 la<strong> scuola di Rudrapur, in Bangladesh<\/strong>. Una scuola primaria che sorge in una zona caratterizzata dalla povert\u00e0 e dalla mancanza di infrastrutture. L&#8217;idea di base \u00e8 la creazione di una luogo che infonda agli allievi fiducia in se stessi e insegni ad essere indipendenti in modo da rafforzarne il senso di identit\u00e0. Come rilevato dalla giuria del premio\u00a0Aga Khan, ci\u00f2 che emerge \u00e8 una profonda conoscenza dei materiali locali e \u00abuna sentita connessione con la comunit\u00e0 locale\u00bb. I metodi costruttivi tradizionali sono impiegati per costruire un&#8217;architettura gioiosa, spazi pieni di luce ed informali per i bambini. Argilla e paglia e bamb\u00f9 sono i materiali costitutivi di un edificio low budget che per\u00f2 risolve problemi concreti ed \u00e8 facilmente replicabile.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2014\/06\/Juacaba_CASAVARANDA1.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"427\" \/><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #888888\">House &#8220;Varanda&#8221; in Rio de Janeiro (Brasil), 2007 \u00a9 Carla Jua\u00e7aba, Schelling Architekturstiftung<\/span><\/p>\r\n<p><strong>Carla Jua\u00e7aba<\/strong> \u00e8 un giovane architetto di\u00a0Rio de Janeiro. Tra le sue opere, la <strong>casa Varanda<\/strong>, una abitazione con struttura in acciaio eretta in soli quindici giorni. Contornata da pareti di vetro, la casa fu costruita per il\u00a0nipote dell&#8217;architetto Sergio Bernardes e per un artista colombiano. Obiettivo principale del progetto: conservare tutti gli alberi presenti nel sito.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2014\/06\/Kere_Teachers_housing_Gando.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"426\" \/><\/p>\r\n<p><span style=\"color: #888888\">Teacher\u2018s Housing, Gando (Burkina Faso), 2004 \u00a9 Erik Jan Ouwerkerk, Schelling Architekturstiftung<\/span><\/p>\r\n<p><strong>Di\u00e9b\u00e9do Francis K\u00e9r\u00e9<\/strong>, pluripremiato, \u00e8 nato in\u00a0Burkina Faso ed ha studiato in Germania. E&#8217; un grande esperto nello sviluppo delle tecniche costruttive in argilla e nella conservazione delle costruzioni tradizionali. Ha concentrato la sua attenzione sullo sviluppo delle tecniche locali. A <strong>Gando<\/strong>, sua citt\u00e0 natale,\u00a0ha realizzato delle <strong>abitazioni per insegnanti<\/strong>. Disposte nei pressi del complesso scolastico, le case sono state progettate per attirare docenti verso la campagna, e anche per promuovere l&#8217;uso della terra come materiale da costruzione sostenibile e durevole.<\/p>\r\n<p>Le case sono state realizzate come una serie di moduli adattabili, ciascuno di dimensioni paragonabili alle tradizionali capanne rotonde molto diffuse nella regione. La semplicit\u00e0 del design e la riduzione al minimo dei materiali da acquistare rende il sistema facilmente replicabile dagli abitanti del villaggio. Per proteggere l&#8217;edificio dall&#8217;umidit\u00e0 di risalita, le mura in mattoni crudi, spesse ben 40 centimetri, poggiano su uno strato costituito da cemento e pietre di granito.<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">La giuria del premio voter\u00e0<strong> il vincitore il 12 novembre al\u00a0Karlsruhe Institute of Technology<\/strong>, in una giornata a cui parteciperanno anche i tre concorrenti, che illustreranno i loro lavori in una breve presentazione.\u00a0<\/p>\r\n<p>Fondata nel 1992 a Karlsruhe da Trude Schelling-Karrer e Heinrich Klotz, la <strong>Fondazione Schelling Architecture<\/strong> \u00e8 una fondazione culturale indipendente che assegna i suoi premi ogni due anni nel mese di novembre. Un comitato di selezione, a rotazione, sceglie candidati e vincitori. Il comitato per il 2014 \u00e8 composto da: Peter Cachola-Schmal, Christiane Fath, Louisa Hutton, Dietmar Steiner, Wilfried Wang, Ludwig Wappner. Ospite: Helga Kusolitsch. Si unir\u00e0 alla giuria per decretare il vincitore, lo scrittore e critico\u00a0<strong>Juhani Pallasmaa<\/strong>, vincitore quest&#8217;anno dello\u00a0Schelling Architecture Theory Prize.<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><strong>w<\/strong>eb\u00a0<a href=\"http:\/\/schelling-architekturpreis.org\/index.php?id=94\" target=\"_blank\">schelling-architekturpreis.org<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIngegno indigeno\u00bb \u00e8 il tema scelto quest&#8217;anno per il premio Schelling Architecture. 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