{"id":4926,"date":"2016-03-28T16:54:09","date_gmt":"2016-03-28T14:54:09","guid":{"rendered":"http:\/\/yea.professionearchitetto.com\/?p=4926"},"modified":"2016-05-17T16:10:17","modified_gmt":"2016-05-17T14:10:17","slug":"skyscraper-competition-tra-i-vincitori-un-team-italiano-che-reinventa-la-tipologia-dei-data-center","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2016\/03\/skyscraper-competition-tra-i-vincitori-un-team-italiano-che-reinventa-la-tipologia-dei-data-center\/","title":{"rendered":"Skyscraper Competition: tra i vincitori un team italiano che reinventa la tipologia dei data center"},"content":{"rendered":"<p><strong>Valeria Mercuri<\/strong> e <strong>Marco Merletti<\/strong> sono tra i vincitori dell&#8217;edizione 2016 del <a href=\"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/concorsi\/notizie\/21355\/eVolo-2016-Skyscraper-Competition\">concorso internazionale\u00a0Skyscraper Competition<\/a>, bandito dalla rivista newyorkese <em>Evolo<\/em> per sollecitare nuovi modi di intendere il grattacielo e il suo rapporto con l&#8217;ambiente naturale e costruito.\u00a0La loro idea: un grattacielo pensato come ad una grande scheda madre che risolve in chiave ecologica la progettazione dei data center.<\/p>\r\n<p>Il team italiano conquista il terzo posto con il progetto <strong>Data Tower<\/strong>, ossia un grattacielo localizzato in Islanda con funzioni di data center. Un&#8217;idea che nasce dalla necessit\u00e0 di affrontare il tema ecologico per la realizzazione di tali infrastrutture, che per processare ed elaborare dati hanno bisogno di assorbire grandi quantitativi di energia. Pensare, dunque, ad un futuro green per i data center e al contempo immaginare una nuova forma per l&#8217;architettura che li contiene, \u00e8 quanto hanno cercato di fare i due progettisti italiani.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_terzo_posto_2016_1.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"400\" \/><\/p>\r\n<p>Con il loro grattacielo hanno voluto investigare nuove morfologie che superassero le monotone forme solitamente assunte dai data center. Cos\u00ec l&#8217;architettura da loro immaginata \u00e8 concepita come un&#8217;enorme scheda madre tridimensionale.\u00a0<\/p>\r\n<p>\u00abI\u00a0data center &#8211; affermano i progettisti &#8211; consumano molta energia e hanno un&#8217;elevata impronta di carbonio: i server assorbono molta energia elettrica e hanno bisogno di essere costantemente raffreddati per evitare problemi di surriscaldamento\u00bb. \u00a0\u00abLa soluzione per il futuro &#8211; continuano &#8211; \u00e8 ospitare data center laddove l&#8217;energia \u00e8 pulita e a basso costo. Per questo motivo alcune aziende hanno iniziato a pensare all&#8217;Islanda\u00bb.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_terzo_posto_2016_2.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"627\" \/><\/p>\r\n<p>Quanto al grattacielo,\u00a0<strong>Valeria Mercuri<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Marco Merletti <\/strong>lo\u00a0immaginano composto da una facciata esterna dove sono fissati i sistemi hardware e un grande vuoto interno con funzione di principale canale del sistema di raffreddamento e di spazio per manovrare gli elementi che compongono il data center. Il sistema permette di trasportarli fino al piano terra dove si prevede possano avvenire le operazioni per la loro manutenzione.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_terzo_posto_2016_3.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"638\" \/><\/p>\r\n<p>Nella classifica &#8211; stilata da\u00a0Matias del Campo, Thom Faulders e Marcelo Spina, membri della giuria e fondatori rispettivamente degli studi SPAN, Faulders e Patterns &#8211; ci sono due gruppi statunitensi che precedono\u00a0\u00a0<strong>Valeria Mercuri<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Marco Merletti<\/strong>, scelti tra 489 progetti ricevuti.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Al primo posto<\/h4>\r\n<h3>Yitan Sun e Jianshi con il progetto <em>New York Horizon<\/em><\/h3>\r\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_primo_posto_2016_5.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"381\" \/><\/em><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_primo_posto_2016_6.jpg\" border=\"0\" width=\"640\" height=\"213\" \/><\/p>\r\n<p>Il team statunitense immagina di creare un grattacielo orizzontale continuo intorno a Central Park a New York, una struttura alta 300 metri e che si sviluppa anche in profondit\u00e0 per circa 30 metri. Si tratta di una architettura destinata ad ospitare abitazioni in stretta connessione con il parco.<\/p>\r\n<h4 class=\"spaceup\">Al secondo posto<span style=\"color: #993300\">\u00a0<\/span><\/h4>\r\n<h3>Hadeel Ayed Mohammad, Yifeng Zhao e Chengda Zhucon con il progetto <em>The Hive<\/em><\/h3>\r\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_secondo_posto_2016_3.jpg\" border=\"0\" width=\"639\" height=\"449\" \/><\/em><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/03\/Skyscraper_competition_secondo_posto_2016_4.jpg\" border=\"0\" width=\"639\" height=\"226\" \/><\/p>\r\n<p>The Hive \u00e8 un grattacielo che funziona come quartier generale per droni di ultima generazione. Un terminal dal quale poterli controllare e grazie al quale poter offrire ai cittadini della grande mela servizi personali e commerciali.<\/p>\r\n<p class=\"spaceupdw\">Per visionare tutti i progetti menzionati e vincitori:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.evolo.us\/category\/2016\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">www.evolo.us\/category\/2016<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valeria Mercuri e Marco Merletti sono tra i vincitori dell&#8217;edizione 2016 del concorso lanciato dalla rivista newyorkese Evolo. La loro idea: un grattacielo pensato come ad una grande scheda madre che risolve in chiave ecologica la progettazione dei data center..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5076,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[20,284],"class_list":{"0":"post-4926","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-risultati-concorsi-internazionali","9":"tag-skyscraper-competition"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4926","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4926"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4926\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5076"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4926"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4926"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4926"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}