{"id":5216,"date":"2016-07-28T13:00:30","date_gmt":"2016-07-28T11:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/yea.professionearchitetto.com\/?p=5216"},"modified":"2016-07-28T12:10:04","modified_gmt":"2016-07-28T10:10:04","slug":"cannabis-bank-il-primo-premio-al-progetto-taiwanese-u-can","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-il-primo-premio-al-progetto-taiwanese-u-can\/","title":{"rendered":"Cannabis Bank: il primo premio al progetto taiwanese U-Can"},"content":{"rendered":"<p>La giuria del\u00a0concorso <a href=\"http:\/\/www.professionearchitetto.it\/concorsi\/notizie\/22271\/Cannabis-Bank\">Cannabis Bank<\/a>\u00a0promosso da Bee\u00a0Breeders ha proclamato\u00a0i suoi vincitori. La competizione, che mirava alla realizzazione di un distributore di marijuana in una citt\u00e0 a scelta del concorrente, ha individuato il progetto migliore, capace di dimostrare come l&#8217;architettura possa influenzare la societ\u00e0.<\/p>\r\n<p>Gli esaminatori hanno premiato la creativit\u00e0 con cui i progettisti hanno affrontato il tema, profondamente controverso, oggetto del concorso. La marijuana, infatti, spacca la societ\u00e0 contemporanea in una fazione che la vede come erba medicinale e stimolante, e in un&#8217;altra che, al contrario, individua in essa il sinonimo dell&#8217;illegalit\u00e0.\u00a0<\/p>\r\n<p>Il progetto vincitore \u00e8 stato riconosciuto capace di argomentare in modo coerente i temi dell&#8217;esperienza legata all&#8217;uso della maijuana,\u00a0del rapporto con il contesto locale e dell&#8217;innovazione architettonica della proposta presentata.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-01.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<h3>1\u00b0 premio \/ &#8220;U-CAN&#8221; &#8211;\u00a0I-Ting Chuang, Yu Han Wu, Takanori Kodama e Jing Lin Yao\u00a0<\/h3>\r\n<p>Il progetto vincitore, dal titolo <strong>U-Can<\/strong>, propone un distributore posizionato tra gli elementi tipici dei tetti delle citt\u00e0 di Taiwan. Si tratta di aggiunte illegali che sono state progressivamente assimilate, nel corso degli anni, alle costruzioni vere e proprie e sono diventate luogo di culto e di aggregazione sociale.<\/p>\r\n<p>Associando il distributore di cannabis a questi elementi implicitamente condonati, il team, appartenente alla National Taiwan University of Science and Technology, vuole mettere in luce il paradosso politico che grava su una sostanza illecita, dimostrando come la marijuana sia semplicemente un fenomeno culturale e non un prodotto da vietare.<\/p>\r\n<p>Il progetto vuole lanciare un messaggio molto forte: proprio come la marijuana, gli insediamenti collettivi sui tetti di Taiwan sono spazi\u00a0non autorizzati, marginali, proibiti, ma al tempo stesso una parte fondamentale dell&#8217;identit\u00e0 urbana della citt\u00e0.<\/p>\r\n<p>\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-02.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-03.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<h3>2\u00b0 premio \/ &#8220;CANNALEONIC BANK&#8221; &#8211;\u00a0H\u00e9ctor Dur\u00e1n, Albert Pla e Joan Pau Albert\u00ec<\/h3>\r\n<p>La medaglia d&#8217;argento \u00e8 stata conquistata dal team spagnolo che ha presentato il progetto <strong>Cannaleonic Bank<\/strong>, capace di abbinare\u00a0l&#8217;architettura a un linguaggio ironico e versatile.<\/p>\r\n<p>L&#8217;ambientazione strategicamente scelta \u00e8 il parco di ricerca medica a Barcellona, in Spagna. Il team vuole porre l&#8217;accento sulla dicotomia che caratterizza la percezione, da parte del pubblico, della marijuana: da un lato c&#8217;\u00e8 il suo uso medicinale, dall&#8217;altro quello legato esclusivamente al divertimento.\u00a0<\/p>\r\n<p>Il progetto si caratterizza per la presenza di un particolare muro fatto di opuscoli informativi. La pelle esterna si dirada lentamente, man mano che il pubblico acquisisce informazioni, per mostrare la vera anima del progetto, caratterizzata dai volumi interni, squadrati e regolari, che si sviluppano intorno ad uno spazio aperto centrale. Su di esso &#8220;galleggia&#8221; un singolare\u00a0tipo di copertura su cui trovano posto rigogliose piantagioni.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-04.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-05.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<h3>3\u00b0 premio \/ &#8220;CANNABIS CROCIERA&#8221; &#8211; Sheehan Wachter e Cruz Crawford\u00a0<\/h3>\r\n<p>Il terzo posto \u00e8 stato conquistato dal team statunitense dello studio Uburo Design che ha presentato il progetto <strong>Cannabis Crociera<\/strong>.<\/p>\r\n<p>L&#8217;idea prende avvio da un\u00a0battello a vapore, mezzo di trasporto storicamente utilizzato per gli spostamenti di\u00a0persone e merci. Oggi diventa il luogo di distribuzione della cannabis, tra colonnati eleganti, sale lussuose e ampie passeggiate per individui di spicco.<\/p>\r\n<p>Il messaggio che il team vuole lanciare \u00e8 molto forte e coraggioso: la cannabis si sta evolvendo e sta passando dall&#8217;essere una trasgressione al diventare motivo di prestigio.\u00a0<\/p>\r\n<p>L&#8217;architettura del battello Cannabis River-Cruise ripropone il modello storico della barca a vapore, inserendo spazi pi\u00f9 intimi, in corrispondenza del ponte inferiore chiuso, e passeggiate all&#8217;aperto per\u00a0osservare ed essere osservati. La grande sala interna crea un ambiente pi\u00f9 privato ed \u00e8 destinata al consumo di cannabis medicinale. La nave, intanto, si muove da nord a sud, liberamente, cos\u00ec come la societ\u00e0 dovrebbe essere libera dalle restrizioni culturali e politiche.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-06.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2016\/07\/cannabis-bank-07.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<h4>ulteriori informazioni<\/h4>\r\n<ul class=\"allegato\">\r\n<li>\u00a0<a href=\"https:\/\/cannabisbank.beebreeders.com\/\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">www.cannabisbank.beebreeders.com<\/a><\/li>\r\n<li>sui profili <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bbarchitecturecompetitions\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">Facebook<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/BBcompetitions\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">Twitter<\/a>, <a href=\"https:\/\/plus.google.com\/+HmmdOrgCompetitions\/posts\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">Google+<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.pinterest.com\/bbcompetitions\/\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">Pinterest<\/a> di Bee Breeders<\/li>\r\n<\/ul>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il team taiwanese ha vinto il concorso Cannabis Bank, indetto da Bee Breeders, con il progetto U-Can, attraverso il quale i distributori di marijuana sono inseriti tra i volumi abusivi che caratterizzano i tetti delle citt\u00e0 di Taiwan. Proprio come la cannabis \u00e8 ormai diventata parte della societ\u00e0, questi insediamenti illegali sono del tutto integrati nell.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5217,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[580,20],"class_list":{"0":"post-5216","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-bee-breeders-architecture-competitions","9":"tag-risultati-concorsi-internazionali"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5216","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5216"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5216\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5217"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5216"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5216"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5216"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}