{"id":5522,"date":"2016-11-28T19:40:46","date_gmt":"2016-11-28T18:40:46","guid":{"rendered":"http:\/\/yea.professionearchitetto.com\/2016\/11\/la-forma-della-luce-nel-futuro-ecco-chi-ha-vinto-il-2016-vmodern-furniture-design-competition\/"},"modified":"2017-06-13T04:10:04","modified_gmt":"2017-06-13T02:10:04","slug":"la-forma-della-luce-nel-futuro-ecco-chi-ha-vinto-il-2016-vmodern-furniture-design-competition","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2016\/11\/la-forma-della-luce-nel-futuro-ecco-chi-ha-vinto-il-2016-vmodern-furniture-design-competition\/","title":{"rendered":"La forma della luce nel futuro: ecco chi ha vinto il 2016 VMODERN Furniture Design Competition"},"content":{"rendered":"<p>Il Magazine eVolo annuncia i vincitori della <strong>2016 VMODERN Furniture Design Competition<\/strong>, il concorso nato con l&#8217;intenzione di premiare il design innovativo e di aprire una discussione sullo stile che potrebbe caratterizzare gli arredi del futuro.\u00a0<\/p>\r\n<p>La call \u00e8 stata accolta da 165 partecipanti, provenienti da 28 differenti nazioni, tra i quali la Giuria ha individuato 3 vincitori e 20 progetti degni di Menzioni d&#8217;Onore.\u00a0\u00a0<\/p>\r\n<p>Il <strong>primo posto<\/strong> \u00e8 andato a David Beirne, Canan Karahasanoglu e Trayan Andonov Haralanov, team composto da membri inglesi e turchi, per il progetto di <strong>Wave-Part<\/strong>, un reticolo luminoso creato\u00a0sulla base dei principi della geometria parametrica e dello sviluppo frattale. La forma modulare e\u00a0la possibilit\u00e0 di connessione del dispositivo rendono l&#8217;idea capace di adattarsi ad ogni utilizzo, dall&#8217;applicazione singola all&#8217;inserimento in un intero sistema di illuminazione.<\/p>\r\n<p>L&#8217;americano Emmanuel Osorno ha conquistato il <strong>secondo posto<\/strong> con <strong>lightCage<\/strong>, una lampada a sospensione che si pone come un corpo in tensione con la luce stessa\u00a0racchiusa al suo interno. Il design cerca quasi di sfidare il significato primordiale della luce che si trova costretta a restare in gabbia, nascosta tra le costole del dispositivo. Tra gli interstizi\u00a0vuoti creati da queste ultime, la luce si insinua e si diffonde nell&#8217;ambiente, creando giochi di ombre che permettono all&#8217;elemento di marcare la propria presenza nello spazio.<\/p>\r\n<p>Il <strong>terzo premio<\/strong>\u00a0\u00e8 stato assegnato agli svizzeri Maria Smigielska e Pierre Cutellic per <strong>ROD<\/strong>, un front desk fabbricato digitalmente usando dei robot capaci di piegare le barre in acciaio. Il progetto \u00e8 una ricerca sulle capacit\u00e0\u00a0dei macchinari nelle tecniche di fabbricazione e di come questi consentano di utilizzare, in chiave moderna e innovativa, anche i\u00a0materiali pi\u00f9 tradizionali.\u00a0<\/p>\r\n<h3>1\u00b0 posto: Wave-Part,\u00a0David Beirne, Canan Karahasanoglu e Trayan Andonov Haralanov<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-01.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<p>Il progetto si presenta come uno studio sulle possibilit\u00e0 della luce nel futuro, sul modo in cui la conoscenza tecnica possa contribuire a produrre la luce e su come il design, con le sue forme e le sue linee, possa essere utilizzato per rispondere a desideri ed esigenze dell&#8217;uomo.<\/p>\r\n<p>Wave-Part \u00e8 una lampada elementare e, facendo riferimento proprio a questi tre concetti chiave, si pu\u00f2 definire con sicurezza la luce del futuro. L&#8217;adattabilit\u00e0 e la modularit\u00e0 sono i cavalli di battaglia del progetto e, a parere dei suoi autori, dovrebbero essere caratteristiche peculiari di ogni oggetto destinato alla vendita. Il prodotto del futuro deve essere versatile e capace di rispondere alle esigenze e ai bisogni degli utilizzatori. Questa filosofia \u00e8 alla base dell&#8217;idea di Wave-Part. La forma modulare e la possibilit\u00e0 di replicare, collegare e abbinare diversi elementi dello stesso prodotto la rendono adatta all&#8217;utilizzo singolo o all&#8217;inserimento in un sistema pi\u00f9 complesso.<\/p>\r\n<p>In riferimento alla natura refrattaria della luce stessa, la forma di Wave-Part \u00e8 l&#8217;esito di un intreccio di linee che creano un reticolo dalla conformazione\u00a0molto simile a un oggetto storicamente utilizzato come diffusore della luce: un cristallo. La modularit\u00e0 della forma del diamante \u00e8 stata sviluppata sulla base dei principi della geometria parametrica e della\u00a0crescita frattale ed \u00e8 in grado di instaurare una delicata e chiara interazione con la luce che emana. Wave-Part risponde alla richiesta della gente di trovarsi davanti a una lampada che riesca a rappresentare la luce in 3D e il progresso tecnologico ad essa legata.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-02.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"269\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-03.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"250\" \/><\/p>\r\n<h3>2\u00b0 posto:\u00a0lightCage,\u00a0Emmanuel Osorno<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-04.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"420\" \/><\/p>\r\n<p>Nata dal desiderio di contenere l&#8217;incontenibile, ovvero la consistenza immateriale della luce, lightCAGE si presenta come un corpo in tensione con la luce stessa che racchiude. Il design di Osorno, simile a un contenitore fatto di costole, racchiude al suo interno la natura astratta della luce, che sembra sbirciare tra una fascia e l&#8217;altra, cercando di appropriarsi dello spazio circostante fuoriuscendo dalla lampada.<\/p>\r\n<p>La forma \u00e8 stata originata da una semplice superficie dal forte carattere simmetrico ed \u00e8 stata scolpita per dare vita a un involucro che, tra luci e ombre, creasse un certo dinamismo. Con l&#8217;intento di ingabbiare la luce, la superficie \u00e8 stata poi articolata e suddivisa in un modello composto da nervature e fessure tenute insieme da tre anelli strutturali traversali. In questo modo la luce viene diffusa in due modi: dalla parte inferiore, la cui apertura rotonda emana un bagliore uniforme, e dalle aperture laterali, che creano un vivace gioco di ombre nello spazio attraverso le feritoie che lasciano passare delle sottili lame luminose.\u00a0<\/p>\r\n<p>lightCAGE \u00e8 stata prototipata grazie a una stampante 3D, operazione che ha permesso di verificare l&#8217;effettiva funzionalit\u00e0 dell&#8217;idea e la capacit\u00e0 della lampada di raggiungere l&#8217;obiettivo del suo creatore.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-05.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"151\" \/><\/p>\r\n<h3>3\u00b0 posto: ROD,\u00a0Maria Smigielska e Pierre Cutellic<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-06.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"373\" \/><\/p>\r\n<p>Il progetto deriva da una ricerca per il completamento di una galleria d&#8217;arte e di architettura a Parigi e doveva fungere da reception e da punto di accoglienza.<\/p>\r\n<p>La forma si basa sull&#8217;utilizzo di due piani orizzontali realizzati in materiale metallico, capace di sopportare la sollecitazione a cui \u00e8 sottoposto lo sbalzo. Si tratta di un&#8217;asta di dimensione standard, con diametro di 6mm e lunghezza di 990 mm, che \u00e8 stata modellata grazie all&#8217;intervento di un robot. Il processo robotizzato consentirebbe al materiale di assumere diverse configurazioni nello spazio in quanto sottoposto a flessione e saldato in loco.\u00a0<\/p>\r\n<p>A partire dal progetto, il team ideatore ha avviato un&#8217;intensa attivit\u00e0 di ricerca tra i modelli volumetrici e i disegni delle superfici, tra le griglie strutturali, la fabbricazione robotica e la simulazione.\u00a0<\/p>\r\n<p>L&#8217;esito del progetto \u00e8 una scrivania lunga 5,5 m, larga 1,4 m e alta 0,75 m.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/up\/yea\/2016\/11\/evolo-concorso-07.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"197\" \/><\/p>\r\n<h4>Menzioni d&#8217;Onore<\/h4>\r\n<ul>\r\n<li>Fenn Chair &#8211; Blond Ltd<\/li>\r\n<li>Kytos Chair &#8211; Patrick Danahy<\/li>\r\n<li>Torso Magnetic Chair &#8211; Kim Minjae<\/li>\r\n<li>Sydney Opera Bar VIP Centerpiece &#8211; Emily Leung e Manuel Muehlbauer<\/li>\r\n<li>Multi-Tier Shelf System &#8211; Ammar Kalo<\/li>\r\n<li>Lotus: A Kinetic Luminary Object &#8211; Reza Mousavy<\/li>\r\n<li>Caustics Chair,\u00a0Joel Wong Liang Zhou &#8211; Amanda Gunawan<\/li>\r\n<li>Claw Chair &#8211; Maryam Houda<\/li>\r\n<li>Band-Rail &#8211; VG Studio &#8211; Victoria Goldstein<\/li>\r\n<li>Filament Chair &#8211; Luis Alberto Men\u00e9ndez S\u00e1nchez<\/li>\r\n<li>Slip Sofa &#8211; Dionysus Cho e Hyeun Lee<\/li>\r\n<li>Stratum Chair &#8211;\u00a0Ammar Kalo<\/li>\r\n<li>Almost Natural Things &#8211; Chair &#8211;\u00a0Faysal Tabbarah, Nada Taryam e Khawla Al Hashimi<\/li>\r\n<li>Raygon Lamp &#8211;\u00a0Mohanned Iskanderani<\/li>\r\n<li>Concrete Pods &#8211;\u00a0Anthony Iwaz, Joseph Sciascia e Joey Doherty<\/li>\r\n<li>Invertible Lamp &#8211;\u00a0Ehsan Fatehifar<\/li>\r\n<li>Minimae Chair &#8211;\u00a0Marta Krivosheek<\/li>\r\n<li>3S9T Lamp &#8211;\u00a0Martin Wong Tuong Ying<\/li>\r\n<li>Oculus Chair &#8211;\u00a0Carla Rommelt e Abdulrahman Ali Harib<\/li>\r\n<li>sLounge &#8211;\u00a0Xiang Liu, Chi Yee Corliss Ng<\/li>\r\n<\/ul>\r\n<p class=\"spaceup\"><strong>+ info e gallery dei progetti:<\/strong> <a href=\"http:\/\/vmodern.com\/\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">www.vmodern.com<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Magazine eVolo annuncia i vincitori della 2016 VMODERN Furniture Design Competition. Il podio \u00e8 stato conquistato da due lampade e da un front desk, tutti progetti che hanno saputo interpretare nel modo migliore il tema del concorso, l&#8217;indagine sul design del futuro. Wave-Part, lightCage e ROD sono i nomi dei progetti selezionati dalla Giuria..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6197,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[481,378],"class_list":{"0":"post-5522","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-evolo-magazine","9":"tag-risultati-concorsi"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5522","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5522"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5522\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6197"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}