{"id":5968,"date":"2017-04-11T18:35:34","date_gmt":"2017-04-11T16:35:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2017\/04\/new-york-affordable-housing-challenge-per-la-carenza-di-alloggi-i-vincitori-puntano-su-modularita-e-nuove-forme\/"},"modified":"2017-05-10T12:10:14","modified_gmt":"2017-05-10T10:10:14","slug":"new-york-affordable-housing-challenge-per-la-carenza-di-alloggi-i-vincitori-puntano-su-modularita-e-nuove-forme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2017\/04\/new-york-affordable-housing-challenge-per-la-carenza-di-alloggi-i-vincitori-puntano-su-modularita-e-nuove-forme\/","title":{"rendered":"New York Affordable Housing Challenge: per la carenza di alloggi i vincitori puntano su modularit\u00e0 e nuove forme"},"content":{"rendered":"<p>Bee Breeders ha annunciato i vincitori del concorso di idee <a href=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/concorsi\/notizie\/23364\/Nuove-case-per-rispondere-alla-carenza-di-alloggi-a-New-York\">New York Affordable Housing Challenge<\/a>, lanciato in collaborazione\u00a0con New York Build exhibition, per raccogliere proposte innovative rispetto al problema della carenza di alloggi nella Grande Mela.\u00a0<\/p>\r\n<p>Il tema del concorso nasce dalla consapevolezza di una criticit\u00e0 realmente esistente nell&#8217;esperienza urbana contemporanea e in un preciso momento storico caratterizzato da capitalismo e globalizzazione. L&#8217;intenzione della competizione \u00e8 stata quella di riconoscere la responsabilit\u00e0 dell&#8217;architettura nella presentazione di proposte non convenzionali che intrecciano l&#8217;ambiente, la politica, l&#8217;economia e la cultura. I progetti pervenuti alla giuria sono ben ponderati e si impegnano in soluzioni polivalenti, adatte ai vari siti della citt\u00e0 di New York interessati dal problema. Gli elaborati pi\u00f9 notevoli, che si distinguono per razionalit\u00e0, singolarit\u00e0 e originalit\u00e0, perseguono l&#8217;innovazione e strumentalizzano l&#8217;elemento architettonico per ridefinire le abitudini e le esperienze della vita domestica urbana attraverso i materiali, la morfologia e la struttura.<\/p>\r\n<h3>Primo posto: The Table Top |\u00a0Lap Chi Kwong e Alison Von Glinow<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-01.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"403\" \/><\/p>\r\n<p>La proposta classificatasi al primo posto deve il suo successo all&#8217;uso di elementi modulari semplici aggregati tra loro per creare un insieme eterogeneo utile a generare nuove modalit\u00e0 di interazione tra abitanti, loro vicini ed estranei.\u00a0<\/p>\r\n<p>Il progetto si basa su tre forme &#8211; cerchio, quadrato e rettangolo &#8211; ognuna composta da una lastra e quattro colonne, che ruotano, si scontrano e si aggregano fino a creare diverse unit\u00e0. Le rotazioni e le collisioni danno vita ad\u00a0aperture all&#8217;interno del solaio tra le varie unit\u00e0, come se queste volessero formare un regno liminale. Tali accostamenti, che generano\u00a0spazi unici ma proiettati verso la nozione tipologica della veranda o del portico, sono profondamente intimi e possono essere utilizzati per incontri prolungati con i conoscenti.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-02.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"388\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-02-1.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"438\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-02-2.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"438\" \/><\/p>\r\n<p>Il passaggio dallo spazio interno a quello esterno di ciascun nucleo \u00e8 mitigato da un sistema semplice, basato sull&#8217;uso di una vetrata, che si contrappone agli ambienti pi\u00f9 intimi e privati, delimitati da una serie di armadi in legno. Questi fungono da piani d&#8217;appoggio, sono impilabili e sono dimensionati per adattarsi alle condizioni pi\u00f9 diverse al seconda del sito di riferimento. Le armadiature possono essere utilizzate per unit\u00e0 composte da un solo livello, ma anche per sistemi a torre.\u00a0<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-03.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-04.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"480\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-05.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"583\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-06.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"426\" \/><\/p>\r\n<h3>Secondo posto:\u00a0 Out-Of-Site |\u00a0Peter Wong, Christopher Jarrett, Nazinin Modaresahmadi e Robert Stubbs\u00a0<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-07.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"647\" \/><\/p>\r\n<p>Il progetto vincitore della medaglia d&#8217;argento si distingue per il suo efficace ricorso alle unit\u00e0 modulari per creare una vera e propria strategia morfologica abitativa. Ispirandosi al tipo dell&#8217;Unit\u00e9 d&#8217;Habitation di Le Corbusier, il secondo classificato genera un edificio a forma di L, sia in pianta che in sezione. Invece di proporre un blocco compatto costituito dai vari moduli, viene realizzata una combinazione basata su varie organizzazioni, cos\u00ec da allestire una tessitura unica che coinvolge anche lo spazio esterno.\u00a0<\/p>\r\n<p>I cortili che si sviluppano tra le varie unit\u00e0, infatti, consentono di abbattere le tradizionali barriere tra pubblico e privato, creando opportunit\u00e0 per la condivisione tra vicini di casa e, pi\u00f9 in generale, tra cittadini.<\/p>\r\n<p>Le unit\u00e0 sono organizzate in modo tale da fondersi con il contesto circostante e, perci\u00f2, sono state previste configurazioni diverse per tre vari siti della citt\u00e0. La scelta deriva dalla volont\u00e0 di dimostrare come, a partire da una stessa cellula di base, sia possibile generare un&#8217;unit\u00e0 abitativa morfologicamente valida e adattabile ai diversi quartieri, alle diverse forme e ai diversi contesti.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-08.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"608\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-09.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"690\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-10.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"432\" \/><\/p>\r\n<h3>Terzo posto:\u00a0 New York Affordable Housing Challenge |\u00a0Liyang Chen e Yao Zheng<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-11.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"800\" \/><\/p>\r\n<p>Il terzo posto \u00e8 stato conquistato da un progetto unico nella sua proposta per via del nuovo paradigma di vita sociale e spaziale che suggerisce. L&#8217;idea \u00e8 quella di una semplice struttura composta da lastre e colonne dove ogni inquilino pu\u00f2 creare un &#8220;piano gratuito&#8221;, erigere le proprie colonne non strutturali, completare l&#8217;ambiente con pareti a scomparsa in tessuto e ricavare delle stanze private sullo spazio comune del pavimento. Le partizioni mitigano il passaggio dallo spazio pubblico a quello privato e incarnano un&#8217;urbanistica ricca di zone e funzioni negoziate tra gli abitanti.\u00a0<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-12.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"554\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-13.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"601\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-14.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"599\" \/><\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-15.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"570\" \/><\/p>\r\n<p>Il progetto mira a proporre, appunto, un nuovo modello di domesticit\u00e0, rispondendo alla domanda della carenza di alloggi a prezzi accessibili attraverso la riduzione degli spazi privati, costosi e ridondanti, per utilizzare infrastrutture e servizi condivisi. L&#8217;idea si basa sulla\u00a0collettivizzazione delle aree comuni e punta alla generosit\u00e0 dello spazio che \u00e8 flessibile sia per l&#8217;utilizzo che per la funzione. Il nuovo modello di urbanistica propone una casa che non \u00e8 fatta pi\u00f9 da una serie di stanze ben delimitate e da una serie predefinita di comportamenti, ma da un ambiente nuovo, permeabile e pronto alla trasformazione a seconda delle esigenze.<\/p>\r\n<h3>Rising Star Award:\u00a0 New York ParaSiTe housing | Antonio Gonz\u00e1lez Viegas (Escuela T\u00e9cnica Superior de Arquitectura de Sevilla)<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-16.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"580\" \/><\/p>\r\n<h3>NYB Green Award:\u00a0 Forging The Upward Frontier |\u00a0Ryan Ball<\/h3>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/news\/archivio\/Image\/2017\/04\/bee-breeders-17.jpg\" border=\"0\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"376\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">Per maggiori informazioni visitare <a href=\"https:\/\/newyorkhousingchallenge.beebreeders.com\/\" target=\"_blank\" class=\"blank\" rel=\"nofollow\">www.newyorkhousingchallenge.beebreeders.com<\/a>.\u00a0<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bee Breeders ha annunciato i vincitori del concorso di idee New York Affordable Housing Challenge, lanciato per raccogliere proposte innovative rispetto al problema della carenza di alloggi nella Grande Mela. La modularit\u00e0 e le nuove forme di urbanistica sono i punti di forza delle proposte razionali, singolari e originali che si sono piazzate sul podio..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6021,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[580,378],"class_list":{"0":"post-5968","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-bee-breeders-architecture-competitions","9":"tag-risultati-concorsi"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5968","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5968"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5968\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6021"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}