{"id":68,"date":"2008-05-23T14:29:59","date_gmt":"2008-05-23T12:29:59","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2008\/05\/3-posto-prestigioso-al-giovane-studio-bicuadro\/"},"modified":"2014-01-07T21:04:20","modified_gmt":"2014-01-07T20:04:20","slug":"3-posto-prestigioso-al-giovane-studio-bicuadro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2008\/05\/3-posto-prestigioso-al-giovane-studio-bicuadro\/","title":{"rendered":"3\u00b0 posto prestigioso al giovane studio BiCuadro"},"content":{"rendered":"<p><strong>Padiglione italiano expo2010 Shanghai, Cina<\/strong><\/p>\n<p>I giovani architetti romani <strong>Massimiliano Brugia<\/strong>, <strong>Valerio Campi<\/strong> e <strong>Francesco Bezzi<\/strong>, componenti il <strong>gruppo BiCuadro<\/strong>, in collaborazione con l&#8217;architetto <strong>Stefano Farcomeni<\/strong> e lo studio ingegneristico <strong>Hydroingea<\/strong>, hanno partecipato al concorso per la realizzazione del Padiglione italiano  all&#8217;Esposizione Universale di Shangai 2010, presentando una proposta che si &egrave; classificata terza nella graduatoria finale.<\/p>\n<p>Il terzo posto conquistato &egrave; di notevole rilievo vista la giovane et&agrave; componenti del gruppo BiCuadro, appena ventisettenni, a dimostrazione che in Italia ci sono volti nuovi che lavorano con impegno e passione per emergere con scelte e soluzioni di qualit&agrave;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/05\/BiCuadro03.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p><strong>Better city for better Life<\/strong> &egrave; il tema del concorso.<br \/> La proposta progettuale del gruppo ripropone il modello e lo stile italiano attraverso un disegno architettonico ispirato all&#8217;autentica espressione della citt&agrave; italiana: &#8220;<strong>la citt&agrave; storica stratificata<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Le grandi metropoli del ventesimo secolo stanno vivendo una profonda crisi di sostenibilit&agrave; ambientale, dovuta ad una crescita eccessiva e ad una alienazione dal Territorio dei suoi abitanti e incassando un irreversibile fallimento nel campo della vivibilit&agrave; e della condizione di vita umana. Il sistema urbano italiano, basato su uno schema di citt&agrave; non ancora metropoli e di paesi non ancora citt&agrave;, in cui la presenza del contesto naturale &egrave; ancora sentita ed i rapporti di &#8220;fiducia&#8221; umani costituiscono il fulcro della vita di relazione, si dimostra, al contrario, vincente.<\/p>\n<p>La  trasformazione di moderne megalopoli in non-luoghi &egrave; causata dalla migrazione &#8220;spaziale&#8221; dal reale al virtuale e da un graduale abbandono dello spazio pubblico collettivo. Una condizione di a-spazialit&agrave; che confonde l&#8217;esistenza degli individui abitanti degli addensamenti urbani, e trasforma questi luoghi in scenari postmoderni, fotografie di uno specchio in frantumi.<\/p>\n<p>La &#8220;citt&agrave; stratificata italiana&#8221;, sembra resistere a questi processi alienanti e alla nuova realt&agrave; multimediale, continuando a rappresentare un&#8217;entit&agrave; dello spazio umano ben definito e ancora percepibile psicologicamente. Le sue radici affondano nella storia, la stratificazione del suo tessuto urbano si &egrave; realizzata nel tempo, di casa in casa, di generazione in generazione, facendo si che la  stratificazione temporale agganci il vivere delle persone alla dimensione fisica della citt&agrave;.<\/p>\n<p>La piazza italiana che ne &egrave; il centro &egrave; uno spazio insostituibile. Si impone come luogo dello stare, dell&#8217;esperienza e, caso esemplare nel mondo, dell&#8217;evento dell&#8217;arte; una Piazza dunque come &#8220;circostanza storica spaziale&#8221;. Il padiglione italiano a Shanghai &egrave; la rappresentazione di questa &#8220;circostanza storico-spaziale&#8221;, di questa organizzazione consolidata controcorrente, che nonostante tutto ancora produce e raffina eccellenze; &egrave; un prototipo che esprime la &#8220;stratificazione&#8221; dello spirito sociale e urbano italiano e riconduce all&#8217;idea di continuit&agrave; storica ed economica. Questa continuit&agrave; &egrave; la premessa stessa ad un corretto uso delle nuove tecnologie che solo cos&igrave; divengono  tecnologie &#8220;sostenibili&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/05\/BiCuadro01.jpg\" border=\"0\" width=\"460\" height=\"299\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;idea guida del progetto &egrave; quella di un involucro scomposto in una serie di lastre &#8220;stratigrafiche&#8221; che riconducono ad una successione temporale, metafora della formazione del tessuto urbano italiano. <strong>Venti lastre<\/strong>, <strong>come le  regioni italiane<\/strong>, <strong>intervallate da tre setti &#8220;vetrina&#8221;<\/strong>, al cui interno trova posto il Made in Italy, strutturano il padiglione nel suo sviluppo planimetrico. Gli spazi di esposizione interni risentono di questa scansione e si organizzano tra le lastre come percorsi tematici su pi&ugrave; livelli in cui si percepisce il fruire della storia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/05\/BiCuadro02.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;edificio si sviluppa dunque attorno ad uno spazio-piazza che si disvela al visitatore man mano che si addentra per passaggi ricavati dallo spazio distorto tra i setti, come le vie di un centro storico in una citt&agrave; italiana che portano al cuore protetto della piazza municipale.<\/p>\n<p>Da qui tutto &egrave; materialit&agrave; percepita. Materia che protegge, che si espone, che filtra, che crea un paesaggio psicologico &#8220;locale&#8221; grazie ad effetti di luce e ombra. Tutti i lati sono semi-aperti o semichiusi ed in copertura le lastre continuano la loro successione assumendo la funzione protettiva dalla eccessiva radiazione solare estiva.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/05\/BiCuadro04.jpg\" border=\"0\" width=\"460\" height=\"285\" \/><\/p>\n<p>Da questo luogo &#8220;intimo&#8221; si ha accesso ai diversi corpi; tutti gli ambienti &#8220;circolano&#8221; e si affacciano su questo spazio che nella sua conformazione si presta per l&#8217;incontro  e socialit&agrave; tra  visitatori di diverse nazionalit&agrave;.<\/p>\n<p>La volont&agrave; di rispettare, di riflesso, la natura del contesto cinese fa si che il padiglione italiano si presenti come un volume filtrante aperto sui lati permettendo la vista del fiume con l&#8217;altra riva, dove ancora sussiste parte di un vecchio quartiere di Shanghai.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/05\/BiCuadro05.jpg\" border=\"0\" width=\"460\" height=\"345\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>credits<br \/><\/em><strong>Project<\/strong>:  BiCuadro Architects + Stefano Farcomeni architetto<strong><br \/>Project Manager<\/strong> (capogruppo):\t Massimilano Brugia<br \/><strong>Strutture e impianti<\/strong>:  Hydroingea<\/p>\n<p class=\"spaceupdw\"><strong>BiCuadro Architects<\/strong>: Bezzi Brugia Campi<br \/><a href=\"http:\/\/www.bicuadro.it\/\" target=\"_blank\">www.bicuadro.it<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/www.stefanofarcomeni.it\/\" target=\"_blank\">www.stefanofarcomeni.it<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/.hydroingea.it\/\" target=\"_blank\">www.hydroingea.it<\/a><\/p>\n<p class=\"spaceup\"><strong>Ulteriori informazioni e graduatoria sul sito<\/strong><br \/><a href=\"http:\/\/www.expo2010italia.gov.it\/ita\/graduatoria-definitiva\">www.expo2010italia.gov.it\/ita\/graduatoria-definitiv<\/a><a href=\"http:\/\/www.expo2010italia.gov.it\/ita\/graduatoria-definitiva\">a<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al concorso per il padiglione italiano expo2010 Shanghai si aggiudica il 3\u00b0 posto il gruppo costituito da giovani architetti appena ventisettenni..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":558,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[139,20,140],"class_list":{"0":"post-68","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-bicuadro-architetti","9":"tag-risultati-concorsi-internazionali","10":"tag-shanghai-2010"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=68"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/68\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=68"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=68"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=68"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}