{"id":91,"date":"2008-10-17T10:42:58","date_gmt":"2008-10-17T08:42:58","guid":{"rendered":"http:\/\/yea2.professionearchitetto.com\/2008\/10\/complesso-parrocchiale-gesu-redentore\/"},"modified":"2014-01-07T21:04:34","modified_gmt":"2014-01-07T20:04:34","slug":"complesso-parrocchiale-gesu-redentore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/2008\/10\/complesso-parrocchiale-gesu-redentore\/","title":{"rendered":"Complesso Parrocchiale Ges\u00f9 Redentore"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>complesso parrocchiale di Ges&ugrave; Redentore<\/strong>, dedicato a maggio 2008, &egrave; stato progettato dall&#8217;architetto milanese <strong>Mauro Galantino<\/strong>, vincitore del concorso nazionale indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana per qualificare l&#8217;architettura religiosa. Il progetto, studiato fra il 2001 e il 2005, ha dato vita ad una struttura moderna e innovativa, che pu&ograve; oggi offrire alla parrocchia &#8211; circa 14.000 abitanti &#8211; e alla citt&agrave; la chiesa pi&ugrave; grande della diocesi di Modena.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/10\/spot.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"165\" \/><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\">All&#8217;<strong>esterno <\/strong>l&#8217;insieme trasmette una sensazione di bellezza e di misticit&agrave;. Lo sguardo viene condotto verso l&#8217;alto campanile che, insieme al corpo della chiesa e al grande sagrato, coopera a creare il luogo della comunit&agrave;, accogliendo la citt&agrave;, ponendola nello stato dell&#8217;interesse e nella percezione degli elementi-soglia architettonici: facciata, nartece, portale, i quali suggeriscono l&#8217;accoglienza e l&#8217;incontro con Dio, pi&ugrave; che la monumentalit&agrave;.<\/p>\r\n<p>Semplici ma sapienti linee costruttive creano un interessante gioco di luci, volumi e livelli, accentuato dai contrasti della pietra naturale con il bianco splendente, che d&agrave; prestigio all&#8217;intero complesso, grazie all&#8217;utilizzo di un innovativo tipo di cemento &#8220;autopulente&#8221;, in grado di mantenersi bianco anche dopo molti anni, resistendo allo smog e alle intemperie.<\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/10\/generale.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"255\" \/><\/p>\r\n<p><em>vista generale<\/em><\/p>\r\n<p>All&#8217;<strong>interno<\/strong> della chiesa colpisce il visitatore la serenit&agrave; che l&#8217;ambiente comunica, dovuta ad una combinazione di lineari superfici di pietra e facciate trasparenti. La luce zenitale e le grandi vetrate perimetrali, che consentono l&#8217;ingresso di abbondante luce naturale, esaltano la semplicit&agrave; della struttura e le forme geometriche, che si combinano con i materiali naturali selezionati e il mobilio essenziale.<\/p>\r\n<p>Lo spazio &egrave; nel complesso caratterizzato da una &#8220;corona di luce&#8221;, una zona perimetrale pi&ugrave; alta e pi&ugrave; illuminata, che cinge lo spazio assembleare, lo connette visivamente e simbolicamente verso il cielo, enfatizzando il valore ascensionale delle pareti perimetrali fin verso la grande vela, nel controsoffitto, realizzata con una finitura in gesso, che smaterializza l&#8217;importanza strutturale della copertura.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/10\/gesu_rendentore2.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"339\" \/><\/p>\r\n<p><em>1. <\/em><em>fonte battesimale &#8211; <\/em><em>2. lato ingresso<\/em><\/p>\r\n<p>L&#8217;<strong>interno<\/strong> si distingue anche per la presenza di ambiti a cielo aperto, la cui visione &egrave; possibile solo da chi &egrave; dentro la chiesa: l&#8217;orto degli ulivi, che come un abside dilata lo spazio alle spalle dell&#8217;altare, e la grande fontana con acqua corrente, sul lato opposto, che collega visivamente e simbolicamente il luogo del battesimo alla cappella dove &egrave; custodito il tabernacolo.<\/p>\r\n<p><img decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/10\/altare.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" \/><\/p>\r\n<p><em>&nbsp;altare<\/em><\/p>\r\n<p>La <strong>cappella feriale<\/strong>, con due ingressi (dall&#8217;aula e dall&#8217;esterno), utilizzabile anche separatamente dalla chiesa, conclude, in modo naturale, il percorso di accesso e la transizione tra sagrato, portale, fonte battesimale, asse della celebrazione (ambone e altare), dando la riserva eucaristica come destino del percorso.<\/p>\r\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/up\/yea\/2008\/10\/gesu_rendentore3.jpg\" border=\"0\" width=\"468\" height=\"192\" \/><\/p>\r\n<p><em>1. cappella feriale &#8211; 2. <\/em><em>ambone<\/em><\/p>\r\n<p class=\"spaceup\"><strong>Maggiori informazioni:<br \/><\/strong><strong>E<\/strong>-mail: <a href=\"mailto:info@gesuredentore.it\">info@gesuredentore.it<\/a><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugurato di recente il nuovo centro parrocchiale di Modena progettato dall&#8217;architetto milanese Mauro Galantino, vincitore del concorso nazionale indetto dalla Conferenza Episcopale Italiana..<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":609,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[184,185,116,7],"class_list":{"0":"post-91","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-notizie","8":"tag-architettura-religiosa","9":"tag-complesso-parrocchiale","10":"tag-mauro-galantino","11":"tag-risultati-concorsi-nazionali"},"amp_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=91"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/91\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media\/609"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=91"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=91"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.professionearchitetto.it\/yea\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=91"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}