Singapore? Si può !!!

mercoledì 17 marzo 2010

"il dito nella piaga"

Ieri, su di un volo che mi portava a Copenhagen mi e' capitato tra le mani un interessantissimo articolo scritto su "la Repubblica" che penso possa servire da risposta a tutti quelli che possono cadere nel "luogo comune" che, chi e' lontano dall'Italia, sia necessariamente "anti-Italia".

L'articolo e' scritto da Giulio Ferroni, e per chi lo volesse leggere nella versione originale lo trova pubblicato interamente sul numero di "Reset".

riporto l'introduzione che penso possa trovare tutti daccordo:

"...la grande arte italiana, proprio per amore del paese, e' stata molto spesso anche "anti-italiana". In piu' di una circostanza e' stato necessario mettere il dito nelle piaghe e riflettere sulle vicende tremende che inducevano e inducono a pensare che l'Italia potrebbe essere un paese molto piu' bello e vivibile se solo si liberasse da certi mali radicati in profondita'. la presenza di questa tensione critica, rivolta a denunciare con rabbia i mali del paese, conduce ancora oggi molti a denunciare come anti-italiani autori e scrittori che se ne fanno carico (nota del blogger: e mi ci infilo dentro).

possiamo definire "anti-italiani" Roberto Saviano autore di Gomorra?

Anti-Italiano Dante nel canto VI del Purgatorio "Ahi, Serva Italia..."?

continuando fino a Leopardi nel 'Discorso sopra lo stato presente dei costumi degli Italiani"?

Concludendo penso sia scontato sottolineare che se mi trovo qui a scrivere un blog in Italiano...poi cosi' "anti-italia" non lo sono! E con me anche gli altri come me! se poi sono capitate tutte a Mister Mee...che c'entro io!

 

lunedì 15 marzo 2010

Metti un giorno a Milano

In una mattina di Marzo Mr. Mee atterro’ nella landa sperduta della brughiera ticinese di Malpensa.

Sin dall’attesa al nastro dei bagagli, le conversazioni di tutti al telefono cellulare avevano un contenuto molto simile; “buongiorno Dottor Rossi, sono il Dottor Verdi, il marito della Dottoressa Neri e vorrei parlare con il Dottor Bianchi”.

Memore dell’ultimo soggiorno meneghino, decise di optare per il transfer in autobus, in quanto trovava i 90 euro chiesti dal taxi al di fuori di ogni logica se comparati ai 45dollari per una corsa dal JFK di New York a Manhattan oppure ai 60 euro, con auto privata di classe superiore, per un transfer che collega Fiumicino alla citta’ eterna.

Terminato il viaggio in autobus arrivo’ nel progetto indefinito della stazione centrale e rivolgendosi ad un taxista, per percorrere l’ultimo tratto che lo separava dall’Hotel, si senti’ rispondere: “dove deve andare? No guardi, non lascio la fila per una corsa cosi’ breve!”

Mr. Mee si rassegno’ a percorrere l’abbondante miglio trascinandosi a fatica i due pesanti bagagli.

“Maledetti architetti” questa fu’ la costante esclamazione pronunciata da Mr. Mee, ma non per parafrasare il celebre saggio edito da Bompiani di Tom Wolfe, ma per inveire contro la mancanza di scivoli per disabili che collegassero il marciapiede agli attraversamenti stradali, percorsi pedonali arzigogolati, per dare la precedanza ad aiuole mal curate e di discutibile senso logico e macchine e scooter parcheggiati selvaggiamente ovunque.

Come Pollicino nel racconto di Perrault, i cagnolini delle signore bene, avevano lasciato le traccie del loro passaggio e le ruote delle valigie di Mr. Mee avevano preso le sembianze delle ruote di un trattore dopo la concimatura.

La receptionist dell’hotel diede il benevenuto a Mr. Mee tra una masticata di chewing gum e le ultime battute di una chiaccherata confidenziale con la collega, e questo non era il perfetto welcome che Mr. Mee si aspettava in un Hotel cotanto costellato.

Dopo una doccia ristoratrice, Mr. Mee diede inizio ad un fitto pomeriggio di appuntamenti sparsi per la citta’ e tra uno spostamento e l’altro resto’ sensibilmente colpito dalla quantita’ di cantieri imponenti disseminati in tutto il territorio cittadino, o meglio, dalla cartellonistica di cantieri in prossima apertura che raffiguravano progetti di composizione architettonica adottata in altre capitali europee alcuni decenni prima. (tranne un paio che si sanno distinguere...per ora nel rendering)

Milano stava rapidamente cedendo il passo alla tipologia architettonica del grattacielo, forse per poter ammirare da un punto piu’ alto le enormi aree periferiche lasciate al degrado o all’urbanizzazione residenziale assente di tutti quei servizi base che rendono in tutta Europa una metropoli un fluido agglomerato urbano e non un piccolo centro infiocchettato ed incastonato in una grande e grigia periferia.

Per alcuni trasferimenti scelse il mezzo di trasporto “metropolitano” per eccellenza e come per incanto si trovo’ catalputato in un’atmosfera dai sapori d’oriente, ma di quell’oriente che prende il nome di Calcutta o di Algeri.

Le persone stipate negli afosi vagoni piu’ indicati per il trasporto del bestiame, odoravano di essenze tipo “Big Mac eau de parfum” e questo lasciava intuire che il popolo del bel paese, tanto fiero del primato sulla presenza del bidet in tutte le abitazioni, forse concentrava, solo in quell’incantevole pezzo di design, tutta la sua routine d’igiene quotidiana.

Gli anni che Mr. Mee aveva trascorso sugli stessi vagoni per recarsi all’universita’ era forse troppo immerso nella lettura dei suoi appunti pre-esame per accorgersi che, a differenza di altri passeggeri “underground” quali Parigini, Londinesi, o Newyorkesi, quelli Milanesi non leggono (se non alcuni giornali distribuiti gratuitamente all’ingresso “degli inferi”) ma si guardano l’uno con l’altro. Si osservano, si studiano a vicenda e infastiditi dello sguardo altrui, abbassano lo sguardo in contemplazione dei propri accessori con pensieri profondi quali “quella Vuitton sara’ sicuramente falsa!”

Una volta riemerso in superficie, Mr. Mee si diresse verso uno dei templi del design d’arredo made in Italy.

All’ingresso una signorina dall’aria un po’ scocciata gli chiese “le serve qualche cosa?”

Mr. Mee, dando fondo alle sue ultime pillole di buon umore rispose nel modo piu’ stupido che si potesse rispondere ad una domanda tanto stupida “si, tre kili di legno” e fece un tour del negozio scortato a vista da una guida complimentary dedicata agli ospiti non ancora inseriti nell’elenco dei contatti illustri.

In un’altro tempio del design, di fronte ad una cucina con il prezzo di una Porsche, ma che ben si sposava con lo stile della griffe e le esigenze di un cliente, chiese alla signorina nelle vicinanze “mi scusi lei e’ la commessa?”

La signorina, come in preda ad una colica renale, rispose “io sono l’ interior architect assistant dello show room!” Mr. Mee chiese se il piano da lavoro in acciaio della cucina in esposizione fosse sostituibile con altri materiali piu’ funzionali quali corian o affini ma l’interlocutrice ebbe lunghi attimi di silenzio alla ricerca di cataloghi che non riuscivano a dare risposta al quesito della scomoda Turandot al maschile.

Non avendo avuto alcuna risposta in merito, Mr. Mee si congedo’ dicendo “egregia interior architect assistant, le lascio il mio biglietto da visita, mi invii una risposta quando trovera’ una commessa”.

Il blu ciel di lombardia, di Manzoniano ricordo, cominciava ad imbrunire e l’accensione delle luci di Vecchioniana memoria davano inizio all’intensa nightlife meneghina.

Nonostante la stanchezza, Mr. Mee accetto’ l’invito a prendere un aperitivo nel piu’ trendy bar del piu’ trendy hotel della piu’ trendy fauna milanese.

Era cosi’ trendy stare in piedi a guardare persone sedute in modo cosi’ trendy e una volta conquistato il tanto agognato e imbottito cmq. Mr. Mee chiese il solito cocktail che chiedeva in qualunque citta’ del mondo e che gli veniva servito piu’ o meno nella solita maniera: “un grey gouse orange martini con oliva, per favore” .

Premesso che ultimamente in Italia gli opinionisti si sprecano, forse vittime della tv, dove persino la showgirl o il concorrente del reality sono chiamati a commentare saccentemente il plastico del delitto di cronaca nera in voga, persino il barista che raccolse l’ordinazione di Mr. Mee fu vittima di questa “forma mentis”.

“cos’e’ che vuole?” rispose alla richiesta a sua detta assurda. “ ma non puo’ mischiare l’arancia con l’oliva!” e poi il martini non si sposa con la vodka e’ meglio il gin” “e poi.....”

Mr. Mee non poteva credere che dopo la “interior architect assistance” doveva combattere anche contro l’”opinionist barman” e che, in difetto di originalita’ quello che chiedeva era solamente uno dei martini piu’ bevuti in tutto il mondo.

Il tanto bistrattato cocktail gli venne servito in un bicchiere da margarita e se c’era una cosa che faceva proprio infuriare Mr. Mee era pagare una cifra molto trendy (20euro) per un servizio molto trashy!

Ma fortunatamente la stanchezza prese il sopravvento e capi’ che era giunto il momento di congedarsi e raggiungere il suoi 3mq. di imbottitura.

Nel percorso di ritorno in hotel Mr. Mee rimase in silenzio ad osservare la stessa citta’, citta’ che aveva amato anni prima, la “Milano da bere” che era l’orgoglio dell’efficienza di un’Italia che si imponeva nel panorama internazionale come simbolo di design, stile, comunicazione. Una Milano dove si poteva chiedere un’informazione per strada senza che la passante si tenesse stretta la borsetta e dove chi parlava “da solo” veniva chiamato matto e non come tutti quei personaggi con uno scarafaggio impiantato nell’orecchio, che adesso si chiamano yuppy, intenti a raccontare di quanto sia diventata invivibile Dubai “troppo piena di italiani”. Una Milano dove il “Pirellone” e la “Madonnina” restavano i punti piu alti perche’ l’attenzione era focalizzata in soli 10 metri da terra nel recupero o sviluppo di quei quartieri che erano nati come dormitori popolari e che forse lo sono sempre rimasti, ma con i prezzi di piazza Duomo.

 

lunedì 8 marzo 2010

una mimosa...

Una mimosa...

…fino a quando una donna dovra’ sentirsi in parte in colpa di essere tornata a casa sola e con la minigonna quella maledetta sera.

...fino a quando una donna dovra’ ancora sentirsi dire: “pero’ sei intelligente per essere una donna”.

...fino a quando una donna dovra’ ritrovarsi al bivio tra carriera o maternita’.

...fino a quando una donna sara’ la segretaria e l’uomo il “personal assistance”

...fino a quando una donna presidente sara’ ancora un avvenimento che fa’ notizia

...fino a quando una donna non sara’ libera di amare come, quando e se vuole

...fino a quando ci sara’ una donna che soffre per il semplice fatto di essere una donna!

 

giovedì 4 marzo 2010

Una "lunga" giornata

Alle 7 del mattino, come tutte le mattine, la sveglia ha dato lo start a quella che doveva essere una giornata “tranquilla” a Singapore e, mentre con una mano mi preparavo il caffe’, con l’altra accendevo il fedele laptop per fare il primo, quotidiano, check della posta.

Si puo’ scombussolare tutta l’agenda della settimana per un paio di mail accativanti dove, alcuni potenziali clienti che corteggiavo da mesi tutto ad un tratto decidono che e’ arrivato il momento di incontrarci?....si puo’!

Quello che doveva essere un viaggio programmato per la fine di Marzo si e’ trasformato in una partenza in serata!

E’ cominciato il mio “European New Customers Tour” che mi vedra’ in Italia (per un’abbondante settimana), in Danimarca, in Francia, e a Malta

partenza da un bosco?

no...partenza da Singapore Airport Terminal T2

partenza primo volo! destinazione Borneo?

No...Kuala Lumpur International Airport! dove nel cuore del terminal hanno ricostruito un "angolo" a cielo aperto della foresta pluviale.

...e un volo intercontinentale della Malaysia Airlines mi ha portato nella cara vecchia Europa a London

La cosa divertente e' che 3 giorni fa' scambiavo alcune mail con Lu di Londra e le dicevo che non sapevo quando sarei passato per Londra! Sembrava cosi' lontana eppure...

cosi' vicina! E una bellissima alba mi da' il benvenuto nel vecchio continente!

Ho scelto un lungo transito di ben 7 ore nell'aereporto di London Heathrow perche' ho pensato bene di unire l'utile al dilettevole e incontrare nella nuova lounge SkyTeam un primo cliente che rincorrevo da mesi ma per impegni di entrambi non riuscivamo mai a superare il "limite" delle mail e delle conversazioni telefoniche. Sapevo che era in partenza per Abu Dhabi e come si sul dire "ho colto l'attimo" e gli ho proposto, prima di partire, un breve meeting in "territorio neutrale"

Giusto il tempo di un'abbondante colazione...

...e di un breve momento di relax...

... pronto a prepararmi nella Spa della Lounge dove mi aspetta il mio kit per trasformare la mia immagine "barbuta" e togliermi di dosso le 13 ore di volo!

e saletta riservata per l'incontro che ha dato il via, con una fisica stretta di mano, ad un nuovo progetto da sviluppare in China.

e il viaggio continua fino a Milano Malpensa dove...

ma quello e' un'altro post!

Arrivato in Italia!

 

domenica 28 febbraio 2010

Colors of Singapore

Buon inizio settimana a tutti! Have a great week!

 

mercoledì 24 febbraio 2010

Kuala Lumpur

Eccomi "volato" a Kuala Lumpur.

Un paio di presentazioni da fare e un volo di 30 minuti mi hanno portato nella capitale della Malesia...”Malaysia truly Asia” come dice lo slogan pubblicitario dell’ente del turismo Malese.

Mancavo da KL (come la si chiama internazionalmente) da almeno 9 anni e devo dire che...nulla e’ cambiato! Anzi, se nei tempi che furono poteva vantare il primato delle torri piu’ alte del mondo, le Petronas Twin Towers, adesso non puo’ primeggiare nemmeno in questo.

Ma quanto e’ brutta! E quando dico brutta spero di non apparire superficiale ma aggiungo un carico da cento e dico che nemmeno Atene, che considero una delle citta’ piu’ orrende del globo, e’ cosi’ scarruppata, anonima, priva di identita’ ... praticamente sciatta! Ma almeno la capitale ellenica puo’ vantare un patrimonio culturale e archeologico che non sara’ certo qualche centinaio di metri di altezza in piu' a poter “detronizzare”.

Dopo l’appuntamento di oggi sono tornato in fretta e furia in hotel per spogliarmi dell’uniforme “business” ed entrare nei panni del blogghista che deve scattare almeno una foto delle Petronas per i suoi fedeli lettori ;-) quindi, bloccato turista giapponese e...scatto fatto! (costo dell’operazione: 12 scatti da restituire a tutto il gruppo a seguito del nipponico viggiatore e inchini a ripetizione!)

Non saro’ certo io a ricordarvi che il progetto e’ di Cesar Pelli, pero’ forse concorderete con me che l’impianto planimetrico delle singole torri e’ giusto una “rielaborazione” di un concept che aveva gia’ “disegnato”, qualche” anno” prima un certo Filippo...

Good night Kuala Lumpur!

 

giovedì 18 febbraio 2010

3 Musei in un post!

Generalmente in tutti i musei del mondo nei quali ho avuto la fortuna di entrare, sin dall’ingresso ho sempre dovuto affrontare il dilemma: “destra o sinistra?” (non nel senso politico del termine) consapevole del fatto che tutto quello che avrei trovato in una delle due opzioni scelte, molto probabilmente, lo avrei dovuto sacrificare, per ragioni di tempo e “vene varicose”, in quella scartata.

Prendo spunto dall’area “News from the World” della home page di ProfessioneArchitetto http://www.professionearchitetto.it/news/it/news4689.aspx (che d’ora in poi chiamero’ p+A) per dire che il Guggenheim di New York e’ il piu’ bel museo che abbia mai visto!

Che gran genio quel tale chiamato Frank Lloyd Wright!

Il Guggenheim museum e’ stato concepito come una sorta di nastro espositore! Come in uno story board tutto e’ pensato per essere ammirato dal primo fotogramma (la grande hall) all’ultimo (le opere d’arte e lo spazio espositivo). E guarda caso i pieni rappresentano il bianco e i vuoti il nero come in una pellicola cinematografica.

Senza alcun dubbio attribuisco al grande Wright il primato di essere stato il primo architetto, nella storia della museografia, a oltrepassare il limite 2D del museo ed elevarlo a 3D. Prima di lui solamente quel trionfo di bellezza della colonna Traiana di Roma! che, pur in scala differente e con “differente destinazione d’uso”, riassume lo stesso concetto.

Nessuna opera d’arte potra’ essere tralasciata nel museo della 5th Avenue & 89th Street di New York.

Un ascensore e una leggera pendenza che parte dall’alto vi consentiranno di passeggiare lungo tutto il museo che terminera’ una volta arrivati al “punto di partenza”!

Persino il contemporaneo Ron Arad, sono sicuro, avra’ voluto dare in tributo a Mr. Wright, nel progetto del nuovo Museum Holon in Istraele, ricordando “iconocamente” il concept spaziale del capolavoro Wrightiano e, facendolo diventare in rosso, il “fil-rouge” del suo nuovo museo.

Mi ricordo ancora quando ho conosciuto Ron Arad...e non sapevo neppure chi fosse! (mea culpa...mea grandissima culpa).

Ero andato alla triennale di Milano per prendere informazioni circa un’installazione che avevano esposto nel museo (correva l’anno 1995 ed ero ancora uno studentello universitario) e incontrai un “giovane designer Israeliano” che stava allestendo la sue opere nell’atrio del museo meneghino. Non mi riccordo neppure come, ma lo aiutai a sollevare le sue opere di design ancora imballate e contemporaneamente scambiammo qualche chiacchera su Milano, il design e la triennale di Milano.

Che maraviglioso pomeriggio passato con un perfetto estraneo! Solamente tornato a casa, e dopo aver cercato il suo nome in alcune riviste di design (internet era ancora inimmaginabile) mi resi conto quale onore avevo avuto e quante altre domande avrei potuto fargli! E quante domande gli farei adesso! Per esempio: Hey Ron, like me, do you think the Guggenheim Museum is the best “art tape” in the world, don’t you?

 

domenica 14 febbraio 2010

Happy Lunar New Year

Da oggi, Singapore, Hong Kong, China, Taiwan e tutti i cinesi del mondo festeggiano il "Lunar new year"! Anno nuovo che nasce sotto il segno della Tigre. Uno degli animali simbolo del ciclo di dodici anni dello zodiaco cinese che e' collegato al calendario cinese.

Ieri sera Singapore e' stata accesa da fuochi d'artificio, spettacoli itineranti per le strade e lunghe sfilate di battitori di tamburi mascherati da tigre.

Chinatown era completamente rivestita a festa con kilometriche prospettive illuminate da lanterne rosse e aiuole ricoperte da fiori di pesco.

Buon nuovo anno lunare a tutti/e e che sia un anno ...ruggente!

 

martedì 9 febbraio 2010

CV e Portfolio per lavorare all'estero

Eccovi alcune info che spero possano essere d’aiuto a chi e’ intenzionato/a a oltrepassare i confini del belpaese con l’intento di fare un’esperienza professionale all’estero e non sa’ ancora come “presentarsi” in un contesto professionale internazionale.

Durante le mie frequentazioni nella bacheca“serve un consiglio” qui nel portale di ProfessioneArchitetto mi e’ capitato diverse volte di ricevere molte mail di persone che chiedevano info su come impostare un CV per cercare lavoro all’estero e su come presentare un portfolio.

English!

Per molti potra’ sembrare una premessa banale ma per poter lavorare all’estero bisogna necessariamente avere una conoscenza della lingua (in questo caso inglese) che ci servira’ per comunicare negli USA, in oriente, e in tutti quei paese dove il piu’ delle volte, pur non essendo richiesta la conoscenza della lingua ufficiale locale (esempio l’arabo se vorremo lavorare negli Emirati, o il Mandarino o il Cantonese se vorremo lavora in China, ecc...) e’ pero’ tassativamente necessaria una conoscenza discreta della lingua inglese e, dove per discreta, non si intende canticchiare i ritornelli della “hit parade” del momento, o pensare di sopravvivere grazie agli slogan pubblicitari piu’ celebri: enjoy it! Take your time! Have fun! Ma saper sostenere una conversazione.

Spero di non apparire troppo duro ma tantissime volte mi e’ capitato di leggere CV che vantavano una conoscenza buona dell’inglese ed erano sterili della ben che minima struttura grammaticale e di sintassi.

O altre volte di ricevere CV in Italiano con la richiesta di tradurli in Inglese e con la premessa “se poi mi assumono vado a studiare l’inglese”.

Il CV

Un buon Curriculum Vitae, o resume, deve contenere in un max di due pagine tutte quelle caratteristiche essenziali, dell’esperienza professionale e del background accademico, che possano ben evidenziare il valore aggiunto che possiamo fornire.

Impostazione:

dati:

nome e cognome, indirizzo di residenza, contatti telefonici e posta elettronica (meglio se usiamo un’indirizzo di posta elettronica contenente il nostro nome e non indirizzi fantasiosi quali “trottolino amoroso@... ; pippo25@.... ; ....mi e’ successo di leggere pure questo!!!)

professional experience:

Indicare in ordine decrescente, dalla piu’ recente andando in dietro (max 10 anni con esperienze rilevanti), tutte le piu’ significative esperienze professionali svolte, indicando:

  • nome dello studio/azienda (es: NomeStudioArchitettura e associati)
  • periodo della nostra collaborazione (es. May 2005 – Present)
  • breve introduzione alle progettualita’ svolte dallo studio/azienda (es. Master Planning, workspace design, FF&E (Furniture Fixtures and Equipment) and graphic design; Schematic and Development design;Construction Documents and Specifications; Construction Administration and MEP; Interface with consultants, vendors and technical ecc…
  • posizione ricoperta all’interno dello studio (pur non esagerando...andateci giu’ duro! Magari non spacciatevi per Senior Architect se abbandonate la postazione cad solamente per la pausa pranzo ma... andateci comunque giu’ duro perche’... come dicono le testimonials della L’Oreal “perche’ voi valete!”)
  • progetti svolti all’interno dello studio indicando: titolo del progetto, luogo, superficie di progetto, tipo di intervento e vostro contributo al progetto.

Education:

indicare tutti i titoli accademici, certificazioni (spendibili in ambito internazionale) e masters acquisiti (magari non quelli di 4 ore...)

Skills

  • la propria lingua madre e l’elenco delle lingue straniere conosciute con associata una veritiera valutazione: basic, intermediate, advanced, conversational, fluent.
  • Tutti i programmi grafici/di scrittura e di presentazione conosciuti, cominciando in un primo blocco, contenente quelli con buona conoscenza e continuando con un’elenco di quelli anche “limitamente” conosciuti.
  • Avete un grande talento con matite e pennelli? Con balsa e colla a cera? Non dimenticate di elencarlo perche’ in molti studi sono molto richieste figure professionali con uno spiccato senso artistico.

Hobbies & Sports? No thanks!!!

Potra’ sembrare un no scontato o forse, per chi passa le domeniche a fare puzzle, una vera e propria cattiveria, ma un CV deve essere una fotografia esatta della vostra preparazione e competenza professionale (strettamente professionale) tutto il resto, se degno di nota, sara’ indicato nella lettera di presentazione.

LETTERA DI PRESENTAZIONE:

la lettera di presentazione deve poter riassumere in poche righe:

il nome (of course!)

una brevissima introduzione di se stessi, come si e’ arrivati a scrivere a quel determinato indirizzo (un’inserzione, una conoscenza, un particolare website ben fatto) e se conosciamo lo studio perche’ di fama internazionale, indicare il perche’ siamo interessati a quel determinato studio. (evitare “paraculate” del tipo: “sin da piccolo avevo il poster in camera...” della starArchitect alla quale scrivete, o della sua piu’ celebre opera, perche’ tanto non sara’ la “starArchitect” in questione a compiacersi leggendo la vostra mail ma molto probabilmente una segretaria che la detesta dal piu’ profondo perche’ in attesa di un aumento! J

di fondamentale importanza e’ indicare il valore aggiunto che la candidatura potra’ fornire allo studio/azienda destinatari del resume:

Ottimo team player, instancabile lavoratore (ma gli straordinari si pagano!!!) perfetto conoscitore di un determinato programma grafico, o tutte quelle attivita’ svolte o qualita’ che vi rendano “unici’ o perlomento accattivanti dal punto di vista professionale.

PORTFOLIO:

Il portfolio allegato e’ come un rasoio della Gillette! Se con un buon CV avete “alzato il pelo” con un buon portfolio lo “staccate alla radice”!

Inutile sottolineare che, nella preparazione di un portfolio ci si divide in due gruppi:

chi ha gia’ una significativa esperienza professionale alle spall,e e chi si e’ da poco affacciato al “favoloso” mondo del lavoro.

Per il primo gruppo non saro’ certo io a dover spiegare come si prepara un portfolio...

Per il secondo gruppo (o per chi sta in bilico tra il primo e il secondo) ecco alcuni suggerimenti:

ogni progetto riassunto in una singola slide! So che andate fieri delle vostre meravigliose sezioni, prospetti e 99 rendering (uno piu’ bello dell’altro) presi da ogni angolazione ma in un portfolio dovete comunicare il vostro approcio progettuale in modo convincente e riassuntivo.

Ogni slide (max 2 per progetto) deve/devono contenere:

  • Titolo/ sottotitolo (dateci dentro con poesia e semantica)
  • Concept progettuale riassunto in uno schizzo/immagine
  • Un rendering
  • Una pianta/planimetria/prospetto o sezione che possano essere veramente rappresentative del progetto
  • Un determinato materiale (se ha determinato un particolare approcio progettuale)
  • Una brevissima descrizione del progetto
  • Una fotografia (se il progetto e’ stato realizzato)

Non avete nessun progetto da inserire? Non e’ consigliabile supplire a questa mancanza assumendosi la paternita’ della “casa del fascio” di Terragni!!!

Potete invece inserire

  • la vostra tesi di laurea (se progettuale o comunque rappresentabile graficamente) e in questo caso sono ammesse piu’ di 2 slide! (non tutta please)
  • la vostra partecipazione ad un concorso di architettura o design (non importa se avete vinto il concorso ... l’importante e’ partecipare)
  • se gia’ lavorate in uno studio siete autorizzati dal sottoscritto a salvare su CD un paio di files delle progettualita’ che vi hanno visto coinvolti (magari chiedendolo gentilmente al titolare dello studio, e non vedo il perche’ non dovrebbero autorizzarvi dal momento che avete dato il vostro contributo).
  • No studio e no competitions? No problem! Investite un po’ di tempo a “ipotizzare” un probabile progetto che potrebbe ben rappresentare il vostro talento! (progettuale!) ... insomma chi riceve il vostro portfolio dovra’ pur farsi un’idea di cosa valete professionalmente!

Portfolio! Spedire o non spedire? Allegare o non allegare?

I punti sopra elencati si riferiscono, ovviamente, ad una selezione “inviabile”di lavori del vostro portfolio, perche’ quello originale lo esibirete in tutta la sua bellezza 3D solamente in occasione di un colloquio di lavoro. (e in quello siete liberi di inserici anche quel maledetto particolare architettonico che vi ha tenuti svegli 3 notti!)

Generalmente un portfolio si allega ad una mail di presentazione (insieme al CV tassativamente in formato PDF) nei seguenti formati:

  • formato PDF (max 2/3 MB altrimenti, se non espressamente richiesto, risulterete sin da subito “antipatici” e poco professional a chi si ritrova la posta elettronica “intasata” dalla carica degli altri 101, della giornata, prima di voi!)
  • formato HTML: e’ quello che sinceramente consiglio perche’ ha le seguenti caratteristiche: molto professional, attuale, denota sin da subito una vostra dimestichezza con l’attrezzo a cristalli liquidi grazie al quale vi state presentando e state leggendo questo post, e libero da ogni “peso” ma dove, con un semplice link potrete sfoggiare tutte le vostre abilita’ con i piu’ innovativi programmi grafici (magari presentato in Flash?! Wow, outstanding!)

Bene, qualcuno ad “ArtAttack” direbbe: fatto?!

Siete pronti per spedire il tutto! Ma a chi? E dove?

Le vie da seguire sono le seguenti:

  • avete sempre sognato di lavorare per Norman Foster o Zaha Hadid? Perche’ no! L’indirizzo dove spedire, lo sapete meglio di me che e’ segnalato sul loro sito web, nell’area generalmente indicata con “careers”
  • avete letto (magari nelle news di ProfessioneArchitetto.it ) di un nuovo studio che ha vinto una competition o si e’ distinto per qualche particolare progettualita’? benissimo! Approfittatene per prendere spunto della “buona novella” per presentarvi a loro e magari approfittandone dell’occasione per congratularvi con loro del successo ottenuto. Perche’ no? Darete l’idea di essere aggiornati sul panorama architettonico contemporaneo e ... un complimento (se non mieloso) fa’ sempre piacere!
  • Tutte le grandi citta’ internazionali hanno un’associazione di riferimento di Architetti. Associate in google la vostra destinazione preferita con la scritta “Institute of Architects” e (generalmente) dovreste trovare il sito internet di riferimento, con la possibilita’ (gratuita) di inserire offerte di collaborazione o rispondere a richieste di lavoro. Se non vi sara’ possibile accedere all’area “offerte di lavoro” gratuitamente, se siete seriamente interessati a quella determinata area del globo, potrebbe valere la pena di associarvi (se rientra nel vostro budget) magari solamente come “allied” (ma prima verificate che una volta iscritti sia possibile accedere ad un servizio di ricerca di lavoro)
  • “le pagine gialle degli architetti” ci sono molti portali internet di architettura che hanno l’elenco dei vari studi di architettura del mondo (es.www.vitruvio.ch/arc/architectsite/architectsite.php oppure www.world-architects.com/ ) e quindi possono diventare un ottimo spunto per raccogliere indirizzi e-mail di studi, persino in Antartide (forse ho esagerato! Ma se il vostro sogno e’ costruire innovativi Igloo ... provare ... si puo’!)
  • Fare un login (gratuito) ad alcuni siti internet come Monster, jobsdb ecc ... (con suffisso internet del paese dove vogliamo trovare lavoro es: .us, .com.hk, .com.sg,) non vi garantira’ di trovare un lavoro nell’immediato ma vi consentira’ di essere contattati da recruiters oppure head hunters (cacciatori di teste) che monitorano costantemente i CV inseriti per aggiornare i loro database ai quali fanno riferimento molti studio di architettura alla ricerca di professionisti con competenze specifiche.

PARTIRE PRIMA O PARTIRE DOPO

Prima di avventurarsi dall’altra parte del mondo (o anche in Europa) sarebbe auspicabile aver almeno seguito i punti sopra elencati e, per testarsi con l’inglese e con un “mini test” di un colloquio, aver almeno sostenuto qualche conversazione telefonica con qualche head hunter. Mai e sottolineo mai pagare nessuno!!! Generalmente non succede, ma in momenti di recessione economica i “furbi” sanno illudere molto bene chi cerca lavoro.

Se invece siete decisi a partire, potete permettervelo in termini economici e di tempo e avete le idee chiare circa la destinazione esatta per le vostre aspirazioni professionali, vi consiglio di fare un soggiorno “test” di un mese in quella destinazione (se quelle dei tempi della scuola le chiamavano “vacanze-studio” questi li potremmo chiamare “field trips”.

Una volta arrivati a destinazione potrete comprare una scheda telefonica (generalmente direttamente all’aeroporto) con un numero locale (praticamente una scheda ricaricabile) cosi’ che i vostri contatti segnalati sul CV siano piu’ “local” e il vostro potenziale colloquio sia piu’ facilmente effettuabile “face to face”.

Per chi cerca lavoro nel territorio della Comunita’ Europea il problema “permesso di soggiorno” non si pone, ma per chi vuole fare l’esperienza “oltre oceano” in paesi come: USA, China e oriente in generale, Emirati, Australia, ecc. ... diciamo che potrebbe esserci qualche “rallentamento”.

Generalmente, in tutti i paesi del mondo, per ottenere un permesso di soggiorno (work visa) bisogna essere “sponsorizzati” dallo studio/societa’ che vi vuole assumere e, dal momento che questo rappresenta un costo per il datore di lavoro (in alcuni casi come per gli Stati Uniti anche molto significativo) diciamo che in questo determinato momento di incertezze economiche puo’ creare un piccolo ma significativo ostacolo. Ma molto dipende dal tipo di posizione richiesta e da tutti quegli elementi che possano “distinguervi” rispetto ad un candidato “indigeno”.

Cocludendo se state cercando un’esperienza lavorativa all’estero solamente ed esclusivamente per sentirvi come i protagonisti di un’episodio di “Friends” o perche’ la vostra massima aspirazione e’ sorseggiare mojito sulle bianche spiagge di Miami Beach vi consiglio caldamente di non avventurarvi in un ginepraio perche’ abbiamo tutti la grande fortuna di avere un passaporto con un meraviglioso nome scritto sul fronte: Italia! Se invece pensate che le vostre ambizioni professionali e il vostro talento siano poco comprese nel “bel paese” allora concedetevi pure questa chance e investite su voi stessi perche, pur se complessa, vi regalera’ un’esperienza professionale e di vita ... priceless!!!

 

domenica 7 febbraio 2010

Through the book

Oggi domenica e quindi…late brunch!

Con alcuni amici mi sono dato appuntamento al Raffles Hotel per due Eggs Benedict e mentre percorrevo i portici dell’Hotel, icona dell’ospitalita’ di Singapore, ripensavo a quante volte avevo fantasticato circa una “domenica tipo” in questa citta’, ed oggi ero qui, a ricaricare le batterie dopo un’altra settimana passata tra start-up del nuovo studio, presentazioni con potenziali nuovi clienti e fornitori e fogli da compilare per le ultime formalita’ per il rilascio del permesso di soggiorno.

Dopo aver trovato nella posta elettronica una mail di "saluti di dopo brunch" con in allegato una fotografia scattata oggi, in ricordo della bella giornata trascorsa nei giardini del Raffles Hotel, ho ripensato al libro che per anni e’ stato sul mio coffee table, e che molte volte e’ stato spunto di conversazione in molte serate trascorse a Miami in compagnia di altri amici.

Questo post non puo’ che intitolarsi “Through the book” perche’ nella copertina di quel libro praticamente ci sono saltato dentro e lo sto sfogliando giorno dopo giorno.

Alcuni corsi di motivazione e incentivazione sostengono la teoria che quando si desidera qualche cosa bisognerebbe appendersi in casa un’immagina rappresentativa dei propri desideri.

Non so’ se funziona ma, l’immagine di una bella giornata come oggi, e’ stata per tanto tempo ... just under my eyes, right on the table!

Buon inizio di settimana a tutti!

 

giovedì 4 febbraio 2010

Lento, Adagio!

Lenti, lentissimi…a Singapore tutti camminano lentamente! Ma quando dico lentamente intendo dire che in confronto, mia nonna, quando seguiva la processione della parrocchia, era velocissima... speedyGonzales!

Piano piano camminano sui marciapiedi, con calma, e piano piano si mettono in fila per salire sulle scale mobili o sugli ascensori, molto lentamente e stando rigorosamente sulla sinistra (qui a Singapore si guida e si cammina come a Londra)

A volte mi sento Mr. Bean in quell’episodio in cui, scendendo dalle scale e ritrovandosi un’adorabile vecchietta davanti, gli faceva, da dietro, il gesto di psyco! Io, allenato alla rush hour Americana, dove persino le business women, all’uscita degli uffici, tolgono il loro saldaletto Chanel per incalzare comode scarpe da ginnastica e cominciare i cento metri in 30 secondi...mi ritrovo a fare lo slalom tra una folla...decisamente zen!

La metropolitana (qui chiamata MRT, Mass Rapid Transit) e’ un servizio di trasporto efficientissimo e, talmente pulita, da fare invidia ai vagoni della prima classe del mitico Orient Express.

Collega l’intera citta’, in un’ora circa sarete trasportati da ovest, l’area di Changii Airport, alla punta est dell’isola, e da sud, l’area del business district, a nord che e’ l’area confinante con la Malesia (c’e’ giusto un breve tratto di acqua – lo stretto di Johore – che nel punto di largo arriva a 600 metri.

Massimo 3 minuti d’attesa e vedrete arrivare, puntuale, un nuovo treno della metropolitana, sempre, inspiegabilmente stracolmo di persone. Tutti intenti a messaggiare, a scorrere il loro fidatissimo Ipod, oppure a schiacciare velocemente i tasti della loro mini-consolle play station, in questi casi sono veloci...velocissimi!!!

 

martedì 2 febbraio 2010

l'era dell'accesso

Penso che la piu’ grande espressione architettonica, culturale e sociale dell’era contemporanea sia riassunta in un semplice logo:

... un pezzo di design, una stanza, un edificio, un quartiere e un’intera citta’ sono degni di essere rappresentativi di quest’epoca solamente se possono essere utilizzati e usufruiti da tutti.

Molte volte mi e’ capitato di discutere con alcuni architetti circa la “scocciatura” (a loro dire) di dover inserire una pedana, dove avevano progettato una suggestiva scalinata; uno scorrimano, dove avevano pensato ad una monolitica parete; una porta piu’ ampia o un servizio accessibile dove nel loro disegno tutto doveva ricordare la spa vista in uno spot pubblicitario.

L’era in cui viviamo sara’ sicuramente denominata dai posteri come “l’era dell’acceso” dove con questo termine non ci si limitera’ a descrivere la relazione tra i movimenti dell’uomo con lo spazio in cui vive ma tutti quei progressi tecnologici, scientifici, economici e culturali che hanno contribuito a migliorare la nostra vita quotidiana.

Possiamo parlare di “era dell’accesso” grazie all’avvento di internet, senza il quale ci ritroveremmo oggi “handicappati” nella comunicazione e nell’apprendimento, di “era dell’accesso” grazie ai mezzi di trasporto sempre piu’ veloci, frequenti e con prezzi sempre piu’ competitivi e quindi abbordabili e che hanno colmato un “handicap” che si era venuto a creare in un epoca dove la mobilita’ e’ diventata fondamentale nonostante le distanze.

Possiamo secondo gli stessi parametri parlare di “era dell’accesso” anche in architettura? E dove con il termine architettura non mi riferisco solamente alle grandi opere ma anche a tutti quei singoli “piccoli” progetti e interventi che nella loro totalita’ costituiscono l’agglomerato urbano?

Singapore e’ coerente con il suo nuovo Master Plan incentrato sulla modernita’, sulla funzionalita’ e con il motto scelto “where diversity meets”, e si sta distinguendo nel panorama architettonico asiatico per l’attenzione che dedica ad ogni singolo nuovo spazio e all’abbattimento di barriere achitettoniche pre-esistenti in tutti quei quartieri sviluppati nell’era coloniale.

Ma per la mia esperienza a “stelle e striscie” devo riconoscere che gli Stati Uniti, pur nelle loro molteplici contraddizioni, hanno dato dimostrazione di eccellenza in tema di accessibilita’ agli spazi. La prima volta che sono stato a New York sono rimasto positivamente meravigliato della quantita’ di portatori di handicap che si potevano incontrare quotidianamente. Da una prima impressione poteva sembrare che in rapporto al numero di abitanti, la percentuale di portatori di handicap fosse sensibilmente piu’ elevato rispetto ad altre realta’ estere, ma la realta’ era, ed e’, che negli USA una persona con difficolta’ motorie o sensoriali puo’ permettersi di vivere una quotidianita’ pubblica non dovendo rimanere prigioniera delle pareti domestiche.

Ampi marciapiedi perfettamente asfaltati e sgombri da qualunque ostacolo mobile o immobile, pedane o ascensori che possano essere l’alternativa ai gradini, continuando fino ad ampi servizi igienici facilmente raggiungibili in ogni attivita’ commerciale, culturale e di intrattenimento dove non mancano minicarts elettriche e ricaricabili che permettono facili spostamenti anche alle persone anziane per la quali risulterebbe difficile svolgere determinate attivita motorie.

In Italia moltissimi progressi sono stati fatti e con immenso piacere apprendo oggi (leggendo un articolo tratto dal website della Gazzetta di Parma) che i comuni italiani avranno una nuova figura nel campo delle pari opportunità: il «Disability manager», un esperto incaricato di rendere la città accessibile alle persone diversamente abili, dagli edifici ai trasporti, dalle iniziative culturali all’informatica. I primi corsi di formazione sono partiti a gennaio nelle citta’ di Milano e Parma.

E continuo riportando un’estratto dell’articolo:

“...La prima Disability manager è Benedetta Squarcia, responsabile dell’Agenzia dei disabili del Comune di Parma. La delibera per la nomina a Disability manager è pronta, ha detto, e il suo ruolo sarà ufficializzato a breve. Per il momento è l’unica in Italia. Nel gennaio 2010 i primi corsi di formazione partiranno nell’Università Cattolica di Milano e in quella di Parma. ...«E' un punto di partenza per tutte le amministrazioni italiane, per realizzare città realmente accessibili», ha osservato il sindaco di Parma, Pietro Vignali. Secondo Giovanni Paolo Benini, assessore al Comune di Parma con delega per l’Agenzia per le politiche a favore dei disabili, «non è un libro dei sogni, ma un insieme di esempi di buone prassi e scelte concrete». Il Libro bianco presenta sostanzialmente linee guida sulla fruibilità dei luoghi di vita, educazione e lavoro, per garantire l’autonomia di mobilità e trasporti, accessibilità a servizi e informazione. A corredo, una serie di tavole operative con indicazioni relative a progettazione e realizzazione delle strutture adeguate a garantire l’accessibilità.”

Se gli uccelli che volano nel cielo, consapevoli della fortuna che hanno nelle loro ali, potessero giudicarci dall’alto, saremmo tutti diversamente abili e costretti a usare delle ripide scalinate che, con la nostra intelligenza, siamo riusciti a trasformare in veri e propri capolavori architettonici! Abbiamo la responsabilita’ e il dovere di dimostrare che possiamo superare ogni barriera architettonica ed ogni limite imposto dalla nostra “limitata” andatura... qualunque essa sia!

 

 


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Si può conciliare l'attività di architetto con quella di communication designer? Si può trascorrere felicemente 6 anni negli USA e cominciare una nuova avventura dall'altra parte del globo? Si può vivere in un luogo dove tradizione e futuro s'incontrano e dove convivono in pace etnie e credi religiosi differenti? Si può avere i piedi per terra e la testa tra le nuvole? Sono Max. Questo è il mio blog, e questa è la mia nuova città: Singapore.

Singapore? Si può !!!

Singapore? Si può !!!
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la posta:

18/03/2010 Roberto

proprita' relative

salve a tutti e grazie all'autore di questo blog di trovare sempre una parola per tutti.Volevo appoggiare un altro mattoncino al discorso expats. Ritengo che ognuno di noi abbia delle priorita' relative nei diversi periodi della vita, quindi ognuno di noi puo' decidere o accettare delle situazioni di vita o lavorative, ovunque nel mondo.Vivendo in Cina quasi tutto l'anno, mi accorgo di quanto perdo rispetto al vivere nella mia Nazione natia...dico perdo perche' sento che sto perdendo qualcosa, purtroppo questa sensazione la avevo anche in Italia, e credo che parecchi di quelli che partecipano a queste duscussioni, sappiano a cosa mi riferisco. Ogni Paese ha le sue difficolta', ma tutto e' in un sistema di priorita' relative.
Concordo pienamente con Paolo, l'adolescenza in Italia ha avuto un sapore particolare, ed e' quel sapore che cerco ogni giorno con la memoria qui in Cina.
Saluti a tutti

17/03/2010 Giordana

x Paolo

Io , si io, presente! Ovvio che dopo una eventuale pensione/ etá voglio tornare in Italia.Ma che scherzi? Il sole, il mandolino, il mangiare, le librerie e il cinema nella mia lingua fantastico!Ma hai detto bene, quando siamo in pensione, quando é il momento di lavorare e trarre soddisfazioni dal lavoro meglio starne fuori, almeno adesso.
L a scuola?proprio qualche giorno fa dicevo a mia madre, se dovessi avere dei figli in Germania, vorrei che l´adolescenza la passassero in Italia, con la letteratura italiana a scuola e chiacchiere con ragazzi italiani sani che corrono dietro le fanciulle a differenza dei tedeschi. Peró a 13-14 uno se ne sbatte dei soldi.lavoro-casa-bollette-soddisfazioni etc.etc....
rendo l ídea?

17/03/2010 Max

una...per tutti!

eccomi all'angolo della posta! ;-)
Purtroppo il tempo e' un po' tiranno e non riesco a scrivere direttamente a tutti quanti come vorrei! ma...a tutti in una!

x Teresa:
qualche cosa che non puoi assolutamente perdere a Singapore? la piu' importante: un aperitivo con Max! :-) teniamoci in contatto!

x Francesca:
Benvenuta! ;-)

x Marco:
Sfatiamo il mito dell'Italiano che parla male dell'Italia, e' che a volte siamo piu' critici con le cose e persone...alle quali teniamo di piu'!
resta in contatto! ;-)

x Giordana:
;-)

x Mila:
Mi inserisco a pieno titolo nell'elenco dei tuoi amici. :-)

x Antonio:
non c'e' dibattito tra di noi! la pensiamo allo stesso modo!

x paolo:
non confondiamo gli immigrati con gli expats! anche se il concetto puo' sembrare molto simile, situazioni socio-economiche e differenti periodi storici ne hanno completamente ridefinito il senso logico.
ma che ben venga l'appuntamento tra 40 anni! magari con una bella bottiglia di Chianti (bevuta sul posto) a ricordare "mr Mee" e scoprire come e' solamente un caso isolato del passato! ;-)

x Roberto: come si usa dire nei blog: quoto! ;-)

x Matteo: rischiando di essere ripetitivo: quoto pure te! e sei libero di dilungarti quanto vuoi ;-)

bene! risposto a tutti e grazie (a tutti, tutti) di aver contribuito a questa bella chiacchierata!

17/03/2010 Marco

...precisazioni...

Ho letto con interesse tutti i commenti seguiti al mio messaggio...solo alcune precisazioni:

- non è mia intenzione difendere a priori l'italia. E' evidente che i problemi sono molti. Ma io credo che ci siano degli aspetti e delle realtà positive del nostro paese e che sia necessario metterle in evidenza il più possibile sopratutto all'estero, perchè è da queste reltà ed attraverso queste realtà che il nostro paese funziona e può continuare a crescere. Anche io ho studiato all'estero (Londra circa un anno)e ho lavorato all'estero (Barcellona circa un anno)...beh...non ho mai sentito un inglese o uno spagnolo parlare male del proprio paese così come fanno normalmente gli italiani...e problemi ce ne sono anche li...

-per quanto riguarda gli stipendi...beh...per esperienza personale ti assicuro che se sei da solo sia a londra che a barcellona con uno stipendio da architectural assistant non puoi permetterti di affittare una casa da solo (a meno che tu non voglia uno studio di una stanza con letto e cucina tutto insieme) o accedere ad un mutuo per comprarne una...sei costretto a vivere insieme ad altri ed a fare la vita che fa qualunque neolaureato italiano in architettura...se sei in due probabilmente ce la puoi fare...ma questo anche in italia però...è vero però che, almeno in inghilterra, puoi crescere, anche a livello economico, più facilmente che in italia...

- ancora due parole sulle realtà asiatiche in cui molti di voi mi sembra che vivano...saranno pure il paradiso degli alti stipendi e delle nuove architetture ma mi aspetterei da voi, oltre alle lodi di tutto questo, anche qualche critica sul prezzo pagato dalla società per avere tutte queste architetture e tutti questi alti ma pochi stipendi : il sistema politico cinese è un sistema dittatoriale che non rispetta nessuna forma di dissenso ed in cui i diritti umani sono calpestati ogni giorno, il sistema politico di singapore è un sistema che definire democratico è quantomeno coraggioso, diciamo che è un paese autoritario in cui tutto è "molto controllato" ed in cui il governo passa di padre in figlio, in thailandia il colpo di stato light è il normale modo per passare da un governo all'altro, anche in malesia non si può parlare di democrazia...insomma in asia l'unica democrazia nel senso vero della parola è quella indiana...tutto questo per dire che si, criticate pure l'italia per i marciapiedi sporchi, i taxi, il fatto che non vi servano il martini nel bicchiere giusto, la metropolitana che puzza, la gente non legge...ma allora siate coerenti e raccontate anche l'altra faccia della medaglia dei paesi/paradisi in cui vivete...almeno voi che potete(?)...

17/03/2010 Matteo

ancora sugli Italiani

Ciao Max, anch'io come molti ho letto il tuo post e mi sono trovato totalmente d'accordo.
I vari aspetti che hai elencato (e altri legati alla difficolta' di lavorare) sono le motivazioni che mi hanno spinto a cercare fortuna in Asia; ogni volta che leggo un giornale italiano o parlo con qualche amico che e'rimasto la sensazione di amarezza per l'immagine che offriamo di noi stessi aumenta. Forse ha ragione Roberto, quando si chiede il motivo di preoccuparsi tanto.
Io credo che ci si preoccupi tanto proprio perche' l'Italia e' piu' di una seconda casa, e tutti vorrebbero ri-trovarla ogni volta migliorata, o almeno non peggiore di come l'avevamo lasciata, invece negli ultimi tempi e' questo che mi sembra stia succedendo.
Pero'...proprio ieri, dopo aver condiviso il tuo post, ho visto un amico olandese (architetto) in Cina da 10 ann,i che mi ha raccontato del suo ultimo soggiorno nel Belpaese per lavoro: era rimasto favorevolmente colpito perche' gli automobilisti si fermavano per lasciar attraversare i pedoni!!Sul momento gli ho risposto che era stato fortunato, io ho rischiato spesso la vita attraversando la strada, ma ora mi chiedo: non e' che a forza di criticare giustamente cio' che non va rischiamo di non vedere piu' gli aspetti positivi?
Scusate per la lunghezza del post,
Buona lavoro a tutti.

17/03/2010 Roberto

diversamente fuso (orario)

buongiorno a Max e a tutti, leggo con attenzione questo blog e con ancora piu' attenzione i commenti dei vari expats e non.
Se posso dire la mia, dopo aver passato un periodo in Spagna e ora essere da un paio di anni in Cina, non posso che confermare tutto quanto qui scritto, sia da parte dei sostenitori dell'Italia che da parte dei critici.
Penso sia fuori di dubbio che il nostro e' veramente un Bel Paese, ottimo per vivere, piu' difficoltoso per lavorare, ma impagabile sotto certi aspetti (arte,cultura, cibo, stile di vita). Tutti aspetti che banalmente dovrebbero essere "usati" dai vari governi per promuovere il sistema e per esportare il sistema, ma come sappiamo ci sono delle difficolta', culturali e di atteggiamento. Non e' un caso che qualunque dominazione straniera dal 1400 in poi abbia riscontrato questo problema nell'indole italiana o italica. Immagino sia un problema di dna.
Detto questo, viste le possibilita' attuali di comunicazione e di apertura globale dei mercati, perche' discutere tanto. Chiunque puo' decidere di lavorare e vivere dove vuole su questo globo (per lo Spazio ci stiamo ancora organizzando), sapendo cosa lascia e cosa trova. Ma l'Italia rimane sempre nel cuore, come una seconda casa, come una villeggiatura, come quando si ritorna a casa dei genitori la domenica.
buona giornata a tutti

16/03/2010 Paolo

Italiani all'estero.....

Ricordo che fino a una ventina di anni fa, ancora per mezzo di un mitico treno che sbuffava per 3.000 KM, arrivavano a luglio e agosto nel mio paesello sperduto nell'entroterra della Trinacria, gli emigranti che tornavano per le ferie dal Belgio o dalla Germania.
Anche loro, ed è rimasto un detto comune qui in paese, dicevano che "Da noi è tutta un'altra cosa!: Lì abbiamo le autostrade a 3 corsie, i night, le casette con il giardino, i centri commerciali, le donne in vetrina....ecc".
Bene, dopo avere lavorato per 40 anni "nel civile Nord Europa", molti di quelli che dicevano queste cose, sono ritornati in Italia, dopo il primo giorno di pensione.
Non penso che ritornino qua solo per il fatto di esserci nati, ma perché in fondo forse la qualità della vita è migliore?
Sono d’accordo, critichiamo tutto quello che non va in Italia, ed è tanto, ma cerchiamo di non assumere l’atteggiamento di quelli con la puzza sotto il naso, tipo Carla Bruni! :)
Ora, ammiro tutti quelli che per realizzarsi nel nostro difficile campo vadano fuori, ci andrei anche io e forse fra qualche tempo ci andrò, ma penso che fra 40 anni ci ritroveremo tutti qui in questo blog (se esisteranno ancora i blog!), a raccontarci di come era la vita quando vivevamo fuori dall’Italia……

16/03/2010 Antonio

expat

Anche io sono un expat e forse proprio perche’ vivo all’estero posso giudicare il belpaese con una certa oggettivita’ e senza gli opinionismi di parte che portano sempre a dire cose positive fingendo di non vedere la realta’ del belpaese.

E condivido in pieno l’ironico e raffinato racconto di Max su Mr. Mee a Milano.

Non bastano 150 italiani per fare l’Italia, perche’ non basta l’eccellenza di pochi (sono casi singoli) bensi’ ci vorrebbe un sistema trasversale, sorta di modus agenda ben distribuito nel territorio e tra le persone, per creare eccellenza.

E basta con questi luoghi comuni sull’imprenditoria (che non investe di suo e non e' coordinata) e che non e’ in grado di espandersi all’estero, e sulla creativita’ e civilta’ del popolo italico.

Anche gli altri popoli sono creativi e civili, e molti vivono in paesi dove la qualita’ dei servizi e’ davvero elevata, e reputo che il livello di civilta’ di un paese sia proprio valutabile nella qualita’ dei servizi offerti.

L’Italia e’ un paese senza un vantaggio competitivo (evitiamo di citare le icone classiche del made in Italy tipo fashion, food e design perche’ non incidono in maniera significativa nel prodotto interno lordo) e salvo eccezioni tipo Saipem, non vedo esempi di italianita’ all’estero, mentre invece paesi come Francia, Germania, Svezia e USA sono presenti in maniera capillare, e ben strutturata, in una varieta’ di settori economici e commerciali.

E Milano, che dovrebbe essere la vetrina del belpaese, nella sua qualita’ di capitale economica e finanziaria, della moda e del design, e’ una citta’ degradata, sporca, invivibile per uno standard internazionale, e popolata da persone per le quali conta molto di piu’ l’apparenza e l’apparire, criticare a priori piuttosto che essere proattivo e propositivo, essere opinionisti e di parte perche’ la dialettica stile bar sport si e’ ormai estesa a macchia d’olio in tutti gli strati della dialettica, del business e della societa’.

Detto questo, sono felice di aver abbandonato il belpaese perche’ offre una fotografia che non risponde piu’ alle mie esigenze, ma sono felice che continui invece a piacere a quelli che pur di sostenere una teoria sono pronto a negare l’evidenza.

16/03/2010 Mila

per Marco

Carissimo,
capisco che gli espatriati dei blog possano a volte apparire un po' snob, con i loro racconti di stili di vita e lavori più appaganti dei nostri...Ma non solo loro criticano il nostro Paese, anche molti che stanno qua lo fanno. Io per prima. Vuoi un motivo? Ti basta la questione stipendi - lavoro, annessi e connessi? Scusa sai ma non mi sembra argomento da poco... Finora i miei amici espatriati (non solo quelli che scrivono su Pa, che non conosco personalmente, mi riferisco soprattutto ad altri amici architetti) mi hanno parlato dei vantaggi professionali che questa scelta gli ha portato...E sai com è, di questi tempi li invidio un po'...Certo ogni scelta ha le sue conseguenze, non sei a casa, non hai il cibo, il sole e tutto il resto...Ma se tanti poi decidono di restare fuori, nonostante tutto, un motivo ci sarà...Nessuno dice che l'Italia sia il peggior posto per vivere, ma certo se vuoi lavorare con il titolo di studio che ti sei faticosamente guadagnato non è il posto ideale per farlo.

16/03/2010 Mila

per Marco

Carissimo,
capisco che gli espatriati dei blog possano a volte apparire un po' snob, con i loro racconti di stili di vita e lavori più appaganti dei nostri...Ma non solo loro criticano il nostro Paese, anche molti che stanno qua lo fanno. Io per prima. Vuoi un motivo? Ti basta la questione stipendi - lavoro, annessi e connessi? Scusa sai ma non mi sembra argomento da poco... Finora i miei amici espatriati (non solo quelli che scrivono su Pa, che non conosco personalmente, mi riferisco soprattutto ad altri amici architetti) mi hanno parlato dei vantaggi professionali che questa scelta gli ha portato...E sai com è, di questi tempi li invidio un po'...Certo ogni scelta ha le sue conseguenze, non sei a casa, non hai il cibo, il sole e tutto il resto...Ma se tanti poi decidono di restare fuori, nonostante tutto, un motivo ci sarà...Nessuno dice che l'Italia sia il peggior posto per vivere, ma certo se vuoi lavorare con il titolo di studio che ti sei faticosamente guadagnato non è il posto ideale per farlo.

16/03/2010 Marco

150x150 motivi per parlare bene dell'Italia...

...io ho sempre pensato e penso che le qualità migliori del nostro paese siano da ricercare e ritrovare nelle persone che tutti i giorni escono di casa e nonostante tutto continuano a credere e lavorare per realizzare la propria vita ed i propri sogni e per rendere il paese un pò migliore...la cosidetta società civile...con la quale forse vivendo all'estero avete perso il contatto (nonostante skype, fb o csa altro). Lo sviluppo e la crescita del nostro paese (in tutti i campi) non è mai stato guidato dalla grande industria o dallo stato a differenza che negli altri paesei occidentali (ad esempio uno stato molto forte in germania o francia oppure il capitalismo delle grandi imprese multinazionali usa)...ma si è sempre fondato sulla capacità creativa ed imprenditoriale dei singoli che, laddove non scada in un inutile egosimo, ha portato a risultati straordinari in moltissimi campi ed ha costruito un paese che in molti campi non ha nulla da invidiare agli altri...ti lascio un link di un progetto nato per celebrare i 150 anni dell'unità d'Italia...150 italiani di oggi raccontano 150 italiani di ieri (per adesso ci sono solo i primi 15)...nelle biografie di queste persone, cha vanno da da don ciotti ad ettore sottsass, da davide scabin a fabio novebre, da nando dalla chiesa a cesare pavese, il senso ed il modo con cui il nostro paese è cresciuto e sta crescendo...

http://www.italia150.it/ita/Notizie/Inaugurazione-di-Canale-150

16/03/2010 giordana

x Marco

Io in questi 10 anni ho sempre parlato benissimo del miopaese, o almeno ho cercato di farlo, peró lamentandomi di questo o quel regime politico che lo stavano affondando (il paese).
Marco ci dai UN SOLO motivo perparlare bene dell´Italia?non te ne chiedo tanti...uno solo. e ti giuro che ci faccio un bel post su.

16/03/2010 Teresa

about singapore

ciao max, il tuo messaggio: davvero carino..e poi mi ha ancor piu'colpito dato che ha fine mese saro' a singapore in visita...Pensi che ci sia qualcosa che non posso assolutamente perdere??
teresa

15/03/2010 Francesca

;-)

Fantastico post, Max!

15/03/2010 Marco

...

...le solite critiche...dei tipici expats...si vede che fa molto trendy fare così...e poi il tutto manca di originalità...l'italiano che vive all'estero e quando torna, anche solo per un breve periodo, non fa che parlare male del suo paese...è uno stereoptipo ormai ampiamente consolidato...puoi fare di meglio!

12/03/2010 Max

X Giordana

...ancora in Europa... (parte la base musicale: che colpa ne ho se il business e' uno zingaro e va...)

11/03/2010 giordana

seeeeeeeee

anche io ho capito che il messaggio si schiera interamente a favore delle donne. Ma credimi io vedo che le donne sono cosí nettamente superiori agli uomini, ma cosí tanto, che basta lasciarli nel loro brodo di giuggiole se credono di essere i piú forti! ;-))))))
o ma stai in It? ma stai sempre in Europa?
un bacione

10/03/2010 eleonora

caro max...purtroppo finchè gli uomini non si faranno impiantare un utero, non avranno capito come usarlo e non avranno la voglia di usarlo...le donne si troveranno sempre al bivio di cui parli :-)! ovviamente con tutte le sfumature possibili di mezzo

ho capito quello che volevi dire comunque, ed è un bel pensiero. ma purtroppo (ed è già il secondo) credo che oltre che una questione di mentalità sia proprio una questione fisiologica.

saluti da quassù!

10/03/2010 Samuele

caffe` ad Hong Kong

Ciao Max,

Siamo quasi vicini di casa. Io ho aperto il mio studio qui ad Hong Kong con un altro socio italiano.
Se passi di queste parti sei nostro ospite per un caffe`.
Samuele
Oobiq.it

08/03/2010 H.

una proposta

Ciao Max. Per favore, potresti rispondere in mail a questo messaggio? Vorrei "fare due chiacchiere" con te. Ovviamente si tratta di lavoro :)

06/03/2010 Max

X Giampiero

ciao Giampiero,
grazie del tuo intervento!
hai ragione...Malta e' veramente bellissima.
Io saro' per un paio di giorni nell'isola di Gozo per visionare alcune farmhouse. restiamo in contatto.

04/03/2010 gianpiero

Malta

Ciao Max!!

anzitutto davvero complimenti per il tuo blog cosi ricco di spunti..ti seguo praticamente da quando l'hai aperto e non ho mai avuto occasione di intervenire.
Mi chiamo Gianpiero e sono anch'io un giovane architetto e interior designer.
Ti scrivo perche nell'ultimo post citi l'isola di Malta..vi ho lavorato per piu di anno e tutt'oggi lavoro per una società italiana presente sul territorio maltese.Ero curioso di sapere che genere di meetings andrai a fare nell'isola e se hai già conosciuto i "big architectural offices"che stanno praticamente intervenendo sia sulla piccola che su larga scala del territorio.
Volevo aggiungere che oltre ad essere un posto bellissimo per fare vacanza Malta è interessante per la ricerca e la qualità del design,il cosidetto "clubbing" ha generanto moltissime soluzioni di furnite & interior(se ti capita vai al club 22,o al 222,o a visitare il nuovo waterfront di La Valletta)
Chissà che magari non mi trovi la in giro e riusciamo pure a beccarci!
Nel frattempo ti auguro un buon soggiorno in tutte le tue nuove mete e..in bocca al lupo coi progetti!
take care

26/02/2010 Roberto

su e giu' per la Cina

Ciao, mi ha fatto piacere leggere la tua risposta al mio post lasciato qualche giorno fa. Potrebbe essere interessante contattarci anche via email, se da come leggo sei spesso in Asia, potremmo davvero discutere di qualche idea. Buona giornata

25/02/2010 giordana

KL

Che bello ricordare queste cittá con te....

24/02/2010 Max

X Matteo

Ciao Matteo,
aggiudicato un Dim Sum! gnammy!
Che stimolante citta' e' Hong Kong! in bocca la lupo anche a te...anzi ...cavalca la tigre!
a presto e keep in touch!

24/02/2010 Matteo

In bocca al Lupo!

Ciao Max, complimenti per il blog ed in bocca al lupo per la nuova vita!
Non visitavo la sezione blog di professione architetto da un po'.. precisamente da quando mi sono trasferito ad Hong Kong.

E' stata una bella sorpresa leggere il tuo blog: ho immediatamente ritrovato molti aspetti della mia attuale situazione: anch'io ho deciso di ricominciare e Proprio in questi giorni sto affrontando i problemi dell'architetto espatriato, solo un poco piu' a nord..

In bocca al lupo, e se capiti ad Hong Kong avvertimi: sarai mio ospite per un buon Dim Sum!

A presto,
Matteo.




22/02/2010 Tipi Metropolitani®

ripubblicazione alcuni suoi post

Buongiorno Max,

la contattiamo perché la nostra società è editrice di un progetto editoriale on-line chiamato "Tipi Metropolitani" (v. "Rassegna Stampa" e "Premi" in homepage), il primo al mondo dedicato alla community composta da persone identificabili nello status di "metropolitani", di qualunque Paese. Queste persone si sentono a casa nelle metropoli di tutto il mondo, indistintamente, e desiderano pertanto conoscere in ogni momento quello che sta accadendo a Londra o a Parigi, a New York o a Barcellona. Non solo: quando sono in queste città, vogliono vivere come i locali, non come i turisti, e sono quindi molto esigenti riguardo alla qualità delle informazioni che vengono loro fornite.

Per l'area Blog del progetto scrivono diversi bloggers di elevata qualità dalle varie città del mondo che raccontino la loro vita metropolitana: navigando tra i bloggers di Singapore abbiamo avuto modo di apprezzare il suo blog, e per questo le chiediamo se è interessato a darci l'autorizzazione a ripubblicare stralci dei suoi contenuti sul nostro sito (ovviamente indicando il suo nome e il link al suo blog), fornendovi una vetrina di un sito che ha recentemente ottenuto la "menzione speciale" nella categoria eCulture dell'e-Content Award, premio per il miglior contenuto digitale in Italia, patrocinato dalla Presidenza della Repubblica e dalla Presidenza del Consiglio.

Restiamo in attesa di un suo gentile riscontro.

Cordiali saluti.
Ester

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Tipi Metropolitani®
"Sono un cittadino, non ateniese o corinzio, ma del mondo" - Socrate

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21/02/2010 Max

X Rosy

ciao Rosy,
non entro in merito a simpatico o antipatico...sto parlando di circa 15 anni fa e mi limito a parlare del designer/artista che ho trovato " food for thought". ...poi si sa'...tutte le "star", chi piu' chi meno e a seconda dell'occasione...tendono a fare le prime donne!
;-)

20/02/2010 rosy

xlu su ron arad

a proposito di ron arad filippo mi ha raccontato una scenetta divertente..tempo fa erano ad un vernissage al design museum con Jan Kaplicky e gli si e' avvicinato Ron Arad che ha cominciato a parlare con Jan e a fargli mille domande. Ora Jan era un tipo molto partcolare e se qualcuno gli stava antipatico non lo nascondeva proprio, anzi. e non si sa perche ron arad gli stava antipatico. cosi' dopo averlo ignorato qualche minuto lo ha letteralmente piantato per andare a pralare con dejan sudicj e alberto alessi, lasciandolo in balia di Filippo e di un suo collega tedesco..alquanto imbarazzati a dover gestire una discussione con lui di punto in bianco. ad ogni modo sembra che non sia simpaticissimo...magari max puo' smentire!

20/02/2010 Max

X Roberto

Ciao Roberto,
non penserai di cavartela con poche righe! ;-)
sono spesso in China. per cui che tu sia a Hong Kong, a Beijing, Shanghai, o persino a Guangzhou o Zhengzhou (orribili) prima o poi ti trovo! ;-)
scherzi a parte, non smettere di trasmettere!
ciao

20/02/2010 Roberto

ciao Max, blog veramente interessante e ricco di consigli utili. Sono un giovane (in Italia a 33 anni posso dire di essere ancora un giovane professionista ehehe) architetto, che sta lavorando in Cina da un paio di anni. Esperienza interessante e che mi da' stimoli diversi ogni giorno. Mi piacerebbe tantissimo aprire un ponte Italia-Cina, per il settore del design e della cultura del design, a 360 gradi...ti terro' informato. Saluti e buon eekend

20/02/2010 Max

X Lu

Ciao Lu,
perdonami ma e' il caso di dire "fortuna del principiante!"...e non per soffiare sulla brace accessa ma...era anche la prima volta che entravo in triennale! ;-)

18/02/2010 lu

Ron

come lo hai conosciuto????
ma nooooOOOOOooooo!!
ma io in triennale ci passavo la vita..e mai dico mai nessuno.
uf

com'e'?era cool as he seems?!!

un abbraccio da londra(rosy's friend, of course!)

Lu

18/02/2010 Max

X Filippo

Ciao Filippo:
per seguire i miei consigli hai cambiato 3 citta' e due nazioni perche' ti sei trovato male e mi vuoi dare un sacco di botte? ;-)
certo che mi ricordo benissimo di te e sono felice di sentire tue buone news! se hai ancora il mio indirizzo di posta...spedisci pure! e non dimenticarti di raccontare un po' di queste 3 citta'!!!

18/02/2010 max

X Luisa

Ciao Luisa,
prima di tutto congratulazioni per la tua laurea! non pensi che sia un controsenso "valutare la possibilita' di chiedere una consulenza ad uno studio di grafica per comunicare il TUO approcio progettuale?" io cercherei di esprimere al meglio la tua creativita' e abilita' progettuale in un concept unico che possa esprimere al meglio quello che realmente sai fare. ...e in questo processo: soluzioni grafiche, fonts e colori devono necessariamente essere realizzati da te. E' il tuo portoflio..deve parlare di te! inutile voler "apparire" con un font che magari nemmeno sai dove trovare. che ne dici?
se vuoi qualche idea le librerie hanno ampi scaffali di libri per grafici. inoltre poi guardare alcuni siti internet di concorsi di architettura e prendere spunto da alcune presentazioni.
Fai in modo che il tuo portfolio sia esattamente cio' che sai e cio' che sei!
Buon lavoro!

18/02/2010 filippo

Max??

Max, sei lo stesso MaxLifeStyle che mi diede consigli nel lontano 2005 dall'america, dove lavoravi come libero professionista? Sicuramente non ti ricordi, ma io si! Da allora, seguendo i tuoi consigli, ho cambiato 3 città e 2 nazioni..
Mi fa molto piacere leggere le tue avventure!! Avrei un sacco di cose da chiederti e consigli.. Potrei mandarti il mio portfolio, per un tuo parere?
Ad ogni modo, grazie di tutto..Un abbraccio e in bocca al lupo!
Fil

17/02/2010 Luisa

portfolio

Ciao Max,
mi sono laureata da poco e ho letto con molto interesse il post sulla compilazione del CV e del portfolio visto che ho deciso di partire nel mese di maggio per andare in Germania. Pensavo di utilizzare soluzioni grafiche con font e colori che potessero comunicare il mio approccio progettuale, ho valutato anche la possibiltà di chiedere una consulenza ad uno studio di grafica, tu cosa mi consigli? Conosci dei siti o dei testi in cui sia possibie vedere qualche esempio?
Grazie!

16/02/2010 Max

X Giordana

Fatti dalla "regina dell'area Blog" i complimenti sono graditi il doppio!
Ti chiamo in Skype una di queste sere che ci raccontiamo un po' di cose!
un abbraccio (a polipo) ;-)

14/02/2010 Giordana

bravo!

hei vedo che da queste parti va a gonfie vele! Wow ti ci stai mettendo di impegno vero?Mi piacciono i contenuti del tuo blog, ma non nutrivo nessun dubbio sul fatto che che fossero interessanti. Oggi mi ha chiamato un mio caro amico cinese, al telefono gli ho urlato Buon San Valentinooooo e lui mi fa" macché buon anno nuovo, oggi é il capodanno cinese...."
Max , che dire, un abbraccio.Continua cosí.

13/02/2010 barbara

Singapore

Grazie per i bei post che scrivi..mi stai facendo scoprire un paese di cui non mi ricordavo piu' l'esistenza..;)
Grazie!

12/02/2010 stefania

Grazie per la chiarezza e per la precedenza :-)!
Non sono pronta ad andare fuori dal nostro paese, mi manca la conoscenza di una lingua straniera, o meglio la capacità di saper conversare in maniera fluente l'inglese.
Mi auguro di poter presto spiccare il volo, perchè qui la professione non è valutata e rispettata. basta solo pensare alla valutazione dei curricula! Anche se poi non saprei neanche in quale paese potrei fare quello che so fare! Guardando europaconcorsi ci sono tantissmi studi ma come si fa a scegliere?
Il curriculum letto da un addetto che viene pagato appositamente??? Giusta cosa, ma non da noi!
Al massimo viene letto da un/a segretario/a stanco e scocciato che deve fare anche altro!!!!
è questo il grave problema!

grazie Max,

12/02/2010 Max

3 in 1

3 risposte con precedenza alle signore:

x Bruna: Max consente...consente!

x Stefania: in ambito internazionale generalmente c'e' una persona: Human resources Director che e' pagata proprio per leggere! poi molto dipende se si risponde ad un'offerta di lavoro o se ci si "auto-presenta", in questo caso il "segreto" e' saper creare una presentazione ad hoc che sappia evidenziare, sin della prime righe, IL contributo che possiamo dare allo studio/azienda.

x Sebastiano: conosco Brisbane solo come turista e il mio contributo sara' limitato solamente a dirti che 'e un paradiso!!! dal punto di vista professionale hai un grande "valore aggiunto" perche' hai gia' individuato nell'Hospitality un segmento in fortissima crescita (specialmente qui in Asia e Australia) e dove molti studi di Architettura sono costantemente alla ricerca di questa figura all'interno del loro organico, e specialmente se parliamo di luxury Hospitality. Verifica solamente se la laurea Italiana in Architettura e' riconosciuta e se no, quali sono le formalita' per poter essere operativi. un'ultima info: da tre giorni il governo Australiano ha ridimensionato le modalita' per il rilascio dei visti di soggiorno per stranieri e, se fino a tre giorni fa' entrava veramente di tutto, adesso l'obbiettivo e' l'alta specializzazione! a prescindere da cosa sceglierai... tutto il meglio per te!!!

10/02/2010 Bruna

non solo inglese...

aggiungerei, se Max me lo consente, che spesso l'inglese nn basta se si cerca lavoro in paesi non anglofoni. Ho notato che ultimamente pensare "intanto vado e poi imparero la lingua" nn funziona piu. Quindi se le intenzioni sono di lavorare in uno stato estero in cui si parli altro rispetto all'inglese, è imperativo conoscere la lingua locale. La conoscenza dell'inglese sarà considerata un plus :)
Poi puo sempre capitare di mandare il proprio cv a qualcuno che proprio in quel preciso momento ha bisogno di un architetto che parli italiano...ma questi sono casi rari :P
B.

10/02/2010 sebastiano

australia

ciao max volevo da parte tua un conforto in merito ad una mia partenza, direzione australia più precisamente Brisbane, ho già un appoggio sul posto e la mia idea è fare l'architetto li mi occupo di interior design e in particolare di retail hotel e qualsiasi spazio che rigurda l'ospitalità. ti ringrazio anticipatamente e a presto. attendo tue news. grazie. Seby

10/02/2010 stefania

i curricula

Ciao, mi chiamo stefania, sono architetto e ho letto il tuo particolare e dettagliato post sulla compilazione del cv, portfolio, ecc..
Ti assicuro che non basta.
Perchè come dici tu, a leggere il cv, molto spesso, è un addetto interno all'azienda/ studio, che non ha nessun interesse a valuare le effettive capacità di un candidato. C'è una diffusa superficialità e nessuno ha la pazienza di leggersi due paginette. Non so cosa serva perchè il proprio curriculum salti agli occhi di chi lo valuta!!!
Comunque i tuoi suggerimenti li ho trovati precisi ed hai diffuso con estrema chiarezza i punti salienti di un buon cv.....hai aiutato coloro che si muvono alla ricerca di un lavoro. Occorre più solidarietà tra colleghi, e tu, con il tuo post ha dimostrato di voler condividere le tue conoscenze.
Buon lavoro!!!

10/02/2010 Daniela P.

uau!

Grazie mille per questo riepilogo!...:D

10/02/2010 Max

x Lauretta

il blogghista ringrazia! ;-)

10/02/2010 Lauretta

una lettrice ringrazia

grazie per questo splendido post su cv e portfolio per lavorare all'estero.

09/02/2010 Mila

accessibilità...

Caro Max,
sono sempre la Mila dell'altro giorno che ti ha fatto gli in bocca al lupo. Ho letto il post sulle barriere architettoniche: la sensazione che hai avuto te, in USA, sul fatto che ci fossero molti più disabili è la stessa che ho avuto io, anni fa, girando nel nord Europa, precisamente in Danimarca e nella Germania del nord. Ad Hannover, a Lubecca, a Copenaghen sembrava che il 30% dellla popolazione fosse su una sedia a ruote...Delle due l'una: o sono tutti disabili oppure i disabili lì hanno molti meno problemi a fare una vita normale! E come te mi sono risposto che doveva essere la seconda...
Sull'Italia purtroppo ti devo dire che non è così cambiata la situazione, e te lo dico con cognizione di causa perchè me ne sto occupando direttamente come architetto, lavorando a delle ricerche su questi temi. Quello che non è molto cambiato (per ora) è l'approccio culturale, il fatto che moltissimi tecnici delle PA e degli studi privati pensano che l'accessibilità sia una scocciatura...E nemmeno la normativa finora non ha molto aiutato in questo senso, essendo vecchia limitata a ristrette categorie di disabili...L'unica cosa positiva in tutto questo è la formazione agli specialisti, che piano piano sta andando avanti...Ma ti assicuro che siamo molto molto lontani dalle situazioni che hai visto te in USA e io nel nord Europa...!!

un saluto

07/02/2010 Max

benvenuta Anna!

Ciao Anna!!!
la "lentezza" e' solamente un diverso approcio (zen?) che l'oriente ha nel relazionarsi alla vita quotidiana. Purtroppo noi in occidente abbiamo associato il termine a qualche cosa di negativo. qui le giornate possono essere molto, molto frenetiche...ma, per dirla come capirebbe benissimo un concertista come tuo fratello...lento, adagio!:-)
circa le frittelle di mia mamma: che voglia di mangiarle!!! ma no, non ho mai replicato la ricetta by my self. (sigh)
un grandissimo abbraccio!!!

06/02/2010 anna

ciao,è la prima volta che scrivo in un blog... che emozione...già perchè sai che il mio rapporto con il computer non è ottimo! bene non immaginavo questa lentezza a singapore,mi dava più l'idea di una città frenetica. qui si avvicina carnevale e quando sono stata da carla mi ha preparato le sue fantastiche frittelle!!!!! te le cucini anche tu? ciao saluti da anna e cri

06/02/2010 anna

ciao,è la prima volta che scrivo in un blog... che emozione...già perchè sai che il mio rapporto con il computer non è ottimo! bene non immaginavo questa lentezza a singapore,mi dava più l'idea di una città frenetica. qui si avvicina carnevale e quando sono stata da carla mi ha preparato le sue fantastiche frittelle!!!!! te le cucini anche tu? ciao saluti da anna e cri

06/02/2010 mari

elogio alla lentezza

ciao max.
a questo punto, non avendo un blog mio e avendo tante cose da dire...pensare di postarle in risposta ai tuoi post.

probabilmente quando siamo lontani dalle cose di tutti giorni, dalla nostra normalità, osserviamo il mondo con occhi più attenti, o probabilmente una delle caratteristiche che un architetto deve possedere è proprio lo spirito di osservazione.

e io fin ora ho osservato.
adesso ho davvero tanto da dire sulla meravigliosa citta' in cui sono. e non ti nascondo che mi ha fatto un po' invidia il racconto della tua singapore e l'elegio alla lentezza...ti scrivo dalla città che non dorme mai, quella stessa città in cui tutti corrono, tutti hanno da fare, tutti bevono il caffe' per stra (e per scaldarsi, e perche' non hanno tempo), quella stessa citta' che mi ha fatto decidere di restare qui..almeno per un po'!

ognuno poi vive e porta con se una propria immagine della città. la mia immagine di venezia e di roma, quelle che porto con me, naturalmente non coincideranno mai con le tue, ma in questo momento la tua lenta singapore e' l'antitesi della mia superapidissima NY!

04/02/2010 from mari

thanks!

grazie!...da questa parte dell'oceano!
mari

03/02/2010 Max

x mari

Ciao mari, tanti saluti da....domani! (perche' se vogliamo essere pratici e' la mia mattina e ancora la tua ieri sera!). Comincio subito a dirti che, anche se un giorno mi dovessi trasferire sulla base Alpha sulla luna,...restero' sempre "New York state of mind"....ahhhhhhh New York! Leggo tra le tue righe una grande tenacia decisamente ammirevole! Ti sei iscritta alla AIA? sicuramente si perche' e' il primo passo da fare una volta arrivati nella grande mela. Non solo ti mette in contatto con altri architetti di New York ma ti permette anche (gratuitamente) di inserire il tuo CV on-line e quindi di essere contattata. Considerando che i tuoi contatti (telefono e indirizzo) sono a NY sei molto molto avanti rispetto a chi deve ancora attraversare l'oceano! saprai meglio di me che in questo momento la situazione economica negli USA e' in stallo e per questo mi permetto di darti un piccolo consiglio; prova a sottolineare sul tuo CV che sei disposta a dare un servizio che in questo momento negli USA (causa recessione) e' molto gradito: Architect Consultant, praticamente lavori a progetto. per quanto riguarda il visto...e' una vera e propria condanna! la tua unica alternativa e' ottenere un' offerta di lavoro da un'azienda che ti sponsorizzi l'unico visto che puoi avere : H-1B (in altrantiva puoi aprire uno studio e iniziare la pratica per il visto di imprenditore...SI PUO'!!! ma e' costoso) spedisci CV a tutto spiano! non sottovalutare i piccoli studi, anche quelli di interior design e i design stores (e' un'inizio) per quanto riguarda Shanghai... atmosfera stimolante ma devi considerare molto attentamente i seguenti aspetti: China, Mandarino (anzi Wu dialet) e altre incognite. ma tentare si puo'! pero' prima devi tentare il tutto per tutto nel posto dove sei...e dove moltissimi altri vorrebbero essere! for more info...here I am!

03/02/2010 mari

cosa succede nel mondo...

ciao max!
capita che mentre leggole altre notizie su professione architetto, molto spesso legga i blog per capire effettivamnete cosa succede nel mondo degli architetti...
e soprattutto mi piace pensare che mentre io sono qui che scrivo dagli usa alle 9 di sera mentre fuori nevica, tu sarai in piena attivita' lavorativa e in italia e' notte inoltrata...
italiana, architetto abilitato con master, stufa della situazione italiana sono partita per NY, tra una scusa e l'altra che sono riuscita a d inventare a me stessa e ti diro' che questa citta' mi piace tantissimo.
sto facendo un internship (as a volunteer!), e vorrei tanto restare qui, ma tra il lavoro che scarseggia e il visto che non ho, pensavo di trasferirmi a shanghai.
non ho alcun problema a viaggiare e cambiare citta e vita e tutto il resto, ma tu hai dei consigli utili? da dove inizare...? evidenemente sbaglio qualcosa ogni volta...

02/02/2010 Daniela P.

eccellente!

Assolutamente d'accordo! Gran bel post..:)
Saluti e benvenuto!
Daniela.

02/02/2010 Max

La posta di Max ;-)

un grande saluto alle signore di casa "area Blog" Giordana, Eleonora e Rosy! e un saluto alla mitica delli...incontrastata pardona di casa dell'area "serve un consiglio"!
e chiudiamo i saluti con una graditissima new entry: Mila!
a pensarci bene, fatto in questo modo, da veramente l'idea di essere" l'angolo della posta" ma l'occasione...lo richiedeva! ;-)

02/02/2010 Mila

bene!

Tu sei un altro di quelli che seguirò con interesse...mi raccomando non far languire il tuo blog, scrivi scrivi scrivi!
In bocca al lupo

01/02/2010 delli

hola!!!

ma guarda chi si rivede (o meglio... chi si rilegge)! alla fine ti sei spostato di qualche parallelo su questo pazzo globo! buon viaggio e buon divertimento
e mi raccomando: scrivi! ;-)
bye bye

01/02/2010 Rosy

Aspetta aspetta....

Sei il max che ha scritto spesso anche sul mio blog vero? Ma non stavi a Miami?? Sono contenta di vedere cha hai un tuo spazio ora...verro' a trovarti spesso! Buon viaggio

01/02/2010 eleonora

ciao!!!!

ma guarda guarda! non aprivo la pagina dei blog da qualche giorno e trovo una bella sorpresa! spesso mi hai incoraggiato e inviato parole sentite con un messaggio sul blog...e finalmente vedo che faccia hai :-P
un caloroso benvenuto allora
eleonora

01/02/2010 Antonio

Have fun!

ciao Max: troppo bello vedere che hai finalmente aperto un blog.
Ti ho gia' registrato nei miei favorites cosi' ti potro' monitorare ogni giorno.
Sicuramente con la tua prospettiva ed esperienza internazionale avrai non poco da raccontare, e se lo stile e' quello che ben conosco, sara' un piacere leggerti.
Have fun e saluti da Beijing.
Antonio

29/01/2010 Giordana

Benvenuto Max!

Monsieur Daurelió!!Ma quale immenso piacere!Siamo stati a due passi, a un tiro di schioppo ed una breve nuotatina dalla Thai a Singa passando per la costa della Malesia, ma non ci siamo visti. Che peccato. Spero che questo tuo percorso con il blog riesca a darti delle belle sensazioni, alla stessa maniera in cui, al principio, il mio blog riusciva a darmene. Che dire ancora, W i coraggiosi che sanno reinventarsi la vita quando tutto sembra giá scritto, deciso, stabile...

27/01/2010 redazione pA

buon viaggio...

:-)

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