professione architetto
 Questo spazio è dedicato alle pubblicazioni di architettura selezionate da professioneArchitetto.

  torna all'home page

.l'articolo

 

 

INDICE

1.

Introduzione

2.

Concorrenza religiosa

3.

Assalto alle culture tradizionali

4.

Semplificazione geometrica contro connettività

5.

Architettura per il nuovo millennio

6.

Astrazione e perdita delle piccole scale

7.

Il fondamentalismo geometrico di Le Corbusier

8.

Architettura classica

9.

Fondamentalismo come forza determinante nell'architettura del ventesimo secolo

10.

Modularità ed omogeneizzazione

11.

Fondamentalismo geometrico contro la monumentalità

12.

Il ruolo delle astrazioni nella costruzione e distruzione degli edifici

13.

Radici politiche delle astrazioni disumanizzanti nell'architettura

14.

L'esigenza dell'astrazione per distruggere classi della società

15.

Conclusione


Invia questo articolo ad un amico

Versione per la stampa (formato PDF 88 Kb)

 

 

 

IL FONDAMENTALISMO GEOMETRICO

di Michael W. Mehaffy e Nikos A. Salingaros

Le nazioni industriali occidentali hanno dato al mondo del secondo dopoguerra una visione della modernità, che ha cercato di combinare la prosperità industriale con una presunta utopia razionale dell'arte e della scienza. In alcuni casi hanno spinto questa modernità fin nel profondo delle culture tradizionali, distruggiendo tradizioni secolari. Ora sappiamo che questa visione della modernità era profondamente sbagliata. Come conseguenza, dobbiamo occuparci di una reazione emozionale in tutto il mondo e ad un disorientato arretramento verso forme di fondamentalismo e tribalismo. Rimane a noi salvare e rinnovare le realizzazioni più preziose della nostra civiltà: uno spirito sociale pluralistico e democratico con istituzioni scientifiche e del sapere aperte ed in grado di rigenerarsi.

Il fondamentalismo geometrico è percepito da molti come una qualcosa di ostile e distruttivo. Nessuna quantità di teoria architettonica può cammuffare le relative implicazioni. Gli Stati Uniti, l'Europa ed il Giappone sono stati identificati, dopo la seconda guerra mondiale, con lo stile del Bauhaus, come accadde a tanti altri paesi che desideravano proiettare un'immagine "progressista" al resto del mondo. La loro idea di progresso era di imitare "Tomorrowland" del mondo Disney. La gente nel mondo industrializzato si è resa conto della distruzione dell'eredità culturale ma ha giustificato (erroneamente) tutto ciò come il prezzo che si stava pagando per il progresso tecnologico e la prosperità economica. L'unica eccezione è la nostra gioventù -- prima che essa venga intorpidita dal proprio ambiente. La gente nel terzo mondo, tuttavia, non accetta la propaganda ufficiale: essi vedono morire i loro antichissimi legami senza, peraltro, ottenere alcuni benefici.

Allo stesso modo che il fondamentalismo religioso è percepito dall'Occidente come minaccia contro le proprie istituzioni democratiche, attraverso una società aperta e rispettosa per i diritti dell'uomo, il fondamentalismo geometrico è percepito dal terzo mondo come minaccia contro le proprie tradizioni culturali. Le persone normali nel mondo non vedono il fondamentalismo geometrico come idea filosofica astratta -- un esercizio intellettuale giocato fra gli architetti accademici ed i media -- ma lo interpretano secondo le relative conseguenze dirette sulla loro società. Sostenuta da una enorme potenza economica e militare, l'architettura e la progettazione contemporanea sono viste come un assalto meccanizzato al tessuto delle città e alla rete di connessioni umane e sociali che definiscono un proprio ed unico modo di vivere.

L'America corporativa -- e la sua globale estensione nel contesto commerciale ed industriale -- si è da molto tempo identificata con il fondamentalismo geometrico. Non intendiamo criticare la globalizazzione economica, ma concentriamo la nostra attenzione sugli effetti scaturiti dal legame del commercio globale con una filosofia arrogante ed intollerante. La gente in tutto il mondo ha visto le proprie tradizioni architettoniche e socio-urbane classificate come astrazioni, quindi abbandonate come primitive, arretrate, non moderne e come impedimenti per progredire. Molti di coloro che accolgono favorevolmente il progresso si rivoltano contro la loro propria civiltà, mentre altri imparano ad odiare i paesi che promuovono questa filosofia. L'assalto è diretto non soltanto sul tessuto urbano e sull'ambiente costruito, ma, in modo allarmante, sul tessuto culturale in sé.

La cultura ed il pensiero che si sono evoluti con l'umanità, inseparabilmente da quella rete di interazioni socio-urbane che definiscono una particolare cultura, sono ora cancellati dal fondamentalismo geometrico. Ciò è penosamente evidente nella distruzione delle abitazioni tradizionali attraverso i "rinnovamenti urbani". I cittadini del terzo mondo si allontanano dalle loro radici culturali e sono forzatamente obbligati a vivere in grattacieli. Allo stesso tempo, i loro governi sono sedotti dall'edificare (e pagare) per l'ultima stravaganza architettonica poichè in tal modo potranno "mettersi alla pari" con le nazioni industrializzate. La gente vede forme estranee imposte alle loro città, forme che spesso vanno a sostituire monumenti architettonici, o vanno a distruggere siti archeologici di inestimabile valore. L'educazione occidentale è riuscita, in questi paesi, a creare una classe dirigente elitaria che ama la cultura modernista ed è contraria alle proprie tradizioni architettoniche e culturali.

L'architettura oggi ha perso ogni senso di responsabilità. Gli eventi accolti favorevolmente da un gruppo hanno conseguenze incredibilmente negative su altre persone. Il completamento delle megalomani costruzioni contemporanee nel terzo mondo sono celebrate -- con molta publicità -- come la vittoria dall'academismo architettonico. Tutto ciò viene descritto nei periodici di architettura, in cui eruditi commentatori elogiano l'architetto di turno (spesso uno straniero). Gli architetti celebri si gongolano dopo che hanno realizzato una costruzione simbolo della loro onnipotenza nel mondo. Altro aspetto ben più grave: per molti, ciò rappresenta una mobilitazione contro un'invasione simbolica ai danni di una cultura tradizionale. Probabilmente, le persone più sensibili fremono di rabbia per questo affronto alla loro sensibilità e si preparano per combattere contro quelle cose ancora peggiori che possono venire. Gli architetti postmodernisti e modernisti, compiaciuti nel loro mondo fatto di sogni, non hanno nessuna concezione delle conseguenze delle loro azioni.

CONTINUA...