Il Parlamento impegna il Governo ad ampliare e stabilizzare l'ecobonus del 65%

la richiesta in vista della legge di stabilità 2014

Stabilizzare il bonus includendovi i lavori di consolidamento sismico, lasciare il vantaggio di 15 punti rispetto alle altre agevolazioni e ampliare la schiera dei fruitori. E' la richiesta del Parlamento nella risoluzione approvata all'unanimità in vista del ddl di stabilità 2014.

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Ampliare i soggetti fruitori e stabilizzare l'ecobonus al 65%, includendovi anche i lavori di consolidamento sismico. Il Parlamento approva all'unanimità una risoluzione bipartisan che impegna il Governo. 

«La risoluzione è stata sottoscritta da tutti i gruppi politici ed impegna il Governo ad assumere iniziative urgenti per mettere in sicurezza e riqualificare dal punto di vista energetico il patrimonio edilizio nazionale, sia privato che pubblico, con specifiche norme da inserire nella legge di stabilità» così Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera e promotore della risoluzione di cui il secondo firmatario è Daniele Capezzone.

Già nei primi giorni di agosto in fase di discussione in Aula a Montecitorio del dl 63/2013, era stato presentato, ed approvato dal Governo, un ordine del giorno con la richiesta stabilizzazione degli incentivi. Anche allora la sollecitazione fu ampiamente condivisa dai diversi schieramenti politici.

La richiesta si fa ora più articolata e precisa perché si avvicina il 15 ottobre, data entro cui va presentata la legge di stabilità per il 2014. E' in quella sede, infatti, che si definiscono e modificano gli stanziamenti determinati per legge. E' il momento giusto, quindi, per mettere sotto pressione il Governo e rinnovare l'istanza.

Dare stabilità al bonus del 65% per il risparmio energetico è al primo punto della lista. Il bonus - sollecita il Parlamento - deve essere inserito nel quadro normativo delle agevolazioni fiscali, garantendo un effettivo vantaggio per chi vuole riqualificare e mettere in sicurezza il patrimonio edilizio.

Aspetto importante, spiega Ermete Realacci, è «mantenere un effettivo vantaggio rispetto alle altre agevolazioni per l'edilizia, tenendo fermo l'attuale parametro che prevede una differenza di 15 punti percentuali fra eco-bonus e agevolazione riconosciuta per gli ordinari interventi di ristrutturazione».

Punto essenziale della risoluzione è soprattutto l'ampliamento dei soggetti fruitori. Si chiede che il bonus per il risparmio energetico sia applicato anche all'edilizia residenziale pubblica e agli interventi che riguardano interi edifici. Il Parlamento preme affinché siano inclusi nell'agevolazione gli interventi di consolidamento antisismico su beni strumentali e su edifici ricadenti in aree ad alta pericolosità sismica che, per ragioni amministrative, non rientrano ancora nelle zone classificate con i numeri 1 e 2 dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 3274/2003.

Mariagrazia Barletta architetto

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