Nasce il mobility manager scolastico

Il Collegato ambientale, licenziato dal Parlamento e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, contiene disposizioni per incentivare la mobilità sostenibile. Tra queste spicca la nascita di una nuova figura, ancora non ben definita: il mobility manager scolastico.

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Il Collegato ambientale, licenziato dal Parlamento e in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, contiene disposizioni per incentivare la mobilità sostenibile. Tra queste spicca la nascita di una nuova figura, ancora non ben definita: il mobility manager scolastico. A delinearla meglio provvederà il Miur, che avrà 60 giorni di tempo (a partire dall'entrata in vigore della legge) per emanare delle linee guida. Queste avranno l'obiettivo di favorire l'istituzione del mobility manager in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado.

Quanto ai compiti, il collegato ambientale ne individua diversi. Il mobility manager dovrà: organizzare e coordinare gli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli alunni, coordinarsi con gli altri istituti scolastici presenti nel medesimo comune, segnalare all'ufficio scolastico regionale eventuali problemi legati al trasporto dei disabili. Tra i compiti anche la messa a punto di azioni che possano favorire l'utilizzo della bicicletta e di servizi di noleggio di veicoli elettrici o a basso impatto ambientale.

Il mobility manager dovrà, inoltre, verificare soluzioni, con il supporto delle aziende che gestiscono i servizi di trasporto locale, su gomma e su ferro, per il miglioramento dei servizi e l'integrazione degli stessi.

Esperienze simili sono state già attivate in alcuni Comuni, tra i quali Reggio Emilia, Alcamo e Torino e in alcune scuole di altri comuni italiani aderenti al progetto "Progetto di introduzione nelle scuole superiori della figura del mobility manager studentesco - Mobilità di Classe", sviluppato da Legambiente ed Euromobility con la collaborazione di FIAB e #Salvaciclisti. L'obiettivo: promuovere tra i ragazzi un'abitudine agli spostamenti collettivi o non motorizzati, diffondere una cultura della mobilità sostenibile nei giovani, facilitare tra gli studenti esperienze partecipative tese al miglioramento della qualità urbana.

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