Due team italiani premiati al concorso per una biblioteca a Londra

Oggetto della competizione: un grande contenitore di libri sulle rive del Tamigi, a pochi passi dal Tower Bridge

Sono due i team di studenti italiani che si aggiudicano il secondo e terzo posto al concorso per la progettazione di una nuova grande biblioteca pubblica sulle rive del Tamigi, a pochi metri dal Tower Bridge. Al primo posto due ragazzi dell'Università Politecnica di Valencia.

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Sono due i team di studenti italiani, provenienti dal Politecnico di Milano e dalle Università Sapienza e Iuav, Università di Ferrara e Federico II di Napoli, che si aggiudicano il secondo e terzo posto al concorso per la progettazione di una nuova grande biblioteca pubblica sulle rive del Tamigi, a pochi metri dal Tower Bridge, lanciato dalla piattaforma per concorsi Archmedium. Al primo posto Raúl Ferrándiz e Esther Maria Saliente dell'Università Politecnica di Valencia. 

In continuità con la città ed il suo contesto, la biblioteca doveva contenere anche un piccolo auditorium, un bar-ristorante e una sala per esposizioni. Creare un luogo dove la cultura, la storia e la tecnologia si mescolino per generare nuove attività nella Londra del XXI secolo, capace di riflettere i valori della società moderna, era la sfida descritta nel brief. Che relazione c'è tra Londra e la sua storia? Che significato ha una biblioteca oggi? Erano le domande a cui dare risposta attraverso i progetti.

A scegliere i vincitori, una commissione composta dagli architetti Jaume Prat, Marta Peris e Jordi Adell, che ha così giudicato le proposte:

PRIMO POSTO

Erstudio (Spagna): Raúl Ferrándiz e Esther Maria Saliente

Universidad Politécnica de Valencia

«Attraverso un contundente contenitore architettonico, il progetto si inserisce sul terreno e coordina i flussi pedonali dentro e fuori la biblioteca. Con pochi elementi la proposta risolve una gran quantità di questioni. Il volume esterno si presenta sobrio, mentre all'interno il progetto si reinventa. La proposta risolve il programma funzionale con successo, attraverso spazi interni in relazione con il parco». 

SECONDO POSTO

Nafemi Lab (Italia):  Vincenzo Stile, Matteo Stasi, Flavio Terracciano

Politecnico di Milano, Università di Napoli Federico II, Università degli Studi di Ferrara

«Il progetto del team Nafemi Lab definisce un volume verticale che si impone come un edificio con un carattere pienamente urbano. L'edificio si proietta soddisfacendo la scala urbana e si relaziona con gli edifici più alti di Londra. Una scomessa per la grande Londra, che concepisce la città come una megalopoli. Le funzioni si distribuiscono in una pianta ordinata che organizza la gerarchia degli spazi, mentre la sezione cambia in base alla destinazione d'uso».

TERZO POSTO

Most (Italia): Matteo Stambuk, Monica Molinari

Architettura La Sapienza Roma e IUAV di Venezia

«La proposta raccoglie la scala immediata dell'intorno e propone un edificio composto da fasce interconnesse che si relazionano direttamente con l'edificato esistente. L'edificio è permeabile rispetto alla relazione città-fiume e genera uno spazio pubblico di qualità integrato con la biblioteca, il cui programma funzionale è parte indissolubile del parco».

PRIMO POSTO (sezione giovani progettisti)

Bop-sang (Stati Uniti): Jane Yi MiranJang

«Il primo premio della categoria "Giovani architetti" è una riflessione radicale che si discosta dal discorso urbano. La proposta inserisce una biblioteca all'interno del parco e studia un modo per far convivere le due funzioni. La biblioteca è un grande contenitore trasparente, pensata come una galleria aperta collegata con il parco».

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