Il settore dell'architettura vale 2,6 mld e conta 70mila occupati: l'indagine Italia Creativa

I dati di "Italia Creativa", una ricerca commissionata dalla Siae e dal MiBACT a Ernst&Young

Nel 2014 il settore dell'architettura ha raggiunto un volume d'affari pari a circa 2,6 miliardi di euro, in calo del 6 per cento rispetto al 2012 e conta quasi 70mila occupati. È quanto emerge da "Italia Creativa", una ricerca commissionata dalla Siae e dal MiBACT a Ernst&Young e presentata alla Triennale di Milano.

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Nel 2014 il settore dell'architettura ha raggiunto un volume d'affari pari a circa 2,6 miliardi di euro, in calo del 6 per cento rispetto al 2012 e conta quasi 70mila occupati. Mentre l'industria della cultura e della creatività, di cui l'architettura fa parte, ha generato, nel 2014, un valore economico complessivo di 46,8 miliardi di euro, pari al 2,9% del PIL. È quanto emerge da "Italia Creativa", una ricerca commissionata dalla Siae e dal MiBACT a Ernst&Young, presentata nei giorni scorsi alla Triennale di Milano.

Sono 11 i settori considerati nell'ambito della cultura e della creatività, che insieme hanno concorso al raggiungimento dei 46,8 milioni nel 2014. Oltre all'architettura, vi rientrano i settori: videogiochi, televisione e home entertainment, radio, arti performative, quotidiani e periodici, arti visive, pubblicità, musica e libri.

Nel 2014, l'industria creativa ha dato occupazione a quasi un milione di persone, di cui l'85% nelle attività economiche dirette dell'industria. Con circa 850mila posti di lavoro, gli occupati nel macro-settore della creatività rappresentano il 3,8% della forza lavoro italiana. 

L'architettura in cerca di sostenibilità

Dunque l'architettura rappresenta una buona porzione dell'indotto della filiera creativa, ma, fra il 2012 e il 2014 il valore del mercato è calato di circa 170 milioni di euro, perdendo più di 4mila occupati. Da precisare che nel grande contenitore "Architettura", la ricerca non include le attività di ingegneria né quelle di interior design.

Nella crisi complessiva, la ricerca registra una doppia realtà. Mentre gli studi di medie e piccole dimensioni sono in difficoltà, le società e gli studi di architettura più famosi fanno registrare crescite notevoli. «Il valore del fatturato aggregato per le prime 25 società di architettura - si legge nel report - è cresciuto del 16,6% nel 2014. Al primo posto, gli studi di Renzo Piano con un fatturato di 42,5 milioni di euro, in crescita dell'8% rispetto all'anno precedente».

E, mentre i grandi studi riescono a conquistare fette di mercato legate a contesti in grande sviluppo, come ad esempio il Sud-est asiatico, per le realtà medio-piccole italiane la proiezione del lavoro a scala internazionale risulta ancora difficile.

C'è poi il tema della sostenibilità, che chiede agli architetti di rappresentare un «ruolo più ampio, aperto e dialogante con il contesto culturale». Fra gli esempi più significativi di architettura sostenibile italiana, la ricerca cita il MUSE - Museo delle Scienze a Trento, e anche RhOME for denCity, il prototipo di abitazione che nel 2014 vinse il Solar Decathlon Europe, l'olimpiade dell'architettura sostenibile.

Per approfondirewww.italiacreativa.eu

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