Tutela del lavoro autonomo. Via libera dal Governo al DDL

Deducibilità intera delle spese di formazione. Pagamenti entro 60 giorni, sono alcune delle novità

Molte le misure previste per il professionista: deducibilità intera delle spese di formazione, pagamenti entro 60 giorni, riconoscimento dell'indennità di maternità anche se si lavora, accesso ai fondi europei, sospensione dei contributi in caso di malattia, e altre ancora per creare un sistema di tutele e di welfare per le partite IVA.

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Deducibilità totale delle spese per l'aggiornamento (fino ad un tetto di 10mila euro annui) e dei premi pagati per tutelarsi dal mancato pagamento dei clienti. Riconoscimento dell'indennità di maternità anche se non ci si astiene dal lavoro e sospensione, per non più di 150 giorni, del rapporto di lavoro per i professionisti che prestano la loro attività in via continuativa per il committente, in caso di gravidanza, malattia e infortunio. Sono le principali novità contenute nel disegno di legge per la tutela del lavoro autonomo approvato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti.

In definitiva, viene introdotto un sistema di diritti e di welfare per tutelare le partite Iva.

Deducibilità delle spese di formazione e di assicurazione contro il mancato pagamento

Viene prevista la deducibilità totale delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all'auto-imprenditorialità finalizzati all'inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro.

Sono deducibili al 100 per cento, fino ad un tetto massimo di 10mila euro annui, le spese che i professionisti sostengono per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento.

Si prevede che siano interamente deducibili anche le spese sostenute per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà. Una misura molto importante, l'ha definita il ministro Poletti. «C'è un dato: il rischio più grande che un lavoratore autonomo ha è che non gli venga pagata una fattura», ha affermato il ministro in conferenza stampa al termine del Consiglio. «Abbiamo bisogno - ha continuato - di spingere anche il mercato assicurativo a costruire uno strumento di tutela. E il modo per aiutare il mercato assicurativo o la scelta di farlo in termini mutualistici, cioè tra i componenti della categoria, è quello di dire che chi investe in una forma di assicurazione contro il mancato pagamento può dedurre questo importo sul piano fiscale». In definitiva, il professionista potrà assicurarsi contro il mancato pagamento del cliente e dedurre interamente premio.

Accesso ai fondi europei

Viene rafforzato quanto affermato dalla legge di Stabilità 2016, comparando i lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori ai fini dell'accesso ai Piani Operativi Nazionali e Regionali (PON e ai POR).

No ai contratti «capestro»

«Cerchiamo di fare in modo che questi soggetti (i lavoratori autonomi, ndr) non vengano colpiti da contratti capestro ai quali non possono sottrarsi, perché essendo lavoratori autonomi hanno poche alternative», ha spiegato il ministro del Lavoro, illustrando un provvedimento inserto nel DDL con l'obiettivo di aumentare le tutele degli autonomi nelle transazioni commerciali.

In particolare vengono considerate nulle alcune clausole inserite nei contratti con la committenza, che non tutelano il lavoratore autonomo, come ad esempio l'estensione dei tempi di pagamento oltre i 60 giorni dall'emissione della fattura. 

Uno sportello per gli autonomi nei centri per l'impiego

Viene promosso, inoltre, ha spiegato ancora il ministro Poletti, l'accesso alle informazioni sul mercato dei servizi personalizzati di orientamento, riqualificazione e ricollocazione, ossia viene prevista l'apertura nei centri per l'impiego di uno sportello specifico riservato alle partite Iva.

Accesso agli appalti

Viene previsto un sistema affinché l'accesso agli appalti e alle relative informazioni avvenga in maniera più facile.

Indennità di maternità e congedo parentale

Per aver diritto all'indennità di maternità, l'astensione dal lavoro non è una condizione necessaria. È questa la previsione contenuta nel disegno di legge. L'indennità spetta per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi. Viene allungata, inoltre, la durata e l'arco temporale entro il quale gli autonomi possano usufruire dei congedi parentali, prevedendo che l'indennità possa essere corrisposta per un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino.

Tutela in caso di gravidanza, malattia o infortunio

In caso di gravidanza, malattia o di infortunio per i lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente è prevista la sospensione del rapporto di lavoro per un periodo non superiore a 150 giorni.

In caso di malattia e infortunio gravi, tali da impedire l'attività lavorativa per più di 60 giorni, si prevede la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi. Ciò vale per l'intera durata della malattia e dell'infortunio fino ad un massimo di 2 anni.

Infine, viene inserita una specifica misura di tutela contro la malattia: «I periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, sono equiparati alla degenza ospedaliera», spiega il comunicato stampa di Palazzo Chigi.

Mariagrazia Barletta

 

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