Grandi firme dell'architettura per la conversione di Torino Esposizioni

Libeskind, Boeri, Perrault e altri ancora per per convertire il gioiello di Sottsass e Nervi

In principio era il Palazzo della Moda, progettato dall'architetto Ettore Sottsass alla fine degli anni Trenta, poi l'intervento di Piero Luigi Nervi e ora il gioiello di Torino è destinato a diventare un campus culturale. In lizza per definire il progetto ci sono nomi noti del panorama architettonico internazionale come Libeskind, Boeri, Perrault.

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In principio era il Palazzo della Moda, progettato dall'architetto Ettore Sottsass alla fine degli anni Trenta per ospitarvi mostre di moda: in tutto quattro edifici disposti intorno a un giardino rettangolare all'interno del Parco del Valentino a Torino. Arriva il dopoguerra, un padiglione viene sostituito, e a progettarne la copertura è Pier Luigi Nervi, che più tardi, negli anni Cinquanta, costruisce in quell'area un edificio partendo da zero. 

Nuovo recupero del complesso fieristico della città di Torino di Nervi e Sottsass

Ora 21 tra i più importanti studi di architettura e società di ingegneria a livello internazionale, tra cui Daniel Libeskind, Dominique Perraul e Stefano Boeri, sono in gara per il recupero del gioiello di Nervi e Sottsass. Presso la società di committenza SCR Piemonte sono state infatti aperte le buste dei partecipanti alla gara per l'affidamento dello studio di fattibilità per il recupero e la rifunzionalizzazione di Torino Esposizioni.

Si tratta di una gara a procedura ristretta che verrà affidata con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. L'importo a base d'asta per l'affidamento della progettazione è di 700.661 euro e i progetti dovranno rispondere a requisiti precisi, come la suddivisione del complesso in lotti funzionali indipendenti, realizzabili in fasi distinte e gestibili separatamente.

Il futuro di Torino Esposizioni: il «Campus Valentino»

Oggetto della gara è la creazione di un campus culturale in cui troveranno spazio la nuova biblioteca centrale civica e il Teatro Nuovo, con le attività didattiche e di ricerca della Scuola di Architettura del Politecnico di Torino. Un progetto strategico non solo per la Città di Torino, ma per l'intera regione, destinato a cambiare completamente il volto e la fruizione pubblica di una parte significativa della città lungo l'asse del fiume Po.

Sarà da definire, infatti, il rapporto del futuro nuovo complesso di Torino Esposizioni con il contesto prossimo (Parco del Valentino, fiume Po e Castello del Valentino). Entrano in gioco aspetti legati ai fattori urbanistici, alla viabilità, ai parcheggi, ai percorsi della mobilità alternativa (cicli/pedoni/mezzi elettrici e ad alimentazione pulita). «Imprescindibile la conservazione e valorizzazione degli elementi architettonici e strutturali esistenti, preservando le eccezionali strutture novecentesche», scrivono dal Comune.

«La risposta dei più prestigiosi studi di architettura e ingegneria al bando per la rifunzionalizzazione di Torino Esposizioni dimostra il grande interesse per il progetto che permette la realizzazione del Campus dell'Architettura, della nuova Biblioteca centrale della città e nuove funzioni culturali», ha affermato Stefano Lo Russo, assessore all'Urbanistica e Pianificazione Strategica.

«Lo studio di fattibilità e la realizzazione della biblioteca - ha continuato - verranno coperti dai fondi post olimpici: una grande opportunità proprio del decennale dell'evento olimpico. Il progetto cambierà il volto della città lungo l'asse del Po e rappresenta un fondamentale tassello nello sviluppo di Torino città di cultura e universitaria».

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