Biosphera 2.0: una casa a consumo zero ai piedi del Monte Bianco

Dal concept di un team di studenti nasce una casa passiva itinerante

Dal concept di un team di studenti nasce una casa passiva itinerante. Sfiderà anche i climi più rigidi sotto lente di ricercatori, che monitoreranno le prestazioni energetiche e il benessere degli inquilini. La casa girerà l'Italia, toccando le città di Aosta, Milano, Rimini, Torino e Lugano.

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Una casa itinerante, che per ora ha messo radici ai piedi del Monte Bianco, nel piazzale della funivia Val Veny di Courmayeur, per poi toccare varie località, quali: Aosta, Milano, Rimini, Torino e Lugano. Dal concept di un team di studenti nasce una casa passiva itinerante, che sfiderà anche i climi più rigidi sotto la lente di ricercatori, che monitoreranno le prestazioni energetiche ed il benessere degli inquilini.

È stato appena inaugurato Biosphera 2.0, un modulo abitativo ad energia zero, che per un anno sarà abitato da diverse persone delle località in cui si fermerà. Verranno monitorati i dati energetici e ambientali dell'edificio, che saranno incrociati con e parametri fisiologici degli inquilini, con lo scopo di definire scientificamente il livello di benessere psicofisico degli utenti in un ambiente abitativo energeticamente efficiente.

Courtesy Coblanco Film&Communication

Il modulo dovrà garantire - anche in condizioni ambientali estreme, in modo autonomo e senza alcun ricorso a una rete di energia esterna - una temperatura confortevole sia dell'aria (compresa tra i 21° C in inverno e i 25° C in estate) che delle superfici (tra i 16° C e i 20° C) e mantenere un certo standard di qualità dell'aria.

Si tratta di un progetto promosso da enti di ricerca come il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e l'Università della Valle d'Aosta - Université de la Vallée d'Aoste, da istituti e agenzie che presiedono a standard energetici e produttivi di qualità come ZEPHIR - Passivhaus Italia, Minergie e PEFC per la gestione sostenibile delle foreste, e da società come Aktivhaus e Vallée d'Aoste Structure.

Un modulo abitativo con tutti i comfort. Il concept è di un team di studenti

Courtesy Coblanco Film&Communication

Biosphera 2.0 è anche il nome del modulo di 25 mq provvisto di tutti servizi per vivere - illuminazione a led, cucina a induzione, elettrodomestici, riscaldamento e raffrescamento, zona giorno, zona notte, bagno e centrale tecnica - inaugurato il 2 marzo alla presenza di tutti i soggetti promotori e dei rappresentanti del territorio. È il primo modulo al mondo costruito seguendo entrambi i protocolli di certificazione degli standard di edificio passivo più avanzati: Passivhaus e Minergie-P.

Courtesy Coblanco Film&Communication

Il legno della casa è inoltre certificato secondo i criteri di massima sostenibilità imposti dal PEFC. Gran parte degli arredi e dei complementi d'arredo interni sono realizzati con materie prime e lavorazioni dell'artigianato valdostano di tradizione.

Il progetto architettonico è stato sviluppato a partire dal concept elaborato da un team di studenti di architettura del Politecnico di Torino vincitori di un concorso organizzato dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino, dalla start up be-eco, da Valleé d'Aoste Structure e dall'Università della Valle d'Aosta - Université de la Vallée d'Aoste, al quale hanno partecipato oltre 100 studenti di architettura e ingegneria provenienti da tutta Italia.

Anche gli abitanti saranno 2.0

Biopshera 2.0 ospiterà nel periodo del road show di dodici mesi più di venti abitanti. Ciascun abitante durante la sua permanenza racconterà la vita quotidiana all'interno del modulo con post, fotografie, mini video e contribuirà alla definizione del benessere psicofisico dell'ambiente e della qualità della vita all'interno della abitazione fornendo informazioni sulla propria percezione.

Courtesy Coblanco Film&Communication

Tutti questi materiali verranno pubblicati sul sito e sui social di Biosphera 2.0. Agli ospiti è chiesto anche di fornire spunti sulle caratteristiche che una casa e una città del futuro dovrebbero avere per garantire la massima qualità della vita. Una videocamera manderà in diretta le immagini dell'interno zona giorno. I primi a testare il comfort abitativo di Biosphera 2.0 saranno proprio i sei studenti vincitori del concorso.

Gli stress test a - 20 gradi

Courtesy Coblanco Film&Communication

Biosphera 2.0 sarà sottoposto agli stress test più duri e in condizioni ambientali estreme come i - 20° C in inverno a Courmayeur. Lo scopo è anche quello di monitorare la qualità dell'aria interna al modulo in ambienti con possibile inquinamento atmosferico. Durante tutti i 12 mesi verranno raccolti i dati di oltre 20 parametri relativi all'involucro edilizio e alla fisiologia umana quali temperatura, umidità ,qualità dell'aria, campi elettromagnetici, polveri sottili, frequenza cardiaca, temperatura della pelle, stato emotivo. I dati saranno resi sempre disponibili in diretta su web al sito del progetto.

Le date del tour

Courmayeur: 1 marzo / 20 aprile presso il piazzale Funivie Val Veny, Loc. Entrèves
Aosta: 21-25 aprile presso l'Area Espace Aosta - Maison&loisir 2016 il Salone dell'Abitare
Milano: 1 maggio / 1 luglio. Rimini: 1 luglio / 15 settembre. Torino: 15 settembre - 1 gennaio 2017. Lugano: 1 gennaio / 28 febbraio 2017.

I soggetti coinvolti

Membri del comitato tecnico scientifico di coordinamento sono il prof. Guido Callegari, (Politecnico di Torino DAD); il Dr. Giuseppe Barbiero, (Università della Valle d'Aosta); Il Dr. Phys. Francesco Nesi, (Istituto ZEPHIR - Passivhaus Italia); l'Ing. Milton Generelli, (Agenzia Minergie Svizzera italiana); l'Ing. Antonio Di Blasi (Vallée d'Aoste Structure s.r.l.); Mirko Taglietti, (Aktivhaus).

Il progetto nasce su iniziativa di Aktivhaus in collaborazione con il Politecnico di Torino DAD, l'Università della Valle d'Aosta - Université de la Vallée d'Aoste, Vallée d'Aoste Structure e con gli istituti ZEPHIR, Minergie e PEFC con il patrocinio della Regione Autonoma Valle d'Aosta Assessorato alle attività produttive, energia e politiche del lavoro, del Comune di Courmayeur, di Skyway Monte Bianco, di IVAT Institut Valdôtain de l'Artisanat de Tradition. Vede la partecipazione di diverse aziende nazionali e internazionali: Artuso legnami; Rockwool; Internorm; Hella; Porcelanosa; T&T Commerciale; Zehnder; Nilan; Lape; Bticino; Fermacell; Xella; Une; Thermoeasy; Be Eco; New Sermifer; Lal Lattoneria; La Termoidraulica F.lli Mezzi; Barichello Elettrotecnica; Adveco; Studio Marco De Pinto.

Crediti di progetto

Concept design: Giulia Azaria, Valeria Bosetto, Marco Casaletto, Matteo Cilia, Karen Rizza, Jasser Salas Castro, Simone Vacca d'Avino - team WoodLab Politecnico di Torino

Final design: Giulia Azaria, Valeria Bosetto, Jasser Salas Castro, Maria Niccoli, Simone Vacca d'Avino team WoodLab Politecnico di Torino

Working plan: Aktivhaus
Building Physics: Francesco Nesi (ZEPHIR - Passivhaus Italia)
Project supervisor: Guido Callegari (Politecnico di Torino DAD), Mirko Taglietti (Aktivhaus)

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