Spieghiamo innanzitutto cosa sono i masi. Il termine "maso" storicamente stava ad indicare, nelle regioni alpine come il Trentino-Alto Adige, una proprietà rurale con spazi abitativi e vari ambienti annessi. Negli anni, da realtà contadine, in cui le famiglie si dedicavano all'allevamento e alla coltivazione per il proprio sostentamento e, talvolta, per la vendita locale, i masi si sono trasformati in accoglienti strutture ricettive, caratterizzati dall'autenticità e dal contatto con la natura, tra panorami d'alta quota e vita di montagna tradizionale.

Il Maso BS HOF, recentemente rinnovato dal giovane studio alpina architects, ha le sue radici a Nova Ponente, caratteristico paesino adagiato tra le montagne ad un'altitudine di 1300 metri sopra il livello del mare, oggi abitato da circa 4000 persone.

In questo progetto si intrecciano così due storie: quella di una struttura storica e articolata e quella di una giovane, figlia dei proprietari del maso, desiderosa di continuare a vivere in questi spazi insieme alla sua nuova famiglia.

Non una sfida semplice quella sul tavolo dei tre giovani fondatori dello studio altoatesino - Sara Auckenthaler, Marco Formenti e Martina Stuppner - chiamati a metter mano ai caratteri storici di un luogo consolidato con lo scopo di assicurare nuovi spazi e usi contemporanei, evitando di stravolgere l'identità del volume originario.

L'idea alla base del progetto è semplice: un ampliamento orizzontale, attuato attraverso l'aggiunta di un nuovo volume volutamente contemporaneo per estetica, ma subordinato al rispetto di geometria e proporzioni esistenti.

Elemento di raccordo tra l'innesto dell'ampliamento e la struttura esistente è il disegno di un patio rotondo, punto di connessione che simboleggia l'unità tra passato e futuro.

"Questo spazio centrale diviene il nuovo cuore del progetto. - spiegano i progettisti - Qui il paesaggio vasto viene addomesticato, abbracciato da un gesto che pone il cielo in un cerchio".

Il Maso BS HOF è stato oggetto di visita del quarto Klimahouse Tour, in occasione della Fiera Klimahouse 2024.

foto: © Simone Bossi

L'iter progettuale: tra storia, prime ipotesi ed elaborazione definitiva

Costruito nel 1850, come riportato nel logo della famiglia posto all'ingresso, il BS Hof è da sempre legato al rapporto con la natura, con un'economia basata sull'allevamento di animali, a tutti gli effetti protagonisti della dimensione quotidiana del maso.

Nel corso degli anni, all'edificio abitativo principale si sono aggiunti altri volumi secondari - come la stalla e il fienile - donando all'intera struttura l'immagine di un "paese nel paese". L'edificio principale si caratterizza per il tipico utilizzo di pietra intonacata, mentre gli edifici secondari sono in legno, mostrando a prima vista la gerarchia dei diversi volumi.

La necessità sopraggiunta di nuovi spazi per le nuove generazioni aveva inizialmente portato alla divisione dell'edificio in due parti, sopraelevando il sottotetto. Il rischio, però, era la perdita dell'armonia complessiva, con sproporzioni ingiustificate.

L'attenzione di alpina architects si focalizza, così, sull'analisi del paesaggio e del contesto costruito intorno al maso, arrivando presto all'abbandono della prima ipotesi per trovare una soluzione meno tradizionale e più audace.

La risposta arriva, infatti, sfruttando il dislivello del terreno, per consentire l'aggiunta di un nuovo volume accanto all'ultimo piano del maso.

L'ampliamento: un corpo innestato che, radicandosi nell'esistente, genera qualcosa di inedito

Internamente collegato al secondo piano del maso, l'ampliamento si estende verso nord, prendendo le distanze dalla parte storica attraverso il già citato patio di forma circolare.

Da qui un'ampia apertura in cemento, come fosse un cannocchiale, proietta la vista verso il paesaggio montano, mostrando già da lontano la presenza del progetto, in un dialogo armonioso tra passato e presente, dove l'osservatore diventa parte integrante della natura che lo circonda.

foto: © Simone Bossi

Il vero tassello aggiunto alla storia del BS Hof è, però, il nuovo volume: la sua identità contemporanea è dichiarata dal suo stagliarsi elegantemente nel paesaggio, enfatizzando, attraverso la forma triangolare, l'archetipo della capanna.

Il collegamento tra la parte esistente e quella nuova è risolta da un volume a tetto piano, raggiungibile attraverso una rampa di scale racchiusa tra due setti, una linea inclinata che collega l'ingresso storico del maso allo spazio del nuovo patio, e da qui all'ingresso dell'ampliamento.

Anche da un punto di vista materico l'intervento riprende la tradizione, con l'utilizzo prevalente del legno, sia nelle strutture che nel rivestimento.

Il nuovo volume e il suo tetto a doppio spiovente sono rivestiti in listelli di larice, dal colore naturale e destinati ad ingrigire con il tempo. Le zone del basamento, del tetto piano e del patio sono invece realizzate in cemento a vista sabbiato, che conferisce al cemento la bellezza grezza e la ruvidezza caratteristica della pietra naturale, facendo emergere i piccoli sassi di porfido racchiusi nel cemento.

foto: © Simone Bossi

Gli interni

Lo spazio del maso anticamente adibito a zona notte, si trasforma per ospitare la zona giorno, con la totale rimozione dei setti e la conservazione delle aperture sia per pozione che per geometria, lasciando scorgere il suggestivo paesaggio delle montagne.

Il nuovo volume tiene insieme gli ambienti della zona più intima della casa, strutturato attraverso un lungo corridoio che serve gli accessi alle due camere da letto e alla scala, elemento di connessione con il piano superiore, dedicato alla camera padronale con bagno personale.

All'interno gli spazi sono interamente rivestiti in legno, espediente che dona alla casa un'atmosfera calda e avvolgente.

foto: © Simone Bossi

Le altre fotografie di Simone Bossi

CREDITI DEL PROGETTO

PROGETTISTI
Alpina Architects (Arch. Marco Formenti, Arch. Sarah Auckenthaler, Arch. Martina Stuppner)

IMPRESE
Impresa edile: Zelger Albert Srl

Idraulico
: Martin Delvai Egeregg
Finestre: Wolf Fenster SPA
Lattoniere: Christoph Riegler

Statica
: Roland Mahlknecht
Carpentiere: Aster Srl
Elettrico: Gibitz Srl
Fabbro: Eisenzeit OHG

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