Discriminazione

messaggio inserito giovedì 8 luglio 2010 da arcistufa

arcistufa : [post n° 236712]

Discriminazione

Ma avete visto quanti annunci mettono il limite di età per mandare una candidatura? Ma come discriminazione non era stata tolta? Ma mi chiedo da una certa età in poi cosa ti succede ti rincitrullisci, oppure si pensano che si sono già tutti sistemati e non hai il diritto di reinventarti o non hai il diritto di lavorare come gli altri? Che strano Paese che dire! E meno male che è un diritto previsto anche dalla Costituzione! Ma la libertà e la dignità di una persona non è basata anche sul lavoro?
luca :
La discriminazione c'è e sempre ci sara', mi dite che centra la bella presenza in un lavoro tecnico? la Hadid e' un esempio, non vale la pena arrabbiarsi tanto la scusa per offendere e discriminare la trovano sempre l'importante e' non farsi coinvolgere. Trovati una nicchia di mercato e vedrai che non interessera' piu' il sesso la bellezza o quant'altro, perche' se solo Luca sa fare una cosa non ci sara' alternativa.
nagash :
se io chiedo neolaureati o fino a una certa età presumo di non pagarli o dargli giusto il rimborso..... non sanno fare nulla e li posso sfruttare
se chiedo la collaborazione di uno più vecchio, presumo che sappia già come si lavora, dovrei quindi retribuirlo il giusto.....
e quanti sono gli studi disposti a sborsare il giusto????????
Ily :
Poi una neolaureata apsetta di sistemarsi prima di farsi crescere la pancia fuori stagione, mentre una 30enne è pericolosamente a tiro.
E invece un arch. di 35 anni (oltre ad avere esperienza e quindi a pagarlo, e ad accorgersi se lavori male e quindi che non hai sempre ragione) potrebbe essere il marito/compagno della trentenne di cui sopra, e quindi essere incline ad assentarsi o non voler più lavorare per venti ore al giorno per attività sovversive come stare vicino alla sua moglie/compagna panciuta :-(
Vesevus :
Ragazzi, la questione dell'età, è un ovvio e viscido motivo per approfittare dei neolaureati che si affacciano al mondo del lavoro. La questione che fanno quasi tutti gli studi è : tu vieni qui ad imparare, io ti do 4 spicci ( e ti faccio anche un piacere ) dopo 6 mesi che ti ho spolpato per bene te ne vai, perchè ora devo spolpare altre persone come te, che muoiono dalla voglia di essere sfruttate! L'ho provato sulla mia pelle, e credo che ormai si è aperto un circolo vizioso, che difficilmente si chiuderà.....
Ragazzi, non resta che rimboccarci le maniche e inventarci qualcosa....
in bocca al lupo a tutti!
beba :
si a 30 anni si è già belle che in pensione! poi per una donna...bfff peggio ancora! per crearsi una nicchia come consiglia qualcuno bisogna pagare e strapagare corsi..qui poi nel veneto è una cosa fuori dai limiti...ma a parte questo..penso di aver già strapagato a sufficienza l'università per avere quel pezzettino di carta straccia che nel caso dello IUAV è per lo piu' osceno..
elan :
...Sarà che io ho avuto la fortuna di poterlo dare in cuBo a questi sfruttatori... ...ma mi vien freddo a vedere gli annunci. Non sono annunci di lavoro.
Se fossero esperienze di crescita dovrebbero farti un contratto con degli obiettivi da raggiungere pagandoti step by step. Se riuscirai a raggiungere gli obiettivi, poi, ti DOVRANNO prendere, o assunto o socio.
Il resto è merda.

Per me deve essere per un neolaureato:

- valore intellettuale offerto: almeno 1.000 euro al mese
- prestazioni CAD: almeno 1.500 euro al mese

TOTALE: 2.500 euro al mese

A detrarre:

- esperienza professionale/intellettuale ricevuta

Il problema è che il "datore" di "lavoro" si pò arrogare infinito valore intellettuale e professionale e non è tenuto a dimostrare ciò che veramente ti offre.

Gli Ordini dovrebbero farsi carico di accertare i rapporti interni e fare da interlocutori coi giovani.

Invece, col casso.
beba :
se qualcuno a qualche consiglio su cosa vuol dire specializzarsi in qualche argomento considerato di nicchia..sono tutta orecchie!...avendo fatto una tesi di laurea sul colore nelle scuole sarebbe interessante anche approfondirlo..ma visto la poca conoscenza dell'argomento la vedo dura affrontare un percorso tale!
Francy :
Noto "con piacere" che, quando si sollevano questioni del genere, non v'è mai nessun affermato professionista che decide di difendere la propria categoria argomentando sulle motivazioni che inducono al reclutamento e allo sfruttamento di noi poveri inesperti. Da un po' sto rimpiangendo di non aver dato sfogo al mio... talento artistico... in qualche scuola per estetista o parrucchiera....
beba :
Cara Francy...anche l'ambito della bellezza ha la sua dose di sfruttamento...ma in qualche modo si lavora!!..pero' ti do assolutamente ragioneeeeee!!!..si potrebbe creare un gruppo di architetti incompresi e discriminati!! altro che Albo!
Edoardo :
Cara beba, la differenza la fanno:
- I SOLDI per mettersi in proprio;
- Le conoscenze o locali o politiche per avere LE COMMESSE.

L'esperienza conta... ...ma per imparare a nuotare bisogna tuffarsi nella libera professione (se c'è lavoro e lavoro per architetti poi...), non basta infatti prestre servigio da un pinco pallino amico di o figlio di.
Il problema è che non c'è spazio, allora bisogna diventare designers di WC per le navi da crociera, per esempio... ...perchè la Hall la fà il designer di hall (di navi sempre).
Queste logiche specializzative sono la morte della progettazione e quindi di un architetto. Siamo dei dinosauri, gli uccelli sono i tecnici, quelli sì che si sono "evoluti"!

Edoardo :
...questo mio sfogo sclerotico malcela proprio il mio disagio e la presa d coscienza che il mestiere puro di architetto non esiste.
Tutta la zavorra professionistica che io vedo dove lavoro mi fà schifo, come mi farebbe schifo diventare un sotto ingegnere o un sotto termotecnico.
Malgrado questa mia avversione, palese anche in studio, quei bravi tecnici mi tengono anche ora che non vi è nulla di nuovo. Probabilmente, allora, avere la qualità di essere universali ed un pò di cultura, ci può dare molto di più di quello che pensiamo mortificandoci, a prescindere dai nostri casi di vita.
Percui, non abbattiamoci se ci sentiamo a disagio con la tecnica e la professione, perchè quello si impara con l'esperienza e hanno imparato tutti, mentre il nostro intelletto rimane e ci sostiene ogni giorno, diventando la colonna che nessun nozionismo può sostituire.
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