Prestazione occasionale

messaggio inserito lunedì 28 novembre 2011 da lau83

[post n° 277715]

Prestazione occasionale

Ciao sono un'ingegnere iscritta all'ordine degli ingegneri della provincia di Roma. Sono dipendente di un'azienda con contratto, non ho partita iva e mi si è presentata l'occasione di fare dei lavori autonomi. Ho parlato con il consulente dell'ordine che mi ha detto che posso benissimo farlo come prestazione occasionale, e mi ha sconsigliato di aprire partita Iva.
Sono un pò confusa dal fatto che qui ho letto spesso che questa cosa non si può fare.
Vorrei sapere da voi come mi devo muovere: ritenuta d'acconto??non ho ben chiaro come funzioni.
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SE non firmi è una collaborazione, percui puoi fare una fattura che abbia le caratteristiche di occasionalità e sotto i 5000 euro/anno. Diventa prestazione professionale solo se firmi, a quel punto devi farlo in regime di partita Iva e puoi fatturare quello che ti pare. La concorrenza intellettuale a chi ha p.Iva non la fai tu ma chi ti ingaggia. Praticamente il 21 (22? 23?) % di IVA te la versa quello a cui fatturi, il resto sono guadagno. Tieni conto tuttavia che su 5.000 euro di fattura hai l'anno dopo circa 600 e rotti euro di tasse che ti tirano giù dalla busta paga perchè devi dichiarare tutto col 730. Almeno io mi ricordo così. E' un paradosso che si sconsigli di aprire p.Iva... ma purtroppo è così.
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Il fatto è che lui mi ha parlato di lavoro professionale occasionale con tetto massimo di 5000 euro l'anno e 30 gg lavorativi dallo stesso datore di lavoro. Non ho, forse ingenuamente, parlato di firma perchè lo davo per scontato che io dovrei firmare, anche perchè io sono stata chiara nel chiedere se avessi dovuto aprire la partita iva.
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Può effettuare la sua prestazione, che sarà unicamente e forzosamente di tipo occasionale (in quanto lei è dipendente) qualora l'importo non dovesse suprerare i 5.000€ e siano frutto di un rapporto lavorativo che temporalmente non superi i 30 gg.
Tenga conto che fino a qualche anno fa, e di questo ne sono sicuro, le prestazioni occasionali erano espressamente vietate a professionisti iscritti ad albi professionali. Faccia delle ricerche in rete, assicurandosi inoltre che l'eventuale collaborazione esterna non vada ad inficiare il rapporto di fiducia aziendale (obbligo di fedeltà).
Saluti.
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Se firmi fai la professione, percui devi avere p.iva.
Non credo sia proibita la prestazione di collaborazione, in quanto la collaborazione non è una prestazione intellettuale (non figura tale). Credo che in passato il divieto di fatturare come prest. occ. riguardasse non chi era iscritto all'ordine ma chi era in possesso di P.Iva, percui DOVEVA fatturare in regime di P.Iva. Essere iscritti all'ordine è condz. necessaria ma non suff. per ESERCITARE, cioè FIRMARE. Il vero squilibrio è aprire p.Iva per collaborare.
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Ho capito quello che mi dite, era il dubbio che avevo e per cui ho chiamato la consulenza dell'ordine. Onestamente sono un pò interdetta..per quale motivo mi avrebbe dovuto dire di comportarmi in un modo non corretto??
Voglio dire, se istituiscono degli sportelli appositi, non dovremmo fidarci delle loro indicazioni, visto che sono fatti per persone come me che ancora non sono ferratissime sull'argomento e che hanno bisogno di chiarimenti??Dite che mi devo rivolgere ad un commercialista o al caf?
grazie per le vostre risposte
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ma Lau83, tu hai più fiducia di emeriti sconosciuti che scrivono qui sopra, dietro uno pseudonimo, rispetto al rappresentante del tuo ordine professionale? se proprio non ti fidi delle sue parole, fai un quesito scritto, ai sensi della 241/90, perchè "verba volant, scripta manent"..l'ordine, come ente pubblico, facente parte del ministero di grazia e giustizia, è obbligato a risponderti entro 30 giorni, e in quel caso ciò che scrive ha tutti i crismi dell'ufficialità e della legalità, non chiacchiere da bar, come quelle che spesso si leggono qui sopra..
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a me risulta così, e non ho un bar, bensì uno studio tecnico da 10 anni.
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Ha ragione al che, facendo chiacchere da bar, ha detto una cosa giusta: fatti fare un quesito scritto se non ti fidi.
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marco, avrai un ufficio tecnico anche da più di 10 anni, però la richiedente si è descritta come DIPENDENTE iscritta all'ordine degli ingegneri, non PROFESSIONISTA intellettuale..quindi come dipendente, non vedo perchè nei limiti previsti dalla normativa, non possa fare una prestazione occasionale..e comunque dato che tutti e due siamo titolari di uffici tecnici, e non siamo consulenti del lavoro, ribadisco quanto riportato in precedenza..nessuno dei due ha la titolarità per esprimere pareri che abbiano valore legale sull'argomento..quindi le nostre sono chiacchiere da bar
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leggi bene al, io ho scritto che può farlo quel lavoro nei limiti fissati dalla legge.
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le cd prestazioni occasionali sono considerate quelle prestazioni non derivanti dall'abitualità e che sono realmente occasionali (teoricamente fino a poco fa anche l'iscrizione ad un albo imponeva la partita iva in modo assurdo anche per un solo lavoro all'anno)
ma visto che nel mercato del lavoro tutto muta velocemente per non parlare della giungla delle tipologie di rapporti di lavoro vigenti fossi in te mi metterei le spalle al muro richiedendo la risposta citata nelle forma della consulenza scritta
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Grazie a tutti per i vostri consigli, vi chiedo un'ulteriore informazione: devo fare una ricevuta con ritenuta d'acconto? se il lavoro mi è commissionato da un privato e non un professionista nè società, quindi senza partita iva, devo comunque inserire il 20% sull'imponibile lordo?
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x lau 83:
secondo me non è corretto quello che riferisci a proposito del consiglio del consulente dell'ordine. Non importa il discorso che è assurdo aprire la p.iva per un lavoro singolo. E' assurdo allora anche che io (e altri non so quanto architetti abilitati ed iscritti)faccia tutte fatture da 3 anni a questa parte allo stesso studio...è pieno di cose assurde e ingiuste. Su questo siamo tutti d'accordo mi pare, no?
Il problema non è cosa è giusto a livello "morale" ma cosa è corretto a livello fiscale. Perchè se ti arriva un controllo dell'agenzia delle entrate non è che gli puoi dire "eh, ma nn è giusto...".
Scusami, ma anche gli architetti che sono assunti come insegnanti hanno una p.iva poi per esercitare la professione. Non è che firmano e poi fanno la prestazione occasionale...Non so se mi spiego.
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Inoltre, c'è la questione contributi.....nota dolente, ma non possiamo fare finta che non esista. Segnalo che sul sito di inarcassa c'è infatti una sezione rivolta a chi NON è iscritto a inarcassa (in quanto ha un contratto che prevede un'altra cassa previdenziale tipo inps se magari sei assunto da una ditta di serramenti piuttosto che da una impresa edile o da uno studio) ma che cmque è iscritto all'ordine (arch. o ing.) e fa lavori (che riguardano arch. o ing,) per conto proprio (cioè al di fuori dal contratto che ha). Se firmi lavori extra contratto inps non solo devi avere la p.iva ma devi anche versare la quota di contributo a inarcassa anche se non sei iscritta.
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x Kia:
io ho riferito esattamente quello che mi è stato detto, se avessi potuto dirlo a voce ti avrei fatto capire anche con quale tono mi è stato risposto, come se fosse la cosa più normale , e GIUSTA, da fare. Io sono d'accordo con te per quanto riguarda la differenza tra "tanto lo fanno tutti" e "corretto a livello fiscale". Io sono una persona piuttosto scrupolosa ed è per questo che mi metto tanti dubbi, però capisci il mio stupore sul fatto che un consulente ti spinga a fare una cosa scorretta. A questo punto vado all'agenzia delle entrate a informarmi.
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X lau83.
si, non voleva essere una critica a te. Immagino come ti abbia risposto...pare che la gente faccia dispetto a rivolgersi a loro che però sono pagati per far consulenza.Capito perfettamente la situazione.
Purtroppa all'agenzia delle entrate non sono molto diversi e spesso sono anche impreparati xchè ragionano a compartimemti stagni (uno sa solo di una determinata cosa e non delle altre e non riescono mai a fare un ragionamento globale sulla situazione particolare della persona che va a chiedere le info..). Quindi buona fortuna.
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per carità ...
NON andare all'agenzia delle entrate !!!
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ho capito, non ho avuto una grande idea, quindi??
Direi che ho più dubbi di prima, intanto faccio ricerca su quello che dice la legge in modo da essere più preparata quando riparlerò con il consulente.
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Ho letto l'art. 61 della legge Biagi ed è effettivamente molto chiaro, ho deciso di andare dal consulente legge alla mano e vedere che mi risponde.
A questo punto credo che aspetterò gennaio e aprirò la partita iva. Comunque ho parlato con una mia amica che mi ha detto che 2 suoi colleghi ing. iscritti all'ordine quando ancora non avevano il contratto facevano le ricevute con ritenuta come lavoro occasionale al loro datore di lavoro di uno studio prefessionale....
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x lau83.
Io facevo riveute per prestazione occasionale PRIMA di iscrivermi all'ordine. Poi quando mi sono iscritta, dato che nessuno mi avrebbe mai fatto un contratto di assunzione, mi sono dovuta aprire p.iva....
Quindi i colleghi della tua amica hanno fatto una cosa che nn andava fatta. Ma la tua amica è sicura che all'epoca delle prestazioni occasionali fossero già iscritti al loro ordine e non semplicemente abilitati (passato esame di stato)?
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cmque secondo me i + preparati in materia sono i consulenti del lavoro. Ovviamente conoscendo tutto lo scibile sulle forme di lavoro esistenti e preparando i contratti sanno chi può e chi non può fare una determinata prestazione.
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Firmare (A) o non firmare (B), questo è il problema secondo me.
Se (A) devi avere P.Iva e fatturare perchè ESERCITI;
Se (B) non eserciti, anche se sei iscritta all'Ordine (sei assunta e ti versano i contributi all'INPS) e puoi fare prest. occ.
Chi ha il timbro esercita SE FIRMA. Uno può avere il timbro, pagare l'ordine e lavorare in Regione come dipendente.
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Che poi facciano aprire p.Iva a dei dipendenti per non assumerli è ben altro par di maniche: la sfiga della sfiga (che prima o poi tocca a tutti noi disgraziati) del fatturare senza firmare.
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I colleghi della mia amica erano già iscritti, li conosco anch'io di vista e non sapevo questo aspetto del loro lavoro.
Io fortunatamento ho un contratto nazionale, quindi tutti i vantaggi che ne comporta, e anche se sono part-time, c'è alla scadenza la "promessa" del tempo indeterminato che mi darebbe sicurezza economica e allo stesso tempo la possibilità di avviare un mia libera professione, ovviamente firmando.
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messaggio per la redazione:
da post come questo emerge che per tutti noi URGE la presenza di un consulente fiscale su P+A!:-)
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Sono pienamente d'accorso. Serve una presenza costante di un commercialista ma anche, secondo me, di un consulente del lavoro.
POi è veramente allucinante che siamo qui a spaccarci la testa per redditi infimi mica per redditi da super manager!!!
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Scusate, lapsus da tastiera.Volevo scrivere "d'accordo".
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Cmque, volevo segnalare che l'ordine di Roma (non è il mio ordine ma hanno un sito fatto bene e quindi l'ho visitato varie volte) ha una sezione di consulenza fiscale su questi temi. E temi come questo del post, o similari tipo incompatibilità tra iscrizione ad un albo e il co.co.pro, vengono trattati e ci sono anche tutti i riferimenti di legge.
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www.architettiroma.it/sportello/index.aspx

Questo è il link. C'è veramente di tutto anche su altri argomenti dibattuti qui su P+A. Le risposte agli utenti vengono date non solo dalla segreteria dell'ordine ma anche da professionisti in materie fiscali o altro.
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Edoardo ha ragione.
La si vuole fare complicata solo perchè non si vuol aprire una partita IVA.
Se firmi ti apri una partita IVA e paghi come gli altri. Se no fai il dipendente e lascia stare la libera professione. Come se fosse un dramma aprire una partita IVA. Capirei se ci fosse un canone da pagare, ma non c'e...
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x poipoi
Nessuno vuole fare complicato qualcosa, ho semplicemente chiesto qualche informazione in più a riguardo visto che dall'Ordine mi è stata detta una cosa che mi è sembrata strana.
se leggi bene quello che ho scritto ho detto cha a gennaio mi aprirò la partita iva....
non vedo perchè poi uno che è dipendente non possa esercitare secondo te. Secondo te uno che si laurea e non ha alcun tipo di contatto col mondo del lavoro ha molta scelta? non c'è cosa che mi rattristi di più che dover lavorare per qualcuno e in realtà non contare nulla.
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comunque volevo ringraziarvi per i vostri consigli, poi vi dirò cosa mi risponderà il consulente dell'ordine quando gli chiederò il motivo per cui mi abbia detto di fare prestazione occasionale non potendo in realtà..dirà che ci siamo capiti male?????
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"non vedo perchè poi uno che è dipendente non possa esercitare secondo te."
io non ho nessun pregiudizio, anzi, ma fare il dipendente ed emettere ricevuta per prestazione occasionale mi sa tanto di evasione fiscale e/o contributiva. Ben venga la partita IVA e il resto.
Ma c'è un problema, grosso, di concorrenza illecita.
Chi ha uno studio proprio, paga attrezzature proprie, si paga da solo l'aggiornamento professionale e i collaboratori, evidentemente ha dei costi superiori a chi fa anche il dipendente, probabilmente si fa il lavoro extra in un ufficio non suo, dove gli hanno pagato un corso di aggiornamento e qualcun altro gli paga le attrezzature, i software, l'affitto dell'ufficio, etc.
C'è illecita concorrenza nel caso dei dipendenti che si fanno (lecitamente) il lavoro fuori dall'orario d'ufficio, di chi ha un regime dei minimi e può fare (lecitamente) il 20% in meno di quello che faccio io senza un regime agevolato.
Per non parlare di quei dipendenti pubblici che abusano della propria posizione o sfruttano le proprie conoscenze interne per fare la libera professione in concorrenza illecita di un libero professionista e basta.
Lavoriamo tutti in regime di concorrenza, non esistono le tariffe minime, e dovremmo avere tutti dalle stesse condizioni di partenza. E in realtà non è così. Per legge.
Non ce l'ho con te, tu non c'entri niente. Hai tutto il diritto di fare un secondo lavoro. Però, se permetti, un po' mi scoccia. Posso?
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Capisco che il tuo discorso sia più ampio.
"C'è illecita concorrenza nel caso dei dipendenti che si fanno (lecitamente) il lavoro fuori dall'orario d'ufficio"
Ma ti riferisci alla concorrenza che si crea con il proprio datore di lavoro o con gli altri professionisti? Scusa ma non sto capendo. Se io, dipendente privata, ho dei contatti autonomamente che non c'entrano niente con il lavoro di studio, e comunico per correttezza al titolare che voglio iniziare la libera professione, qual è il problema?

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ho sentito una collega che ha avuto lo stesso problema secondo lei puoi fare prestazione occasionale se per esermpio come è capitato a lei ha tenuto delle conferenze per un'associazione e mi ha spiegato che il suo commercialista dice che i criteri per individuare tale tipologia di lavoro oltre alla soglia economica sono in particolare la non abitualità o meglio l'occasionalità, una prestazione sporadica cosa che mi sembra non essere il tuo caso.
Poi scusate ma veramente ... mi prende lo sconforto vedere dipendenti pubblici che abusano della loro posizione lavorano in nero il pomeriggio fanno firmare ad altri e poi istruiscono le loro pratiche e nessuno dice nulla e poveri noi che se ti capita un controllo per una fattura sbagliata di pochi euro ti fanno il c...lo
mi verrebbe da piangere e invece mi in.....zzo
siamo noi a cambiare l'Italia e
non siamo noi a dovercene andare ma
sono questi fottuti mafiosi...
scusate lo sfogo
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

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