AVREI UNA MEZZA IDEA DI...

messaggio inserito giovedì 19 giugno 2008 da francine

francine : [post n° 165809]

AVREI UNA MEZZA IDEA DI...

Cari colleghi, rifletto tra toni medio-bassi sulla possibilità di andarmene da questo paese che "Odi et amo"...
Mi chiedo dove però...
Questa è la situazione: vivo e “lavoro” a Firenze, ho lavorato per qualche anno in vari studi, due dei quali di un certo livello, occupandomi ovviamente di grafica, nell'ambito dell'interior design e della progettazione turistico-alberghiera... poi il “grande salto” nell'edilizia, e per quasi tre anni ho lavorato per una società, dove ho imparato gran parte di questa professione... nel contempo ho preso varie specializzazioni, una al politecnico di Milano in interior design, altra presso l'istituto nazionale di bio-architettura, corso di primo e secondo livello, un'abilitazione come coordinatore alla sicurezza, etc. etc. etc. un incarico nell'amministrazione pubblica, in ambito urbanistico per un anno... probabilmente il percorso di molti colleghi come me...
Continuo con grande piacere a formarmi, formarmi, ma quando lavorerò però sul serio?!?
La questione è che da un anno e mezzo, forte dei sette anni di esperienza di cui sopra, di alcuni contatti falsamente consolidati, ho intrapreso la folle idea di aprire un mio studio e fare lllibera professione (costretta anche da una situazione lavorativa precedente, non più sostenibile), ma le cose non vanno... non vanno proprio... non riesco neanche ad arrivare a metà del mese!... ma sono così folle (altrimenti credo che non farei questo lavoro), da credere che ce la posso ancora fare!!!
Il sogno sarebbe quello di creare uno studio associato multidisciplinare nell'ambito della progettazione architettonica, ma le varie collaborazioni che sto intraprendendo con altri colleghi si stanno rivelando deboli e flebili... invidia, paura, crisi non unisce le persone ma le divide e le fa chiudere ancora più in se stesse.
Poi certamente gli architetti non sono certo famosi per corporativizzarsi, ma semmai per “uccidersi” l'un l'altro se ne hanno la possibilità!!!
E così qui diventa veramente la guerra degli straccioni...
Ho 35 anni e penso anche, che invece di continuare a farmi il sangue marcio per un sogno impossibile, potrei guardare in faccia la realtà e andarmene da questo paese così ingrato e "fetente"... e ricominciare tutto da capo!
Pensavo a New York... o alla Cina, ho un collega che lavora a Beijin e udite udite... fa il progettista!!!
ohoooooooooooooooooooo
Insomma se qualcuno vuol condividere con me questa mia frustrazione (forse comune) e darmi qualche dritta su come posso fare a trovare lavoro, fuori, New York, Londra, Berlino, Hong Kong... non importa dove, importa solo che sia un posto dove il nostro lavoro, il nostro talento e la nostra passione sia veramente riconosciuto, dovunque ci sia lavoro per progettisti e architetti come me, beh... mi scriva!
Grazie.
A presto, Francine
beppe :
Ed io che pensavo che la Toscana fosse la regione dove uno avrebbe posto una ipoteca per viverci e lavorarci. Allora non ho capito nulla io, oppure tu non conosci le realtà del sud per comprendere e capire quanto bella e civile è la vs. bellissima regione.
ciao
fly :
mi dispiace dover concordare con Beppe!!!!al sud c'è una realtà di m..... Le mie peripezie lavorative neppure le racconto, sono identiche a quelle di voi colleghi. Ultimamente però, dopo assermi trasferita al sud, ahimè, ho trovato uno studio dove mi trattano dignitosamente. Fin troppo....ma all' inizio non mi potevano pagare, poi mi hanno detto che non posso essere una dipendente in quanto professionista, quindi il mio compenso dovrebbe essere a percentuale come il loro!!!Dico dovrebbe in quanto non ho visto ancora nulla! Vabbè diciamo che i 3 mesi ho fatto passi da gigante...." diciamo ". Oggi mentre parlavo con uno dei due ho chiesto se su un lavoro avrebbe messo il mio nome, come collaboratrice, è vero che sono arrivata a lavoro iniziato, ma è pur vero che ora mi occupo io della parte grafica, di rilievo diretto ed indiretto, in più sto rifacendo il lavoro fatto male dalla persona, che stava prima di me.
In tutta risposta mi ha detto: " devo scrivere che hai fatto o corretto 4 linee?" il tutto con un sorrisino vergognoso.
Ma non ero una professionista e non dovevo essere trattata da stipendiata?!?allora sono professionista solo per non essere pagata!!!e non per risultare, badate bene, come collaboratrice, in un progetto!!!!
che schifo!!!!
andarmene?!?!!? se riuscissi a mettermi un po di soldini da parte lo farei subito.....ad essere pagata...
la passione in questo lavoro vien scemando con il tempo!!!!
francine :
...è strano... tutti i colleghi che lavorano al sud pensano che in Toscana o in regioni simili ci sia l'Araba Fenice...
VI ASSICURO CHE NON E' COSI'!...
A MENO CHE NON SEI FIGLIA DI... O MOGLIE DI...
E ve lo dico frequentando e partecipando alle attività del mio Ordine... la maggior parte dei colleghi che frequento, hanno delle grossissime difficoltà ad andare avanti, anche colleghi strutturati, che fino ad adesso hanno lavorato facendo anche opere importanti, si ritrovano a 55 anni veramente nella mer... a....
E non è proprio lo stesso che trovarcisi a 35 anni...
A meno che non fai la muffa in uno studio per il resto dei tuoi giorni a fare il grafico... e abbiamo fatto anche questo... le cose stanno a così, perlomeno a Firenze e dintorni...
Ognuno di noi è stato sfruttato a suo modo, chi lavorando gratis per una chimera, come me, solo per il prestigio di aver partecipavo alla progettazione della boutique ferragamo del momento, o perchè ero sotto un capo fuori di testa, prepotente e imbroglione... etc...etc....
Sinceramente, non ne volevo fare una questione regionalistica, visto che ritengo che la situazione generale sia per tutti molto difficile, ma mi costringete visto i vostri contributi...
Mi fanno molto incavolare certi discorsi... e basta questa cosa di distinguere il sud dal nord... il lavoro non c'è neanche qui, ma ve lo volete mettere in testa!!!... se non per il massone di turno o il figlio/ a di...
Non c'è la mafia, va bene... (che tra l'altro non è vero), ma c'è il clientelismo, qual'è la differenza che non usano le armi!!!
Per carità non è una differenza da poco... ma dobbiamo farla finita di pensare sempre che l'erba del vicino è sempre più verde... è proprio per persone che la pensano come voi, che non saremo mai uniti tutti insieme verso un unico obbiettivo, che è quello di riuscire che la nostra professione sia finalmente riconosciuta, da questa società, per quanto mi riguarda molto deludente... società e sistema che fa progettare il 70% degli interventi ai geometri, o a progettisti incapaci e improvvisati, ma poi quando si tratta di fare il “mea culpa” sul degrado delle nostre città, chi se l'accolla la responsabilità... naturalmente gli architetti... che massa di masochisti... che siamo...
Comunque io mi sa che me ne andrò, il tempo sta per scadere... dovreste essere contenti, un architetto in meno con cui concorrere!:-)
beppe :
Se non sei stata al sud non puoi fare paragoni. Ma io che in Toscana c'ho visssuto 8 anni per motivi di studio so che differenza c'è. Dai retta altrove non sarà mai come la Toscana.
florence :
toscana fino nell'osso...
leggo spesso questo blog....lavoro nella mia bellissima regione e da quel che leggo quotidianamente qui credo che effetticamente al sud siano messi un po' peggio.
così come so, xchè ho amici che ci lavorano, che gli stipendi al nord (posso parlare solo di milano e del trentino) sono, oggettivamente, in media, + alti dei nostri.
porto la mia esperienza non per dire che qui si lavori alla grande e si viva nel lusso (la crisi c'è qui come nel resto di Italia...e si sente....MOLTO) ma perchè il clientelismo non si può paragonare alla mafia (!). c'è. c'è sempre stato. c'è in tutto il mondo e sempre ci sarà.
nel mio studio si lavora. parecchio. non guadagno 2000 euro il mese ma nemmeno, vista la situazione, mi posso lamentare. non lavoro in uno studio da archistar, ma semplicemente con persone che amano il loro mestiere e rispettano i collaboratori.
ecco, ho detto la mia.
francine :
Apprezzo il contributo di tutti voi... anche se non posso essere d'accordo, vi ringrazio...
Grazie!
....non ho mai vissuto al SUD, ma ho amici e conoscenti che ci vivono e lavorano... e se gli stipendi sono più o meno gli stessi, la vita costa la metà... prova a prendere in affitto una casa o addirittura comprarla, a Firenze (io l'ho fatto, e son gioie e dolori), a Roma o a Milano, poi ne riparliamo... a meno che non sia normale a 35 anni fare la vita degli studenti, e cioè vivere con altre persone per il resto dei propri giorni (premetto che l'ho fatto per 10 anni) o con i genitori, perché l'alternativa è questa... se vi sembra stimolante e edificante alla nostra età...
Per i miei obbiettivi e per i miei valori non lo è...
E' questo il modello che questa società propone... bella roba!... alla mia età miei genitori avevano già due figli, una casa, una piccola azienda, un lavoro statale, qui, se solo pensi di fare un di figlio vai sul lastrico!
Forse la Polizia Municipale di Firenze prima o poi farà pagare anche per questo... anche per il desiderio di maternità...
Comunque, a costo di essere noiosa, ripeto che non ne volevo fare una questione regionalistica, ogni realtà ha i suoi problemi ed io sinceramente non faccio differenza tra nord e sud... ho colleghi che vivono in Puglia o in provincia e lavorano molto più di me... quindi...
Per quanto riguarda la differenza tra clientelismo e mafia, per me la differenza c'è e come, ma non vorrei dilungarmi qui su un argomento trito e ri-trito, direi di passare oltre... rischiamo di andare fuori tema come alla maturità:-)
Vorrei ritornare al tema originario: VOGLIO ANDARMENE IN UN PAESE DOVE LA MIA PROFESSIONALITA' SIA RICONOSCIUTA E DOVE CI SIA PIU' RISPETTO DEI DIRITTI UMANI E PIU' CIVILTA'!
Scrivetemi, se via va, per scambiare idee, sogni, opinioni...
Un richiamo particolare ai colleghi che vivono e lavorano fuori dall'Italia...
Ancora grazie...
A presto, francine


fly :
non volevo creare un confronto tra nord e sud, il mio era un semplice sfogo. ho vissuto 10 anni a Roma e ora mi sono trasferita qui ad sud....tutto qui!!è vero che la vita è meno cara, ma ti assicuro che alzarsi la mattina, fare il proprio lavoro con dignità e passione senza percepire nè un grazie, nè conpensi economici, è poco gratificante.....comunque...
siamo tutti nelle stesse condizioni, anzi spero ci sia qno in grado di raccontarci la propria esperienza positiva per rincuorarci..
francine :
Credo che i miei post abbiano dimostrato quanta amarezza e frustrazione ci sia, a tratti (per fortuna non è sempre così), in me a causa di questa professione e non solo...
Quindi ti capisco...
Ti giuro che non avrei mai pensato di andarmene dal mio paese, se non per fare un'esperienza professionale limitata nel tempo, per la disperazione di non potermi esprimere nel mio lavoro e soprattutto per l'evidente realtà di non riuscire a manternermi con il mio lavoro... alla mia età...
Quindi ti capisco a pieno...
Credo, pazza come sono, che non sarà per sempre così!
Credo ancora in questo lavoro... pensa te...
O in un modo o in un altro non sarà così per sempre... in fondo questa è la selezione naturale che la nostra generazione deve superare... e malgrado lo sfogo sono una persona che mi piego, ma non mi spezzo, quello mai, col cavolo!!!... ormai sono testata!:-)
Vi terrò aggiornati!
A presto...
Un caro saluto a tutti, fR

florence :
un caro, sincero in bocca al lupo.
spero che ognuno di noi, riesca, in questo paese o all'estero, a trovare la propria serenità e una giusta consapevolezza di sentirsi realizzato.
non vedo futuro in questo paese...ma mica solo x noi architetti, sinceramente...un po' x tutti....
e se potessi scegliere un nuovo mestiere...di sicuro nuovamente con uno stipendio non adeguato ai rincari della vita (credo che meno del 5% degli stipendi lo sia)...io penso che...alla fine...
tornerei a scegliere il mio...xchè lo amo...e contemporaneamente comincio a odiarlo.
un saluto a tutti da Firenze
arko :
ho amici che stanno lì, e amici di amici. Una in particolare l'ho rivista un mesetto fa, e vuole tornare qui!!! Vedi cara francine, io capisco quello che dici, io stesso ho spesso la voglia di andarmene, ma io faccio un discorso diverso. Premetto che abito e lavoro in provincia di Napoli, in pieno parco del vesuvio e zona rossa: praticamente, dopo anni di abusivismo, hanno finalmente e dico FINALMENTE deciso di mettere un freno, e praticamente puoi fare solo i muretti di recinzione...neanche quelli se sei in zona parco. Capirai che nn è una situazione che ti permetta di guardare al tuo futuro come architetto...magari come agricoltore.. Nonostante ciò, resisto, sono andato via da quasi un anno dallo studio in cui mi sfruttavano, e sto tentando di fare l'architetto. Per fare ciò credo che la progettazione sia quasi un lusso che ci concediamo di tanto in tanto, e che per sopravvivere bisogna accontentarsi di fare altre cose che vengono riconosciute e pagate maggiormente, perchè senza la tua firma non si possono fare. Io sono iscritto al tribunale come ctu, e credo che col tempo possa diventare un motivo di guadagno, mentre nel "tempo libero" posso dedicarmi alla mia passione vera, che è l'architettura, ma che non ti da da mangiare , semplicemente perchè alla gente nn frega un c. che la casa sia bella, ma solo che si possa fare, in barba ai regolamenti..e allora si va dall'imbroglione con gli amici al comune. Allora...certo che capisco, capisco benissimo e me ne andrei domani. Ma, e qui ritorno all'amica che tra un anno ritorna in Italia dopo 3 passati a fare architettura vera a barcellona: il motivo è che le manca il suo paese, e come lei tanti altri che vanno all'estero e nn riescono a integrarsi socialmente, come succede ai rumeni o agli albanesi qui in Italia: l'italiano, anche in Spagna, è un italiano, non uno spagnolo. Preferisco rimanere nel paese in cui ho radici, e vivacchiare dal punto di vista economico, piuttosto che andare all'estero in qualche grande studio, fare la catena di montaggio grafica, magari disegnare solo maniglie per un anno, e essere trattato da straniero, e non avere neanche questa grande tranquillità economica. Questione di priorità.
Ciao
XXS :
Cara Francine, credo di poter aggiungere che per una donna fare questo mestiere in italia (senza avere le spalle coperte da padri o mariti) è anche molto più penalizzante...tempo fà risposi ad un'annuncio, un'impresa cercava Assistenti di Cantiere, la loro risposta è stata che in cantiere preferiscono gli uomini!!
Ti comprendo, ma pensa che c'è anche gente (come me) che ha collezionato in tre anni di tentativi solo delle misere collaborazioni imparando quasi nulla della professione!! Risultato: sto pensando di cambiare lavoro, inutile lottare contro il clientelismo. Andarmene? Mi sento troppo sfiduciata per farlo, comunque ci ho pensato anch'io.
Un saluto.
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