Puo essere utile un' esperienza all'ufficio tecnico comunale?

messaggio inserito sabato 5 marzo 2011 da Paolo29

[post n° 256629]

Puo essere utile un' esperienza all'ufficio tecnico comunale?

Salve, sono laureato in architettura da circa due anni e da un anno e mezzo lavoro in uno studio di architettura.
Per un giovane architetto con poca esperienza come me puo essere utile lavorare per un periodo di tempo nell' ufficio tecnico di un comune?
Ringrazio anticipatamente tutti quelli che vorranno darmi qualche consiglio.
Paolo
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Sicuramente è un'esperienza positiva e di accrescimento professionale, in primis ti permette di stare dalla parte del pubblico e poi siccome il lavoro dei tecnici vive molto anche di relazioni, ti permette di conoscere anche altre persone, ditte, tecnici... Come tempo di impiego secondo me l'ideale è un part-time 50/50 in modo che puoi seguire attività tue. Immagino che la nota dolente sia la rettribuzione, però se fatto per due/tre anni può avere la sua utilità.
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però non è che mandi il cv e ti prendono come in uno studio privato... o su chiamata sindacale ti fanno un contratto a tempo determinato oppure devi vincere un concorso, che però sono congelati fino al 2014 tranne che nei comuni non soggetti a patto di stabilità
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secondo me è positivissima come cosa...impari a capire come si fanno le magagne e poi vuoi mettere il fatto di conoscere tutti i funzionari che un domani ti potranno aiutare nel tuo lavoro? non è una polemica la mia...penso sia davvero utile perchè avresti la fortuna di stare dall'altra parte e capire le cose come vanno..
per l'assunzione non credo sia così facile..esistono però i tirocini che si possono fare dopo l'università negli uffici comunali..qui molti miei amici lo hanno fatto anche se devi informarti perchè nessuno sa di questa possibilità che viene offerta..
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Il fatto è che nei comuni limitrofi al mio (comuni medio-piccoli, sui 5000 abitanti) stanno uscendo parecchi concorsi a tempo determinato, forse per sostituzioni di maternità. Il mio dubbio era se, ammesso di vincerne uno, un' esperienza anche breve potesse servire al mia formazione di architetto, perchè quello è il lavoro che vorrei riuscire a svolgere.
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SI FALLO..io se ne avessi la possibilità lo farei...di sicuro imparerai una parte consistente del lavoro di architetto che è quella della compilazione dei documenti necessari.. essere architetto non è solo progettsare, ma è anche conoscere bene la normativa e il modo corretto di applicarla...io fossi in te lo farei senza pensarci molto...se poi ti andasse bene e poi di rendessi conto che la cosa non ti piace + potresti sempre lasciare l'incarico..
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Magari ci riuscissi...
Per esperienza diretta ti dico che la politica ha molto, troppo potere quando si parla di posti di lavoro pubblici. Detto ciò credo che un esperienza in Comune abbia tanti risvolti positivi:
- conosci l'ufficio tecnico, come la pensa, da chi è composto ecc.
- arricchisci il CV con esperienza in PA che torna molto utile per affidamenti di incarichi pubblici
- se Pinco Pallino ti vede in Comune, dal giorno dopo saluta e riverisce perchè pensa che se tu gli dovessi "servire" un indomani, gli farai passare subito la pratica (siamo in Italia) in conseguenza potrebbe aumentare il tuo bacino clienti perchè la voce gira.
- conseguenza del punto precedente: aumenta il tuo prestigio.

Ti ho convinto? Allora vai a studiare!
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e bravo kitto per come la pensa...siamo sempre pronti a criticare clientelismo e affaristi...fa niente se poi siam noi a comportarci come loro!!!...allora io ti dico che a mio avviso, dovrebbe esserci una legge che impedisca ai responsabili degli uffici tecnici di permanere per più di due/tre anni presso gli stessi uffici al fine di bloccare sul nascere comportamenti poco trasparenti...oggi lavori a presso gli uffici di Torino, fra tre anni a rotazione lavorerai presso gli uffici di Poirino...che ne pensi, kitto?...o forse è meglio intrallazzare!
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salvatore, guarda che kitto non ha detto di prendere mazzette per far passare le pratiche, ha detto solo che quando un tecnico o un committente ti vedono in comune ti trattano con rispetto pensando in tal modo di avere trattamenti di favore... che poi ci siano funzionari scorretti è pacifico, ma ce ne sono altrettanti che invece sono inflessibili.
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Caro salvatore, a volte basterebbe leggere con un po' più di attenzione, come ha fatto Fra (che ringrazio), evitando inutili polemiche.
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"...il giorno dopo ti saluta e riverisce perchè pensa che se tu gli dovessi "servire""...non pigliamoci per il c... cosa vuol dire questo?al bando l'ipocrisia..."gli farai passare subito la pratica (siamo in Italia)" lo ammette anche lo stesso Kitto!!!"... in conseguenza potrebbe aumentare il tuo bacino clienti perchè la voce gira"...aggiungo io...la voce gira che sei quello che fa passare le pratiche!!!...non sono mazzette!ok...sono scambi di favore!quanti tecnici conosciamo che in cambio di canali preferenziali hanno in cambio commesse su cui lavorano per ovvie ragioni tecnici di copertura!?!...eh eh eh...
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e no caro kitto...è questo il punto!basta leggere con più attenzione per capire come la pensa certa gente...purtroppo siamo in Italia...il paese degli intrallazzoni e del clientelismo...purtroppo ormai siamo così tanto assuefatti dal sistema marcio che lo diamo per scontato!
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Dai ragazzi, ma stiamo scherzando?Kitto mi pare che nn abbia parlato di mazzette. Cmque volevo fare una semplice considerazione: ho presentato due pratiche similissime che prevedevano lo stesso identico iter. Quella che ho fatto x l'arch. per cui lavoro e firmata da lui in 7 mesi è stata risolta; quella che ho fatto io firmata da me per un mio cliente personale al di fuori dello studio ha già avuto tutti i pareri favorevoli ma deve essere ancora licenziata dopo più di un anno e mezzo.....solo perchè evidentemente il mio cognome nn è interessante quanto quello del mio capo. Però lui mica gli ha dato la mazzetta per avere la pratica licenziata in un tempo lungo ma sempre + ragionevole di quello che sta toccando a me. Semplicemente lo conoscono perchè è da 40 anni che lavora in città mentre io sono una perfetta sconosciuta....che dire?vabbeh, dà fastidio ma finchè nn c'è passaggio di denaro x avere trattamenti di favore, nn ci si può fare proprio un bel nulla!
Quindi penso che un periodo di lavoro dentro al comune nn sia assolutamente da sottovalutare e possa avvantaggiare nel caso si intraprenda poi la libera professione. Almeno si imparano a conoscere i meccanismi.
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E poi quella di Salvatore che propone la rotazione è una cretinata galattica xchè ogni comune ha un regolamento edilizio nonchè pacchi e pacchi id circolari interne che neanche in un anno impari tutte. Quindi andando a rotazione avrai sempre tecnici che nn conoscono a fondo il loro comune e nn ti daranno mai risposte certe su nulla. Ti assicuro che è così. Nel mio comune qualche anno fa è andato via il dirigente storico dell'edilizia privata che era anche la "memoria storica" di quegli uffici e da là è iniziato il delirio per fare qualsiasi pratica!
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Poi tra l'altro, mentre uno mettiamo caso fa il tecnico all'edilizia privata nn è che può tranquillamente esercitare la libera professione nello stesso comune quindi tutto il discorso cha fa Salvatore sul fatto che così si fa un giro di clienti perchè "fa passare le pratiche" non mi pare attuabile. Poi potrò anche sbagliarmi....
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Se mai, una volta lasciato l'ufficio tecnico e intrapresa la libera professione, le partiche riuscirà a farle meglio perchè conosce a fondo regolamenti e circolari interne (di cui uno deve tenere conto anche se nn sono pubblicate. Questa cosa nn l'ho mai capita ma putroppo funziona così...), Ma nn c'è niente di male in questo secondo me. Scusate se ho fatto svariati post ma ho connessione che va e viene e ho paura che a scriver troppo in un solo modulo bacheca, mi si cancelli tutto!!!
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per kia 1) ti sembra giusto quanto ci racconti?non ammetti implicitamente come esistano favoriti (clienti) e non?infine la "mazzetta" può essere una semplice bustarella o anche un do ut des più sottile: io tecnico comunale ti avvantaggio ed ho per te costruttore un occhio di riguardo perchè tu possa affidare la commessa a mio cugino (che poi mi retrocede la mia parte) 2) concordo con te, solo in parte, sulla rotazione dei tecnici, perchè allo stato attuale potrebbe non funzionare per via delle infinite interpretazioni che ogni Comune fa anche in merito alle sole definizioni tecniche che comportano una frammentazione normativa e regolamentare che il più delle volte impedisce anche allo stesso architetto PincoPallo di esercitare la sua professione al di fuori delle mura domestiche non senza aver prima interpellato un tecnico-collega locale con cui condividere la commessa (perchè altrimenti il più delle volte la scelta per iniziative private importanti ricade sui soliti intrallazzati locali che da 40 anni operano sul quel territorio?non sarà per poi avere una corsia preferenziale...in altri paesi europei (molte sono ad esempio le amministrazioni pubbliche in svezia o in germania che applicano il criterio della rotazione), dove l'apparato normativo urbanistico-edilizio di certo non è confrontabile con il nostro (dopo decenni solo nel 2001 abbiamo un TU sull'edilizia che oggi risulta già sorpassato e obsoleto tant è che innumerevoli sono le circolari, integrazioni e sm succedutesi negli anni fino ad oggi, e pertanto come tu sottolinei di certo potrebbe non agevolare il discorso della rotazione (sta tranquillo che comunque la rotazione, al di là delle difficoltà pratiche dovute al diverso linguaggio dei tecnici, permetterebbe loro di a) accrescere le competenze b) condividere esperienze pregresse su scala diversa (immagina come il tecnico di un piccolo comune montano possa trarre il massimo da una esperienza presso un ufficio tecnico di una medio-grande città) c) ottenere una forte spinta motivazionale sotto il profilo professionale...infine, come pretendere che venga rispettato il principio di rotazione e conseguenzialmente di non discriminazione,parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza nell'affidamento degli incarichi pubblici (soprattutto sottosoglia e previsti dal codice dei contratti pubblici) se non hai a monte una rotazione di chi decide/assegna/parcellizza incarichi (magari al cugino)?
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x Salvatore:
Il mio discorso era un attimo + terra terra: dicevo solo che il mio capo che nn è assolutamente un intrallazzone (da questo punto di vista è veramente inetto) lo badano semplicemente perchè è una presenza fisica ben definita che va a parlare con i tecnici ogni settimana per chiedere info su pratiche o nuove disposizioni. Insomma è uno che si fa vedere e rompe pure le palle quando c'è da rompere a differenza mia che in comune ci vado poco (rompo le palle solo telefonicamente) per cose mie e quindi sono un'entità astratta e nn ben definita. Per quello la mia pratica resta indietro. Ma il mio discorso era per dire che sono d'accordo con la questione della "visibilità" sollevata da Kitto. Poi per tutto il resto posso pure essere d'accordo con te ma solo in linea teorica perchè nn siamo nei paesi che citi e bisogna fare i conti con la nostra normativa ecc.ecc.
C'è stata tempo fa una puntata di report che parlava di edilizia e amministrazioni comunali in germania o austria nn ricordo. Là il R.E. era di 2 pagine attaccate in bacheca al comune....capito che differenza. Visto che siamo diversi da loro, ritengo utile fare un po' di esperienza nell'ufficio tecnico comunale semplicemente perchè poi uno è in grado di districarsi molto meglio nella libera professione, se la vuole intraprendere. Ma nn volevo mica tirare fuori discorsi su appalti al cugino dell'amico del fratello del nipote dello zio, ecc.ecc.
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Grazie per i link, cmque molto interessanti anche se mi pare che hai giusto un attimo esagerato (appalti al cugino, corruzione, ecc.ecc.) visto l'argomento di partenza, un attimo + soft.
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cmq a volte basterebbe semplicemente comprendere un po' di ironia...
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Io ho lavorato tre anni nel Comune di Roma, ruolo Architetto in un Municipio. A fine contratto sono scappato all'estero per un po, perché proprio non ne potevo piu', sembra tutto bello ma logora. Poi sta alla persona se riesce a mandare giu..........
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