comunicazione inizio lavori - Roma - no conformità con pianta catastale

messaggio inserito giovedì 6 ottobre 2011 da mp

[post n° 273442]

comunicazione inizio lavori - Roma - no conformità con pianta catastale

Salve, devo effettuare una ristrutturazione a Roma, municipio 18, i lavori in questione( demolizione di un tramezzo e costruzione di un nuovo tramezzo per realizzare un bagno) rientrano in quelli previsti dall'art. 6 , comma 2 del d.p.r. 380/2001 così come modificato dalla legge n. 73 del 2010.
Sto compilando il modulo, non mi si chiede di mettere nell'allegato grafico la pianta catastale ( come chiedono invece nella scia), mi chiedo avendo notato comunque una differenza tra il mio rilievo e la pianta catastale che ho visionato cosa sono tenuta a fare?
Devo fare comunque una sanatoria? Nel caso della dia(ora scia) avrei fatto una dia in sanatoria ma in questo caso invece cosa devo fare?
Basta pagare una sanzione e poi procedere con la pratica di comunicazione inizio lavori(c.i.l.)???
Grazie mille
:
Se non ti è richiesto espressamente di allegare la planimetria catastale non mi preoccuperei più di tanto: presenterei la CIL con solo gli allegati richiesti e poi a fine lavori presenterei in catasto la variazione catastale. Anche perché spesso capita addirittura di trovare difformità tra quanto dichiarato in catasto e ciò che è stato presentato in Comune...è una situazione abbastanza frequente! In ogni caso, effettuando i lavori con la CIL e presentando la variazione catastale andresti a riallineare catasto e pratica comunale.
:
Ti ringrazio, il discorso è che il tecnico comunale al telefono mi ha ricordato che nella relazione che assevero in qualche modo dico che è tutto in regola anche la situazione dello stato di fatto quindi sono anche io che non faccio una dichiarazione esatta!Io in relatà non ho trovato un punto della relazione che dice questo!
Il discorso è che con una dia o scia sono tenuta a confrontare lo stato di fatto con le piante del catasto, in questo caso invece non so se devo farlo!
Di logica e per coerenza forse sarebbe il caso ma non so cosa dicono le norme!
:
Tanto per curiosità di quale Municipio stiamo parlando?? Addirittura un tecnico che ti ha dato chiarimenti al telefono?? beata te...io non ci sono mai riuscito.

Comunque, in realtà tu asseveri la regolarità urbanistica ed edilizia quindi che la destinazione d'uso è coerente e che l'unità immobilare fa parte di un fabbricato che rispecchia quello in Concessione e regolare dal punto di vista dell' Agibilità (ex Abitabilità)

La Conformità catastale può, come diceva il collega non essere rilevata in tantissimi casi. Io lavoro spesso con il Municipio XII, XI, IX, XVII, X...e fino ad ora ii tecnici mi hanno sempre fatto allegare la planimetria catastale. Se non te la richiedono fai la CIL, comincia il lavori..e alla fine con la presentazione della variazione che il proprietarò si impegna a presentare riallinei tutto.

Nel caso invece te la chiedano e ci sia una constatazione da parte del tecnico di una difformità evidente sulla distribuzione interna sarà lui il primo a dirti che c'è qualcosa che non va...

Mi chiedo però una cosa, ma se tu, visto il fatto che con la CIL puoi cominciare subito i lavori e quindi lo stato dei luoghi varierà praticamente nell'immediato, non ti converrebbe, nella planimetria ante-operam, invece che al reale stato di fatto adeguarti tu al catastale? ci sono poi così tante difformità?? Così alleghi la planimetria, tutto coincide e cominci i lavori subito.

Non so...io tendo sempre ad essere impeccabile, ma se stiamo parlando di difformità che tanto andrai a riallineare a fine lavori...forse...
:
Concordo in tutto e per tutto con il collega. Come ti dicevo, solitamente è molto facile trovare delle difformità tra catastale e comunale, quindi solitamente si tende a fornire uno stato di fatto coerente, soprattutto dal momento che in ogni caso tutto verrà riallineato alla fine dei lavori.
Ovviamente bisogna valutare esattamente quali siano le difformità, ma considera anche che la normativa catastale è cambiata molto negli ultimi anni, ci sono alloggi degli anni '80 che non presentano nemmeno l'indicazione della destinazione d'uso dei locali dell'alloggio stesso.
Alla fine sei tu che devi valutare cosa fare...però non mi soffermerei troppo sul problema di ciò che devi dichiarare, dal momento che riallinerai tutto e che la realtà costruttiva italiana in cui ci troviamo ad operare non è MAI come viene presentata in normativa!
:
Io pongo un altro problema.
Mettiamo che oggi io faccio delle modifiche distributive ad un alloggio. Cambio completamente la planimetria ma, di fatto, mantengo inalterato il numero di vani e la loro destinazione.
La legge mi dice che non sono obbligata a presentare la variazione catastale, perchè non cambia la consistenza.
Ma se un domani il proprietario va a vendere, e il notaio gli va a chiedere la planimetria catastale per la conformità, come funziona?
Nel caso di nuova pratica al comune, come in questo caso, penso che sia sufficiente dirlo nell'asseverazione, ma a certi notai ottusi chi glielo spiega?
Avvisami quando qualcuno risponde
Non mandarmi più avvisi

Se vuoi essere avvisato quando qualcuno interviene in questa discussione, indica un nome e il tuo indirizzo e-mail.