farsi una CIA per casa propria

messaggio inserito martedì 15 novembre 2011 da Campanellino

[post n° 276623]

farsi una CIA per casa propria

Scusate casco dal pero: noto adesso che l'art. 5 comma 4 della L.73/2010 dice: "l’interessato, unitamente alla comunicazione di inizio dei lavori, trasmette all’amministrazione comunale una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente..."

Il che significa che io non posso fare una CIA per dei lavori a casa mia in quanto il tecnico abilitato coinciderebbe con il committente?? Con la DIA un architetto si poteva fare le proprie pratiche edilizie oppure ho sempre sbagliato????
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tranquillo ne abbiamo già discusso qui + volte..lo puoi fare tranquillamente..io lo ho fatto non ci sono problemi inquanto è sottinteso che tu non puoi avere rapporti di dipendenza lavorativa da te stesso...
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Per rapporti di dipendenza si intende lavorativamente, ovvero se tu fossi un tecnico dipendete del committente o dell'impresa. creeresti conflitto.

Nel caso in cui committente e progettista coincidano non c'è nessun problema.
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Ma perché l'asseverante non deve avere rapporti di dipendenza col committente o con l'impresa? Forse ho questi dubbi perchè non ho capito il senso di questo divieto, che secondo me è invece sensato nella certificazione energetica...
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forse perchè si presuppone che se io tecnico per esempio faccio parte della ditta incaricata dei lavori, posso non essere obiettivo nella mia relazione o nel mio progetto e in qualche modo favorire l'impresa..non lo so la butto lì...
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esatto, indipendenza del professionista; questa condizione che si è venuta a creare affida al tecnico una funzione di "terza figura" rispetto sia al committente che all'impresa a garanzia di una totale imparzialità nell'asseverazione che le opere e i progetti siano rispettosi delle normative edilizie, urbanistiche, sulla stabilità dell'edificio, sulla sicurezza etc etc..
il professionista tecnico a mio avviso assume un ruolo importante, assumendosi la responsabilità di assicurare la regolarità e legalità tecnica degli interventi. Ecco perché bisogna farsi pagare anche nel caso di una semplice Comunicazione inizio lavori
immaginate poi questo concetto allargato ad opere più grandi ed onerose anche dal punto di vista del controllo e della garanzia; evitare ad esempio che una amministrazione comunale che debba eseguire lavori di manutenzione straordinaria non possa utilizzare i professionisti dipendenti del proprio ufficio tecnico proprio a garanzia pubblica. Credo che il concetto sia fondamentalmente questo e che potrebbe sembrare superfluo per un opera privata di modesta entità.
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Ok ma allora come fate a dire che uno si può fare una CIA per casa sua? In questo caso sarebbe veramente impossibile dire che il tecnico è una "terza figura" rispetto al committente visto che le due figure sarebbero addirittura coincidenti...
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in questo caso il committente (che appalta il lavoro) ha una garanzia maggiore in quanto lui stesso progettista (cosa che in ambito di persone giuridiche come amministrazione o società non potrebbe accadere). credo sia l'unico caso in cui la terza figura non è necessaria proprio per la coincidenza tra tecnico incaricato e committente persona fisica.

a mio avviso è l'eccezione che conferma la regola.
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