Revisione tabelle millesimali per cambio destinazione d'uso

messaggio inserito venerdì 16 dicembre 2011 da aldo343

[post n° 278686]

Revisione tabelle millesimali per cambio destinazione d'uso

Ciao a tutti,
nel cortile del condominio dove vivo, vi era una piccola palazzina con 1 abitazione e 1 laboratorio.
Adesso tale costruzione ha subito il recupero del sototetto e si è trasformata in 3 appartamenti nuovi.

Quindi è aumentata sia la cubatura che variata parte della destinazione d'uso.
Adesso il proprietario/costruttore ha venduto i 2 nuovi appartamenti ottenuti e poi ha richiesto la revisione della tabella millesimale.
Revisione che lui sostiene sia a carico del condominio.

La mia domanda è: chi deve pagare la revisione della tabella millesimale in rapporto a ciò che è successo...
grazie

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Le spese sono a carico di tutti i condomini, in proporzione ai millesimi.
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Scusa, ma il beneficio lo ha avuto solo il costruttore, è stato lui a fare i cambiamenti senza interpellare nessuno in quanto sue proprietà, e gli altri pagano....non mi sembra che debba essere così
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A parte che è così per legge, ma se le tabelle non le modificano, gli altri condomini ne avranno un danno, visto che queslle attuali non sarebbero veritiere.
Inoltre adesso non è più necessaria l'unanimità per ottenerne la revisione. In passato chi edificava poteva ottenere un beneficio e non essere obbligato a pagare di più di spese condominiali.
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che io sappia colui che effettua modifica ha il dovere di fare redigere a proprie spese le tabelle millesimali aggiornate!!! anche perchè anche i compratori dei nuovi immobili immagino si aspettino dal proprietario le tabelle millesimali aggiornate.
Onestamente la revisione delle tabelle andava chiesta prima della vendita!!!
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Di solito si applica il principio che ho citato io, si chiama "compensatio lucri cum danno", (me l'ha detto un amico avvocato).
In pratica è vero che bisogna rifare le tabelle tutti per l'incremento di valore di uno, ma poi si va a risparmiare sulle spese e le cose si compensano.
Purtroppo non esistono norme o sentenze, ma solo principi generali, a meno che il regolamento di condominio non disponga diversamente.
D'altro canto se l'attività edilizia è lecita, si tratta di un diritto esercitato dal proprietario.
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