Cosa puó fare un architetto che non vuol fare l'Achitetto?

messaggio inserito domenica 20 luglio 2014 da Mara

Mara : [post n° 345242]

Cosa puó fare un architetto che non vuol fare l'Achitetto?

Salve a tutti,
é la prima volta che scrivo (spero nel posto giusto) anche se vi leggo spesso.
Sono in cerca di un consiglio da novellina.
Mi sono laureata e abilitata da poco anche se collaboro con vari studi giá da qualche anno prima della laurea.
Non ho intenzione di intraprendere la libera professione in proprio, non mi piace e, almeno nel torinese, sembra impossibile collaborare in studi senza partita iva.
Con una laurea in architettura, oltre che fare la schiava per qualche vecchio professionista, cosa posso fare?
Ho spulciato miriadi di annunci di lavoro ma mai che cerchino architetti.
Mi potete dare qualche idea o suggerimento in merito?
Grazie
pierpaololuca :
Ciao Mara ho presente la tua situazione e il contesto - son di Torino - e ti scrivo un po' quello che ho ragionato io a tal proposito
Come primo "consiglio" (metto tra virgolette perché non mi sento così autoritario) ti direi guarda all'insegnamento. Noi architetti abilitati possiamo insegnare ( in 3° fascia, anche se per quest'anno sei tagliata fuori poiché le iscrizioni son chiuse) per cui guarda questo.
Poi ti dire non vuoi lavorare in uno studio..guarda da Lidl (han aperto posizionix ing ed arch e neolaureati proprio in questi giorni) o in qualche multinazionale dove cercano arch (potessi tornare indietro farei penso questo) in modo da inserirti in un contesto strutturato.
Rimane l'opzione estero sia con Aziende o imprese di costruzioni (per quest'ultime guarda quelle venete)
...per ora mi fermo :)
Andrea :
l'arredatore
fulser :
qualche idea:
- il fotografo (>Gabriele Basilico)
- l'attore (>James Stewart e anche altri che adesso non ricordo....)
- lo stilista (>Ferrè)
-......
Seriamente parlando, non vedo perchè tu non possa fare qualunque altra cosa, se fare l'architetto non ti piace. Ci sono molti architetti che lavorano come Project Manager, come sviluppatori di prodotti in aziende di vario ambito.... Il problema non è tanto quello che si può fare, ma trovare uno sbocco vista la crisi generale (dal punto di vista lavorativo il peggio deve ancora arrivare: tra un po' le aziende che hanno fruito della cassa integrazione cominceranno a licenziare....)
d.n.a. :
non ci sono annunci che cerchino architetti, perché noi architetti di fatto oltre che gli architetti, non sappiamo fare altro, e di architetti ce ne sono troppi.
puoi lavorare nel settore, e quindi spaziare da vendere serramenti, a lavorare per impresse edili, idrauliche elettriche, fare amministrazione di condomini, lavorare nel pubblico come tecnico in comune, provincia regione, insegnare, vendere immobili.. il difficile non è come inventarsi, è trovare un lavoro visti i tempi.
una domanda che mi son sempre fatto.. anche ai miei tempi, c'era una miriade di persone che navigavano per i corridoi di architettura che dicevano.."non mi passa neppure per la testa di fare l'architetto" e io tra me e me.. e che ca@@o ci fai ad architettura.. mi spieghi perchè? non prenderla male, è la curiosità di uno che ha studiato architettura fermamente convinto come una roccia di granito rosso egizio, di fare l'architetto..
kia :
potessi tornare indietro mi sarei buttata su tutto ciò che nn va asseverato ovvero arredo di interni.
gg :
qualche tempo fa ti avrei risposto senza dubbio "siti web".
oggi c'è da fare molti distinguo, ma ci sono ancora delle possibilità.
desnip :
Premesso, senza offesa, che anch'io mi pongo lo stesso quesito di d.n.a., ma da questo post puoi vedere quante siano le possibilità.
Secondo me, pur con tutti i suoi lati negativi, il bello dell'essere architetto è che davvero ti puoi "riciclare" in tanti campi.
Non so se un ingegnere elettronucleare può dire lo stesso... :-)
Alle :
l'ingegnere elettronucleare non si e' posto mai il problema perche' il lavoro lo trova
giulio :
Mara, innanzitutto questo è il posto giusto per scrivere e avere un consiglio. i tuoi dubbi, credo siano quelli di tutti i neolaureati, qualche crisi post laurea chi non l'ha mai avuta?? io ho scelto di fare l'architetto a dodici anni ma non sapevo di cosa parlavo (ed ancora oggi ho qualche dubbio!).
ti dico perché ho scelto questo mestiere (e non a caso non uso il termine "professione")
1 sono distratto e sbadato, il mio prof diceva: come può un progettista essere presente a se stesso se vive nel futuro trasformabile del mondo? io non posso fare a meno di vedere una cosa e pensare cosa potrebbe diventare. io tendo a cambiare tutto, una casa, un pezzo di arredo ma anche un vestito, sa l'altro mestiere che vorrei fare? il cuoco! altro NOOO lo stesso, io prendo materiale grezzo lo combino in opportune dosi e proporzioni e lo do ad altri. magnifico. confesso non resto a vedere chi mangia i miei piatti o chi vive nelle mie case, capaci di sopravvivermi!
2 non conosco altra attività più varia e divertente Purini una volta disse: io faccio sempre la stessa cosa finchè non mi rendo condo che ho imparato a farla e allora cambio con un'altra...
un tizio si alzò e rispose: ...ma allora lei fa solo cose sbagliate!!
purini aveva ragione chi ti permette di sperimentare e capire il mondo meglio del lavoro dell'architetto??
3 vai sul sito professioneelettricista, o professionedentista, o professionevigileurbano se esistono e vedi se trovi una decina di folli colleghi che ti convincono a fare o non fare quel lavoro.
scusa Mara, ho scherzato un po', fai quello che che ti piace ... è l'unica scelta giusta!!
Bi :
Capisco il tuo "dilemma" Mara!
Anche io spesso ho l'impressione di trovarmi in un limbo, pizzicata tra la voglia di fare la libera professione e la difficoltà (impossibilità?) di farla. Perché se voglio arrivare a fine mese devo collaborare con qualche studio con tutte le aggravanti del caso (anche io sono di Torino) ma il farlo assorbe tutto il tempo a mia disposizione. E allora? Quando posso occuparmi dei miei progetti?
Gli anni passano (8 ormai dalla laurea, sigh) e mi sembra di aver sprecato tempo: sempre meno appetibile come collaboratrice in qualche studio (dove preferiscono i neolaureati), mai abbastanza scafata per affrontare da sola una professione in proprio.
A me piace essere architetto ma non mi piace esserlo a queste condizioni...forse intendi anche tu questo quando dici che la libera professione non ti piace.
Segui i consigli di pierpaololuca, guardati attorno, fai mente locale su cosa vorresti fare (non tanto cosa potresti) e se fare l'architetto non ti sembra la cosa migliore, cambia subito!
In bocca al lupo!
biba :
Concordo che il problema oggi come oggi non sia tanto di trovare qualcosa che tu, come architetto, sia qualificato per fare (tanto tutti i mestieri si imparano facendo), ma proprio trovare qualcuno che ti dia un lavoro qualunque! Tutti noi che facciamo la libera professione penso che saremmo ben felici di fare le stesse cose come dipendenti di qualcuno, perché lavorare in proprio di questi tempi è un bel punto interrogativo.
Comunque credo che potresti proporti come arredatrice in una ditta di mobili, cucine o arredo di design; o potresti lavorare per ditte che fanno prodotti per l'edilizia, dai collanti alle piastrelle all'illumino tecnica, sia come ricerca sui materiali che come commerciale; potresti specializzarti nei rendering e lavorare in uno studio grafico; o provare nel settore immobiliare, per agenzie o grosse imprese di costruzioni che abbiano un architetto che si interfaccia con la committenza per le vendite. Per tutte queste attività però io penso che un'esperienza un po' solida in studi di progettazione sia importante.
Luca :
Io mi sono dato all'illuminotecnica LED da qualche mese ma, a oggi, non sono poi così contento della scelta. Ho affiancato all'attività di architetto anche quella di vendita prodotti di illuminazione a LED. Morale: non si lavora ne con l'uno ne con l'altro ed è deprimente.
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