Utilizzo Titolo Architetto dopo cancellazione albo

messaggio inserito mercoledì 25 marzo 2015 da Ajala

[post n° 359193]

Utilizzo Titolo Architetto dopo cancellazione albo

Buongiorno,
vorrei sapere se un Architetto, dopo essersi cancellato dall'albo, può esercitare la professione continuando a spendere il titolo acquisito (in particolare firmandosi come Arch. nella corrispondenza con i clienti, note pro forma ecc) pur svolgendo attività NON di competenza esclusiva dell'Architetto ma sempre inerenti alla professione in generale (es ristrutturazione interni).
Grazie
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In teoria ed in pratica non potresti usarlo. Ma siccome il titolo Arch. ti viene attribuito dagli altri architetti quando consegui la laurea magistrale (non l'abilitazione, né l'iscrizione all'albo), ora che verrai beccato ce ne vorrà. In Italia veniamo chiamati tutti Arch., persino la cassiera del supermercato che dopo aver conseguito la laurea in architettura, ha visto che non c'era trippa per gatti e ha scelto di cambiare strada perché così avrebbe avuto uno stipendio fisso e sicuro!

Se ti beccano è abuso di titolo e della professione.
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Il mio caso però riguarda una persona laureata in Architettura (vecchio percorso) e abilitata alla professione a seguito del superamento dell'esame, che si è iscritta all'albo e successivamente cancellata. Vorrei capire se questa persona può continuare a spendere il titolo di Architetto con i clienti ingenerando in loro la falsa idea di essere iscritta all'albo, pur prestando attività di consulenza di competenza non esclusiva dell'architetto. Si tratta in particolare di attività relative alla ristrutturazione degli interni, coordinamento e direzione lavori nonché procacciamento di manodopera, che in teoria potrebbe prestare anche un professionista non iscritto ad alcun albo. Che ne pensate?
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Se ci si è cancellati dall'Albo si "ritorna" Dottore in Architettura.
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il titolo di architetto lo si acquisisce col superamento dell'esame di stato. www.quadrodeititoli.it/titoloprofessionale.aspx?grp=184&tit=283&IDL=1

l'iscrizione all'ordine, previo superamento dell'esame di stato, serve assieme alla partita iva a esercitare la professione.

chiama direttamente l'ordine per chiedere perchè ci sono interpretazioni diverse riguardo all'utilizzo del titolo.

se non sei iscritto all'albo non puoi assolutamente fare il direttore lavori, se con questo intendi di firmare le rpatiche in comune. per fare ciò devi essere iscritto all'albo E avere partita iva.

Puoi fare al massimo il direttore di cantiere, essendo in possesso di laurea specifica, dopo esserti iscritto all'albo provinciale dei direttori di cantiere.

se intendi direttore artistico per decidere come disporre mobili e cucina è tutt'altra cosa, quella la può fare chiunque, anche chi ha la 3° elementare.

attento a usare termini come ristrutturazione di interni, il TU dell'edilizie e le varie leggi regionali che lo riprendono definiscono in modo molto rpeciso questo termine e non puoi usarlo per indicare lavori di puro arredo che non prevedono pratiche comunali ma al massimo il piastrellistan che ti cambia il rivestimento.
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Grazie mille per le risposte :-)
Nel mio caso si tratta di una persona che si è sempre qualificata come Architetto (firmandosi come tale nelle e-mail e nelle note pro forma) e che ha emesso una parcella di oltre 5.000 euro sostenendo (falsamente) di aver eseguito le seguenti attività:
1) regia della ristrutturazione con procacciamento artigiani e manodopera specializzata con periodica presenza presso il sito
2) ideazione del progetto e direzione lavori
3)assistenza alla realizzazione e coordinamento dei lavori stessi, con riferimento alle migliorie da apportare, alle decorazioni, ai nuovi punti luce e indicazioni relative alla rimozione delle tapparelle con aggiunta di motorini elettrici e dei nuovi infissi per l'utilizzo delle agevolazioni fiscali e il disegno degli stessi completamente rinnovato.

Da una ricerca sull'albo nazionale, ho scoperto che questa persona si è cancellata dall'albo oltre 20 anni fa.
Vorrei capire se le attività che elenca rientrano tra le competenze esclusive dell'Architetto per il quale è comunque necessaria l'iscrizione all'albo, e, in caso negativo, se comunque può continuare a fregiarsi del titolo nell'esercizio delle attività summenzionate, nonostante la cancellazione dell'albo.
Sottolineo che mai nessun incarico è stato affidato a questa persona e non esiste alcun preventivo.
Si trattava di una conoscente che si era offerta a titolo gratuito di dare dei consigli a seguito di vari favori che le erano stati fatti
Grazie
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Quoto ArchiFra! Non c'entra niente l'albo, una volta che sei laureato e abilitato sei Architetto, e ci mancherebbe altro!!
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Non sono d'accordo, un conto è la spendita del titolo nell'ambito dei rapporti non inerenti alla professione, un altro è l'utilizzo del titolo per lo svolgimento di attivitá strettamente legate all'ambito professionale. Si correrebbe il rischio di ingenerare nel cliente la falsa idea di essere abilitati all'esercizio della professione di architetto e di essere iscritti al relativo albo, nonostante ciò non corrisponda alla realtá.
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@biba purtroppo un tempo ero convinto anche io ma non è così,dubbio fugato molto tempo fa da una discussione proprio all'ordine. (oh poi se un altro ordine dice il contrario almeno il mio così mi ha chiarito)

Il titolo di Architetto è un titolo "professionale" legato appunto all'attività svolta. Abilitato non iscritto non è Architetto. Si assume la qualifica una volta iscritti all'albo e quindi negli elenchi di un ordine professionale. Nel momento in cui ci si cancella non si svolge professione e quindi si è Dottori in Architettura abilitati.

Tant'è che un laureato in architettura ma abilitato in pianificazione ottiene la qualifica di pianificatore al momento dell'iscrizione all'albo in apposita sezione e categoria visto che le hanno separate. Prima sempre dottore in architettura rimane.

Detto questo tanto in Italia fanno tutti come gli pare e si fanno chiamare Architetti (e ne conosco) anche i non laureati, tantomeno abilitati, che fanno arredamento, quindi figuriamoci..
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L'albo unico nazionale non riporta né le persone cancellate (semmai, immettendo nome e cognome ti dice che la persona non risulta iscritta in nessun Ordine provinciale), né la data di cancellazione. L'unica data riportata è quella del giorno di consultazione ...
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A seguito di ricerca nell'albo nazionale che ha prodotto risultati nulli, ho contattato l'ordine degli architetti di riferimento il quale mi ha confermato che la persona si è cancellata oltre 20 anni fa.
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così coem è presentata la cosa è alquanto fumosa. posto che 5.000 euro è una cifra folle (è più o meno l'importo che si chiede per dei lavori del valore di 50.000 euro, e contempla pratica del comune, progetto preliminare, progetto esecutivo di cantiere, stesura dei capitolati d'appalto e dei computi metrici estimativi, direzione lavori, ovviamente fatta da un tecncio abilitato come geometra/architetto/ingegnere), si tratta di cpaire COSA è stato fatto.

che lavori erano (bisogna capire se era edilizia libera, ma comunque per alcune lavorazione serve lo stasso una CILA quindi firmata da un tecnico iscritto a un albo e in possesso di partita iva)?

è stata fatta una pratica in comune? se sì, chi l'ha firmata? se no, e i lavori rientravano in quelli per cui era prevista una pratica, sono abusivi e ci va di mezzo lei in quanto committente e ovviamente ditta e conoscente.

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I lavori non sono mai stati fatti da questa persona, ma da altri professionisti (tra cui geometra) che sono stati giustamente retribuiti. Questa "professionista" oltre ad appropriarsi ingiustamente del lavoro fatto da altri, si è limitata a prestare una ridottissima consulenza senza mai pattuire alcun compenso e facendo intendere che fosse assolutamente a titolo gratuito in ragione dell'amicizia esistente e dei favori pregressi. Quello che mi preme capire in questa sede, è se può comunque fregiarsi del titolo nei rapporti lavorativi nonostante la mancata iscrizione all'albo, e in caso valutare se fare un esposto in Procura oltre alle dovute azioni civili.
Grazie
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contatti direttamente l'ordine della sua città e chieda che linee operative hanno riguardo all'uso del titolo
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La ringrazio moltissimo per i consigli prestati.
Seguirò il suo consiglio :-)
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potreste gentilmente indicarmi gli estremi della vostra legge professionale di riferimento (non codice deontologico) attualmente in vigore? Grazie
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grazie mille!
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