Aiuto

messaggio inserito sabato 9 luglio 2016 da Benedetta

Benedetta : [post n° 383751]

Aiuto

Salve , sono un medico voglio ristrutturare un piano di casa e fare un ampiamento , non conoscendo architetti ho chiesto alla mamma di un compagno di classe di mio figlio ( che è architetto) di venire a vedere casa e di fare un iniziale progetto è venuta a casa solo due volte ho visto il progetto e non mi piace , quanto mi potrebbe chiedere per il progetto? Visto che non mi piace ed ho capito che non conosce tante cose fra l'altro basilari per un architetto e che non ho firmato nulla ??
ArchiFra :
1) è architetto (abilitata alla professione e iscritta all'albo) o semplice laureata in architettura?
2) a prescindere dal fatto che un progetto piaccia o meno, il lavoro di un professionista va retribuito. Di norma per la semplice fase preliminare di progetto di massima si applicano tariffe a vacazione in base al tempo impiegato, l'onorario va dai 30 ai 60 euro orari. Io non so che specializzazione medica lei abbia, ma è come se un suo paziente, al termine di una visita di cui non è soddisfatto, non volesse pagarla: le sembra corretto? Non importa se non ha firmato nulla e se non è conetnat della soluzione proposta, lei deve comunque corrispondere un improto per il lavoro svolto.
desnip :
Beh, Benedetta non ha detto che non vuole pagare, solo secondo me non vorrebbe pagare troppo...

Detto questo, cara Benedetta, come dice ArchiFra, quando si viene dal medico non si deve firmare nulla (noi invece siamo obbligati a far firmare un contratto), per un consulto di pochi minuti si paga un minimo di 70-80 euro e purtroppo molti suoi colleghi non sanno neanche cos'è una fattura...
fabioelio :
buongiorno a tutti,

mi piace entrare nel merito di questa discussione perchè secondo me ci sono ragioni da entrambe le parti.
è vero che certi medici si fanno pagare salatamente per consulti di pochi minuti ma la storiella del tecnico del computer ci insegna che a volte la competenza e l'esperienza è proprio quella che gioca un ruolo fondamentale nel rapporto tra cliente e professionista...ed è questa che deve essere sicuramente pagata in modo incontestabile.
chi di noi non ha sgobbato per non vedersi pagati come volevamo?
qui dunque si pone il problema di quanto è giusto chiedere e l'essere pagati.
...a mio giudizio è la qualità del risultato che deve essere pagata che non necessariamente è solo grafica.
noi architetti sappiamo fare a volte delle cagate mostruose (fantozzi dixit, concedetemelo) eppure vorremmo farcele pagare perchè boriosamente le consideriamo espressione di ns creatività...
Benedetta ha diritto ad avere un progetto magari non bello ma che la soddisfi, funzionale ed economicamente valido.
come si va dal medico e si passa la prima metà della visita a raccontare sintomi e acciacchi, noi architetti dobbiamo capire cosa vuole il cliente da noi e noi dobbiamo capire quali sono le nostre esigenze.
l'errore è l'esercizio di stile e di prosopopea che taluni di noi spesso fanno e di cui il cliente ha tutt'altro che bisogno.
come noi spendiamo dal medico e vogliamo una diagnosi anche il nostro cliente si aspetta da noi coinvolgimento e coscienza delle problematiche che ha bisogno di risolvere.
è e deve esserci un dialogo continuo ma soprattutto devono esserci soluzioni diverse da proporre perchè non è assolutamente detto che si centri il risultato al primo colpo.
Benedetta, ti consiglio sicuramente di pagarlo, perchè è giusto che sia così, ma pretendi che lui faccia un lavoro da professionista e non un progettino da esame da terzo anno se questa è l'impressione che ti ha dato.
sta anche a te stimolarlo, dargli input funzionali e di gusto, la scelta dei materiali da fare insieme ma anche una sincera discussione sui costi e sui tempi e le tue aspettative che molto devono influenzare anche il Suo onorario.
poi oltre il progetto c'è la direzione lavori e qui puoi giocare per stabilire un prezzo "chiavi in mano" che sia concordato con un accordo scritto (è un impegno e come tale impone attenzione da parte di entrambi) e soddisfi appunto entrambi.
sono vent'anni che faccio questo lavoro e ho capito che ogni cliente è diverso.
questo ci differenzia da certi ingegneri, non l'estro creativo ma la capacità di essere anche un po' psicologi e saper suscitare, quando ci riusciamo, grandi emozioni che durano nel tempo ma ogni volta in modo diverso e unico.

ps ho sposato un medico...non avete idea che fatica...

per consigli, se serve arch.rabaglietti gmail.com

saluti a tutti e buon lavoro

Fabioelio
Benedetta :
Allora forse non mi sono spiegata bene , lei in amicizia è venuta una volta a prendersi un caffè con il figlio per giocare con mio figlio ed una seconda volta per prendere le misure per calcolare i metri quadrati per l'ampliamento dove possibile il tempo impiegato 30 min visto che lo ha fatto con me perché l'aiutante non era disponibile, il giorno dopo mi ha inviato un'idea di progetto cioè una foto fatta al computer di come potrebbe venire ( premesso con le foto di casa che ha voluto inviate e fatte da me ) , a me non è piaciuta ed ho detto che dovevamo incontrarci per parlare cosa che non è potuto accadere perché mio padre si è ammalato di cancro ed ho detto a lei che prima di tutto dovevo occuparmi di lui e poi pensare ad una eventuale ristrutturazione! E lei mi ha prontamente chiamata , non per manifestarmi il suo affetto ma per dirmi che dovevo firmare le carte per affidare a lei il progetto in modo da pagare la prima parte di progetto ! Ora io sono un medico è vero con tre lauree di cui una in ingegneria, comunque in amicizia a lei ho visitato famiglia gratis e non navigo nell'oro ! Quindi non parliamo di onorari di medici , chiedo solo cosa gli è dovuto per un lavoro che esagerando ci avrà messo meno di un pomeriggio! Grazie
Comunque vi ringrazio per le vostre celeri risposte , va bene così penserò io al resto
Tilla81 :
Questo succede quando le cose sono fatte in "amicizia" senza lettere di incarico in cui è indicato chiaramente il compenso.
Secondo me facendo il conto della serva se il lavoro è una mezza giornata, più le stampe, il sopralluogo... mah direi 300€ scarsi + tasse
john :
Quanto ci ha messo purtroppo non può dirlo lei, ma il professionista. Il discorso è che prima di una qualsiasi proposta andrebbe fatto un preventivo con specificato l'onorario per ogni fase di lavoro e questo lo vorrebbe la legge con tanto di lettera di incarico. Ovviamente poi ognuno fa come vuole e se il professionista a volte ci marcia, molto spesso ci marcia anche il committente.

Detto questo, proprio per mettere in evidenza che la verità sta nel mezzo e che per quanto possa dispiacere le condizioni di salute di suo padre non possono e non devono influenzare il rapporto con il professionista, la prima parte del progetto andrà pagata nell'ordine di grandezza che altri già hanno espresso...se poi saranno 800/1000/1500 euro dipenderà da vari fattori.

PS io di professionisti disonesti ne ho incontrati tanti, anche di medici...quindi evitiamo di far polemiche sterili tra professionisti sopratutto riferendosi a onorari e parcelle.
fabioelio :
chiediLe direttamente quanto vuole e tratta il prezzo.
consiglio è di sganciarla per evitare problemi...
comunque il lavoro fattelo dare (cartaceo e file, è un tuo diritto) così che se devi andare da un altro tecnico hai già una base su cui lavorare e ti costerà meno...

se ti chiede una esagerazione hai tutto il diritto di contestare e di chiederLe di detrarre la spesa della visita che hai fatto.
tanti diritti, tanti doveri...da parte di entrambe.
valuta tu che rapporti vuoi mantenere con questa persona e muoviti di conseguenza.

saluti
Tia :
Io proporrei anche una via alternativa, la riconciliazione. Vede, dottoressa, spesso nel fare la prima bozza di progetto, data la consuetudine italiana di non pagare gli architetti, si cerca di non sprecare troppe energie. Questo forse potrebbe aver fatto sì che la collega sembrasse poco professionale ai suoi occhi. Poi c'è anche un'altra cosa da tenere in considerazione: può essere che la soluzione che le ha proposto non incontri i suoi gusti e ciò può accadere perchè anche chi disegna lo fa scortato dal proprio gusto personale. Ciò non significa che la stessa persona non le possa presentare un'idea completamente diversa che segua il suo di gusto ed un bravo architetto sa farlo. Il primo schizzo serve solo per vedere come reagisce il committente ed è solo la prima tappa di un cammino di aggiustamento fatto di continue revisioni e modellato dal dialogo tra committente e progettista. Alla fine si arriva ad un prodotto che spesso viene paragonato all'abito di sartoria, perfettamente calzante alle aspettative e ai desideri del committente.
lori :
Mi sembra manchi il rapporto di fiducia che dovrebbe esserci tra professionista e committente. Per evitare ulteriori imbarazzi, visto che è la madre di un compagno di suo figlio e da quel che capisco non avrà mai il coraggio di parlare apertamente con questa persona, le consiglio di pagare la parcella e di rivolgersi ad un altro tecnico.
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