Compatibilità tra libera professione e lavoro a contratto

messaggio inserito giovedì 16 giugno 2011 da Mary

[post n° 265890]

Compatibilità tra libera professione e lavoro a contratto

Ciao a tutti,
vorrei risolvere questo dubbio perchè ho una grande confusione in testa...
Mi sono da poco iscritta all'ordine ma non ho ancora partita iva ed inarcassa; forse ho la possibilità di firmare un contratto di lavoro per un anno ma vorrei anche svolgere la libera professione, fare l'architetto insomma...si può fare? Io vedo i professori che pur insegnando, pagati quindi dallo stato, hanno tutti i rispettivi studi di architettura...
Sapete come potrei muovermi? Grazie!
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Si che puoi fare le due cose assieme esattamente come fanno i professori.
Hai un contratto nazionale e il tuo datore versa contributi all' inps (no contratto a progetto, quello è incompatibile con iscrizione all'ordine). Per esercitare in contemporanea la libera professione al di fuori di questo contratto ti devi aprire la p.iva ma non iscrivere a inarcassa (perchè hai già inps dell'altro lavoro e le due cassa in contemporanea nn possono stare). I contributi per la libera professione li verserai in gestione separata inps. Pur nn essendo iscritta ad inarcassa sei tenuta a versare loro comunque una certa cifra (vedere sito di inarcassa sezione contributi per i NON ISCRITTI presso di loro www.inarcassa.it/site/Home/Contributi.html).
Comunque per fare la libera professione la p.iva la devi aprire. Non valgono ricevute per prestazione occasionale (quelle valevano prima che ti iscrivessi all'albo ma adesso non +).
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Grazie mille dei chiarimenti preziosissimi!!! : )
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@Kia
scusami, mi sono persa qualcosa... parli del 4% quando dici "sei tenuta a versare loro comunque una certa cifra"?
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x vale
Si intendevo quello (l'integrativo rispetto al volume d'affari).
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Non vorrei sbagliare ma non serve anche una sorta di "autorizzazione" del datore di lavoro per lavorare anche come liberi professionisti?
I professori vengono autorizzati dall'istituto in cui insegnano e gli statali (es tecnici comunali) devono essere autorizzati incarico per incarico
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Per i tecnici comunali posso anche capirlo, ma metti caso che io sia assunta in uno studio tecnico o, che ne so, in una falegnameria con un contratto inps e poi nel we voglia fare certificazioni energetiche o accatastamenti, non mi pare che ci sia incompatibilità tra le due attività...
non so. Tra l'altro nn saprei neanche dove reperirla una info di questo genere (agenzia entrate? inps?).
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In effetti sono in dubbio, è un ricordo che risale ai tempi dell'esame di stato.
Se tu sei assunto, con contratto, puoi fare solo lavori che non vadano in contrasto con l'attività del tuo datore di lavoro. Cioè se lavori in una falegnameria e per lo stesso cliente redigi, per tuo conto, il progetto di una cucina in muratura, ecco quello arrecherebbe un potenziale danno al tuo capo.
Potrebbe esserci qualcosa nelle norme deontologiche... anche l'ordine dovrebbe, dovrebbe, saperlo.
In linea di principio la differenza è sostanziale, in pratica credo che basti una dichirazione semplice da parte del datore di lavoro
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Si si anche a me pare che nn bisogna che le due attività vadano in contrasto. Sempre esempio della falegnameria (perchè al momento nn me ne vengono in mente altri): architetto assunto dalla falegnameria nel tempo libero fa accatastamenti e qualche DIA. Secondo me nn va in contrasto perchè la falegnameria nn si occupa di pratiche edilizie. POi posso anche sbagliare, ma il discorso secondo me fila.
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