Pagamento non ricevuto

messaggio inserito martedì 28 febbraio 2012 da C.

[post n° 284622]

Pagamento non ricevuto

Buongiorno,
Scrivo per avere un suggerimento o un consiglio in merito ad un problema lavorativo.
In seguito alla mia risposta ad un annuncio pubblicato nella sezione lavoro del sito www.ording.roma.it sono stato selezionato per una collaborazione presso uno Studio di ingegneria che ha sede a Roma (per il momento preferirei non fare il nome dell’Ingegnere titolare dello Studio).
Le condizioni della collaborazione erano le seguenti: avrei dovuto svolgere da casa una “prova” non retribuita della durata di circa un mese o un mese e mezzo (a seconda delle capacità che avrei dimostrato) a seguito della quale sarei stato valutato, se fossi stato scelto avrei iniziato a lavorare a studio con orario full-time (44 ore settimanali) per un compenso non inferiore a 1000 €/mese con una collaborazione a partita iva.
La non retribuzione era giustificata dal fatto che la prova verteva su un progetto personale del titolare dello studio sul quale, a suo dire, non avrebbe ricavato alcun guadagno e che serviva esclusivamente come metro di giudizio. Io ho accettato la proposta e la collaborazione è durata in questa forma per meno di un mese: dai primi di Novembre 2011 fino al 26 dello stesso mese. L’Ingegnere mi propose infatti in quella data, di andare a lavorare a Studio anche se non era ancora trascorso l’intero periodo di prova per svolgere dei lavori che aveva nel frattempo acquisito. Il compenso che mi offrì però era di 700-800 €/mese (definendolo “rimborso spese”), molto inferiore rispetto a quanto precedentemente stabilito, in quanto, a suo dire, la prova non era ancora terminata e aveva bisogno di ulteriore tempo per valutarmi (obbligatoria la presenza a studio dal lunedi al venerdi dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00 e il sabato dalle 9:00 alle 13:00, qualsiasi assenza superiore alle 4 ore per motivi personali o di malattia sarebbe stata detratta dall’importo totale della fattura). .
Accettata anche questa proposta, pur se con qualche perplessità, ho continuato per necessità a lavorare presso lo Studio a 750 €/mese, fino al 24 Febbraio 2012. In questa data, avendo ricevuto una proposta più vantaggiosa da un’altra Società, ho comunicato che terminato il mese in corso avrei interrotto la collaborazione con lo Studio a meno che il mio compenso non fosse portato ai 1000€/mese stabiliti in partenza. Ricevuta questa notizia l’Ingegnere ha reagito in una maniera per me inattesa. Inizialmente mi ha velatamente minacciato di agire per vie legali nei miei confronti se avessi abbandonato lo Studio con così poco preavviso e senza portare a termine una delle due commesse di cui mi stavo occupando (nello specifico ha ventilato l’ipotesi di una citazione per danni). In seguito mi ha fatto sapere che avrebbe rinunciato a qualsiasi azione nei miei confronti ma mi invitava ad abbandonare lo Studio prima dello scadere del mese, qualora io non potessi garantire in forma scritta di portare a termine la commessa (cosa per me impossibile vista la necessità di iniziare nei primi giorni del mese di Marzo il nuovo lavoro).
La nostra collaborazione si è dunque ufficialmente interrotta il 28 Febbraio, ma alla mia richiesta di pagamento della prestazione effettuata regolarmente dal 1 Febbraio fino al 24 Febbraio non ho ricevuto risposta, se non un evasivo invito a richiamare “più avanti” per stabilire il da farsi.
Come mi devo comportare? Sono costretto a subire quello che io considero un vergognoso ricatto oppure ho la possibilità di far legalmente valere i miei diritti e ricevere l’adeguato compenso per il lavoro che ho svolto?
Vi ringrazio per la disponibilità

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hai qualcosa di scritto relativamente a questo periodo lavorativo?? hai files sul tuo computer che possano dimostrare di aver lavorato per questo studio e non essere stato retribuito??
denunciarti? ma per che cosa? dovresti essere tu a denunciarlo perchè ti ha fatto lavorare come dipendente pur non essendo tale!!
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Ciao Giulia,
purtroppo di scritto non ho nulla, ma ho tutti i file di lavoro e anche alcune foto sul mio cell, che testimoniano l'avanzamento di uno dei lavori che stavo seguendo.
Sia i file che le foto sono ovviamente successivi rispetto all'ultima fattura che ho emesso (quella relativa al mese si gennaio).
Il problema è proprio questo trattamento da "dipendente". Tutta la collaborazione è stata impostata in questo modo (scorrettamente): io lavoravo da libero professionista per modo di dire (ma questo penso sia , purtroppo, comune a molti), la presenza a studio era obbligatoria ogni giorno e in orari ben stabiliti e la fattura che emettevo mensilmente si basava su queste ore lavorate e non sul lavoro portato a termine. Nel momento in cui ho comunicato la mia volontà di andarmene, però, il titolare ha cambiato opinione, sostenendo che gli elaborati relativi ad un certo progetto non erano stati conclusi e quindi non potevo pretendere di farmi pagare per i giorni di lavoro.
A me sembra che lui non sia nel giusto, ma siccome non me ne intendo molto di questioni di questo tipo volevo avere conferma anche da qualcuno piu esperto.
Grazie della risposta!
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Se tu hai documenti che attestano il lavoro continuativo in quello studio, email o quant'altro fagli una bella vertenza.
VIE LEGALI?VERSO DI TE? sono veramente stufo di questi personaggi che si definiscono professionisti e sono veramente degli esseri indefinibili. Con una faccia da c.... incredibile ed una disonestà di fondo che affossa questo paese che già sta toccando il fondo. Mi fermo qui perché sento che potrei scrivere cose non proprio da professionista.
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Assurdo ma usuale il comportamento del "sedicente professionista" , professionista di frode e di sfruttamento senza dubbio,ma lasciam perdere che mi agito anche io.
Anni fa ho subito uno scherzetto del genere anche io, accordi verbali, niente di scritto,orari assurdi, richieste di variazioni sulle elebarozioni fatte via telefono alle 20 con pretesa di avere il risultato stampato alle 8 on studio... insomma solite schifezze sentite e risentite. Il mio accordo era un po' diverso,ma non la faccio lunga, fatto sta che al momento di pagare niente, prima una sfuriata quasi a farmi sentire in colpa e poco professionale, poi nessuna risposta alla mail e alle telefonate, e alla fine sono passata io alle vie legali. Mio fratello è avvocato, quindi avevo poco da perdere... lui mi consigliò di mandare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno agli architetti in questione, nella quale prospettavo loro di passare a causa legale se non avessero provveduto in breve al suddetto pagamento, logicamente non ci fu risposta, così iniziaii a far scrivere "lettere" dall'avvocato fino a quando non citammo in giudizio lo studio, non si fecero vedere neanche all'incontro preliminare... non ricordo come si chiami, quello in cui si cerca di mettersi d'accordo in maniera informale in presenza degli avvocati. Insomma l'hanno tirata fini all'ultimo, circa 2 anni, e il giorno prima dell'udienza il loro avvocato ha chiamato il mio e hanno pagato la cifra richiesta, il mio compenso più un minimo per l'avvocato. Uno scandalo!!!
Comunque non ho presentato nessun documento, ma avevo i file dwg su cui lavoravo, ho cercato solidarietà nellepersone che mi avevano vista in studio chiedendo sefossero eventualmente disponibili a presentarsi come testimoni, ho conservato sms,appunti presi a mano, schizzi, note... tutto quello che mi potesse collegare a loro.
Il problema è che nella maggior parte dei casi questi delinquenti la fanno franca, per loro meglio essere debitori di 20 persone per 800 euro ciascuno, che di uno solo per 16000, perchè tu ti fai il conto se ti convenga o no chiamare un avvocato per 800 euro e magari ci rinunci, e alla fine lui ci guadagnalo stesso. Io l'ho fatto soprattutto per principio, e avevo anche detto a mio fratello (che abita molto lontano da me) che avrebbe potuto prendere tutto il compenso per pagarsi le spese di viaggio, poi per fortuna un amico avvocato di qui mi ha fatto il favore di seguire lui la causa. Io inizierei a contattare un avvocato... subito!!! In bocca al lupo
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questo signore (signore per modo di dire) si è bellamente approfittato di te e del tuo lavoro!
così come purtroppo capita a tanti, troppi, giovani architetti e ingegneri che entrano nel mondo del lavoro.
quella di ricorrere per le vie legali è una minaccia fatta solo per intimidirti, e funziona quasi sempre, perchè purtroppo ci ritroviamo spesso davanti a persone che ci sembra siano mature e con esperienza e che sappiano molto meglio di noi come funzionano le cose, mentre noi ci muoviamo insicuri e non siamo in grado di ribattere.
se ti facesse causa andrebbe lui nei casini, perchè di fatto ha beneficiato delle prestazioni lavorative di un dipendente senza dichiararlo tale, e senza versare i relativi contributi.
l'unica cosa che puoi fare è insistere con determinazione affinchè ti paghi, perchè non esiste che un lavoro non venga pagato, e soprattutto non può certo fare il difficile uno che non ti firma uno straccio di contratto e che ti paga meno di mille euro al mese, proprio non esiste!
hai fatto bene a mettere questo post, ci sono troppe situazioni di questo genere, molte anche peggiori, di gente che lavora a gratis, è ora che finisca questa storia!
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x C
Digli che un giudice del lavoro sarebbe ben felice di sistemarlo per le feste e che rischia di pagare ben di più che pagarti quanto patuito.
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Grazie a tutti per le risposte,
spero di riuscire ad ottenere un minimo di giustizia nei confronti di questo individuo, al di là dei soldi che, purtroppo, sono una cifra veramente esigua.
Dimenticavo un'ultima cosa: come ciliegina sulla torta al momento di liquidarmi ha anche avuto il buongusto di dire che la mia scarsa professionalità nell'abbandonarlo confermava la sua ipotesi sulla disonestà e inaffidabilità di "tutte le persone da Roma in giù..." (io sono originario della provincia di Frosinone).
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potevi ridergli in faccia, è che al momento non ti viene e stai solo male, quanto sangue marcio che mi son fatta, se si trattasse di un architetto inizierei a sospettare fosse lo stesso con cui ho dovuto trattare io, ma evidentemente la scuola della disonestà non è tanto varia, parti subito con le vie legali e tienici aggiornati, seppur l'avvocato si tenesse tutti i tuoi soldi, questa gente la deve smettere di pensare che resterà impunita.
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Ho preso appuntamento per una consulenza legale la prossima settimana, vi farò sapere come si sviluppa la questione!
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Posso fare una battuta? sarebbe bello che soggetti come l'ing.in questione si imbattessero nel figlio architetto di qualche avvocato giuslavorista!!!allora si che gli passerebbe la voglia di fare lo sbruffone minacciando le vie legali!ah!ah!ah!
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Prova anche presso qualche sindacato, magari loro potrebbero indirizzarti meglio. Se ci sono altre persone nello studio in condizione di "finti liberi professionisti" potresti fare una segnalazione all'ispettorato del lavoro;gli ispettori si accorgono subito, con specifiche domande alle persone che collaborano attualmente in quello studio, quando ci sono queste condizioni...
Inoltre ti suggerisco anche di percorrere la via "fiscale",nel senso che, se sai per certo che qst energumeno ha qualche copia di software falsi (come per la stragrande maggioranza degli studi) potresti fare una segnalazione alla finanza e fargli fare un controllo fiscale.....cosi impara a fare anche il RAZZISTA....
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x raffaele:
....e siamo sicuri che il collega C. abbia i software veri? meglio non arrischiarsi su questa via...se anche C. non è del tutto in regola. (la mia è una ipotesi, dopo magari C. ha tutte le licenze)
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@kia
non so se facendo una segnalazione alla finanza controllano poi anche te.....ma del resto che ci vuole a cancellare, eventualmente, un programma prima di segnalare..:)....cmq dico questa cosa perchè un ex collega di un ex-collega ha fatto una segnalazione simile e lo studio in cui collaborava, che nn gli ha pagato l'ultima mensiltà, ha preso una bella multa di 34.000 euro!!......daiii!!
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Raffaele, nulla vieta alla finanza di fare un controllino anche chi segnala. Lo dico solo per stare sicuri. Io per lo meno starei attenta se magari sono io la prima a non essere in regola da quel punto di vista.
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io trovo che le "vendette" siano brutte ed immature, qui si parla di diritto, diritto ad una retribuzione pattuita per un lavoro svolto, lasciando fuori tutto il resto che può fare schifo lo stesso... le finte PI, lo sfruttamento, i compensi da fame, le umiliazioni... parliamo solo di "rispettare i patti", tutto il resto lasciamolo alle comprensibili voglie di rivalsa che però lasciano il tempo che trovano.
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io invece trovo che le vendette siano bellissime.......
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i gusti... io preferisco la giustizia ;-)
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ah certo!ma quando la giustizia ha una strada troppo impervia...la vendetta è un buon surrogato....
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si, ma dopo aver sborsato la multona per i programmi, il tuo amico è stato pagato?alla fin fine era quello l'importante: essere pagato. O vive di pane e vendetta?cmque de gustibus.....sinceramente io avrei preferito essere pagata.
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ricondurre tutto al solo esser pagato è poco...con la multona almeno il "datore" di lavoro è sceso coi piedi per terra....si è reso conto che la sua azione non è onnipotente e impunita (come pensano molti)...questa deve essere un pò il nostro obbiettivo....scardinare il delirio di onnipotenza con "certi" architetti conducono le loro azioni.......un pò come...punirne uno per educarne cento..:)...scherzo è!
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In ogni caso gli studi continuerebbero a farla franca...leggete questo articolo
www.ording.roma.it/notizia.aspx?id=10817
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quoto Raffaele!!
passerò delle grane anch'io (ma se sono dalla parte della ragione cosa posso rischiare?) ma lui, loro, tutti quelli che si comportano in questo modo devono pagare e caro!!tutti menefreghisti, prime donne e a me fanno schifo!!!e per colpa di questi che la nostra società sta andando verso lo sfascio!!!
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ti ribadisco che lo studio di cui ti parlavo la multa se l'è beccata....
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tornando al post poco sopra relativo al fatto che magari è bene assicurarsi di essere in regola noi stessi (con i software e con quant'altro) prima di denunciare per vendetta lo studio sfruttatore di turno, vi riporto caso banale capitato ad uno che conosco però in un altro campo.
Situazione: commerciante italiano e commerciante cinese con fondi di negozio vicini. Il cinese sfora ampliamente di plateatico e ne combina di tutti i colori. L'italiano si incazza e chiama i vigili. I vigili vengono e fanno il verbale al cinese con multa annessa....ma poi fanno il verbale e multa pure all'italiano contestandogli che aveva la tenda da sole in un colore diverso da quelli ammessi per il centro storico. L'italiano ci è rimasto leggermente male.
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io direi che stiamo un pò esulando dal problema di @c,
Chiunque subisca un soppruso non solo ha il diritto di denunciarlo e ottenere quanto gli spetta, ma anche il dovere di farlo per sè stesso, per la legalità e per quanti potrebbero diventare vittime di tale "abusatore".
Chi sia testimone di un reato è altrettanto tenuto a denunciarlo... se poi lui stesso non è in regola... poco importa che sia italiano o cinese, lombardo o laziale, non cadiamo sul facile razzismo. Se poi il commerciante italiano "accusatore" aveva una pagliazza invece che una trave... avrà pagato in proporzione, ma sempre in torto era, o dimostra di essere daltonico o peggio per lui. E' un po' ipocrita essere così severi con gli altri e poi non guardare ciò che facciamo noi, ciascuno per sè stesso trova mille giustificazioni e poi ci incattiviamo con gli altri.
C ha diritto al suo compenso, tutto il resto...
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x archical:
scusa avrei dovuto dire "commerciante A" e "commerciante B" così non si cade in "facile razzismo" (ma mi sa che il razzismo lo hai tirato fuori tu un po' a sproposito xchè non mi pareva di aver detto nulla di offensivo). Fatto sta che erano in torto entrambi.
C. ha stra-diritto al suo compenso, che discorsi, ci mancherebbe pure altro. L'aneddoto sui commercianti A e B confinanti era relativo al tema vendetta contro lo studio. Non relativo al far valere i propri diritti tramite avvocato, sindacato, ecc.ecc.ecc. che sono due cose ben diverse.
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Kia mi spiace ti sia messa così sulla difensiva, non volevo assolutamente fare polemica, non mi piace che la gente venga identificata per la sua appartenenza etnica o la sua regione di origine, lo trovo un pò superficiale, tutto qua, l'ho sottolineato visto anche quello che è stato detto a C dal suo ing.
Poi per ciò che riguarda il discorso della "vendetta" è un pò che lo dico, ma evidentemente la penso soli io così, trovo che non sia pertinente al problema di c. , e mi sembrava che questo post stesse andando troppo in quella direzione invece di vagliare possibilità concrete per il problema posto da c.
Lungi da me la pretesa di "moderare" la discussione, esprimevo solo un parere personale.
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x archical
guarda che sulla vendetta la pensiamo uguale. La vendetta lascia un po' il tempo che trova. Io personalmente se nn sono stata pagata non troverei tanto ristoro nel sapere che s'è beccato la multa. Avrei preferito essere pagata, punto e stop.
Del tuo post, e poi la chiudiamo qui perchè c'è stato un evidente malinteso, mi ha dato fastidio che appena uno dice "cinese" allora è razzista. Ho scritto "cinese" e "italiano", senza ulteriore connotazione dispregiativa nè per l'uno nè per l'altro, solo perchè effettivamente la vicenda ha riguardato un cinese e un italiano!ingenua io che pensavo si potesse ancora scrivere una cosa del genere!sarò più prudente.
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non so se Kia si riferiva al mio post ma io volevo andare oltre al problema di C., che sicuramente ha il diritto di essere pagato e il modo lo troverà lui, o per vie legali o per sopravvenuto buon senso del suo Ing. o non so come, il fatto è che oggi in Italia c'è pieno di persone come questo Ing. è ci sono altrettante o forse più persone che si lamento ma finchè ognuno di questi continuerà a lavorare per le prime senza essere tutelato e con la consapevolezza di essere sfruttato senza far sentire le proprie ragioni queste situazioni continueranno ad esistere e noi saremo sempre qui a lamentarci del fatto che non siamo stati pagati o che siamo sfruttati!!partiamo dal basso cercando di essere onesti con noi stessi e con la società evitando di prendere questi lavori senza una sicurezza ed equità di compeso...vedrete che prima o poi i primi dovranno cambiare perchè non troveranno più nessuno disposto ad essere usato come carta straccia!!io la penso e mi comporto così perchè credo che in questo modo il mondo che mi circonda sarà migliore!!sarà utopistico e finirò sotto un tetto ma sicuramente sarò un persona a cui mai nessuno potrà mai puntare il dito addosso!!
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no, mi riferivo ad un post di Raffaele.
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Kia davvero senza rancore,
purtoppo in Italia succede spesso che si dica "un cinese", "un rumeno", "un calabrese"... ecc ecc, inserendoli in contesti tendenziosi, e che per questo modo di usare le parole si inneschino meccanismi xenofobi, sono certa non sia il tuo caso, e quindi che una certa "ingenuità" ti abbia davvero portata ad usare candidamente i termini che di per sè non hanno niente di spregiativo, purtoppo non ti conosco e mi dispiace ci sia rimasta male, sono certa delle tue buone intenzioni, ma quando il cinese ne fà di cotte e di crude e l'italiano si becca la multa per il colore sbagliato della tenda... parte il dente avvelenato per i cinesi...
ad esempio adesso io odio tutti gli ing che non pagano gli arch. ... scherzo ovviamente!!! Odio tutti gli ing punto e basta!!! ;-)
Scherzi a parte, spero che questo scambio di opinioni non precluda sereni ulteriori confronti.
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si, limiti del forum. La prossima volta starò più attenta.
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quoto Marco.....e invito bonariamente kia ad avere gli orizzonti leggermente più aperti...
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x Raffaele:
:-)))) si si io accetto l'invito ma ripeto, non sono tipo da vendette. Se qualcuno mi farà in futuro un torto cercherò di fare valere i miei diritti e percorrerò la strada che da quel che ho capito ha imboccato C. (per il momento consulenza legale).
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