Disparita'di trattamento tra collaboratori di studio

messaggio inserito lunedì 5 dicembre 2016 da Ipsedixit

Ipsedixit : [post n° 390220]

Disparita'di trattamento tra collaboratori di studio

Ciao a tutti.
E'da 6 anni che lavoro in uno studio di architettura facendo regolare fattura mensile. Non mi sono in tanti anni mai assentato per malattia se non un paio di volte per al massimo due giorni. Il titolare ha deciso da quest'anno che a me ed agli altri due collaboratori sarebbero stati garantiti 22 giorni di ferie pagate (noi collaboratori fatturiamo lo stesso importo ogni mese). Nel momento in cui sarebbero stati superati i 22 giorni (il titolare sostiene che 22 sono i giorni che spettano ai liberi professionisti in base ad un fantomatico contratto) i giorni in piu'sarebbero stati scalati dall'importo della fattura mensile(secondo la paga giornaliera).
Ora a luglio e'successo che la mia collega-in cinta- e'stata impossibilitata a lavorare per un mese per un sospetto rischio di aborto. Mese che puntualmente ha fatturato e che gli e'stato pagato.
A novembre ho un incidente stradale che mi costringe a stare 5 giorni a casa. Ebbene il titolare-avendo io raggiunto quota 27 giorni di assenza-mi ha chiesto di decurtare dall importo fisso mensile la paga di quei 5 giorni di sforamento.
Non solo..adesso la mia collega andra in ricovero per partorire e a quanto pare gli e'stato rassicurato che le sara'riconosciuta la fattura per intero del mese di pausa dal lavoro in quanto "lei va in maternita'"
Ho fatto presente al titolare che visto il numero degli anni che ho dedicato allo studio ed al fatto che ho fatto davvero pochissime assenza per motivi di salute in un arco di tempo molto lungo mi sarei aspettato un trattamento piu'sensibile e lui ha fatto spallucce"noi architetti se ci ammaliamo non ci pagano"la sua replica.
Siamo entrambi nel regime dei minimi,iscritti all albo,paghiamo entrambi i contributi inarcassa.
Sono davvero deluso per la disparita,'di trattamento e la mancanza di sensibilita'del titolare. Quella non e'la maternita' per come la si intende nei contratti..nessuno di noi ha un contratto per cui se io non ho diritto ai giorni di malattia pagati nemmeno lei avrebbe diritto ad essere retribuita nei giorni in cui sta lontano dal lavoro.
O sono all'oscuro di qualcosa?
ivana :
Sì, rivendicare i propri diritti a scapito dei diritti di altri significa essere all'oscuro di molte cose. Forse il problema è a monte. Forse vi è l'accettazione di un regime di finte partite iva e un sistema di diritti calpestati e forse vi è una mancanza di sensibilità generale.
Forse il figlio della tua collega sarà un essere umano migliore di noi. Falle gli auguri da parte mia per il suo coraggio e la sua tenacia. E un mese di maternità è ben misera cosa per una neomamma.
ipsedixit :
la maternità è un diritto della donna pagato nei sistemi contrattualizzati. 2 mesi di assenza pagati per una azienda che deve tenere conto del profitto portato dalla produttività dei suoi collaboratori (soprattutto perche' di piccole dimensioni) non credo debbano essere cosi' tanto valorizzati a discapito di appena 5 giorni di assenza per un infortunio. due pesi due misure? quante donne architetto a regime dei minimi perdono il lavoro dopo essere rimaste in cinta!
ivana :
insomma tu sei deluso "per la disparità di trattamento". Quindi se il tuo "titolare" non pagasse il mese di maternità alla tua collega, la delusione sparirebbe e saresti contento. E con questo sunto rinnovo i saluti alla tua collega.
ArchiFra :
ipsedixsit, il problema è un altro.
voi siete a partita iva ma fatturate un fisso MA i contributi sono a carico vostro, così come pure le ferie, la malattia, l'assicurazione santaria.
è illegittimo. punto. è illegittimo, peraltro, che alla tua collega venga riconosciuto un mese di maternità eprchè i contratti ne prevedono 5 di astensione obbligatoria pagata al 100% o all'80%, più altri 6 di astensione facoltativa pagata al 30%, più due pre di riduzione giornaliera dell'orario di lavoro fino al compimento di un anno di età per allattamento.
non stare lì a fare i conti in tasca alla tua collega perchè è meschino, piuttosto cercate di contrattare i vostri diritti: 22 giorni soalri l'anno sono una miseria. sono 4 settimane solari.
o muovete i ciapet e vi informate su cosa prevedono i contratti dei evri dipendenti e contrattate, oppure esigete trattamento da partita iva, che vuol dire compenso in base al lavoro svolto a prescindere dalle ore in cui si è scaldata la sedia. ci emtto 3 giorni a finire un lavoro? tu mi paghi tanto quanto iil collega che ne impiega 15.
sai cosa succederà alla tua collega finito il mese? che dovrà scegleire se mollare il figlio neonato a qualcuno che se ne occupi al posto suo, o se rinunciare al lavoro epr stare i primi mesi, che sono fondamentali, col figlio: la mamma nel primo anno di vita non è sostituibile, sopratttuito alla lue dell'importanza dell'allattamento e epr la preservazione del continuum fisiologico
Kia :
scusate, ma perchè colpevolizzate il collega? di primo acchito anche a me (che sono donna) suona fastidiosa la disparità di trattamento visto che poi mica si è assentato per andare in vacanza ma per un incidente. La verità è che ha ragione Archifra: in queste situazioni "ibride" da p.ive che però fanno i dipendenti è tutto sbagliato in partenza!! è un p'o' difficile capire cosa è un diritto e cosa no. Cmque io adesso vado in vacanza attaccando giorni al ponte e chi si è visto si è visto. Una volta mi sarei fatta un mucchio di problemi ma dopo tanti anni di lavoro senza diritti scritti da nessuna parte ma solo doveri nei confronti dello studio me ne sono proprio fregata e voglio proprio vedere chi ha il coraggio di detrarre cosa. :-)
Kia :
@Archifra: una volta prima della riforma Fornero era illegittimo ma si faceva perchè tanto nessuno controllava. Adesso per gli ordinistici si può fare per legge, non siamo finte p.ive...lo dice la legge, e quindi si continua come al solito. Cinque giorni a casa per un incidente che vengono "detratti" è una cosa da pidocchiosi e farebbe bene il collega a farlo notare al titolare dello studio visto che ha ampiamente derogato al "contratto" (ma lo avete proprio scritto da qualche parte?) per la collega. Oh, non fraintendetemi, buona cosa per la collega incinta ma perchè trattare male l'altro per soli 5 giorni persi e non per sua volontà?
ArchiFra :
sì kia, certo, anche a me darebbemolto fastidio. però allora il "nemico" non è la collega ma il capo... non hanno nessun contratto scritto, dice, quindi a maggior ragione non è colpa della collega: io ho percepito tanto livore verso di lei, non verso il capo
Lolo :
...Che tristezza questa lotta tra poveri... Comunque incinta si scrive tutto attaccato.
ipsedixit :
Nessun livore verso di lei...è pure brava (anche se è stata scelta senza selezione ma per conoscenza)
il problema o meglio il rancore è verso il titolare che usa 2 pesi 2 misure.
Devo farmi coraggio ad affrontare il discorso con lui, ieri alla fine ho glissato con un "capisco il tuo punto di vista ma mi sarei aspettato che non mi togliessi quesi giorni trattandosi di un problema serio di salute"
A volte dopo 6 anni mi sento in sudditanza psicologica...
ipsedixit :
la delusione sarebbe meno cocente, nessun problema contro la collega ma è una questione di obiettività
ipsedixit :
Conoscendo la simpatia del titolare verso la collega..permettera' a lei di portarsi la figlia a casa..
ipsedixit :
esatto
ipsedixit :
nessun contratto scritto..i 22 giorni sono una decisione non scritta da nessuna parte ahime'.
ho insistito sul fatto che si trattasse di problemi di salute. L'esordio del titolare è stato "io lo so ma non siamo un ente di beneficenza"
A studio ovviamente si sono sempre alternati persone senza famiglia, appena laureati, e dopo 2 anni al massimo hanno detto "ciao ciao", nella storia dello studio nessuno ha mai avuto la forza di stare 6 anni, con grandi rinunce per la vita privata) perche con questo livello di diritti non si puoì' formare famiglia. La collega è entrata a studio quando gia' si era sposata.
Kia :
scusa Lolo, ma "lotta tra poveri "di cosa? mica ce l'ha con la collega. E' il titolare che è inqualificabile perchè 5 giorni non son veramente niente soprattutto con tutti i contributi che si risparmia non assumendo le persone che lavorano per lui. Per la collega, che dire, buon per lei ma ipsedixit non meritava di essere maltrattato così.
Lolo :
Kia sara' ma da quello che scrive l'autore io leggo in questo post molto piu' livore per la collega che per il titolare...
ipsedixit :
ti smentisce il titolo che ho dato all'intervento e la mia chiusura
"sono davvero deluso per la disparita,'di trattamento e la mancanza di sensibilita'del titolare"
ivana :
...infatti mi risponde: -se non venisse pagato il mese di maternità alla collega- "la delusione sarebbe meno cocente". Desidera dal suo "titolare" solo un pò di coerenza e ingiustizia per tutti. :-)
ponteggiroma :
se dovessi avere un incidente (incrocio le dita) nessuno mi rimborserebbe, non vedo proprio perchè dovrebbero rimborsare te che sei una partita iva come me.
ponteggiroma :
Ti dirò di più, il problema non è della tua collega né tantomeno del tuo capo, ma tuo, perchè sei stato tu ad accettare questo sistema.
ipsedixit :
invece la maternità e' un diritto della donna vero? l'uomo deve stare sempre in salute per 6 anni consecutivi..
ipsedixit :
è un problema mio, certo, che son stato sicuramente meno fortunato di te...
ArchiFra :
ipse, è pacifico che sei oggetto di ingiustizia, ma non tanto per la maternità della collega quanto proprio epr la tipologia di legame lavorativo peraltro senza nessun contratto! invece di lamentarti che sono 6 anni che resisti, fatti forte di questo e punta i piedi: hai la forza di dare un ultimatum al titolare, del tipo "o mi fai fare davvero il libero professionista, che vuol dire che stabiliamo un compenso a lavoro con scadenze e a te non interessa se arrivo a ridosso della scadenza o ci metto 3 giorni, se sto a casa una settimana, se lavoro da casa, o mi assumi e quindi ho diritto a 28 giorni di ferie l'anno, alla malattia, ai contributi, alla tredicesima, ecc...".
sei capace?
alsi :
Quando uno dice' lavora schiavo!' e tu lavori, allora lui é uno schiavista ma tu sei uno schiavo. Ma se le persone li non hanno resistito ci sarà un perché. Non conosci Ponteggiroma, magari anche lui in passato ha avuto un lavoro a condizioni non vantaggiose. Io credo semplicemente che lavori con una persona scorretta che ti ha proposto un lavoro a condizioni non buone e diciamo accetti la situazione finché puoi, ora nel momento del bisogno ti rendi conto di tutti i limiti della cosa. Tuttavia non parliamo di fortuna. La fortuna si deve cercare. Come anche un buon lavoro, insomma buona ricerca. Inoltre credo che un datore di lavoro sia sempre ben consapevole dei rischi di avere falsi dipendenti e se facciamo 2 conti se la collega diciamo viene licenziata (visto che non ha contratto) potrebbe fare una bella causa. Tu forse anche, ma credo che lei lo farebbe nero, tu forse no...
ponteggiroma :
condizioni non vantaggiose? Io in passato ho fatto il facchino a partita iva, ma sapevo che il mio futuro non sarebbe mai e poi mai stato quello della finta partita iva, quindi se non mi riconoscevano ferie, malattie ecc... tanto di guadagnato, voleva dire che iniziavano a capire che avevano a che fare con un libero professionista con tutti i pro e i contro che questo comportava per loro.
Gabriele :
Lascia stare la tua collega che poverina in un paese normale dovrebbe stare a casa per 6 mesi, non per uno.

Tu, invece, deciditi a mandare a quel paese il tuo "capo" perché lavorare a queste condizioni è ridicolo.

E non stare a paragonarti con una collega incinta.
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