Petizione Inarcassa - tutela gravidanza

messaggio inserito lunedì 18 gennaio 2021 da Francesca

Francesca : [post n° 441703]

Petizione Inarcassa - tutela gravidanza

Caso in oggetto: Gravidanza a rischio non tutelata
Cari colleghi vi chiedo supporto per sostenere la mia causa e quella delle future donne iscritte.
Questa è la petizione su change.org :
https://www.change.org/p/consiglio-nazionale-degli-architetti-ppc-ri…
vi invito a firmarla e condividerla!

Sono Francesca Di Paolo una giovane architetto di 32 anni libera professionista, iscritta all'ordine degli architetti di Macerata e ad Inarcassa dal 2015, attualmente al 6° mese di gravidanza certificata dai medici come a rischio a causa di gravi complicanze della stessa iniziate dalla 11esima settimana di gestazione per tanto si richiede ai sensi dell’art.17, Comma Lettera A del decreto legislativo 26/03/2001, n°151 l’astensione anticipata dal lavoro fino alla data presunta del parto (15/05/2021).
Il 20 Ottobre 2020 invio la richiesta di “Indennità per inabilità temporanea” ad Inarcassa per ottenere il sussidio che spetterebbe in questi casi di malattia.
Il 23 Novembre 2020 Inarcassa mi comunica che la mia domanda è stata rifiutata per le seguenti ragioni:
- Art. 3 – Anzianità cassa inferiore a 3 anni dalla data insorgenza inabilità, in virtù dell’esclusione dai ruoli previdenziali dell’Associazione dal 07/12/2019 al 15/12/2019 e dal 16/01/2020 al 28/02/2020.
Con mia sorpresa scopro che Inarcassa richiede una iscrizione esclusiva e continuativa alla sua associazione quindi nel caso in cui un iscritto libero professionista in gestione separata attivi un qualsiasi contratto da dipendente con Inps gli viene cancellata la sua iscrizione e al termine dello stesso contratto sarà reinserito da Inarcassa ed il conteggio della anzianità contributiva partirà da zero.
Nel mio caso le date indicate corrispondono a delle supplenze scolastiche che ho svolto negli ultimi due anni, dunque:
- 07/12/2019 al 15/12/2019 ( 9 giorni )
- 16/01/2020 al 28/02/2020 ( 43 giorni )
Questi sono i punti critici:
1- La condizione del libero professionista iscritto alla gestione separata Inps.
Nel 2020, in cui la maggior parte dei liberi professionisti sceglie di accettare contratti da dipendente per compensare le difficoltà economiche derivanti dalla libera professione e perché la sua condizione di libero professionista con Piva glielo permette, non è giusto che venga spostato da una parte all’altra, da Inps alla propria cassa professionale senza criterio. Ad esempio sono molti i liberi professionisti che per poche ore settimanali insegnano a scuola pur continuando ad esercitare nella maggior parte della settimana il proprio lavoro da ingegnere, architetto, chef, istruttore di palestra ecc.. quindi la libera professione costituisce l’attività lavorativa principale.
2- Mancanza di tutela per eventi come malattia/incidenti.
Il regolamento attuale di Inarcassa limita estremamente gli iscritti che potranno ricevere sostegno di caso di malattia o infortuni poiché dedicato ai soli iscritti in maniera esclusiva e continuativa.
Nel mio caso dal 2015 ad oggi ho versato 1955 giorni di contributi divisi in :
5171,31 € di contributi soggettivi,
2030,18 € di contributi integrativi
258 € di altro tipo
per un totale di 7459,49 €.
3 – Mancanza di tutela della maternità e dei suoi rischi
Il fatto ancora più grave è che questo regolamento non offre equa tutela come dovrebbe in una situazione estremamente delicata di gravidanza a rischio.
Il diritto al sostegno per situazioni a rischio prima della nascita del bambino è imprescindibile dalla condizione di donna con partita iva o dipendente.
Premesso che secondo il testo unico sulla maternità e paternità (Dlgs 151/2001):
A ) l’indennità di maternità anticipata è un’anticipazione del congedo di maternità riconosciuta dalla legge:
1) nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza (a titolo di esempio, le cosiddette “gravidanze a rischio”)
2) quando le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute pregiudizievoli alla salute della donna o del bambino;
3) quando la lavoratrice addetta al trasporto e al sollevamento pesi, nonché a lavori pericolosi faticosi e insalubri, non possa essere spostata ad altre mansioni
B) che l’indennità di maternità anticipata spetta anche alle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS;
dunque qualsiasi iscritta ad una cassa privata deve poter godere degli stessi diritti di tutela delle altre donne e avere la possibilità di proteggere la vita del suo bambino.
Nel 1970 le donne rappresentano una piccola percentuale che inizia a crescere progressivamente: nel 2000 rappresenta il 18,5 % degli iscritti, nel 2010 il 25%, nel 2016 il 26% , nel 2019 le iscritte donne sono 104.007.
Ad oggi Inarcassa non può essere indifferente a questi numeri e deve quindi aggiornare il suo regolamento attualmente discriminante e renderlo paritario per le donne.
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