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Era il 2019 quando nell'ambito del laboratorio della classe di "architettura per il paesaggio" di YACademy, un gruppo di studenti di estrazione internazionale sviluppava il progetto di un bivacco per la famiglia Brédy.

Oggi, grazie a quell'esperienza, fra le montagne della Val D'Aosta, sorge un nuovo magnifico intervento di architettura contemporanea, firmato da Chiara Tessarollo, Skye Sturm e Facundo Arboit, alumni della prestigiosa scuola internazionale.

La vicenda ha uno sviluppo articolato e complesso, e merita di essere raccontata con dovizia di particolari.

Ogni anno i corsi di YACademy danno ai propri studenti l'opportunità di lavorare su progetti reali, per committenze di assoluto prestigio. Nel 2019, attraverso la collaborazione fra YACademy e Cantieri d'Alta Quota - associazione italiana orientata allo studio e alla ricerca in ambito di architettura montata - il tema di lavoro riguardava il progetto di un piccolo bivacco nella comba di Vertosan. Simile progetto dava espressione dei desideri della famiglia Brédy, che attraverso la realizzazione di simile architettura intendeva omaggiare la memoria di Claudio, membro della famiglia, appassionato di alpinismo ed escursionismo, che, fra quelle montagne, aveva tragicamente perso la vita nell'agosto del 2017.

Divisi in differenti team, sotto la tutorship di Roberto Dini, esperto di architettura montane e per quell'anno tutor della classe di architettura per il paesaggio presso YACademy, gli studenti avanzarono otto diverse proposte di bivacco.

Il tema era particolarmente appassionante, in quanto commistione di una serie di elementi progettuali di autentico interesse: da un lato il rapporto con la natura, incantevole, ma latrice di una serie di complessità tecniche di cui i progetti montani non sono mai esenti. In secondo luogo, la realizzazione di un'architettura che parlasse, nell'economia di spazi contenuti, delle passioni, della vita e della personalità di Claudio, a cui la medesima era appunto dedicata.

Concluso il corso, una gara fra gli studenti, svolta anche in collaborazione all'ordine degli architetti della Val d'Aosta, ha portato all'assegnazione dell'incarico di progettazione ai tre studenti, con l'occasione organizzatisi in un collettivo.

Passo dopo passo, il collettivo, grazie al supporto di cantieri d'Alta quota e dell'azienda Chenevier S.p.a., è arrivato alla realizzazione del progetto, coronata dall'installazione in situo fra il 27 settembre e il 9 ottobre del 2021.

Il risultato è un oggetto architettonico dalle forme semplici ed eleganti: un volume astratto, sospeso sui propri esili pilastri, ed aperto, verso la vallata grazie ad un'ampia finestra. Come un cannocchiale, il rifugio guarda a sud, abbracciando ed accogliendo un paesaggio montano di rara magnificenza. L'interno, con finiture in legno a vista, è caldo ed accogliente: può ospitare fino a 6 persone, di cui ottimizza le attività attraverso una serie di elementi a scomparsa. Un particolare spazio è dato anche ad una piccola libreria, che vorrebbe rappresentare un punto di scambio di letture ed esperienze fra gli ospiti del bivacco, proprio in funzione anche della passione che contraddistingueva Claudio per la lettura.

"Sempre più frequenti sono i progetti nati nelle classi di YACademy che trovano realizzazione al di fuori della scuola - commenta Alessandro Cecchini, direttore di YACademy - e questo è qualcosa che ci riempie di passione ed orgoglio. Obiettivo di YACademy è quello di costituire un ambiente privilegiato, che favorisca l'affermazione dei giovani, dando loro opportunità concrete di lavoro, e la possibilità di esprimere al meglio il proprio pensiero e le proprie idee, in contatto con i più grandi progettisti al mondo: storie quali quella del bivacco Brédy, ci raccontano in qualche modo che stiamo andando nella giusta direzione".

La nuova offerta formativa di YACademy è appena stata pubblicata, e molte sono le opportunità aperte ai giovani progettisti.

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