tuc : [post n° 232451]

in galera chi laurea i triennali

Cari amici, ieri mi sono dire che tutti i professori che laureano gente come me ( ovvero i triennali) dovrebbero mandarli in galera e il mio boss si chiedeva com'è possibile che succeda questo. Oltretutto si giustificava dicendo "..ecco perche il vostro primo anno lavorativo non vi dovremmo pagare, perchè non sapete niente... ma sei scuro di aver fatto l'università??? ma dove l'hai fatta???"
Amici questo è stato il culmine, non so piu' dove incanalare la rabbia, l'angoscia, mi sento terribilmente stupida e incazzata..
Ame piace questo lavoro ma devo ancora capire se in termini di tempo e di soldi(500 euro per 3 mesi) mi conviene.. ma soprattutto se continuare a crederci..

ps: l'altra cosa che
tuc :
oltretutto lui mi chiede se mi piace il lavoro.. ed gli dico che mi piacerebbe fare piu' rilievi, stime, perizie, ecc.. e lui mi risponde che ci vogliono anni per imparare, anni e anni..

e rimango sempre piu' allibita..
luca :
ti ha messo una bella carta su un bastone come si fa all'asinello: aspetta i tre mesi si ti offre qualcosa bene altrimenti lascia stare.
bonaparte :
tranquilla Tuc, se anche avessi specializzazioni e dottorati troverebbero un pretesto per non pagarti comunque... io non faccio altro che sentire architetti laureati nel '68 (18 politico e niente obbligo di frequenza) dire che le nostre lauree sono state MOLTO più semplici delle loro!!! che si vadano a prendere una seconda laurea, visto che è così facile!!!
franz :
1. Il tuo boss è uno sbruffone
2. Anche un operaio di 16 anni, al suo primo giorno di lavoro, viene pagato anche se non sa fare niente.

Si potrebbe anche accettare di non essere pagati per un po', o essere sottopagati, ma queste boutade tipo "ma sei sicuro di aver fatto l'università?" sono ancora peggio, io uno così l'avrei mandato al diavolo su 2 piedi!
tuc :
io rimango con un nodo sullo stomaco enorme, con un senso di colpa profondo...e anche a me veniva voglia di mandarlo al diavolo... anzi proprio a fannn....Ma voglio essere piu' subdola di lui( sempre se non mi lascia a casa prima), e sfruttarlo a mio piacimento e per le cose che servono a me... e per quello che voglio sapere io.....
matteo.s :
conordo con il tuo ultimo pensiero.
l'unica maniera per fargliela pagare è ripagarlo con l'ottimo lavoro che stai facendo.
Poi, quando avrai imparato tutto e non vedrai sbocchi, cambia posto, ma sempre con garbo, ma aspettati, sicuramente, di essere tacciata di ingratitudine perchè lo lasci dopo tutto quello che lui ha fatto per te.
desnip :
ancora meglio: portagli via tutti i clienti!
Artmat :
Scusatemi ragazzi, io sono un libero professionista e ho 3 arch che lavorano per me. 800€/mese è quello che posso dare loro. Io ho letto tutti i post e mi chiedo, siete veramente sicuri di sapere? Voglio dire, lo so che siete espertissimi di composizione, storia dell'arch. ecc ecc ma durante l'università avete girato qualche cantiere? Io ho 40 anni e il mio buo papà a 16 anni durante i geometri mi ha spedito in cantiere come...muratore! E fino alla laure ho lavorato come geometra. Enon avuto parenti con lo studio. Io mi sto "tirando su" un ragazzo e gli sto insegnando ma gli altri due? Mi sono arrivati con erasmus ecc. ma non avevano mai visto un cantiere a 27 anni! Voi direte che iniziate a lavorare per imparare ma ragazzi miei bisognava pensarci anche prima. Buona fortuna.
Ily :
X ARTMAT

Gentile Artmat, posso fare qualche considerazione sul tuo ultimo post? Mi piacerebbe sentire l'opinione di un datore di lavoro titolare di studio al riguardo.
Se hai tre architetti vuol dire che nel tuo studio c'è lavoro per quattro persone, ergo che hai un certo fatturato.
E quindi: non ti senti a disagio a pagare così poco una persona che col suo lavoro ti fa guadagnare molto di più di quello che ti costa? O hai paura di dover rivedere lievemente il tuo stile di vita facendo qualche rinuncia? Inoltre, se questi ragazzi non sono mai stati in cantiere e questo per te è un problema, perchè non li porti con te e non li insegni? Mio nonno diceva che nessuno nasce imparato. Magari i tuoi collaboratori non sanno andare in cantiere ma hanno sicuramente altre qualità: sanno disegnare, fare computi, compilare la parte burocratica di una DIA o un PdC, discricarsi tra i diecimila decreti e regolamenti e magari, perchè no, scrivere un testo in italiano corretto (personalmente so fare tutte le cose su citate, oltre a rilievi, osservazioni su regolamenti edilizi e piani regolatori, relazioni storiche, consulenze varie per conto del mio capo). Magari fanno anche da segretari, fanno le file in comune al posto tuo, vanno in posta, rispondono al telefono, ti fanno le fatture, hanno idee progettuali che tu puoi usare facendole tue con i clienti.
Tutto ciò, escludendo eventuali straordinari, per la grossa cifra di ben 5,71 €/ora: una donna delle pulizie ne prende almeno 8, e sicuramente svolge un lavoro meno qualificato. Se tu avessi un figlio di quell'età (sui 30 anni diciamo), ti piacerebbe che fosse in quella situazione lavorativa e di doverlo quindi, mantenere almeno parzialmente? Rispondi sinceramente. Se anche tu sei stato sottopagato, invece, vorrei chiederti: non provi disagio a far passare ad altri quello che a suo tempo hai subito tu?
franz :
Ily mi hai letteralmente tolto le parole di bocca...
al di là del fatto che qui, mi sembra, la questione non è lo stipendio, ma come i titolari degli studi trattano i loro "collaboratori": che significano frasi tipo "ma l'hai fatta l'università" se non per mettere a disagio una persona che magari ci sta mettendo impegno e buona volontà?
Se non ti va bene come lavora la mandi via, oppure, visto che la paghi una miseria, cerchi almeno di insegnargli qualcosa per migliorare.
Il punto è che molti datori di lavoro si dimenticano di avere a che fare con persone che hanno una dignità, vuoi perchè riversano sugli altri ciò che hanno subito loro, vuoi perchè sono scorretti di natura...
Non ti puoi permettere di pagare più di 800 euro un tuo collaboratore che lavora da te dalla mattina alla sera? evidentemente non hai abbastanza lavoro, ergo non ti serve quel collaboratore, ergo è meglio che lo lasci a casa se non sei in grado di ricompensarlo in altro modo, ad esempio insegnandogli cose che non conosce o portandolo in cantiere.
Un mio ex datore di lavoro mi chiedeva quale sarebbe il giusto compenso per un collaboratore, la mia risposta è che andrebbe riconosciuta una cifra nella misura in cui quel collaboratore ti consente di assumere incarichi e di portarli a termine. Invece il parametro più diffuso è questo: gli altri studi pagano poco o niente perciò anch'io pago poco o niente, indipendentemente dalla validità del collaboratore.
poipoi :
Ily, come al solito fai finta di non capire che il valore del tempo non è uguale per tutti. E questo valore lo fa una cosa che si chiama "mercato". Purtroppo.

Se ci sono 140.000 architetti e 10.000 domestiche è abbastanza normale che al domestica guadagni di più.
E questo non ha alcuna attinenza con quanto hai studiato, come hai studiato, cosa hai studiato.

Se io, datore di lavoro, per poter prendere un lavoro sono costretto ad abbassare i miei prezzi, a fare economie, ottimizzare risorse e tempi, è normale che ci si rimette tutti. Non capisci che l'alternativa è NON prendere il lavoro e quindi tutti a casa? Se pensi di essere l'unica ad essere sfruttata, sappi che non tutti i datori di lavoro girano in porsche e vestono versace.
franz :
Scusa Poipoi...pagare una persona 5 euro all'ora tu lo chiami mercato, io lo chiamo sfruttamento.
Ne più ne meno di quegli stilisti che fanno fare borse e vestiti ai clandestini cinesi negli scantinati.
Poi il tuo discorso sugli incarichi avrebbe un senso se, nel caso di lavori particolarmente remunerati, si riconoscesse al collaboratore una percentuale, o un premio, invece il collaboratore viene pagato poco sempre, indipendentemente da quanto il titolare dello studio si mette in tasca.
tuc :
sono letteralmente daccordo con Franz Ily. IO per prima riconosco di essere ignorante di non conoscere abbastanza e di essere alle prime armi...quindi so che per forza di cose devo farmi la gavetta.. ma questo non comporta necessariamente essere calpestati .. o essere trattati come stupidi.. ma che stiamo schrzando.. e poi qual'è la differenza tra vedere un cantiere a 27 anni o a 20....Voi cari datori di lavori al posto che blaterare e approfittarne dovreste imparare a trasmettere l'esperienza che avete.. DOVETE IMPARARE AD ESSERE MENO AVIDI.. oppurtusti e tante altre cose..


Fatevi un bel esame di coscienza sfruttatori egogentrici..
Grazie
delli :
premesso che lo sfruttamento c'è... è innegabile, però concordo con poipoi: un collaboratore fresco di laurea sa fare il 20% di quello che sa fare un professionista... il resto è investimento del professionista nella formazione, pertanto, il costo reale del collaboratore, è il doppio di quello che viene pagato... oppure le ore del professionista che istruisce, revisiona, corregge, rifà il lavoro, del collaboratore non contano?
come dice poipoi, non tutti quelli che hanno uno studio viaggiano in porsche o vestono armani... avviare uno studio richiede moltissimi sacrifici, sia in termini di tempo che di soldi e avere molto lavoro, tale per cui si cerca un collaboratore, non comporta un immediato rientro economico stratosferico, soprattutto di questi tempi dove si aspettano mesi per incassare o si fanno prezzi magari un po' scontati per restare competitivi!
questo in un regime sano di crescita professionale
che poi ci siano situazioni dove il professionista 'ci marcia' è evidente, ma in quel caso: cercate un altro posto!
io ho un collaboratore da poco più di due mesi: lo pago 1000 per 4 mesi, poi 1100 per altri 4 e poi 1200 i successivi 4... dopo un anno ne riparliamo, in funzione di quanto ha imparato e di quanto mi è diventato autonomo, o comunque in grado, realmente, di togliermi del lavoro dalle mie spalle...
sono pochi? boh... probabilmente sì, ma per me, al momento, sono un sacrificio e un costo molto ma molto maggiore di quello che realmente gli pago
di sicuro gli faccio la formazione, me lo porto con me a fare rilievi e sopralluoghi, cerco di spiegargli il più possibile di quello che è la professione a 360°, ma non ho la pretesa di avere un ritorno immediato (nelle sue capacità) in tempi brevi...
e questo, come detto prima, comporta un costo maggiore di quello che viene pagato
bye bye
poipoi :
dimmi Franz. Fra 5 euro e zero cosa preferisci?
Perché l'alternativa è questa. La barca è la stessa e se affonda, affondiamo tutti. Almeno i miei collaboratori hanno la possibilità di abbandonarla, ma io no: devo farla stare a galla a tutti i costi.

Il lavoro dell'architetto, e non solo in Italia, è squalificato, a causa della troppa offerta e della scarsa richiesta.
Se prescindi da questo presupposto stai facendo un comizio, non un ragionamento. E il tuo comizio non porta da nessuna parte. O meglio ci porta tutti ad affondare mentre continuiamo a discutere di diritti, sacrosanti.

Ho dei colleghi che fanno fare i render in Cina, e i calcoli in India. E questi sproloqui ideologici mi fanno pensare che così non ne usciamo.
Isil :
X DELLI:
il tuo è 1 approccio sensato al problema! E' ovvio che se ci devi investire in tempo per formare una persona, non puoi ricompensarlo subito per 1 autonomia che non ha.E ti ammiro...non sono molte le persone che mettono anima e core nel formare i proprio collaboratori Io credo di parlare a nome di tutti quando dico: GAVETTA SI....SFRUTTAMENTO NO! Sarei felicissima di concordare con il mio capo degli step retributivi, però purtroppo ai capi fà comodo non formarci troppo perchè in questo modo ci pagano di meno.
X armat:
falice che tu abbia avuto la possibilità di andare in cantiere così presto.....forse però, come noi "collaboratori" nn dobbiamo generalizzare, neanche voi "capi" dovreste farlo....sono molto i motivi per cui uno a 30 non è riuscito ancora a vedere un cantiere. Tu non sai quanto vorrei seguire i lavori invece di stare a studio a disegnare cose astratte e a rispondere al telefono.Tu dirai è ma vi lamentare sempre...se state in cantiere vorreste stare a studio e viceversa....bhè ti volevo solo spiegare perchè a 30 ancora non sono riuscita ad avere la formazione integrale che cerco. E visto ke lavoro dalle 9 alle 19 come finta dipendente a 7 euri lordi l'ora non posso seguire altri lavori...poi se conoscete cantieri notturni eccomi sono disponibile! Oltretitto non ho avuto un padre ke a 16 anni mi ha buttato in cantiere...anche perchè all'epoca non pensavo di fare l'architetto (a differenza di te ke invece già sapevi ke saresti diventato geometra!!!!!!!!!)Conosco colleghi che lavorano in studi da 5 o 6 anni e ancora non sono stati mandati in cantiere....................................................................
franz :
Poipoi, che ti devo dire, se riduci tutta la questione al "5 euro sono meglio di 0" allora sei pure disposto ad avere collaboratori che se ne fregano del lavoro che svolgono, che non accettano di fare le ore piccole perchè c'è una consegna urgente, che ti mollano non appena qualcuno gli offre 5 euro e 10 cents....tutto è relativo, a me potrebbe andar bene essere pagato 2 euro, a patto di crescere professionalmente, imparando ciò che l'università non mi ha insegnato, il problema è che vieni pagato 5 euro all'ora per fare il disegnatore, per piegare le tavole, per prendere le telefonate e l'unica volta che esci dallo studio è per andare a comprare le marche da bollo...tutto questo può andare anche bene per qualche mese, ma se dopo 2 anni non cambia nulla e non hai nessuna prospettiva di crescita spiegami tu perchè dovrei rimanere fedele allo studio o perchè dovrebbe importarmi della barca che affonda.
Nella mia piccola esperienza ho notato che troppo spesso il titolare dello studio chiede al collaboratore di mettersi nei suoi panni (sai com'è le spese, i pagamenti in ritardo, ecc. ecc.) ma mai una volta che il titolare si metta nei panni del collaboratore (tanto se te ne vai tu ne trovo subito un altro...). A questo punto sono meglio 10 euro da magazziniere che 5 euro da fesso.
X DELLI: se hai bisogno di una mano dimmi dove devo firmare...
Fra :
i discorsi di ily, poipoi e delli non fanno una piega ciascuno nella sua ottica.
però, dico, siamo così sicuri che i titolari formino davvero i loro collaboratori? io dico di NO.
nel primo studio in cui ho alvorato ero da sola, la titolare si faceva vedere sì e no un paio d'ore a settimana: mi ha scaricato addosso un lavoro del costo di 3 milioni di euro che ho dovuto fare io (progetto di restauro di un ricetto medievale) e per cui prendevo 600 euro al mese fra mille brontolii perchè non voleva mai pagarmi. lei non mi ha insegnato NULLA perchè non c'era MAI.
secondo lavoro: mai portata in cantiere, però criticata perchè non ne avevo esperienza, mai formata, sbattuta lì a disegnare e progettare (sì, perchè io progettavo ma lafirma era altrui), imparando rubando da altre pratiche o cheidendo a un altro collaboratore più anziano e con esperienza. pagata 1000 euro lordi al mese per fare 40-50 ore a settimana.
luca :
concordo con Ily e aggiungo che se in un lavoro mi danno5,00€ e trovo poi un giorno la concorrenza che mi offre 5,10 sono il primo ad andare via. Ma questo non e' dovuto alla mia avidita' e scarso rispetto nel datore di lavoro, ma nel fatto che a 30 anni mi serve la macchina che ha bolli tagliandi e quant'altro, la casa con tutte le sue spese e tante altre cose. Non riesco a vivere con 800 euro che per me sono pochi e gia' se trovo a 850 ci penso seriamente. Purtroppo se il compenso e' basso anche 10 euro contano tantissimo. Se il datore di lavoro offrisse 800euro con contratto a tempo determinato e non a partita iva il ragionamento sarebbe diverso, ma qui si sfrutta soltanto insegnando il meno possibile promettendo un utopico futuro che non arrivera' mai.
Vesevus :
Ragazzi, io dico solo questo : lavoro per 10€ al giorno lordi!!!
Faccio: telefonate, gestione clienti, grafici, dia, pdc, cantiere etc...etc.....ho detto tutto!

In bocca al lupo a tutti....
Lebia :
Riguardo ai professori che laureano studenti triennali come te...oggi mi sono trovata a parlare con un muratore della mia esperienza lavorativa. Io tutti i giorni ho a che fare con nuova progettazione e vedo pilastri e solette in falso su solai sottostanti, finestre troppo ravvicinate per cui poi non ci stanno le persiane, persiane che non si aprono, elementi statici sottodimensionati e altri sovradimensionati di parecchio...beh, io non mi chiedo chi abbia laureato me, ma chi abbia laureato la persona per cui lavoro!!!
delli :
x franz: se sei in lombardia lascia la mail.... ora come ora non ho bisogno di un altro collaboratore fisso ma spesso mi avvalgo di collaborazioni esterne per lavori 'saltuari'...
bye bye
luca :
X lerbia, i problemi di cui parli sono dovuti al fatto che la progettazione in itali e' l'ultimo dei problemi e al fatto che l'architetto non si occupa dìpiu' di progettazione ma fa il burocrate.
Mila :
Quanti luoghi comuni ho letto qui...

Nessuno va a lavorare "per imparare": si va per guadagnare, altrimenti si rimarrebbe a letto la mattina. Per imparare c'è la scuola, i corsi, ecc.. Il fatto che all'inizio si debba imparare è legato ad una prospettiva futura di un miglioramento lavorativo, alias più soldi, o comunque un'entrata dignitosa.

E poi: anche una segretaria d'azienda appena arrivata in ditta non sa fare granchè, è ovvio, ma il datore di lavoro deve pagarla comunque.

E' una battaglia persa, questa, cari colleghi. All'estero (nord europa) non ti dicono: sei qui per imparare, quindi attaccati perchè io non ti do più di 500 euro. Ti pagano secondo gli anni di esperienza, ma ti pagano.
Artmat :
Ragazzi è tutto vero ma i margini non sono così alti come credete. E a parte questo prendetevela con il 68 italiano e con la fine della meritocrazia. Ricordate il proverbio meglio pochi ma buoni? Con gli architetti non esiste perchè ne posso trovare a centinaia. Ecco perchè la domestica prende di più di voi. E ripeto che mi serve gente di 24-25 anni in gamba, non di 30 che non hanno mai visto un cantiere. Io mi sono laureato a 25 facendo il muratore e il geometra. Voi cosa facevate durante l'università?
franz :
X DELLI: io sono di brescia e la mia mail è "email"
ciao
bonaparte :
mi attirerò le ire di tutti, ma ragazzi è colpa nostra: nel nord europa (ho vissuto e lavorato 20 mesi tra svezia e danimarca) le persone a 23 anni sono laureate e pronte a lavorare, la distinzione laurea specialistica-triennale non esiste, proseguono solo pochi cervellotici futuri ricercatori. la laurea triennale è quella comune ed ufficiale e lo stpendio minimo è garantito dal fatto che i giovani (poichè per lo + vivono già fuori casa) NON ACCETTANO contratti stracciati, ma vanno piuttosto a fare altro!!! non è solo colpa dei datori di lavoro se dei quasi 30enni iniziano a lavorare gratis (avrebbe dovuto iniziare a lavorare prima), fa infuriare il fatto che dopo 7-10 anni di esperienza uno prenda ancora poco, o che a 40 anni uno abbia delle difficoltà economiche anche se in realtà gestisce uno studio intero... qunidi TUC, fregatene alla grande di quello che dice il tuo capo frustrato, in realtà penso che gli dia molto fastidio che tu abbia iniziato a lavorare presto e quindi cerca di scoraggiarti... in bocca al lupo!!!
Ily :
Dipende Artmat: tu ci andresti a raccogliere i pomodori per due euro l'ora, rovinandoti la salute?
Io onestamente no, preferirei andare alla mensa dei poveri, anche, e sopratutto, perchè così facendo si avalla una pratica eticamente scorretta (in questo caso lo sfruttamento schiavistico dei braccianti).
Secondo il tuo principio -meglio pochi ma buoni, e chi se ne frega delle condizioni di lavoro- torniamo dritti dritti all'Ottocento: chi non sa a cosa alludo, si legga Oliver Twist o Germinal.
Comunque, se a te serve gente di 24 anni già con esperienza, prenditi un geometra e pagalo bene, cioè come un lavoratore con 3/4 anni di esperienza.
Cordialità.
Ily :
X Artmat:

Strano, perchè -anche se sono solo una collaboratrice- so benissimo quanto fattura lo studio dove lavoro e quanto fatturo io, e colle quattro operazioni me la cavo piuttosto bene.
desnip :
Studiavamo, caro.
A parte quest'ultima cosa, in tutto il mondo e in tutti i settori professionali non si arriva imparati, ma si viene pagati prima per formarsi e poi per fare al meglio quel lavoro.
In tutto il mondo un datore di lavoro investe sui suoi collaboratori, perchè più imparano e più gli saranno utili per vincere la concorrenza. In Italia poichè la concorrenza non esiste, perchè non è la qualità a vincere, ma l'"ammanigliamento", a nessuno conviene formare seriamente i propri collaboratori, ma pagarli pochi euro al mese per rispondere al telefono e fare le fotocopie.
Ily :
Anzi Desnip, è addirittura dannoso formarli oltre le mansioni che saranno chiamati a compiere (ad esempio: ti viene insegnato a fare computi e farai solo quello, oppure solo le dia e farai solo quello): visto che prendono -prendiamo- due spicci tenderanno a scappare o mettersi in proprio alla prima occasione, e quindi, pensa il lungimirante titolare di studio, se non li formo (a parte quello che mi serve nell'immediato) non avrò un concorrente in più un domani.
Semplice no?
desnip :
Infatti era quello che volevo dire.
Non li formo così non mi faranno concorrenza, piuttosto che formarli e tenermeli stretti perchè saranno un valore aggiunto alla mia attività.
tuc :
x bonaparte: grazie davvero del consiglio.. e purtroppo quello che mi sta succedendo ora mi pesa come un macigno.. e temo cha la vita da studio non sia da me...oggi quindi farò un colloquio presso un vivaio che a anche progettazione di giardini.. vediamo...
tuc :
è proprio per questo che me ne voglio andare da questo settore,perchè non voglio essere sfruttata a piacimento loro e sperare che prima o poi mi insegnino qls.. insomma pendere dalle loro labbra.. non sono un animale...
Isil :
X artmat:
io mi sono laureata a 26 anni, non troppo lontanto dal tuo limite di età. Prima dell'università non sapevo di vole fare l'architetto e non ho mai frequentato per questo cantieri ne ho avuto la fortuna di avere un padre muratore, costruttore, geometra, architetto o ingegnere....quindi ero a digiuno di tutto quando mi sono iscirtta all'uni. Durante l'uni ho studiato, dato ripetizioni, vinto borse di collaborazioni per mantenermi anche se vivevo con i miei. Visto qualche cantiere certo ma fondamentalmente ho studiato . Appena laureata ho cominciato a lavorare in un posto dove sono rimasta 1 anno e mezzo. Pensavo investissero su di me ed invece mi sono ritrivata culturalmente e professionalmente + povera di quando ero entrata.....e visto ke io avevo invece investito tutto su di loro mi sono ritrovata a 28 anni a ricominciare da capo. Prima in un fantastudio a 400 euro/mese (pago 650 di affitto), poi in un 1 impresa ke mi ha tenuto tipo pollo da batteria a disegnare esecutivi.......ora sono in uno studio di provincia ma i capi preferiscono tenermi a studio perchè così c'è sempre qualcuno ke risponde al telefono.
Come vedi non si pò generalizzare!
Artmat :
Ragazzi vi capisco benissimo e ci sono passato anch'io. VOlevo col mio post solo spiegare che un neolaureato molte volte non è all'altezza del mondo del alvoro se durante l'università non colmato da solo le lacune del sistema univ. italiano. Io ci sono riuscito facendo il muratore che mi ha permesso di avere più esperienza di altri neolaureati. Poi mi sono messo per conto mio a 34 anni. Mio padre era impiegato (ragionere) e non avevo/ho parenti con lo studio. Io i primi anni in studio prendevo metà di quello che ora io posso dare ai miei collaboratori.
Mario :
Ma io sono l'unico che prende 1500€ al mese nello studio dove sono? Mazza..... Però non mi pagano le ferie/malattia.
tuc :
CAVOLOOOOOOOO!!! a me sembra proprio di si....
ma qual'è la tua storia.. Racconta Mario!!!
Mario :
Beh..non c'è niente da dire, ho 33 anni e nello studio dove lavoro mi trovo bene. Il conteggio delle opre fa 1500e al mese, tranne dicembre e agosto dove con le ferie facciamo circa metà. PIù o meno quindi 1500 per 11 mesi. Per fortuna non mi ammalo spesso. Il mio capo è gentile e corretto. Tutto qui.
archla :
@Artmat: capisco che la tua sia stata una provocazione, provocazione a cui potrei risponderti che avendo un padre "nel campo" tu sia stato facilitato, sia a livello di formazione sia a livello di "contatti" professionali :-)
Io non contesto il fatto che tu possa pagare i tuoi collaboratori 5€ l'ora, quello che contesto è:
- sono 5€ fatturate?ovvero prendono 800€ + iva? questo vuol dire che in tasca gli entrano meno di 5€, no?
- se sono 5€ fatturate, i collaboratori sono liberi prof. quindi non richiedi un impegno fisso tutti i giorni, gisuto?se hanno dei corsi da seguire non gli metti i bastoni tra le ruote. Non richiedi un impegno da dipendente, perchè ovviamente dipendenti non sono, giusto?
- è verissimo che l'università non prepara al (triste )mondo del lavoro, dico sempre che dovrebbe essere obbligatorio un periodo di formazione presso un'impresa, per imparare il mestiere e vivere il cantiere. Ma visto che tale formazione "pratica" non è alla portata di tutti (immagina una ragazzina di 16 anni che va in un'impresa a chiedere lavoro :-) eh si perchè esistono anche le aspiranti architette :-) tocca ai datori di lavoro.
per cui mi paghi poco ma almeno in cambio io mi formo, ho tempo per frequentare corsi di specializzazione e magari, con il tempo, curare i miei clienti, ecc.

Il problema nasce quando lo studio di architettura usufruisce dei benefici di avere dei liberi porfessionisti come collaboratori, ma pretende in cambio l'abnegazione di un dipendente.
:-)
archla :
@tuc: comunque, tranquillo. a me dicevano al stessa cosa ed ero vecchio ordinamento, laureata a 25 anni :-)
Artmat :
Archla ho scritto prima che non avvo parenti con lo studio. Mio papà che ora è in pensione faceva l'impiegato amministrativo in una azienda. I miei prendono 800 netti. Hanno la massima liberta e possono gestirsi gli orari. Non posso assumerli perchè ora lavoro ne ho domani non lo so.
archla :
la faccina :-) sottolineava il fatto che la mia frase era una provocazione fine a se stessa.
se è così, sei un bravo capo, almeno a mio parere.
Lebia :
Io ho terminato l'università e non avendo parenti architetti (devo aver preso da mio nonno muratore che quando sono nata era già in pensione e dalla zia suora, dato che sono esperta in impianti tipologici conventuali/monastici) ho deciso di fare "tirocinio". Mi sono posta con la massima modestia presso lo studio dove lavoro ora. Insomma, ero più che cosciente di dover imparare.

Sai qual'è stato il risultato? Essere offesa pubblicamente davanti ai clienti in quanto lui è il mio padrone e io sono la sua schiavetta, dato che non ho l'abilitazione.
Però quando spariscono i clienti (tratta da stupidi anche loro, purtroppo, e di questo mi dispiace molto), sembra più buono...

Alle volte le buone intenzioni non pagano e a quel punto, davvero si lavora senza voglia e solo per portare a casa un misero stipendio.
Ily :
Lebia, rispondigli per le rime anche davanti ai clienti: tanto tu non hai nulla da perdere, al massimo dovrai cambiare studio, imparando (finalmente) cose nuove.
ste :
cara....io ho 3 anni di esperienza e prendo 500 al mese
Avvisami quando qualcuno risponde
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